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postato il 1 giugno 2018 da redazione | in "In evidenza"

In ricordo di Antonio Ramenghi

La mia lettera inviata alla cronaca di Bologna di Repubblica

La notizia della scomparsa di Antonio Ramenghi mi ha colpito nel profondo del cuore, suscitandomi un rimpianto immenso per quest’uomo buono e giusto, profondamente coerente nella vita personale e professionale. Chiudendo gli occhi in un momento di commozione, ho ripensato al nostro primo incontro, tanti anni fa, quando fu nominato capo della redazione di Repubblica nella nostra città.
Eravamo ancora tutti sconvolti per la repentina scomparsa di un altro grande, Luca Savonuzzi, che dal Resto del Carlino alla nascente redazione di Repubblica, aveva avuto modo di maturare con tanti di noi una profonda amicizia.

Ricordo come fosse ora che abitavo in Via Indipendenza e invitai Antonio Ramenghi a cena. Quella sera ci studiammo a lungo, sentii che aveva nei miei confronti una certa diffidenza, forse derivata dagli stereotipi e dagli ambienti diversi che avevamo frequentato nella nostra giovinezza.
Ma poi ci siamo profondamente capiti. Da quel giorno non ci siamo lasciati più ed io ho potuto contare sempre su un interlocutore intransigente ma sincero, capace di critiche spietate ma anche di profondi gesti di amicizia.
Antonio era così con me e con gli altri. Un cristiano esigente, un giornalista rigoroso ma, alla fine, soprattutto un uomo profondamente buono, timido e a volte addirittura introverso nell’esprimere i suoi sentimenti.

Entrambi siamo poi diventati “bolognesi a Roma”. Ci siamo rivisti episodicamente, ci siamo sentiti di tanto in tanto, anche mentre dirigeva quotidiani locali. L’ultima volta che l’ho visto è stato all’inizio della scorsa campagna elettorale, per me molto impegnativa e densa di significati: “Sei tornato a casa?”, mi chiese.
Conserverò solo nei miei ricordi i pensieri che mi ha voluto lasciare in quell’occasione: amici tornati dopo un lungo cammino.

 

 

 

 

 

 

 

 

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postato il 30 maggio 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Governo: “Salvini ha giocato con Di Maio come il gatto col topo”

L’intervista di Nino Luca ai microfoni di CorriereTV

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postato il 29 maggio 2018 da redazione | in "Politica"

NESSUN ESPROPRIO “GOVERNO DEL CAMBIAMENTO”, CIO’ CHE È CAPITATO CHIARO A TUTTI ITALIANI

Uno dei due contraenti si è preso gioco dell’altro

Il mio intervento nell’Aula del Senato sulla situazione politica italiana

Signor Presidente, vorrei far notare ai colleghi che l’Italia, come ha detto giustamente il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, che mi ha preceduto, merita rispetto, ma non c’è nessuno in quest’Aula che ha il monopolio della rivendicazione del rispetto. Tutti noi vogliamo rispetto, soprattutto davanti ad affermazioni come quelle del commissario Oettinger, che sono esempio di eurostupidità.
Per cui, onorevoli colleghi, la distinzione in quest’Aula non è tra chi accetta qualcosa e chi non la accetta, perché davanti alla stupidità, all’arroganza, all’autolesionismo. Siamo tutti italiani, dalla stessa parte.

All’onorevole senatore che mi ha preceduto vorrei far presente una cosa con riferimento alla stampa internazionale. Per favore, evitiamo di scandalizzarci. La critica a volte dà fastidio, soprattutto quando la si riceve, ma io non ho visto eguale indignazione da parte del Movimento 5 Stelle quando i Governi di Berlusconi, prima, e di Renzi e Gentiloni, dopo, sono stati attaccati con eguale arroganza dalla stampa internazionale. Silenzio totale. 
E forse, colleghi, c’è stato anche qualcuno che ha approfittato della lettura di questi giornali internazionali per operare, all’interno del Paese, al fine di delegittimare i Governi – fossero essi di centrodestra o di centrosinistra – che si sono democraticamente susseguiti alla guida del nostro Paese.

Qui, colleghi, non siamo all’anno zero. Lo dico perché c’è una rappresentazione di comodo di tutto quello che sta capitando nelle ultime ore in Italia come se fossimo all’anno zero della democrazia. Finora qualcuno ha estorto al popolo il Paese in modo antidemocratico; oggi c’è qualcuno, cavaliere solitario, che ha restituito lo scettro al popolo. No, colleghi, da De Gasperi a Gentiloni, qui nessuno ha espropriato niente e gli italiani si sono espressi con il voto democratico.

Onorevoli colleghi, purtroppo per tutti noi, nessuno ha vinto le elezioni dello scorso 4 marzo.

Qui c’è un partito che ha avuto la maggioranza relativa e c’è un raggruppamento – una coalizione – che ha avuto la maggioranza relativa. Tuttavia, quello che non era stato detto ad alcun italiano era che questa coalizione era virtuale e che il giorno dopo un pezzo di essa si sarebbe staccato per fare un’alleanza con coloro con cui, in campagna elettorale, si erano aspramente contrapposti. E questo è un grande inganno, cari colleghi.

Dunque, nessuno ha vinto le elezioni e probabilmente va detto agli italiani che questo patto che ci è stato annunciato come il “Governo del cambiamento” non era voluto da almeno uno dei due contraenti, che si è preso gioco dell’altro, portandolo nel fosso.

Cari colleghi, vi capisco. Vi esprimo solidarietà, cari colleghi, perché capisco che essere presi in giro dà fastidio, ma questo è quello che è capitato ed è sotto gli occhi di tutti gli italiani.

Infine, esiste la Carta costituzionale. Quello che valeva per tutti i Governi della Repubblica nell’atto della nomina dei Ministri non poteva non valere anche per questo. E se voi difendete la Costituzione, con la tensione morale che avete enunciato, dovete difenderla tutta, non a piacimento e a intermittenza, a seconda dei vostri comodi.

Allora, cari colleghi, qui non c’è in fieri alcun Governo che espropria. Semmai, c’è un Governo che, per la correttezza istituzionale, viene istituito per evitare che il Governo passato possa gestire – perché frutto di un equilibrio politico diverso – il processo elettorale.
Pertanto, ci sarà semmai un Governo di garanzia, per dare agli italiani la parola che voi richiedete, a dimostrazione del cumulo di contraddizioni che sono state portate anche oggi all’Assemblea del Senato.

 

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postato il 29 maggio 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

“Basta steccati, serve un’alleanza con i moderati”

L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata su Repubblica Bologna

«Ci troviamo in una situazione drammatica. Per uscirne, credo che si debbano superare le tradizionali case politiche, e che il Pd debba unire tutti quelli che sono dalla stessa parte, in difesa dei valori della Costituzione e della permanenza dell’Italia in Europa». L’alleato centrista del Pd, Pier Ferdinando Casini, eletto a Bologna, resta nel centrosinistra e anzi sprona i dem a diventare il perno di un nuovo rensemblement che raccolga tutti i “non sovranisti” contro Lega e M5S. Senza escludere a priori nemmeno i moderati di Forza Italia, a questo punto.

Casini, l’ha sorpresa il gesto di Sergio Mattarella?
«No, conosco Mattarella ed è una persona mansueta. Ma quando è convinto che si calpestino le istituzioni che lui rappresenta diventa intransigente».

Ora siamo di nuovo sprofondati nella crisi istituzionale. Come se ne esce?
«Parliamo di una situazione gravissima, che non ha precedenti e di fronte alla quale bisogna creare un grande raggruppamento di forze che condividano i valori di appartenenza europea e di rispetto della Costituzione. Le tradizionali case politiche oggi lasciano il tempo che trovano e vanno superate o siamo sul baratro».

Lei parla di superamento di case politiche. Significa superare la contrapposizione tra centrosinistra e centrodestra e “aprire” anche a Forza Italia, per mettere insieme un unico fronte anti-populista?
«Io credo che il problema sia superare le collocazioni politiche come le abbiamo conosciute finora. Il Pd deve essere il seme di un fronte più ampio, di tutti quelli che difendono i nostri valori europeisti. Io lavorerò perché si realizzi una convergenza la più ampia possibile contro le forze antisistema. Senza esitazione, perché è in ballo qualcosa di più importante di noi».

Il grillino Massimo Bugani dice che se si torna al voto loro e la Lega faranno il pieno.
«Che facciano il pieno o meno lo vedremo il giorno dopo, non oggi. Quello che deve essere chiaro oggi che siamo in una battaglia come fu quella del ‘48. I grillini hanno dimostrato grande irresponsabilità, con Di Maio che da Roma a Fiumicino è passato dall’ossequio a Mattarella a chiedere l’impeachement. Nel dramma, credo sia positivo che oggi la posta in palio sia esplicita. Che sia evidente che qui c’è in ballo una idea diversa dell’Italia, e che dietro l’angolo ci sia anche il rischio di un’uscita dall’euro».

Lei è stato eletto in alleanza col Pd, ma il Pd oggi è senza guida. Come farà a riorganizzarsi senza un segretario?
«Tutto quello che riguarda gli assetti, le candidature, i segretari, è assolutamente ridicolo in questo momento. Io spero solo che il Pd non perda altro tempo a litigare e si metta al lavoro, altrimenti arriverà tardi all’appuntamento con la storia».

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postato il 4 maggio 2018 da redazione | in "Politica"

Ospite di Piazzapulita

Al programma di La7, rispondo alle domande di Corrado Formigli su consultazioni e prospettive di legislatura

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postato il 23 aprile 2018 da redazione | in "Esteri"

Italia-Albania: dal presidente Meta il conferimento dell’onorificenza Madre Teresa

Oggi a Tirana il presidente della Repubblica dell’Albania mi ha conferito la medaglia dell’Ordine di Madre Teresa, una delle massime onorificenze dello Stato albanese

Ringrazio il presidente Meta dell’onorificenza, che in realtà è tributo non a me personalmente, ma al rapporto speciale fra Italia e Albania. Sono certo che chiunque guiderà l’Italia nel prossimo governo sara’ coerente con la tradizione migliore della nostra politica estera. Anche le forze nuove che si avvicinano al governo del paese, saranno come noi lo siamo stati, testimoni e ambasciatore dell’Albania in Europa. Mi conforta molto oggi vedere tra i punti programmatici che i colleghi del Movimento Cinque Stelle hanno presentato, la conferma di quello che sto dicendo, perché si parla di continuità nell’impegno della politica europea.

***

La medaglia – si legge nelle motivazioni del conferimento a Pier Ferdinando Casini – è in segno di apprezzamento per la sua personalità’ di spicco come politico il quale incarna i valori più’ alti del parlamentarismo, del dialogo e della democrazia, e per essere stato un ponte di collegamento per la permanente amicizia italo-albanese.
Nel suo intervento il presidente Ilir Meta ha sottolineato “lo straordinario aiuto del senatore Casini nel promuovere l’Albania sul campo internazionale. Lui e’ stato un avvocato dell’adesione del paese alla Nato e un fermo sostenitore della prospettiva europea dell’Albania e della regione dei Balcani. L’Italia è un nostro insostituibile partner strategico. Perciò un’Italia forte, stabile e prospera è importante per un’Albania per sviluppata e prospera”.

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postato il 17 aprile 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Siria: non c’è Governo credibile fuori da europeismo-atlantismo

L’intervento nell’Aula del Senato sull’Informativa del Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, sulla situazione in Siria 

Signor Presidente, cari colleghi, questo è il primo dibattito che svolgiamo in quest’Assemblea e lo facciamo sull’argomento principe, secondo me, della vita politica delle Nazioni, cioè sulla politica internazionale.

Parlo a nome del Gruppo Per le Autonomie. Noi siamo europeisti. Quando qualcuno si definisce europeista non può in alcun modo non pensare a come questa parola si debba declinare in modo congiunto a un altro concetto: l’atlantismo. Se non ci fosse stata la scelta atlantica del Dopoguerra, noi non avremmo realizzato l’Europa, con tutti i pregi e i difetti che essa ha.

Oggi siamo chiamati dal Governo uscente, in carica per il disbrigo degli affari correnti, come si suol dire, a ragionare su questo tema e sul comportamento che l’Esecutivo ha tenuto non partecipando alle azioni militari e dando un sostegno logistico condizionato. Noi, caro presidente Gentiloni Silveri, le diciamo che siamo pienamente convinti della sua azione. La nostra fiducia non è figlia di un riflesso condizionato del passato, non è una forma di nostalgia della passata legislatura. No, colleghi, la nostra approvazione è una precisa indicazione per il futuro, perché secondo noi non ci può essere un Governo credibile nel nostro Paese fuori dalla conferma prioritaria della scelta atlantica ed europea del nostro Paese. Una scelta che forse è stata divisiva negli anni dell’immediato Dopoguerra, ma che, già dal 1977 in poi, è diventata patrimonio politico comune tra le forze maggiormente rappresentative del nostro Paese, forse anche antagonistiche nel passato, ma che si ritrovarono su questa scelta. Per la sinistra di allora fu difficile compiere una scelta in controtendenza con le centrali del comunismo di quel tempo. Tuttavia, questa scelta fu proprio la caratteristica autonoma della strada italiana. Dunque, europeismo ed atlantismo.

Rapporto con la Russia: colleghi, vorrei essere esplicito sul rapporto con la Russia. [Continua a leggere]

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postato il 23 marzo 2018 da redazione | in "Politica"

Ospite di Otto e mezzo

Nessuno può imporre un programma di governo con il 30% dei voti

Penso che potrebbe essere una legislatura molto rapida perché nessuno di coloro che ha vinto queste elezioni, Salvini e Di Maio, è in grado di formare un governo autonomamente. In alternativa, ci deve essere un armistizio, perché nessuno può imporre un programma con il 30% dei voti. C’è bisogno di una composizione parlamentare per evitare nuove elezioni che producano un nuovo risultato di stallo.

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postato il 20 marzo 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

C’è grande rinnovamento, speriamo l’Italia vada avanti

Presidente Senato rappresenti tutta l’Assemblea

Speriamo che l’Italia vada avanti. C’è un grande rinnovamento. Diceva un famoso ateniese: ‘La Repubblica si difende con le armi dei giovani e con i consigli degli anziani’. Speriamo di dare una mano ed evitare che vada fuori strada.

La vita del Parlamento nasce e si consolida su un principio: il rispetto della maggioranza e l’eguale dignità di chi sta all’opposizione. Al governo ci va chi vince, ma nel Parlamento tutti abbiamo diritto di cittadinanza. L’importante è che il Presidente del Senato faccia sentire a tutti i parlamentari, indipendentemente dalla loro collocazione, questo sentire collettivo.

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postato il 17 marzo 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Grazie Bologna!

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postato il 5 marzo 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Grazie Bologna!

Ringrazio Bologna e i bolognesi che, dopo tanti anni in Parlamento, mi hanno rinnovato la loro fiducia e la loro stima. Sarò il senatore di tutti: di chi mia ha votato e di chi non lo ha fatto. Il mio impegno nei prossimi anni sarà rivolto a questa città.
La democrazia ha le sue regole, hanno vinto i 5Stelle e la Lega. Hanno vinto sulla protesta, ora è loro compito – se ne sono capaci –  avanzare una proposta di governo per il Paese. Auguri a loro e al nostro Paese!

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postato il 2 marzo 2018 da redazione | in "Politica"

Con alleanza moderati-progressisti abbiamo fatto ripartire l’Italia

Oggi il rischio è la vittoria della Lega o dei 5Stelle, un misto di incompetenza e arroganza

 

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postato il 2 marzo 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

“Qui c’è ancora un’aria da Peppone e don Camillo, esistono rapporti saldissimi. Io ho scelto di andare dove mi conoscono”

Il racconto di Marco Imarisio della campagna elettorale di Pier Ferdinando Casini pubblicato sul Corriere della Sera

«Fratello, guarda qua». L’applicazione sul telefonino gli ha appena fatto i complimenti. «Anche oggi ho fatto 15.000 passi, quasi undici chilometri a piedi, visitando negozi, circoli, associazioni. E sono appena le sei di sera».
Il moto perpetuo elettorale ha la funzione secondaria di compensare il pieno di friselle, mortadella, salami e salsicce, ma dopo essersi trascinato a lungo la fama del bambino nato vecchio, Pier Ferdinando Casini ha l’aria di divertirsi come un bambino in questa sua prima campagna da peone, un fai da te porta a porta nella città dove è nato ma che non è mai stata politicamente sua.
«Il democristiano Casini nella tana dei vecchi comunisti» era uno scherzo della storia troppo ghiotto per non diventare un sotto genere giornalistico di quest’ultimo mese. Lo abbiamo fatto tutti, più o meno, sempre aspettando il momento in cui l’antico militante bolognese si sarebbe alzato per chiedergli perché dovrebbe dare il suo voto a un rivale di sempre, all’allievo prediletto di Arnaldo Forlani, all’uomo considerato l’inventore della candidatura di Giorgio Guazzaloca, che fece saltare in aria la roccaforte rossa. «Ma è una leggenda. Quando nel suo ufficio mi annunciò che voleva fare il sindaco io lo guardai come si guarda un matto e gli dissi: Giorgio, ma dove c… vai? Aveva ragione lui, invece. Era un amico, che mi manca tanto». [Continua a leggere]

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postato il 28 febbraio 2018 da redazione | in "Politica"

Oggi rafforzare il centrosinistra è rafforzare un’idea d’Italia

Il centrodestra non è più come una volta, oggi è lepenista

 

Dal 2008 sono stato all’opposizione di Berlusconi e, con Bersani, ho preparato il governo Monti. Poi ho sostenuto Letta, Renzi e Gentiloni: per cui non è una novità che un moderato sostenga il centrosinistra.

Da presidente della Camera, in tempi non sospetti, mi sono espresso a favore dello Ius soli e il segno che questo Paese sta regredendo è dimostrato dal fatto che quando ne parlai all’epoca, il centrodestra non polemizzò con me.  Ma il centrodestra di oggi non è più quello di qualche anno fa: oggi l’elemento trainante è rappresentato dai lepenisti di Salvini e tutti hanno capito la differenza.

Poi ci sono i Cinque Stelle che hanno idee come Scientology, una specie di setta.

Io non sono del Pd sono, un alleato. Ma oggi rafforzare il centrosinistra è rafforzare un’idea d’Italia.

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postato il 21 febbraio 2018 da redazione | in "Politica"

Dobbiamo rafforzare la coalizione di moderati e progressisti

 

 

La campagna elettorale è lineare: abbiamo un centrodestra che non è più a trazione Forza Italia, ma a trazione leghista. E questa Lega non è quella di Bossi che aveva l’antifascismo nel suo dna, ma è quella che, a livello europeo, sta con la Le Pen. Poi ci sono i 5Stelle. Tutto il resto non esiste. Se vogliamo bloccare leghisti e 5Stelle dobbiamo rafforzare una coalizione di moderati e progressisti che esiste nel Paese e che ha governato bene l’Italia.

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postato il 19 febbraio 2018 da redazione | in "Politica"

La sfida non è con Errani, ma con M5S e Lega

Sono loro i barbari da fermare
Non esiste la sfida con Vasco Errani, esiste la sfida con i 5Stelle e la Lega perché credo che ci siano i nuovi barbari da fermare e che l’unica coalizione che lo possa fare sia la nostra. D’Alema fa appello di voto per LeU? Lo capisco. Ma chi vota LeU al massimo ha la speranza di far vincere la Lega o i grillini. Chi può fermarli siamo noi, moderati e progressisti, Pd e alleati, il resto sono chiacchiere.

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postato il 11 febbraio 2018 da redazione | in "Politica"

Dobbiamo essere il lievito fra moderati e progressisti

Dobbiamo continuare a essere il lievito del rapporto tra moderati e progressisti che oggi non ha alternative. Noi siamo quei moderati che hanno consentito ai governi Letta, Renzi e Gentiloni di stare in piedi, che si sentono più rassicurati dal fatto che al ministero dell’Interno ci sia Minniti e non Salvini e che ritengono che il vero nemico sia il populismo demagogico e irresponsabile di M5s e Lega.

[Continua a leggere]

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postato il 7 febbraio 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Ho trovato un clima di grande unità

Alla presentazione a Bologna dei candidati di Civica Popolare sul territorio

Ogni lista porta la sua sensibilità in una coalizione. Non si chiede a nessuno di fare plastiche facciali. Ciascuno e’ orgoglioso della sua storia e della sua identità, ma il mondo e’ cambiato rispetto solo a cinque anni fa: oggi troviamo D’Alema e Bersani schierati contro il Pd.
Io ho sostenuto i governi Letta, Renzi e Gentiloni, li ho difesi, li ho votati e ritengo sia utile continuare questa esperienza. Devo solo ringraziare il Pd, ho incontri giornalieri con i suoi esponenti, coi sindaci, coi consiglieri comunali. Ho trovato una classe dirigente profondamente motivata e un clima di grande unità.

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postato il 7 febbraio 2018 da redazione | in "Politica"

Ospite a Radio105 Matrix

 

I 5 stelle evocano sempre soluzioni miracolose, poi li mandiamo al governo della città e mostrano un’incompetenza straordinaria. Lo vediamo a Roma. Il tema essenziale di questa campagna elettorale è fermare il misto di incompetenza e arroganza: l’arroganza di chi dice che risolverà i problemi e l’incompetenza che assurge a valore.

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postato il 6 febbraio 2018 da redazione | in "Spunti di riflessione"

Ospite a Radio24Mattino

Per ascoltare la puntata clicca qui


La mia candidatura a Bologna suscita grandissimo interesse giornalistico che capisco, ma è assolutamente pacifica girando per Bologna. Sto facendo una bella campagna elettorale e ho ricevuto un’accoglienza affettuosissima.

La coalizione che si è costruita intorno al Pd, non è una coalizione di bolscevichi. È la coalizione di gente che in questi anni ha appoggiato in Parlamento i Governi Letta, Renzi e Gentiloni, governi di persone responsabili che si sono confrontate con le questioni concretamente.

Credo che in Italia oggi il rischio dopo le elezioni sia che Cinque Stelle e Lega possano fare una maggioranza insieme. I nemici sono loro, sono quelli che davanti a temi come l’immigrazione o i vaccini cercano di cavalcare le paure della gente.

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