Tutti i post della categoria: Chianciano2010

Questo non è un Paese per pendolari

postato il 19 settembre 2010

ALn 668.3139 di alessandro manfrediSabato 11 Settembre, a Chianciano, si è svolto l’ EstremoCentroCamp, una sorta di conferenza “aperta”, meno schematica e più interattiva, su di un tema quanto mai attuale: “Internet e Politica”. In quest’incontro, si é discusso di vari temi riguardanti il web, abbiamo portato l’esperienza di noi blogger di Estremo Centro, sentinelle del territorio, impegnati a diffondere l’informazione su questioni scottanti nelle nostre regioni.

Durante l’EstremoCentroCamp, per dimostrare che internet possa diventare un mezzo di comunicazione efficace per diminuire le distanze tra cittadini e politica, abbiamo deciso di lasciare spazio agli italiani che, tramite e-mail o sms, avrebbero potuto porre le proprie domande e i propri dubbi ad uno dei maggiori esponenti della politica italiana: Pier Ferdinando Casini.

Tra le varie domande, mi ha toccato particolarmente una richiesta: “Più attenzione per i pendolari”.

Casini, nel rispondere, ha evidenziato una realtà che conosco molto da vicino, in quanto pendolare da quasi 7 anni. Impossibile non condividere l’amara considerazione che, in questo Paese, si corra su due binari di sviluppo troppo diversi tra di loro. Mentre infatti l’innovazione percorre la strada delle grandi città, dove ogni giorno si apportano migliorie tecniche per rendere sempre meno brevi i tempi di viaggio tra le grandi metropoli, in periferia i trasporti pubblici stentano a decollare. La dimostrazione è data dal fatto che, ad esempio, per percorrere la tratta Milano-Roma, con treni che sfiorano i 400km/h, si impieghino meno di 3 ore, e per la tratta Melfi-Potenza occorre un’ora (senza considerare ritardi, o altre cause varie ed eventuali).

L’Italia, però, non vive di sole grandi città: il Paese è soprattutto periferia. C’è un’ immensa rete di persone che gravitano intorno a queste grandi realtà e che, ogni mattina, di buon ora, affrontano tratte che, in molti casi, potrebbero essere definiti “viaggi della speranza”.

Ma i problemi non finiscono mai, per i pendolari.

Infatti, l’anno scolastico in corso, ha significato l’aumento dei disagi per gli studenti e i professori pendolari di tutt’Italia e, in particolare di tutta la Basilicata. E’ entrata in vigore la riforma Gelmini, che prevede significative modifiche all’orario: spariranno le ore “ridotte”, cioè da 50 minuti, a favore delle ore “intere”, cioè da 60 minuti. Dunque, si uniformerà l’orario di inizio delle lezioni per tutti gli studenti di scuole superiori e, dopo una settimana di assestamento, da lunedì i cancelli apriranno alle ore 08.05, con uscita alle 13.05 o 14.05, a seconda del tipo di istituto frequentato.

Ciò comporta la necessità di riadattare gli orari degli autobus scolastici, per garantire il trasporto agli alunni. Ebbene,qui iniziano i problemi. Molte aziende private di trasporti, gestendo anche tratte extra-scolastiche, a causa di questa modifica oraria, si sono ritrovate ad affrontare spese non previste nel bilancio aziendale, così da dover risolvere il problema con tagli alle tratte, e conseguente aumento delle difficoltà. Dunque, per essere più chiari, per tornare a casa dopo la scuola, dal paese dove frequento il Liceo alla mia piccola frazione, del tutto isolata dal resto della Regione, ci sarà soltanto un bus: alle 14.30.

Ma al peggio non c’è mai fine! Basti pensare che su questo stesso bus saliranno i ragazzi che frequentano la Scuola Media, del tutto disinteressati dalla riforma Gelmini, costretti ad adattarsi ad orari che definirei assurdi.

Ecco, l’impressione, ancora una volta, è quella di una riforma calata dall’alto, senza considerazione alcuna delle difficoltà del territorio, della periferia. Come sempre, si ragiona su di una “misura metropolitana”, in tutto il territorio italiano, che ha caratteristiche orograficamente molto varie.

L’Italia è un’insieme di grandi centri, attorno ai quali vi è però una periferia dimenticata dallo Stato. C’è bisogno di ricucire l’Italia anche in questo, di rendere l’Italia un Paese unito sotto ogni punto di vista.

Partire dai trasporti potrebbe essere un’ottima risposta a questa grande sfida.

Pensare ad una rete di trasporti migliore, non significa vaneggiare. Significherebbe sviluppo in ogni ambito dell’economia: dal settore delle imprese, fino al turismo, senza dimenticare il vantaggio che ne deriverebbe per l’Ambiente.

Perché, in realtà, un Paese senza infrastrutture è un Paese senza futuro.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Marta Romano

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Meridione: uniti nella battaglia contro il dissesto idrogeologico

postato il 17 settembre 2010

Il presidente Napolitano ha dichiarato “Vogliamo o no mettere tra le priorità l’esigenza di porre in sicurezza la vita delle nostre popolazioni?” e poi ha aggiunto “L’Italia, e in modo particolare il Mezzogiorno d’Italia, è territorio ad elevato rischio sismico e ad elevato rischio idrogeologico, anche per effetto di un vero e proprio dissesto prodottosi nei decenni. Vogliamo o no mettere fra le priorità gli investimenti in questi settori? Vogliamo o no mettere tra le priorita’ l’esigenza di porre in sicurezza la vita delle nostre popolazioni?”.

Questo messaggio si ricollega anche alla recente tragedia occorsa ad Atrani (Sa), dove a causa di una alluvione e di una frana, una ragazza di 25 anni ha perso la vita e a tutti gli altri dissesti che accadono ogni anno in Italia. L’anno scorso, ad esempio, vi fu la tragedia nella zona di Messina che causò danni alle cose, ma soprattutto più di 13 morti.

E proprio a causa della ripetitività di queste tragedie, dobbiamo cercare di intervenire per spezzare questa catena di luttuosi eventi, come ha sostenuto in parlamento l’onorevole Occhiuto che si è fatto promotore di varie interrogazioni parlamentari per sapere come il governo vuole intervenire contro il dissesto idrogeologico, ottenendo una risposta assolutamente sconsolante, in quanto l’azione governativa per vincere questa battaglia è stata risibile, come testimoniato nella intervista recentemente rilasciata durante il “Laboratorio delle Idee” di Chianciano.

In questa intervista, l’on.le Occhiuto mette l’accento sulla pochezza dell’attività governativa sia in campo economico, che è grave, sia anche nella sicurezza dei cittadini, visto che il problema idrogeologico e ambientale è stato ampiamente sottovalutato da Berlusconi, e questo è ancora più grave, perchè la tragedia, come abbiamo visto ad Atrani, è sempre in agguato.

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Casini e la solitudine dei numeri primi

postato il 14 settembre 2010

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri”. Così scrive Paolo Giordano nel suo romanzo “La solitudine dei numeri primi” che in questi giorni arriva anche nelle sale cinematografiche grazie all’opera di Saverio Costanzo, e queste parole del  giovane autore, per uno strano volo pindarico della mente, possono essere applicate al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

Il suo intervento conclusivo alla festa di Chianciano è stato compresso dai media tra i numerosi interventi politici di questa domenica settembrina di feste di partito, ma pur essendo “schiacciato” tra Berlusconi, Bossi e Bersani l’ex Presidente della Camera è sembrato, per dirla appunto con Giordano, “un passo in là rispetto agli altri”.

Mentre un Berlusconi scolorito (politicamente si capisce… il cerone è sempre ottimo) giocava con i giovani del ministro Meloni al gioco della torre e a raccontare barzellette che non facevano ridere, a Chianciano Casini chiedeva responsabilità, onesta e coerenza politica al Premier; mentre a Venezia il Senatur decideva di sciacquare con pura acqua del Po il figlio “Trota” e i fedelissimi, nel famoso centro termale della provincia di Siena il leader dell’Udc chiedeva una maggiore attenzione per il Sud e un impegno maggiore per la legalità; mentre a Torino Bersani si rimboccava le maniche per mettere ordine nel Pd e trarre dal baule dei ricordi l’Ulivo, alla festa dell’Udc Casini parlava di una nuova forza politica capace di interpretare il cambiamento e il disagio dei tanti italiani delusi dalla politica.

Pier Ferdinando Casini ha avuto il merito di non impantanarsi nelle inutili alchimie politiche nel suo discorso conclusivo della festa dei centristi, al contrario ha detto parole chiare sulla odierna situazione politica e, cosa più importante, ha aperto un cantiere per costruire qualcosa di nuovo, un progetto per il cambiamento. Il merito di Casini sostanzialmente è quello di continuare su quella strada coraggiosa ancorchè ripida imboccata nel 2008 e di guardare con fiducia e ambizione al futuro. Sa bene Casini che ogni passo indietro rispetto alle scelte coraggiose degli ultimi anni metterebbe la parola fine alle aspirazioni dei moderati italiani, sa bene che il futuro del Paese e dei moderati non si può barattare per il solito misero piatto di lenticchie. Le parole di Casini hanno qualcosa di diverso rispetto alle parole di Berlusconi, Bossi e Bersani perché sanno di futuro, in quelle parole fiere e schiette c’è la voglia di imbarcarsi in una avventura politica nuova che superi gli schemi e le incertezze e di lavorare con quanti hanno veramente a cuore il futuro dell’Italia seguendo quell’antico adagio che dice di non chiedere al viandante da dove viene ma piuttosto dove va.

Eppure posizioni come quelle di Casini rischiano sempre di apparire un po’ solitarie salvo poi rivelarsi delle profezie realizzate, ma questa forse è la famosa solitudine dei numeri primi, forse è il prezzo da pagare per chi in politica vuole essere libero e coraggioso. Il prezzo della libertà e del coraggio è alto ma è pur vero che è ampio il credito che gli italiani concedono a chi è capace di parlare di futuro e di cambiamento del Paese.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

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A Chianciano una flotta di fischi risponde alle avances di Berlusconi

postato il 13 settembre 2010

All’incontro di Chianciano verso il Partito della Nazione, un vibrante Enrico Mentana ha intervistatato un redivivo Pier Ferdinando Casini sui temi più scottanti ed interessanti della politica nazionale. Come intuibile, non sono mancate domande provocatorie sull’attuale crisi di governo e sui progetti futuri della coalizione moderata. A circa metà del discorso, però, uno stuolo di fischi ha coperto per circa un minuto il dibattito tra i due.

Mentana, infatti, ha citato un’agenzia che riportava una dichiarazione di Silvio Berlusconi, il  quale, proprio riguardo il mancato ritorno nella maggioranza di Casini, ha affermato sicuro:”I centristi sono con noi anche senza il loro leader“. Nemmeno il tempo di terminare la frase che il numeroso pubblico di Chianciano ha risposto alla dichiarazione del Premier a suon di fischi e di “buffone”. A quel punto, Casini, si è rivolto al nuovo direttore del telegiornale di La 7 e, ironico, ha commentato:”E’ anche per questo che vogliamo bene a Berlusconi“.

Il leader del Pdl, in maniera difficilmente confutabile dall’eloquente reazione del popolo centrista, dimostra così per l’ennesima volta di soffrire di una eccessiva megalomania. Del resto persino Napoleone non si sarebbe mai sognato di dire:”I Russi sono con noi anche senza il loro Zar”; o no?

Probabilmente, però, alla festa dell’Udc di ieri le organizzazioni “rosse” avranno infiltrato qualche centinaio di comunisti-fischiatori.

Germano Milite

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Abolizione dell’UNIRE e degli Enti inutili

postato il 11 settembre 2010

Abbiamo discusso con Enzo Carra, deputato Udc di provienza PD, della sua battaglia per l’abolizione dell’UNIRE e dei vari enti inutili italiani, della possibilità di un’alleanza organica con il Partito Democratico, del grande miraggio della politica italiana: il quoziente familiare.

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Politica, valori cristiani e lavoro

postato il 11 settembre 2010

Savino Pezzotta, Presidente della Costituente di Centro, ai nostri microfoni parla di politica, valori cristiani e lavoro. Gli abbiamo chiesto quali sono gli obiettivi futuri del Partito della Nazione, quanto può contare l’ispirazione cristiana nel nuovo soggetto e come, secondo lui, si possa risolvere il “nuovo” conflitto tra padroni e operai. Ascoltate le sue risposte.

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I giovani, il presente della politica

postato il 10 settembre 2010

INTERMEZZO incontro al sole di paololongo48Da stamattina si susseguono ininterrottamente gli interventi al Parco Fucoli di Chianciano. Tra i tanti temi toccati, i relatori, oltre a quelli immancabili come la crisi economica e l’attualità politica, hanno indirizzato i lavori su temi un po’ più “politici”.

In platea, al di là delle prime file occupate dai Big, tra i più “esperti” della politica spuntanno sopratutto tantissime facce giovani, è questo è segno di qualcosa di importante, di qualcosa che si muove.

Giovani facce mai annoiate o distratte, ma attente ai lavori, a non perdere il filo della discussione, contrariamente alla tendenza di chi oggi si allontana dalla politica, attenti al costituendo Partito della Nazione, che attira sempre più persone e simpatie.

E sono sempre più ragazzi e ragazze che si avvicinano al dibattito sul “Centro”, non luogo geografico ma, oggi più che mai, fucina delle idee. Giovani che si incontrano, che dibattono, che intervengono portando il loro contributo per la costituzione di questo nuovo soggetto politico, aperto, moderato, innovatore, in altri termini un partito al centro.

Per rimarcare  la scommessa sui giovani, qui a Chianciano è stato organizzato l’EstremoCentro Camp, domani dalle 10 alle 13, per poter dibattere dei temi principi delle nuove generazioni. È un’occasione importante per chi, oggi giovane, vuole portare avanti le proprie idee.

Senza tralasciare l’evento maggiore, ricco di relatori di spessore, lo spazio concesso ai giovani è un segnale fondamentale. Dall’ascolto deve nascere l’azione politica, dall’ascolto, soprattutto dei giovani, bisogna trarre ispirazione per la crescita del nostro paese.

È per questo che il motto che prende sempre più piede è: i giovani al centro. Al centro dell’attenzione e del dibattito, per essere protagonisti, oggi e domani, alla costruzione di un futuro migliore, il nostro futuro.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Antonio Cannatà

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Valdegamberi, la Lega tra incompetenza e scandali

postato il 10 settembre 2010

Abbiamo chiesto a Stefano Valdegamberi, capogruppo regionale Udc del Veneto, del rapporto sempre più conflittuale tra Lega ed Udc alla luce anche degli ultimi scandali che hanno coinvolto la Lega e della fuga di molte aziende dal Veneto.

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Partito della Nazione, le opinioni all’apertura del Laboratorio delle Idee di Chianciano

postato il 10 settembre 2010

Chiara Cudini e Marta Romano intervistano i partecipanti al Laboratorio delle Idee, le impressioni della gente a qualche minuto dall’apertura del Laboratorio delle Idee.

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La parola al sondaggista

postato il 9 settembre 2010

Antonio Valente, sondaggista della Lorien Consulting, ci descrive come sia cambiata la percezione degli Italiani verso la Politica e ci illustra quali sono i nuovi temi cardine per gli elettori italiani.

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