Ius soli, l’inutile populismo di Grillo

“Riceviamo e pubblichiamo” di Stefano Barbero

I primi a rimanerci di stucco sono stati i suoi stessi sostenitori, quelli che da alcuni anni lo seguono su internet e si sono affidati alle sue profezie. Anche Beppe Grillo non è il sant’uomo che si credeva, avranno pensato, non è il guru che rappresenta gli interessi degli indifesi, non è (più) quello che non le manda a dire ai potenti, ma sembra essersi allineato alle peggiori sparate leghiste. Il comico genovese ha preso una sua posizione sul diritto di cittadinanza ai nati in Italia, tema che tiene banco in questo periodo con diverse proposte di legge in Parlamento, campagne popolari come “L’Italia sono anch’io” e altre iniziative istituzionali, a partire dall’impegno del Presidente della Repubblica su questo fronte.

Per il Grillo nazionale, “la cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso”: questo perché metterebbe di fronte le opposte tifoserie, i buonisti terzomondisti della sinistra contro i leghisti alla “fora di bal”, e tanto basta per chiudere il discorso su questa battaglia di civiltà. Ma come? Proprio da Grillo dobbiamo sentire queste parole? A meravigliarsi sono stati per primi proprio i grillini del Movimento 5 stelle, quel popolo che sta crescendo, stando a quello che affermano i sondaggi, e che sullo ius soli ha idee diverse da quelle del suo leader.

In un Paese che guarda al domani e non al passato, con gli scontri ideologici e le barricate, è un dovere approfondire il discorso sulla cittadinanza agli stranieri (che poi stranieri non sono, visto che nascono e crescono insieme agli italiani). Molte forze politiche sono favorevoli a quest’apertura, il Capo dello Stato da tempo promuove questa causa, con iniziative e dichiarazioni pubbliche. Pier Ferdinando Casini ha sostanzialmente liquidato la poco commendevole uscita di Grillo come una (nuova) forma di populismo. Di queste nuove sparate populiste di Grillo non ne sentivamo il bisogno, sono ampiamente sufficienti quelle quotidiane della Lega.

4 Commenti

Commenti

  1. Grillo, Bossi e a volte anche Di Pietro, ottimi per uno spettacolo teatrale non per la politica. Aiuto regista Calderoli


  2. 1
    E se il sistema economico fosse
    una truffa gigantesca?
    Penso che tutti sappiamo cos’è una banca e a grandi linee come funziona.
    Tutti quanti abbiamo sentito parlare delle banche centrali: Banca d’Italia, BCE Banca Centrale Europea, FED Federal
    Reserve (banca centrale degli Stati Uniti) ecc.
    E certamente tutti sappiamo cos’è la moneta, prima lira, adesso euro, dollaro ecc.
    Ma se vi chiedo: chi stampa la moneta? Già i dubbi cominciano a farsi avanti, beh sicuramente lo stato, c’è la Zecca di
    stato, chi altri sennò?
    Ammettiamo che sia vero, e se chiedo ancora: ma quanta moneta può stampare “lo stato” (tra virgolette)? Dilemma,
    non era in base alle riserve di oro della Banca Centrale?
    Bene, non fatevi prendere dallo sconforto e cominciamo ad entrare nel merito.
    Iniziamo dalla moneta, chi la stampa? In Italia la Zecca conia solamente le monete metalliche, le banconote vengono
    stampate dalla Banca d’Italia, poco male direte voi, è la banca centrale dello stato; voi dite? Guardiamo cosa scrive il
    Sole 24 Ore sabato 16 febbraio 2002 (pagina 7):
    Azionisti della Banca d’Italia in %
    Intesa Bci 26.8
    Banca di Roma 11.1
    Unicredito 10.9
    San Paolo Imi 9.0
    Mediobanca 8.3
    Inps 5.0
    Carige 3.9
    Bnl 2.8
    Mps 2.5
    Ras 1.3
    Altri 18.4
    da Il Sole 24 Ore.
    Intesa Bci, il più grande gruppo bancario italiano nato dalla fusione di: Banco Ambrosiano Veneto – Cariplo e Banca
    Commerciale Italiana.
    Banca di Roma, nata dall’unione del Banco di Santo Spirito (fondato da Papa Paolo V Borghese) – Cassa di risparmio di
    Roma – Banco di Roma.
    2
    Unicredito, nasce dall’unione di: Credito Italiano – Rolo Banca – Cariverona – Cassa di Risparmio di Torino –
    Cassamarca – Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto – Cassa di Risparmio di Trieste.
    E così via…
    E già cominciamo a vedere la prima anomalia, il capitale della Banca d’Italia non è dello stato.
    Se poi si indaga sul meccanismo con cui le banconote passano dalla Banca Centrale allo Stato c’è da rimanere scioccati:
    praticamente la Banca d’Italia presta questi soldi allo stato, (come fanno le banche commerciali con noi), e poi li rivuole
    con gli interessi, però per ogni banconota stampata la spesa è di qualche centesimo, mentre il valore della banconota è
    quello scritto sopra (5, 10, 20, 50, 100, 200, 500). Meraviglioso, la banca spende qualche centesimo per stampare la
    banconota da 100 €, la da allo stato e poi ne rivuole 100 più gli interessi, la differenza tra il costo di stampa ed il valore
    della banconota si chiama “signoraggio”, (tenete a mente questa parola). Anticamente le monete erano d’oro o d’argento
    ed il loro valore era quello del materiale con cui erano fatte, poi qualche signorotto pensò che era meglio (per lui) fare
    queste monete di rame o ferro, scrivendoci però sopra un numero per determinarne il valore, a questo punto la
    differenza tra il costo del materiale + la manodopera per farla, ed il valore della moneta, diventa un bel guadagno per
    chi la fabbrica, questo guadagno fu chiamato signoraggio.
    Oggi le banche centrali hanno preso il posto di questi signorotti, ma mentre prima le monete le usavano per comprare le
    cose, adesso le banconote le prestano allo stato e poi ci riprendono sopra anche gli interessi, e così il debito pubblico
    sale, le tasse aumentano e indovinate chi le paga?
    Ricordatevi sempre che la Banca d’Italia è privata, perciò una buona parte delle nostre tasse la paghiamo non allo stato
    ma a ai signori Mario, Giovanni, Luigi ecc. che sono proprietari di banche che a loro volta sono proprietari della Banca
    Centrale. Adesso con l’euro e la Banca Centrale Europea è la stessa cosa, il signoraggio viene ripartito tra le banche dei
    vari stati dell’unione.
    Ecco un estratto dal sito http://www.cronologia.it:
    “La Banca Centrale Europea (BCE) è ufficialmente di proprietà delle banche centrali degli stati che ne fanno parte.
    Siccome le banche centrali sono controllate da società private, di conseguenza anche la BCE è una società privata.
    Soci e proprietari della Banca Centrale Europea:
    Banca del Belgio (2.83%)
    Banca della Germania (23.40%)
    Banca della Spagna (8.78%)
    Banca d’Irlanda (1.03%)
    Banca Lussemburgo (0.17%)
    Oesterreichische Nationalbank (2.30%)
    Banca Danimarca (1.72%)
    Banca della Grecia (2.16%)
    Banca della Francia (16.52%)
    Banca d’Italia (14.57%)
    Banca d’Olanda (4.43%)
    Banca del Portogallo (2.01%)
    Suomen Pankki (1.43%)
    Banca d’Inghilterra (15.98%)
    Banca di Svezia (2.66%)
    Il signoraggio della Banca Centrale Europea viene diviso in quote tra le banche aderenti a seconda della percentuale
    di azioni. La Banca d’Italia ha il 14.57% di azioni della BCE, e quella sarebbe la sua quota di signoraggio formale che
    prende, ovviamente prenderà anche una gran parte del capitale che sfugge al controllo.”
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    In America la situazione non è migliore della nostra, anzi:
    vediamo cosa dice Marcello Pamio il 28/10/2005 sul sito http://www.disinformazione.it:
    “…La Fed, cioè la banca centrale degli Stati Uniti d’America (privata e con sede a Puerto Rico) oltre ad essere la più
    potente e influente al mondo è costituita da un gruppo di 12 banche chiamato Federal Reserve System, e di cui
    Greenspan ne è appunto il governatore!
    Tale banca o sistema di banche è letteralmente ed economicamente nelle mani dei seguenti gruppi bancari privati:
    Rothschild Bank di Londra
    Rothschild Bank di Berlino
    Warburg Bank di Amburgo
    Warburg Bank di Amsterdam
    Lehman Brothers di NY
    Lazard Brothers di Parigi
    Kuhn Loeb di NY
    Israel Moses Seif Bank d’Italia
    Goldman Sachs di NY
    Chase Manhattan Bank di NY l’impero Rockefeller!
    Per tanto pochissime persone, oggi come ieri, controllano la banca più influente del pianeta!”.
    (Avete mai sentito parlare della Israel Moses Seif Bank d’Italia, ho provato a fare delle ricerche in internet,
    completamente inesistente, che strano, eppure non dovrebbe essere così piccola ed insignificante, visto che è
    una delle 10 che controlla la più grande banca centrale del mondo!)
    Ora vediamo brevemente un po’ di storia del dollaro, tratto da sito http://www.cronologia.it:
    “…Tutto questo ha inizio il 22 luglio 1944: gli stati del mondo disegnano un nuovo sistema monetario in un’anonima
    località americana, Bretton Woods. In questo nuovo sistema, tutte le monete erano convertibili nel dollaro e solo questo
    era convertibile in oro.
    Da quel giorno (con l’Europa in sfascio nei campi di battaglia e con alcuni Paesi senza neppure una moneta, come
    l’Italia) tutti gli Stati del mondo costituirono riserve per l’emissione di banconote utilizzando dollari, di cui c’era sul
    mercato finanziario una (la sola) grande offerta.
    All’inizio degli anni Settanta, l’80 % delle riserve valutarie di tutti gli stati del mondo erano costituite da dollari.
    Stati Uniti ed Inghilterra contribuirono con l’80% alla costituzione del FMI, e ovviamente ne condizionarono l’attività
    in maniera determinante.
    Ma l’Inghilterra non era più quella di una volta, e quindi ne approfittarono gli Stati Uniti che cominciarono a stampare
    più dollari che giornali,
    dato che era la loro moneta a garantire l’equilibrio del sistema; ma così facendo ben presto anche il dollaro non ebbe
    più la convertibilità in oro..
    Infine il 15 agosto 1971, Nixon annunciò a Camp David la decisione di sospendere la convertibilità del dollaro in oro,
    e perciò l’abrogazione unilaterale degli accordi di Bretton Woods “svincolò” il dollaro dal cambio con l’oro. Questa
    data (agosto 1971) costituisce una pietra miliare nella storia del denaro: è il momento cruciale per comprendere la
    vera natura della moneta. Da allora, infatti, il denaro è definitivamente “svincolato” da ogni relazione con l’oro. Da
    allora, i paesi hanno continuato a stampare denaro, fondandolo senza una base “solida”, cioè sul nulla.”
    Vediamo anche un estratto dall’articolo di Marcello Pamio su http://www.disinformazione.it:
    “…Nella cittadina di Bretton Woods del New Hampshire, nel 1944 si decise il famoso “Gold standard”, in pratica il
    rapporto di cambio fisso tra le varie valute, tutte quante agganciate al dollaro, mentre il dollaro agganciato all’oro (il
    famoso 35 dollari l’oncia di oro). Venne così decisa la convertibilità di tutte le monete nel dollaro e solamente il
    dollaro in oro!
    …Nel 1971 Nixon dovette abolire Bretton Woods – sganciando il biglietto verde dall’oro – non per qualche strategia
    economica ma perché le riserve di oro a Fort Knox coprivano una infinitesima percentuale dei dollari in circolazione!
    Pensate che dieci anni fa le riserve auree dei paesi del mondo non superavano le 200.000 tonnellate eppure il
    corrispettivo in oro delle banconote in circolazione era di 75.000.000 di tonnellate d’oro! E questo 10 anni fa,
    figuriamoci oggi!
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    …Il dollaro statunitense continua ad essere stampato nonostante la dichiarazione di bancarotta decretata il 15 agosto
    del 1971 a Camp David da Nixon con l’abbandono dei “Trattati di Bretton Woods”. E purtroppo continua ad essere la
    moneta di scambio in tutto il mondo!
    La totalità delle banconote in circolazione è priva di controvalore e pertanto è “carta igienica” che ha valore solo
    perché noi le riconosciamo un valore. Carta che però crea debito! Debito che noi paghiamo con le tasse!
    La storica decisione di Nixon fu presa quando i paesi dell’OPEC quadruplicarono il prezzo del petrolio chiedendo
    all’America il pagamento in oro invece che in dollari!
    Oro che nessuno aveva e che nessuno ha tuttora!
    Per cui oggi non stupiamoci se i principali Stati soffrono di un indebitamento spaventoso nei confronti delle grandi
    banche private (e delle famiglie che stanno dietro). Debito che NON verrà mai e poi mai risolto con la consueta e
    normale politica economica nazionale, anche perché, diciamocelo tra noi, coloro che gestiscono tali debiti non hanno
    alcuna intenzione di liberare gli Stati e farli uscire da questa mortale morsa.”
    Vediamo cosa dice Pieraldo Frattini, consulente indipendente in investimenti finanziari, a proposito dell’abolizione
    degli accordi di Bretton Woods:
    “I problemi che gravano sull’economia mondiale si sono accumulati da quando, con l’abolizione degli accordi di
    Bretton Woods del 1971, è stato sostituito il sistema monetario basato sullo standard dell’oro in favore di quello
    fondato sullo standard del dollaro.
    … Oggi il deficit Americano è di 60 milioni di dollari l’ora o, se preferite, di un milione di dollari al minuto oppure di
    mezzo trilione di dollari all’anno. Questa è la somma con la quale annualmente gli USA stanno finanziando le
    economie del globo. Questo è anche l’incremento annuo del debito statunitense verso i paesi esteri che coincide
    all’aumento della massa monetaria globale (le riserve internazionali).
    Con lo standard aureo questa straordinario incremento
    globale di liquidità sarebbe stato impossibile a causa
    della presenza di meccanismi di regolazione
    automatici. Per esempio, se l’Inghilterra avesse avuto
    un deficit commerciale persistente con la Francia ,
    l’oro inglese sarebbe finito nei forzieri francesi. Con
    questo oro la Francia avrebbe potuto
    proporzionalmente espandere la sua base monetaria in
    modo da stimolare una crescita economica,
    inevitabilmente seguita dall’inflazione. L’opposto
    sarebbe avvenuto in Inghilterra; essa avrebbe perso
    parte del suo oro per cui la sua base monetaria si
    sarebbe ridotta provocando una contrazione del credito
    disponibile a cui avrebbe fatto seguito una recessione
    e, di conseguenza, una discesa dei prezzi. Dopo alcuni
    anni, a causa dei prezzi crescenti in Francia e calanti in Inghilterra, la Francia avrebbe iniziato a comprare più beni
    inglesi, mentre gli inglesi sarebbero stati indotti ad acquistare un numero minore di merci francesi, cosicché la bilancia
    commerciale sarebbe ritornata in equilibrio.
    Questo era il modo in cui, dall’inizio della formazione degli stati-nazione fino al 1971, funzionavano gli scambi
    commerciali. Da questa data in poi gli scompensi commerciali non dovettero più essere regolati in oro, ma solo
    finanziati stampando titoli di debito. Di conseguenza i deficit esplosero e con loro la più grande euforia finanziaria
    globale della storia. Dal grafico soprastante si nota che fino al 1971 le riserve internazionali sono cresciute
    correttamente in modo proporzionale all’incremento del prodotto interno lordo in modo tale che l’inflazione non
    costituisse una minaccia; dal 1971 la crescita delle riserve è stata esponenziale e l’inflazione reale è diventata
    incontrollabile sebbene quella ufficiale, abilmente manipolata, sia molto bassa.
    …Attualmente gli americani hanno un debito netto con il resto del mondo di circa 3 trilioni di dollari, circa il 30% del
    loro prodotto interno. Il problema creato dall’aumento del debito è che i creditori ad un certo punto mettono in dubbio
    la solvibilità del debitore ed iniziano a richiedere il pagamento dei debiti. Gli stranieri possiedono oltre il 40% del
    debito del Governo statunitense, quasi il 30% di quello delle aziende americane ed oltre il 15% delle azioni quotate. I
    consumatori americani sono indebitati come non è mai accaduto prima, le aziende pure; quale settore dell’economia
    può pagare 500-600 miliardi di debiti ogni anno fino a quando persiste l’attuale deficit commerciale? Gli americani
    importano molto perchè il resto del mondo, grazie ad una mano d’opera a basso costo, produce beni più economici di
    quelli americani.”
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    Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (dal sito ufficiale http://www.ecb.int) nel
    documento: “Decisione della Banca Centrale Europea del 6 dicembre 2001 relativo all’emissione delle banconote in
    euro”, al comma 3:
    “L’emissione delle banconote
    in euro non necessita di
    essere soggetta a limiti
    quantitativi o di altro tipo,
    visto che la immissione in
    circolazione di banconote è
    un processo indotto dalla
    domanda.”
    Insomma le banche centrali
    stampano banconote che non
    sono più convertibili,
    solamente carta colorata, le
    prestano allo stato
    (caricandoci sopra gli
    interessi) il quale si ritrova
    indebitato. E chi paga questi
    debiti?
    Ecco un estratto del Verbale
    del Congresso del 10 giugno
    1932 di Louis T. McFadden,
    presidente della Commissione
    Camerale Bancaria
    Americana:
    “Signor Presidente, in questo
    paese abbiamo una delle
    istituzioni più corrotte che il
    mondo abbia mai conosciuto.
    Mi riferisco al consiglio
    d’amministrazione della
    Federal Reserve ed alle
    banche Federal Reserve. Il
    cda della Federal Reserve, ha
    fregato al Governo degli Stati
    Uniti ed al popolo
    statunitense abbastanza soldi
    per estinguere il debito
    pubblico. Le predazioni ed
    ingiustizie del cda della
    Federal Reserve e delle banche Federal Reserve, agendo assieme, sono costate a questo paese abbastanza soldi per
    ripagare numerose volte il debito nazionale. Questa maligna istituzione ha impoverito e rovinato il popolo degli Stati
    Uniti, è andata in bancarotta ed ha portato alla bancarotta il Governo. Ha ottenuto questo attraverso la cattiva
    amministrazione della legge che autorizzava il cda della Federal Reserve ed attraverso le combriccole corrotte che la
    controllano. Qualcuno pensa che le banche Federal Reserve siano istituzioni degli Stati Uniti. Non sono istituzioni
    statunitensi. Sono monopoli di credito privati che si basano sul popolo statunitense per beneficiare se stessi ed i loro
    clienti stranieri, gli speculatori e predatori interni e stranieri, e i ricchi predatori usurai. In questa oscura cricca di
    pirati finanziari ci sono quelli che taglierebbero la gola di chiunque per sottrargli un dollaro dalle tasche, vi sono
    quelli che mandano soldi negli stati per comprare i voti per controllare la nostra legislazione, e ci sono quelli che
    mantengono una propaganda internazionale allo scopo di ingannarci e di spingerci a fornire nuove concessioni che
    permetteranno loro di insabbiare le loro malefatte precedenti e di rimettere in moto il loro gigantesco treno criminale.
    Questi 12 monopoli privati vennero slealmente ed ingannevolmente imposti a questo paese da banchieri che vennero
    dall’Europa e che hanno ripagato la nostra ospitalità minando alla base le nostre istituzioni americane”.
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    La FED in pratica funziona così: il Governo ha garantito il potere di emettere moneta alle banche della FED. Queste
    creano moneta, poi la prestano al governo caricando gli interessi. Il governo preleva la tassa sul reddito per pagare gli
    interessi sul debito. Su questo punto è interessante notare che sia il “Federal Reserve Act” che il sedicesimo
    emendamento, che dava al Congresso il potere di raccogliere la tassa sul reddito, vennero promulgati assieme nel 1913.
    A questo punto la domanda che sorge spontanea è: ma perché lo stato non si stampa i soldi da solo invece di farseli
    prestare dalla banca centrale?
    Questo è possibile, ecco un esempio italiano:
    guardate bene la differenza: sulle 500 lire c’è scritto “BIGLIETTO DI STATO A CORSO LEGALE”, sulle 1000 lire
    “BANCA D’ITALIA”.
    Il primo veniva stampato dallo stato, il secondo dalla Banca Centrale.
    Il biglietto da 500 lire è l’unico che veniva stampato dallo stato, ovviamente tutti gli altri tagli di valore maggiore erano
    stampati dalla Banca Centrale.
    Oggi tutte le banconote sono stampate dalla BCE Banca Centrale Europea.
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    Spostiamoci in America:
    Avete notato la differenza? sul biglietto da 5 dollari c’è scritto (in alto sopra la testa) “UNITED STATES NOTE”, su
    quello da 2 “FEDERAL RESERVE NOTE”.
    La scritta “UNITED STATES NOTE” non la trovate più, infatti quello è un biglietto del 1963 fatto stampare dal
    presidente Kennedy, il quale tramite l’Ordine Esecutivo 11110 firmò l’emissione di 4.292.893.815 dollari in banconote
    statunitensi attraverso il tesoro anziché usare il tradizionale sistema della Federal Reserve.
    “Kennedy infatti riteneva che, ritornando alla costituzione, la quale afferma che solamente il congresso può coniare e
    regolare moneta, il crescente debito nazionale poteva essere ridotto smettendo di pagare interessi ai banchieri del
    sistema della Federal Reserve, che stampava cartamoneta e la prestava al governo contro interessi.
    …Il 4 giugno 1963 il presidente John Fitzgerald Kennedy firmò l’ordine esecutivo numero 11110 che ripristinava al
    governo USA il potere di emettere moneta senza passare attraverso la Federal Reserve”.
    Kennedy venne assassinato il 22 Novembre dello stesso anno.
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    “Questo suo atto significava che, per ogni oncia di argento nella cassaforte del Tesoro, il governo poteva mettere in
    circolazione nuova moneta. In tutto, Kennedy mise in circolazione banconote per 4,3 miliardi di dollari. Le
    conseguenze di questa legge furono enormi.
    Con un colpo di penna, Kennedy stava per mettere fuori gioco la Federal Reserve Bank di New York.
    Se fosse entrata in circolazione una quantità sufficiente di questi certificati basati sull’argento, questa avrebbe
    eliminato la domanda di banconote della Federal Reserve.
    Questo sarebbe accaduto perché il certificati argentiferi sono garantiti da argento mentre le banconote della Federal
    Reserve non sono garantite da niente. L’ordine esecutivo 11110 avrebbe impedito al debito pubblico di raggiungere il
    livello attuale, poiché avrebbe dato al Governo la possibilità di ripagare il suo debito senza utilizzare la Federal
    Reserve e senza essere gravato dall’interesse richiesto per la creazione di nuova moneta. L’ordine esecutivo 11110
    dava agli USA la possibilità di crearsi la propria moneta garantita da argento.
    Dopo che Kennedy fu assassinato, dopo appena cinque mesi, non vennero più emessi certificati garantiti da argento.
    “Final Call” è a conoscenza del fatto che l’ordine esecutivo non venne mai cancellato da nessun presidente attraverso
    un altro ordine esecutivo, quindi è ancora valido. Perché allora nessun presidente successivo l’ha mai usato?
    Virtualmente, tutti i seimila miliardi di dollari di debito sono stati creati a partire dal 1963. Se un presidente
    statunitense avesse utilizzato l’ordine esecutivo numero 11110, il debito non sarebbe assolutamente ai livelli correnti.
    Forse l’assassinio di JFK fu un avvertimento ai futuri presidenti che avessero pensato di estinguere il debito eliminando
    il controllo che la Federal Reserve esercita sull’emissione monetaria?
    …Per impedire una commissione d’inchiesta libera ed indipendente, il successore presidente Johnson e il capo
    dell’FBI, Hoover, crearono la “Commissione Warren”. Di questa commissione faceva parte anche un certo J. McCloy,
    che non aveva alcuna esperienza nel campo del crimine, né nell’ordine pubblico, né in quello della sicurezza della
    nazione, in compenso però era il presidente della Chase Manhattan Bank.” Tratto da “The Final Call 17/01/1996
    (USA)”.
    Dal libro: “Che sarebbe se JFK non fosse stato assassinato?”
    “Con la creazione della banconota di Kennedy, la banconota degli Stati Uniti, i banchieri non potevano ottenere
    contante gratis e riprestarlo al governo traendo quindi profitto con il vecchio sistema bancario.
    JFK pianificò la stampa di un sufficiente numero di banconote degli Stati Uniti, come fece il Presidente Lincoln, da
    ripagare il debito nazionale e successivamente abolì le tasse IRS senza fissarne di nuove.
    Il programma di JFK di stampare le banconote degli Stati Uniti, denaro contante, avrebbe messo fine al monopolio
    privatamente detenuto dal sistema bancario che si indentificava nella Federal Reserve Bank. Dopo che il presidente
    John F. Kennedy fu assassinato, il presidente Johnson fermò immediatamente la stampa delle banconote degli Stati
    Uniti e riaffidò il monopolio al sistema bancario per ricreare la banconota della Federal Reserve, assicurando inoltre
    la continuazione della tassa IRS per i profitti bancari.
    Sarebbe molto facile pagare il debito nazionale e cancellare la tassa sul reddito pesonale IRS semplicemente
    informando ogni elettore sulla verità del dollaro di JFK.”
    Ma c’è di più, sempre dal libro:
    “Guardiamo alla Storia: Tre presidenti – Lincoln, Garfield, McKinley – furono assassinati. Ognuno di loro si era
    opposto direttamente ai banchieri, come John F. Kennedy. Tentativi di assassinio ebbero come obiettivo il presidente
    Andrew Jackson, che lottò contro il sistema bancario di oggi e vinse le elezioni con gran successo. Il presidente Reagan
    minacciò di sostituire il presidente della Federal Reserve Bank, Paul Volcker. Reagan disse: ”…non dobbiamo rendere
    conto alla Federal Reserve Bank, tanto meno al presidente.” Da li a poco fu sparato a Reagan.
    Dopo il periodo di ricovero Reagan dichiarò pubblicamente che il presidente della Federal Reserve, Volcker, stava
    facendo un “buon lavoro”. Cominciate a vedere una connessione ed un motivo?”
    E non finisce qui:
    ” Orgogliosa Ammissione da un Importante Banchiere: Nel libro di Tom è spiegato come un importante Banchiere ha
    ammesso che i banchieri controllano il Congresso creando denaro e usandolo per finanziare le elezioni sia dei
    Repubblicani che dei Democratici.
    9
    Coraggiosamente, questo importante banchiere ha detto a Tom che se un politico non collabora con la banca e non
    passa una legge che i banchieri vogliono sia approvata, il politico sarà diffamato attraverso i mass media e i banchieri
    finanzieranno il politico dell’opposizione che rimarrebbe fedele ai banchieri. Nessun politico oserebbe opporsi ai
    banchieri.
    Questo importante banchiere spiegò a Tom come i soldi dei banchieri controllano i media attraverso la pubblicità e il
    prestito di denaro o direttamente possedendo i media e come le banche controllano i giudici e la Legge.
    Poi il banchiere disse: ”Se gli americani scoprissero la verità su questi segreti, impiccherebbero i banchieri per quello
    che hanno fatto – e voterebbero per seguire la Costituzione Usa.” Poi rise e disse:” Gli americani sono troppo stupidi
    per immaginare cosa gli è stato fatto“.”
    Questo spiega la citazione di Henry Ford:
    “E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se
    accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina”.
    Vediamo a questo punto cosa disse Abramo Lincoln sulla politica monetaria a pagina 91 del “Documento del
    Senato n.23” del 1865:
    “Il Governo non ha necessità né deve prendere a prestito capitale pagando interessi come mezzo per finanziare
    lavori governativi ed imprese pubbliche. Il Governo deve creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito
    necessari per soddisfare il potere di spesa del Governo ed il potere d’acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare
    ed emettere moneta non è solamente una prerogativa suprema del Governo, ma rappresenta anche la maggiore
    opportunità creativa del Governo stesso.
    La moneta cesserà di essere la padrona e diventerà la serva dell’umanità. La democrazia diventerà superiore al
    potere dei soldi.”
    Lo stesso anno Abramo Lincoln venne assassinato.
    Esattamente 20 anni dopo, nel 1885, Marx scriveva nel “Capitale”, capitolo 24:
    “Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori
    privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipare loro denaro.
    Quindi l’accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste
    banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d’Inghilterra (1694). La Banca d’Inghilterra
    cominciò col prestare il suo denaro al governo all’otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal
    parlamento a battere moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un’altra volta al pubblico in forma di
    banconote. Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d’Inghilterra stessa
    diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del
    debito pubblico. Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l’altra, ma,
    proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all’ultimo centesimo che aveva dato”.
    “Nonostante le varie rivoluzioni di questi ultimi tre secoli, il modello rimane sempre lo stesso: i soci privati delle
    banche centrali si appropriano del signoraggio, della differenza tra il semplice costo di stampa delle banconote ed il
    loro valore indicato sulla facciata, il valore nominale. Per quanto riguarda l’euro, per il 2002, la somma ammontava a
    7.000 miliardi di euro. Somma che la BCE, la Banca centrale Europea, ha sottratto ai popoli europei. Nelle
    costituzioni, l’argomento “signoraggio” non compare. Per quanto riguarda l’Europa, l’articolo 105A del Trattato di
    Maastrich prevede che: “La BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della
    Comunità. La BCE e le Banche centrali nazionali possono emettere banconote. Le banconote emesse dalla BCE e dalle
    Banche centrali nazionali costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nella Comunità”. Il Trattato di
    Maastricht nulla dice a proposito del signoraggio, ma riserva alla privata BCE il diritto esclusivo di autorizzare
    l’emissione monetaria. In pratica, prima ancora che nascesse la Costituzione Europea, si erano già messi d’accordo per
    la divisione della torta monetaria. Tornando indietro del tempo, non troviamo traccia del signoraggio nella
    Costituzione italiana adottata il primo gennaio 1948. Questo argomento è troppo importante per essere sottaciuto:
    qualcuno, ogniqualvolta vengono emessi degli euro, si arricchisce con questa medioevale rendita di posizione che non
    ha niente a che spartire con la democrazia.
    10
    Ma se il signoraggio è un abuso dell’ignoranza popolare, visto che come argomento viene in pratica tenuto segreto,
    dall’altra parte si tratta di uno strumento potentemente eversivo in una società, come la nostra, dove i soldi sono
    potere. Dove, rubando tutto il valore della moneta all’atto dell’emissione, se ne può disporre per comprare candidati,
    elezioni, amministratori, oppure per partecipare a quell’orgia chiamata privatizzazione, mettendo in atto una sapiente
    ed efficace azione di riciclaggio della refurtiva monetaria.
    …Esiste tuttavia una scuola d’economisti che negli ultimi tempi fa sempre più parlare di sé: La Scuola Austriaca
    d’Economia. Proprio negli ultimi mesi, questa scuola ha reso disponibile su Internet, in inglese, una gran quantità di
    testi che possono essere scaricati gratuitamente: il sito è http://www.mises.org. Leggendone anche solo un paio, si
    scopre un punto di visuale completamente trascurato nella stampa di regime e nei media tradizionali.
    …Uno dei soci privati tipici delle banche centrali, è il Barone Evelyn de Rothschild: ma non mancano di certo le
    antiche famiglie reali europee. Questi primi beneficiari dell’emissione monetaria, e dell’omertà che ne circonda in
    funzionamento, non hanno difficoltà a mantenere un ottimo tenore di vita: altrimenti, voi li capirete, come farebbero
    per mantenere i castelli e le loro lussuosissime dimore, con quello che “costa” la vita? Non vorrete mica che si mettano
    a lavorare davvero, dopo tutti questi secoli! Hanno perso la mano.”
    Tratto da Indymedia “Un curioso anniversario: 310 anni di signoraggio”.
    E’ per questo che Maurice Allais, Nobel per l’economia disse:
    “L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di
    falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto”
    Ce lo ribadisce anche Marco Saba del Centro Studi Monetari, in un’intervista
    radiofonica:
    “Domanda: Perché non è lo stato a prendersi questo signoraggio?
    Risposta: Ci sono stati degli episodi sporadici in cui questo è successo, per
    esempio quando avevamo la banconota da 500 lire, sopra non c’era la scritta
    Banca d’Italia, ma “Biglietto di Stato a corso legale”. Quindi lo Stato può
    emettere benissimo dei biglietti a corso legale.
    Il problema è che ci sono delle forti pressioni per fare sì che questo non accada, e
    infatti oggi allo Stato rimane solamente il Signoraggio sulla emissione delle
    monetine metalliche (meno dell’1% del Signoraggio totale), e che in certi casi
    risulta essere negativo (stampare la monetina da 1 centesimo costa 3 centesimi!).
    Il grosso che è quello sulla carta-moneta va alla Banca Centrale Europea e poi
    ridistribuito alle varie banche centrali.”
    “Che cos’è una rapina in banca a confronto della fondazione di una banca?”
    Bertold Brecht
    E per finire un estratto dal sito http://www.cronologia.it:
    “Il signoraggio è una truffa colossale nata e cresciuta grazie a ignoranza, censura e disinformazione. Un illecito vero e
    proprio che viene operato sistematicamente dalla Banca Centrale Europea, la quale lo definisce “servizio di tesoreria
    dello stato”.
    La banca stampa le monete e invece di cederle al popolo sovrano dell’Unione Europea lo affitta al valore di facciata
    più un interesse annuo denominato “tasso di sconto”. In questo modo una banconota da 100 euro che potrebbe essere
    ceduta allo Stato a 0,05 euro viene a costare alla comunità 102,5 euro. Più del valore di facciata!
    Non solo, la Banca Centrale che stampa ufficialmente la moneta a prezzo irrisorio, mette nel bilancio passivo non il
    costo tipografico sostenuto realmente (carta e colori) ma bensì il valore numerico scritto sulle monete. Il signoraggio
    per tanto diventa un passivo per la banca, perciò non è tassabile e viene evaso dal fisco!!!
    Quindi gli stati membri dell’Unione Europea lasciano pagare ai propri cittadini questo sovrapprezzo tassandoli col
    cosiddetto debito pubblico.”
    11
    Non ci credete eh!!! Allora vi riporto un estratto della conferenza stampa del presidente della BCE, Willem F.
    Duisenberg, Francoforte 12.9.2002:
    Domanda: “Mr Tremonti, il ministro italiano dell’Economia, ha proposto l’adozione delle banconote da 1 e 2 euro,
    insieme con le monete allo scopo di impedire ulteriori aumenti dei prezzi. Il 74% degli italiani è d’accordo con questa
    proposta e noi vogliamo sapere che cosa pensa lei di questo e se ne avete parlato alla Banca centrale europea. Grazie.”
    Duisenberg: “Non abbiamo progetti di introdurre banconote da 1 o 2 euro, ma ne abbiamo sentito parlare.
    Naturalmente, ne abbiamo discusso. Stiamo valutando le implicazioni di introdurre tali banconote. In linea di principio
    non abbiamo niente contro questo progetto, ma stiamo valutando le implicazioni e spero che Mr Tremonti si renda
    conto che se tale banconota dovesse essere introdotta, egli perderebbe il diritto di signoraggio che si accompagna ad
    essa. Dunque se egli, come ministro dell’Economia, ne sarebbe contento non lo so.”
    Se non siete ancora convinti guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea (dal sito
    ufficiale http://www.ecb.int) nel documento: “Decisione della Banca Centrale Europea del 18 dicembre 2003 relativo alle
    quote percentuali detenute dalle banche centrali nazionali nello schema per la sottoscrizione del capitale della Banca
    centrale europea”, al comma 4:
    “I profitti o le perdite netti della
    BCE (se esistenti) per l’esercizio
    finanziario 2003 dovrebbero essere
    ripartiti e distribuiti conformemente
    all’articolo 33.1, lettera b), e
    all’articolo 33.2 dello statuto e in
    conformità delle ponderazioni
    applicabili il 31 dicembre 2003. Il
    medesimo principio si applica alla
    ripartizione del reddito monetario
    delle BCN conformemente
    all’articolo 32.1 dello statuto, alla
    distribuzione del reddito di
    seigniorage, alla remunerazione
    sui crediti delle BCN pari alle
    attività di riserva in valuta conferite
    alla BCE e alla remunerazione sui
    saldi interni all’Eurosistema relativi
    alle banconote in euro in
    circolazione,”
    12
    Ma chi l’ha stabilito che il reddito di signoreggio (seigniorage) appartiene alle banche centrali? Questo reddito
    appartiene agli stati dell’unione e, siccome questi stati sono delle repubbliche, cioè a sovranità popolare, appartiene ai
    cittadini.
    “Dare alle banche la possibilità di creare la moneta è come darsi in schiavitù e pagarsela pure”
    Sir Josiah stamp, vecchio governatore della banca d’Inghilterra.
    Lo so, sembra incredibile per essere vero, non ci sono altre parole…
    Josef Hasslberger nel trattato “Moneta e Debito” dice:
    “L’ironia della situazione è che il governo, che dovrebbe essere l’autorità che emette i soldi che circolano nel paese, è
    costretto a prendere soldi in prestito dai privati (attraverso le banche) e di pagare interessi per questi prestiti.
    Adesso cominciamo a vedere perché il governo non ha mai soldi e perché molte delle nostre tasse che entrano nelle
    casse dello Stato, se ne vanno per pagare interessi sul debito, prima che si pensi ad affrontare le vere e proprie spese
    dello Stato.
    … Inoltre, visto che il Governo non può creare la sua moneta, l’unica via per far sì che l’economia disponga di moneta
    a sufficienza, è di continuare a prendere prestiti! Certo questo significa continuare a pagare interessi! E’ questa la
    ragione perché i governi non hanno mai soldi e perché lavoriamo più di sei mesi l’anno per lo Stato. Paghiamo gli
    interessi, in aggiunta alle spese dello Stato. Diabolico, no?
    … E’ necessario cambiare le leggi bancarie per escludere l’autonoma creazione di credito dalla parte delle banche,
    eccetto la creazione di nuova moneta e nuovo credito ad opera della Banca centrale, da mettere in circolo come credito
    per i cittadini, non come debito. La creazione della moneta deve tornare sotto la sovranità del popolo e deve essere a
    diretto benefico di ognuno di noi.
    … E’ importante sapere che l’inflazione è dovuta al fatto che in circolazione ci sono più soldi di quelli necessari
    all’acquisto delle merci e dei servizi offerti, e che la deflazione è la situazione opposta, ovvero insufficiente moneta in
    circolazione.
    Questi fatti sono conosciuti da svariati decenni, solo che, con la creazione della moneta nelle mani delle banche (dei
    privati) invece di un’autorità centrale (pubblica) era finora difficile aggiustare la quantità di moneta alle vicissitudini
    dell’attività economica.
    … Quando la moneta viene messa in circolazione dalla Banca centrale, è giusto che sia proprietà di tutti noi che
    abbiamo contribuito in un modo o nell’altro alla crescita dell’economia reale. Noi produciamo, viviamo, consumiamo,
    abbiamo nuove idee, mettiamo su famiglia, impariamo, impartiamo agli altri quello che sappiamo. Tutte queste attività
    ed altre ancora sono alla base della vita economica del paese e perciò sembra logico che i benefici derivati dalla messa
    in circolazione della moneta non debbano essere un’esclusiva di pochi banchieri bensì vadano distribuiti a tutti quei
    soggetti che concorrono nella vita economica del paese.
    … Non credete che un mutamento così drastico del sistema finanziario sia possibile ottenerlo attraverso la sola opera
    dei politici, ammesso che siano essi stessi propensi a chiederlo. Non sarà possibile senza un sostegno pubblico
    veramente convincente”.
    Insomma avete capito cosa sta’ succedendo? Quando vengono stampate nuove banconote, queste di chi sono? Nostre, di
    tutti i cittadini, perciò questi nuovi soldi dovrebbero essere divisi tra tutti i cittadini e depositati nei nostri conti correnti
    o libretti ogni volta che nuove banconote vengono stampate, ovviamente tolto il costo di stampa (che è irrisorio).
    Invece cosa succede? Il contrario, lo stato prende in prestito questi soldi dalle banche centrali (in cambio di buoni del
    tesoro) e poi li deve restituire con gli interessi, e per restituire questi soldi tassa noi cittadini. …Si, proprio così, una
    buona parte delle nostre tasse non vanno per le opere e le spese dello stato, ma bensì per ripagare il debito con la banca
    centrale.
    Ma non finisce qui, spulciando la “Situazione Patrimoniale e Conto Economico al 31 dicembre 2004” della Banca
    d’Italia, che potete trovare al sito http://www.bancaditalia.it, salta all’occhio qualcosa di diabolico, osservate i dati cerchiati:
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    Si vede subito che non c’è corrispondenza tra le banconote in circolazione, 84 miliardi di euro e rotti, e le riserve di oro,
    valore di 25 miliardi di euro e rotti.
    Ma la cosa scandalosa, non so se avete notato, è che le voci “banconote in circolazione” e “allocazione delle banconote
    in euro all’interno dell’Eurosistema”, sono nel capitolo “PASSIVO”, questo vuol dire che per la banca centrale mettere
    in circolazione banconote è un passivo, cioè una spesa, quando in realtà è un guadagno (illecito), come se un falsario
    detraesse dalle tasse le banconote che stampa.
    Sentiamo cosa ne pensa il prof. Nino Galloni, economista tra i più affermati a livello nazionale, già Direttore del
    Ministero del Lavoro e presidente del Centro Studi Monetari http://www.centrostudimonetari.org in un’intervista, ecco alcuni
    estratti:
    D: “In una recente dichiarazione pubblicata dall’Agenzia Parlamentare per gli Studi economici e politici lei ha detto
    che “lira, euro e valuta complementare non è questo il problema” ma semmai chi emette la moneta. Penso si riferisse
    al poco famoso Signoraggio. Ci può spiegare cos’è questo benedetto Signoraggio?”
    R: “Il signoraggio è la differenza tra il valore facciale di una banconota e quello che è costato produrla. Il punto è che
    noi stiamo parlando di moneta che ha corso legale, cioè che noi siamo obbligati forzosamente ad accettare. Allora è
    chiaro che chi può emettere questa moneta ha un grandissimo potere: il potere di creare un valore, perché poi questa
    moneta deve essere accettata.”
    … “Ora se questa autorità è lo stato nazionale è chiaro che non è la stessa cosa delle singole persone che compongono
    la collettività, però se questo stato emette questa moneta per fare degli investimenti produttivi, c’è una logica, se invece
    di essere gli stati (come sappiamo nel caso europeo, che hanno rinunciato alla propria sovranità sia nei confronti delle
    banche centrali che nei confronti nella banca centrale europea), accade che la popolazione non ha più alcun vantaggio
    da questa grande invenzione dell’umanità che è la moneta.”
    D: “Quindi se ho capito bene: la banca centrale stampa la moneta spendendo pochissimi spiccioli tra carta e inchiostri
    e la vende allo stato al valore nominale, cioè a quel numerino stampigliato sopra, giusto. Il signoraggio pertanto in
    termini economici è un guadagno impressionante. Che viene incassato dalle banche centrali che sono private…”
    R: “Sì, praticamente le banche centrali, così come la banca europea, sono organismi privati…
    L’idea del signoraggio precostituisce il diritto da parte dei cittadini di vedersi restituite queste somme. Ci sono della
    cause in corso in molti paesi, anche negli Stati Uniti, per ottenere questo rientro da parte dei cittadini stessi.”
    D: “L’ultima domanda poi la lascio. Sento sempre più spesso parlare del crollo del dollaro USA a causa di una
    economia indebitata fino all’osso. Ecco perché ogni 2 anni devono fare una guerra. Le risulta una situazione
    allarmante del genere oppure no?”
    R: “Arrivo subito alla risposta altrimenti dovrei fare dei discorsi di natura storico-economica molto lunghi. Se Cina,
    India e Russia, che sono i principali detentori di dollari, li buttassero sul mercato (per fare la cosa più razionale) per
    prendere una valuta più forte come l’euro, succederebbe una crisi di tali proporzioni che saremo costretti a cercare di
    risolvere i problemi con dei criteri e logiche che adesso sembrerebbero impensabili. Ci troveremo di fronte alla più
    grande crisi finanziaria e valutaria nella storia dell’umanità, quindi loro non lo possono fare: se li debbono tenere, e in
    cambio di questo cercano di avere dei vantaggi dagli Stati Uniti e nell’ambito del sistema, facendo un tira e molla sulla
    competitività, sulla vendita dei loro prodotti, e su altre cose.
    Però è un sistema assolutamente instabile e non votato al successo, quello nel quale ci siamo venuti a trovare. Quindi
    sicuramente si dovrà arrivare o a nuova Bretton Woods o a un grande cambiamento di politica economica, o entrambi”
    18
    Che ne dite, secondo voi questo sistema va cambiato?
    Ci vorrebbe una proposta di legge….. nessuno lo sa….. ma una proposta è già stata fatta, la proposta di legge N. 6108
    presentata dal deputato Buontempo il 3 ottobre 2005 (la trovate nel sito ufficiale della Camera dei Deputati
    http://www.camera.it sezione documenti – progetti di legge):
    PROPOSTA DI LEGGE
    ART. 1.
    (Principi).
    1. La moneta appartiene al popolo, che la usa per
    perseguire gli scopi garantiti della Costituzione.
    ART. 2.
    (Conto personale di cittadinanza).
    1. Tutti i valori emessi dalla Banca d’Italia
    appartengono al popolo italiano.
    2. Presso la Banca d’Italia e` attivato un conto
    personale per ogni cittadino italiano, denominato
    «conto di cittadinanza».
    3. L’accensione del conto di cittadinanza avviene
    automaticamente entro due anni dalla data di entrata in
    vigore della presente legge, per tutti i cittadini italiani,
    ovvero entro tre mesi dalla nascita del cittadino,
    dall’acquisto della cittadinanza italiana, dalla
    naturalizzazione o comunque dal momento in cui il
    cittadino puo` legittimamente essere definito tale.
    4. Il conto di cittadinanza non permette operazioni
    se non quelle previste dalla presente legge.
    5. Per il proprio conto di cittadinanza il singolo
    cittadino maggiorenne, o il tutore legale del cittadino
    maggiorenne incapace, puo` indicare un singolo conto
    personale del cittadino stesso presso un’istituzione
    bancaria.
    ART. 3.
    (Operazioni sul conto di cittadinanza).
    1. Il valore totale delle emissioni di banconote e di
    altri valori da parte della Banca d’Italia viene
    accreditato in frazioni uguali su tutti i conti di
    cittadinanza esistenti al momento dell’emissione.
    2. I costi di stampa e di emissione delle banconote
    e dei valori vengono rimborsati alla Banca d’Itala dallo
    Stato grazie ad un fondo apposito istituito presso il
    Ministero dell’economia e delle finanze alimentato
    dalla fiscalita` generale.
    3. Le operazioni della Banca d’Italia verso il
    sistema bancario e lo Stato avvengono attraverso i
    conti di cittadinanza, che vengono gestiti dalla Banca
    d’Italia senza costi e senza guadagni per la stessa.
    4. Al raggiungimento di un valore stabilito dal
    regolamento di cui all’articolo 4, il valore del credito
    accumulato sul conto di cittadinanza viene accreditato
    automaticamente e senza costi per il cittadino sul conto
    personale di cui all’articolo 2, comma 5.
    ART. 4.
    (Disposizioni di attuazione).
    1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore
    della presente legge, il Ministro dell’economia e delle
    finanze adotta, con proprio decreto, il regolamento di
    attuazione delle disposizioni della presente legge.
    2. Entro tre anni dalla data di entrata in vigore
    della presente legge, la Banca d’Italia accredita il
    valore di tutti i crediti in suo possesso in frazioni uguali
    sui conti di cittadinanza esistenti al momento.
    3. Dalla data di entrata in vigore della presente
    legge le operazioni della Banca d’Italia devono essere
    effettuate in osservanza della prescrizione della non
    riduzione del valore dei crediti e del patrimonio in
    possesso della Banca stessa.
    Chissà se verrà mai approvata? Staremo a vedere…
    Comunque qualcosa si sta movendo, anche se l’opinione pubblica è ancora allo scuro di questa colossale truffa, e le
    pressioni per far si che rimanga tale sono molto forti.
    19
    A proposito, forse qualche lettore attento si sarà accorto che in tutto questo discorso manca qualcosa, quando si parla di
    banche cosa viene subito in mente? per meglio dire, quale nazione è indissolubilmente legata alla parola “banca”?
    Esatto, la Svizzera!
    E allora ecco qua:
    La parola alla dott.sa Laura Scafati dall’articolo “Pecunia non olet”:
    “La prima tappa da raggiungere è la Svizzera, precisamente a Ginevra, dove risiede la Commissione bancaria
    internazionale, fondata nel 1972 da David Rockfeller.
    Una Commissione composta da 13 membri: due delle Riserva Federale statunitense, due della Banca d’Inghilterra, due
    della Banca centrale di Germania, due della Banca centrale di Francia, due della Banca centrale Svizzera, uno della
    Banca centrale di Olanda, uno della Banca centrale dell’Austria ed uno della Banca centrale della Scandinavia.
    Queste sono le persone, che possono decidere il bene o il male dell’Economia mondiale!
    Sempre in Svizzera, a Basilea, incontriamo la Banca dei Regolamenti internazionali, legata a doppio filo con la
    Commissione bancaria internazionale.
    Una Banca, che – come recita il nome- si occupa di coordinare le politiche delle Banche centrali nazionali.”
    Ancora più incisivo l’articolo intitolato “Il raggiro del debito” dal sito http://www.informationguerrilla.org:
    “A controllare il sistema finanziario mondiale e il succedersi di boom e crisi economiche sono solo tredici persone, i
    membri della Commissione bancaria internazionale di Ginevra, in Svizzera, fondata da David Rockfeller, su incarico
    dell’Elite, nel 1972. La Commissione è composta da due membri rispettivamente della Riserva Federale statunitense,
    della Banca d’Inghilterra, delle banche centrali di Germania, Francia e Svizzera, e di un solo membro delle banche
    centrali di Olanda, Austria e Scandinavia.
    Ha la sua agenzia di servizi segreti nota come “Four-I” (quattro I), l’International Intelligence Information Institute.
    Questa elite delle banche è controllata da famiglie come i Rothschild, i Rockefeller, i Bilt e i Goldberg.
    Legata alla Commissione è la Banca dei Regolamenti Internazionali, anch’essa con sede in Svizzera. Contribuisce a
    coordinare le politiche della banche centrali nazionali, come fa negli Stati Uniti la Riserva Federale, il cartello di
    banche private che decide i tassi economici e di interesse americani, senza curarsi minimamente dell’opinione di quei
    burattini dei presidenti e dei politici.”
    A questo proposito è molto interessante un articolo di Daniele Luttazzi del 12 ottobre 2005 riguardante il “Verbale
    segreto di Antonio Fazio” (allora governatore della Banca d’Italia).
    Luttazzi è un comico, lo so, ma attualmente i comici sono i personaggi pubblici più seri e attendibili:
    “Lunedì il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio è stato interrogato dai magistrati di Roma nell’ambito
    dell’inchiesta sulla scalata all’Antonveneta.
    Antonio Fazio: Tutti i trust e tutte le grosse banche del pianeta, più la maggior parte delle banche minori, signor
    Giudice, sono ormai nelle mani di sole 13 famiglie. Già possedevano ai primi del ‘900 la Federal Reserve. Oggi
    possiedono anche la Banca Centrale Europea e diversi altri istituti di emissione. Il permesso legale alla quotazione di
    titoli borsistici non rappresentativi di ricchezza fisica e sostanzialmente autoreferenti ha consentito ai loro trust e alle
    loro banche la creazione di una enorme “bolla” cartolare, mentre quello al credito verso le operazioni di borsa ha
    permesso un enorme “effetto leva” grazie al quale hanno potuto moltiplicare questa bolla speculativa gigantesca e
    pilotare i vari trend borsistici, inclusi i boom e i crack.
    … Attraverso la proprietà degli istituti di emissione, possono “creare dal nulla” e vendere al valore nominale anziché
    al costo di tipografia tutti gli euro e tutti i dollari in circolazione.
    Grazie alla proprietà diretta e al controllo indiretto di quasi tutte le banche del pianeta, sanno che la loro moneta
    bancaria verrà quasi tutta versata presso propri sportelli; e quindi non hanno più alcun bisogno di mantenere una
    riserva prudenziale, con la conseguenza che grazie a un moltiplicatore dei depositi pressoché infinito, possono “creare
    allo scoperto” anche tutta la moneta bancaria che vogliono.
    Grazie al controllo di trust e banche, e al permesso legale alla speculazione, hanno anche il monopolio della creazione
    “allo scoperto” della gigantesca bolla cartolare, anch’essa moneta a tutti gli effetti ed autoreferente al 999 per mille,
    20
    oltre il controllo totale della distribuzione del virtuale di borsa. Ne deriva un potere gigantesco. Decidono i prezzi
    internazionali, “pilotano” le inflazioni, con il virtuale comprano senza pagare tutto e tutti nel mondo, pilotano a
    piacimento sia le espansioni che le recessioni, non hanno più alcun rischio d’impresa e prelevano ricchezza da tutto il
    pianeta non più attraverso il mercato, ma attraverso la fissazione centralizzata dei prezzi e la creazione allo scoperto
    della moneta circolante, bancaria e borsistica.”
    Avete mai sentito nominare il nome Rothschild? E’ il nome di una delle più grandi e antiche famiglie di banchieri, dal
    1700 ai nostri giorni, la storia di questa famiglia sarebbe molto interessante da conoscere, ma per adesso riporto
    solamente tre brevi citazioni:
    “La nostra politica è quella di fomentare le guerre, ma dirigendo conferenze di pace, in modo che nessuna delle
    parti in conflitto possa ottenere guadagni territoriali. Le guerre devono essere dirette in modo tale che le nazioni,
    coinvolte in entrambi gli schieramenti, sprofondino sempre più nel loro debito e, quindi, sempre di più sotto il nostro
    potere”.
    Amschel Mayer Rothscild, 1773
    “Pochi comprenderanno questo sistema, coloro che lo comprenderanno saranno occupati nello sfruttarlo, il
    pubblico forse non capirà mai che il sistema è contrario ai suoi interessi”.
    Rothschild, alla ditta Kleimer, Morton e Vandergould di New York, 26 giugno 1863
    “Lasciatemi emettere e controllare la valuta di una nazione e me ne infischio di chi formula le leggi”.
    Amschel Moses Rothschild 1970 dalla sua banca di Francoforte in Germania
    Ultimamente qualcosa si sta muovendo, guardate questo articolo uscito su “la Repubblica”, è solamente un sassolino
    rispetto ad una montagna, ma almeno è già qualcosa, forse la gente non si rende neanche conto di cosa si sta parlando,
    la mancanza di informazione rispetto a questa colossale truffa è stata architettata così bene che anche quando si viene a
    conoscenza della verità, questa ci sembra un’invenzione,
    Una sentenza condanna via Nazionale al pagamento del reddito
    monetario, dichiarandolo illegittimo, accogliendo il ricorso dell’Adusbef
    “Bankitalia restituisca il signoraggio”
    In arrivo un progetto di legge
    Lannutti e Benvenuto (Ds): “Stiamo studiando le modalità”
    di ROSARIA AMATO
    ROMA – Un progetto di legge per costringere la Banca d’Italia a restituire allo Stato
    italiano quanto incassato a titolo di ‘diritto di signoraggio’, cioè di differenza tra i
    costi di produzione della carta moneta e il suo valore nominale. E quindi, in base a
    quanto ha stabilito con una recente sentenza il giudice di pace di Lecce Cosimo Rochira,
    cinque miliardi di euro per il periodo compreso tra il 1996 e il 2003. “Vorremmo che tale
    cifra venisse destinata alle vittime dei crack finanziari”, ha detto Elio Lannutti, presidente
    dell’Adusbef, l’associazione dei consumatori che ha avviato e sostenuto il ricorso al
    giudice di pace.
    “Stiamo verificando la messa a punto di questo progetto di legge con gli esperti –
    conferma il deputato dei Ds Giorgio Benvenuto – lo proporremo a tutta l’Unione, e anche
    ai parlamentari della maggioranza che, almeno a parole, hanno sempre preso posizione
    contro il governatore Fazio”.
    21
    Il diritto di signoraggio, spiega Rochira nella sentenza, del 26 settembre 2005, nasce in passato, “quando la circolazione
    era costituita soprattuto da monete in metalli preziosi (oro e argento)” e “ogni cittadino poteva chiedere al suo sovrano
    di coniargli monete con i lingotti d’oro e d’argento che egli portava alla zecca”.
    “Il sovrano – continua la sentenza – ponendo la sua effigie sulla moneta, ne garantiva il valore. In cambio di questa
    garanzia, tuttavia, tratteneva per sè una certa quantità di metallo: l’esercizio di questo potere sovrano veniva chiamato
    signoraggio”.
    (7 ottobre 2005)
    (ANSA) – ROMA, 19 dic2005 – La Banca d’Italia “ha evitato in extremis, il pignoramento della scrivania del
    Governatore della Banca d’Italia Fazio, che doveva essere eseguito domattina alle ore 10,00 da un ufficiale
    giudiziario, per effetto della sentenza emessa dal Giudice di Pace di Lecce il 15 settembre 2005, che aveva condannato
    Via Nazionale, diramazione della Bce, a rimborsare un socio Adusbef, per l’illecito diritto di signoraggio, quantificato
    da una perizia tecnica in 5 miliardi di euro, ossia 87 euro per ogni cittadino italiano residente”. Lo rende noto
    l’Adusbef, precisando che Palazzo Koch “ha infatti inviato un vaglia cambiario 276,68 euro (87 euro più le spese),
    corrispondente all’ importo precettato, a favore di Giovanni De Gaetanis, il socio Adusbef che assistito dall’avvocato
    Antonio Tanza aveva proposto e vinto il ricorso pilota davanti al Tribunale di Lecce, che aveva ha dichiarato,seppur in
    prima istanza, nullo un diritto feudale di signoreggio (come la carica del Governatore) quantificato in 5 miliardi di
    euro”. La sentenza del tribunale di Lecce è “il primo colpo giudiziario in assoluto al diritto di signoraggio. Il
    signoraggio è un antico istituto derivante dal sovrano che battendo moneta, ne garantiva il valore nel tempo ed in
    cambio di quella specifica garanzia feudale (come la carica a vita del Governatore della Banca d’Italia), tratteneva
    una parte di quell’oro. Oggi – aggiunge l’Adusbef – che neppure le riserve auree garantiscono più la moneta, al punto
    che è sparita la scritta pagabili al portatore, è rimasto quel diritto feudale di signoraggio i cui proventi vengono
    incamerati dalla Banca d’Italia, che non appartiene più allo Stato ma a banche private ed altri soggetti che incassano
    parte di tale introiti”. “I cittadini quindi hanno continuato a pagare quella che è diventata una sorta di tassa agli istituti
    di credito, in violazione dello stesso statuto della Banca d’Italia che all’articolo 3, comma 3 parla chiaro: la banca
    appartiene allo Stato. Quindi, è stata la conclusione del giudice la sottrazione del reddito da signoraggio in danno alla
    collettività è di 87 per singolo cittadino residente alla data del 31 dicembre 2003, per un controvalore di 5.023.632.491
    euro, che deve essere restituito. Un altro duro colpo ad un Governatore – conclude l’Adusbef – che si continua a
    comportare come un sovrano, un monarca assoluto, arroccato a difendere con le unghie e con i denti assurdi privilegi,
    che cadranno tutti sotto i maglio della magistratura, sia civile che penale. Sul sito dell’Adusbef fac-simile ed atto di
    citazione che ogni cittadino può e deve fare, contro la Banca d’Italia, per la restituzione del maltolto”. (ANSA).
    Non lasciatevi ingannare dagli 87 €, è una somma ridicola che non rispecchia assolutamente le proporzioni colossali di
    tale truffa.
    La dott.sa Laura Scafati nel trattato “Pecunia non olet” si immagina come sarebbe se i governi stampassero i loro soldi:
    “… Da sognatrice quale sono sto provando ad immaginare un Mondo diverso; un luogo dove un Governo qualsiasi
    stampa i suoi soldi e li presta senza interesse a chiunque ne abbia necessità, magari, per comprarsi una casa.
    Cosa accadrebbe? Il costo di un mutuo precipiterebbe immediatamente; i costruttori sarebbero in ogni caso pagati
    perché la loro quota è compresa nel prezzo/ capitale.
    I fornitori riceverebbero il pagamento per le loro prestazioni ed un normale cittadino potrebbe godere di uno dei Diritti
    umani fondamentali: possedere una casa, invece di regalare fitti esosi a chi ha avuto la fortuna di potersela comprare.
    Un quadretto idilliaco senza dubbio, ma c’è una pennellata che rovina il panorama: il Banchiere si ritroverebbe – dal
    giorno alla notte- a perdere il proprio guadagno proprio sull’acquisto di ogni singola casa ed è logico pensare che una
    situazione del genere non sarebbe di suo gusto.
    Il Capitale è, ormai, in mano a pochissime persone come lo è il controllo dei Media.
    Un controllo estremamente strategico dal momento, che serve a nascondere la Verità e nello stesso tempo ad alienare
    le Menti di coloro, che non fanno parte di tale Elite economica.”
    22
    Concludo qui questa prima carrellata sull’argomento, anche se da dire c’è ancora molto, si dovrebbe parlare della
    cosiddetta “riserva frazionale” o “riserva frazionaria” delle banche commerciali private; della famiglia Rothschild e di
    come ha controllato e controlla tuttora le banche e i governi occidentali; e soprattutto delle monete complementari,
    argomento molto importante sia a livello teorico per capire la vera natura della moneta, sia a livello pratico da attuare
    per risolvere i problemi legati al mondo economico e bancario, pensate che nel mondo ce ne sono più di 5000, ne avete
    mai sentito parlare? C’è un comune in Abruzzo, Guardiagrele, che ha la sua moneta, ideata dal prof. Auriti, che da anni
    si batte per la questione del signoraggio, ha scritto diversi trattati e rilasciato interviste in merito, ha persino messo in
    piedi una causa contro la Banca d’Italia e la Banca Centrale Europea.
    Questi argomenti saranno trattati nel prossimo volume.
    • Segnalo, per chi e interessato, un video del prof. Auriti, che potete vedere al seguente indirizzo internet:
    http://video.google.com/videosearch?q=auriti
    • In allegato il modulo per richiedere alla Banca d’Italia il reddito da signoreggio.
    23
    Spett. le BANCA D’ITALIA
    VIA NAZIONALE , n. 92
    (00010) ROMA
    e,p.c. Sig. Ministro Giulio Tremonti
    Ministero dell’Economia e delle Finanze
    Via Venti Settembre, 97, 00097 ROMA
    Banca Centrale Europea
    Postfach 16 03 19
    D-60066 Frankfurt am Main
    (Germany)
    OGGETTO: Richiesta di rimborso delle somme illegittimamente percepite a
    titolo del cosiddetto “Diritto di Signoraggio”.
    Io sottoscritto _________________________________________________________________
    residente in _____________________________________ prov. ( ________ ) CAP ( ________ )
    alla via ___________________________________________________________ n. ________
    tel. ( _________________________________ ), cittadino italiano e dell’Unione Europea,
    invito e diffido
    il Vs Istituto a voler corrispondere al sottoscritto la somma di euro 87,00 a titolo di risarcimento del
    danno derivante dalla sottrazione del ‘reddito di signoraggio’ da Voi illegittimamente percepito.
    Tale somma è stata cosi determinata dal Giudice di Pace di Lecce nel giudizio n.3712/2004 RG,
    definito con sentenza n.2978/2005, depositata presso la cancelleria in data 26/09/2005, contro la Banca
    Centrale Europea – Banca Centrale d’Italia Spa .-
    Con tale sentenza , come a Voi ben noto, Banca d’Italia è stata condannata a risarcire il danno di cui
    sopra, oltre agli interessi legali dalla domanda al soddisfo.
    Si invia copia al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Banca Centrale Europea per opportuna
    conoscenza.
    Nell’ipotesi di silenzio o riscontro negativo si procederà all’azione giudiziaria nei confronti di Banca
    d’Italia per il recupero di detta somma con aggravio di spese.
    Con l’auspicio che il Governo prenda in considerazione l’illegittimità del c.d. “diritto di Signoraggio”
    ed il vantaggio ottenuto da Banca d’Italia e dalle sue azioniste private in questi anni, in violazione
    dell’art.3, ultimo comma, dello stesso Statuto della Banca Centrale .
    Lì …………………. Firma
    N.B.: si allega copia del documento di identità


  3. giusto per interrompere questa spirale di catena di sant’antonio sul signoraggio, chiariamo alcune cose…
    intanto la banca d’italia: anche se alcune sue quote sono possedute da banche private, queste non possono decidere nulla sulla gestione e sui provvedimenti della banca d’italia medesima (si dice, infatti, che la banca d’italia e un “ente di diritto pubblico anomale”). In pratica le banche sono obbligate ad avere una quota da banca d’italia ma non possono decidere nulla dell’attività della medesima.

    passiamo poi al signoraggio vero e prorpio e limitiamoci (per brevità) alla banca d’italia:
    il reddito da signoraggio percepito dalle banche centrali corrisponde alla differenza tra i costi di stampa e gli interessi ricavati dai titoli acquistati in contropartita all’emissione di moneta e viene utilizzato per il finanziamento dell’attività della banca centrale (che svolge solitamente anche attività di regolamentazione e controllo sul sistema creditizio e finanziario nazionale), incamerato da uno stato oppure messo a riserva.

    Ad esempio, la Banca d’Italia nel 2008 ha realizzato un utile lordo di 502.939.255 euro, ha pagato allo Stato 327.727.564 euro di imposte (pari a circa il 65,16% dell’utile lordo), realizzando così un utile netto di esercizio di 175.211.691 euro. Ha versato poi al Tesoro, a titolo di ripartizione dell’utile al netto di imposte, la somma di 105.111.415 euro (pari a circa il 59,99% dell’utile netto). Ai rimanenti 70.100.276 euro vengono sottratti 35.042.338 euro per la Riserva ordinaria ed uguale cifra per la Riserva straordinaria. I restanti 15.600 euro vanno a sommarsi a 58.788.000 euro – a norma dell’art. 40 dello Statuto della Banca d’Italia, lo 0,50% “a valere sul fruttato” delle riserve, ordinaria e straordinaria, che al 31 dicembre 2007 erano di 11.757.789.000 euro – per un totale di 58.803.600 euro (196,012 euro per ogni quota di partecipazione) da ripartirsi fra i partecipanti diversi dallo Stato.


  4. per inciso: le teorie sul signoraggio non hanno alcuna base scientifica o economica, e sono definite da tutti come delle bufale…
    per altro, secondo alcune di queste tesi, il governo dovrebbe abbattere il debito pubblico con l’emissione sovrana di moneta, mentre una simile ipotesi trascinerebbe il sistema economico in una drammatica spirale iperinflazionistica, portandolo in breve al collasso.




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