Condono Fiscale: un ulteriore sconto agli evasori

Il Condono Fiscale del 2002-2004 riserva ulteriori sorprese: stando ai dati raccolti dall’associazione “Legalità ed Equità fiscale” (LEF) chi ha aderito a quel condono fiscale, ottenendo il perdono fiscale e penale, ha versato solo una parte di quanto pattuito con l’agenzia delle Entrate.

Ciò era già stata denunciata dalla Corte dei Conti che nel 2008 aveva valutato in 5,2 miliardi di euro la cifra mancante all’appello. Dal 2008 ad oggi la situazione è cambiata di poco, infatti la LEF ha dichiarato che lo Stato italiano attende ancora 4,6 miliardi di euro (ovvero 1/5 della manovra correttiva di Tremonti) nonostante sia stata semplificata la procedura per la riscossione coattiva da parte del fisco.

In pratica, chi ha aderito al condono fiscale del 2002 doveva versare al fisco una percentuale dei capitali non dichiarati, ottenendo in cambio non solo il “perdono fiscale”, ma anche il “perdono penale”, limitandosi a pagare solo una parte di quanto dovuto, e poi “scordandosi” di pagare il resto.

Ma come si è potuti arrivare a ciò?

Stando all’associazione, la responsabilità è del governo Berlusconi che, avrebbe elaborato un meccanismo con una grossa “dimenticanza”: prevedere l’inefficacia del “perdono” per gli evasori che avessero mancato di pagare interamente l’importo stabilito per l’accesso al condono. Con questo meccanismo, chi già aveva violato la legge evadendo le tasse, ha incassato il condono sul piano tributario e penale, pur senza aver chiuso i conti con il Fisco.

Andando più nello specifico, l’ammanco è reso possibile dalla normativa che aveva stabilito che per gli importi superiori a 3.000 euro per le persone fisiche, e 6.000 per le società, era sufficiente versare la prima rata per rendere valido il condono. Dopo l’analisi della Corte dei conti si era cercato di rimediare facilitando la riscossione delle somme dovute permettendo al concessionario della riscossione di agire direttamente in via di espropriazione immobiliare per i debiti da condono iscritti a ruolo di importo superiore a 5.000 euro, senza dovere prima procedere all’iscrizione di ipoteca ed attendere ulteriori 6 mesi per l’esecuzione ( art. 16 bis della L.189/2002, introdotto dall’art. 32 del Dl. 185/2008). Inoltre, per attingere notizie sulla situazione finanziaria del debitore, è stato consentito all’agente della riscossione, decorso inutilmente il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale di pagamento, di accedere ai dati relativi ai rapporti bancari del contribuente moroso.

Il provvedimento non ha sortito un effetto di rilievo, infatti risulta che fino a fine gennaio 2010 il recupero delle somme riscosse in via coattiva si è fermato a 786 milioni di euro, portando le somme ancora dovute, e a questo punto di improbabile esazione, a 4,6 mld, pari a circa il 18% del totale delle somme dovute.

Come mai il governo non aveva previsto tutto ciò? Per il semplice motivo che il governo Berlusconi, per rendere più appetibile l’adesione alla sanatoria fiscale e fare cassa, non ha vincolato l’efficacia del condono al versamento dell’intera somma dovuta. Infatti, nel caso di importi superiori a 3.000 euro per le persone fisiche e a 6.000 euro per gli altri soggetti passivi ( società, enti, etc.), il governo ha consentito di godere dei benefici del condono con la presentazione della relativa dichiarazione, se prevista, ed il versamento della sola prima rata.

In pratica, quando la somma da versare eccedeva gli importi sopra menzionati, la parte eccedente poteva essere versata in due rate successive di pari importo, senza però che l’omesso pagamento di esse determinasse l’inefficacia del condono. In caso di mancato o insufficiente versamento delle somme rateizzate si sarebbe proceduto al loro recupero in via di riscossione coattiva, mediante iscrizione a ruolo a titolo definitivo ex art. 14 del dpr. 602/73 assieme agli interessi legali e alla sanzione amministrativa pari al 30 % delle somme non versate, ridotta alla metà in caso di versamento nei 30 giorni dalla scadenza.

Quindi, bastava pagare la prima rata di 3.000 euro per avere i benefici di legge, anche se nelle altre rate si dovevano pagare importi milionari, ottenendo “la definizione dell’accertamento in sede fiscale e l’esclusione della punibilità per i reati tributari e per quelli non tributari connessi, in relazione ai quali non avesse avuto ancora formale conoscenza dell’esercizio dell’azione penale”.

Ma quali sono questi reati penali, per i quali l’evasore che ha aderito, ha ottenuto l’impunibilità?

Si tratta dei reati di: dichiarazione fraudolenta o altri documenti per operazioni inesistenti ( art. 2, dlgs. 74/2000), dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ( art. 3,..), dichiarazione infedele ( art. 4..), omessa dichiarazione ( art. 5..), occultamento o distruzione di documenti contabili ( art. 10..), nonché ai reati di falsità materiale commessa dal privato ( art. 482 c.p.), falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico ( art. 483 c.p.), falsità in registri e notificazioni ( art. 484 c.p.), falsità in scritture private ( art. 485 c.p.), uso di atto falso ( art. 489 c.p.), soppressione, distruzione e occultamento di atti veri (art. 490 c.p.), falsità concernenti documenti informatici ( 490 bis c.p.), falsità concernenti copie autentiche che tengono luogo degli originali mancanti ( art. 492 c.p.), false comunicazioni sociali ( art. 261 c.c.), false comunicazioni sociali in danno dei soci e dei creditori ( art. 2622 c.c.), falso in prospetto ( art. 2623 c.c.).

In pratica con il pagamento di soli 3.000 euro, gli evasori hanno ottenuto un ulteriore sconto rispetto a quanto dovuto e il decadimento di tutti i reati penali.

Direi un ottimo affare per loro, molto meno per i cittadini onesti.

“Riceviamo e pubblichiamo”, di Gaspare Compagno

5 Commenti

Commenti

  1. E’ vero, bisogna scoprire chi evade e fargliela pagare, magari con qualche sanzione che sia da esempio, perchè parlare di condoni, parchè parlare di far rientrare soldi nelle casse dello Stato con forme di perdoni , condoni ecc.ecc..
    Facciamo qualcosa di meglio, aumentiamo le tasse, aumentiamo ancora l’IVA, mettiamo una patrimoniale sui beni di persone che hanno gia pagato per arrivare a tanto, tagliamo le pensioni, tanto chi la percepisce è già ricco abbastanza, facciamo in modo che le famiglie che oggi arrivano al 20 del mese possano finire la propria cara ricchezza già il 15 del mese, cosa importa se la gente non riesce più a vivere.E’ giusto, se bisogna trovare risorse e bene che si faccia pagare sempre e comunque la povera gente, sempre gli stessi.
    Perchè fare un condono, ci sono cosi tanti modi per recuperare risorse, è meglio ammazzare la popolazione che fare un condono, è meglio vedere gente disperata che fare un condono.
    No, non è meglio, è meglio condonare in un momento del genere, si trovano soldi, si rimette in moto l’economia edilizia, i condonati pagano con piacere perchè risolvono un problema con lo Stato, ma la cosa più importante è che non viene toccata per l’ennesima volta sempre la stessa gente. Capisco, ma sa,in momenti critici come ora, qualsiasi cosa per recuperare fondi è ottima, pure il condono, pur sapendo che a molti non piace.
    Sa Sig. Casini, “non le scrivo onorevole perchè pure lei come gli altri è un egoista della politica”, qaualche volta e dico qualche volta vorrei arrivare al 25 del mese, è chiedere troppo.


  2. sir. Vicenzo, lei vuole un condono… le posso fare una domanda???
    perchè allora, devo pagare le tasse, essere in regola con la legge se gli altri non lo fanno???
    Io osno un dipendente. Ho uno stipendio.
    Bassino… ma pago le tasse e sono in regola con lo stato.
    Però io mi domando…perchè io devo pagare e gli altri no???
    Lei parla a favore del condono, dicendo che i condonati sono felici di pagare… ha ragione… anche io sarei felice di pagare se, invece di pagare tutte le tasse, per anni non le pagassi e poi pagassi solo il 5% per essere in regola con lo stato…
    ha ragione, facendo così io avrei risparmaito molti soldi.
    sa che le dico, sig,. Vincenzo? Viva i condoni… viva l’illegalità…


  3. Sig. Pezzati,
    guardi che Lei ha capito male oppure non sono sato abbastanza chiaro io, io non sono a favore del condono, pure io sono per la legalità, per la giustizia, pure io pago tutte le tasse ed è pure per questo che arrivo al venti del mese, pure io ho un piccolo stipendio e cerco di conviverci.
    Quello che fa rabbia e sinceramente che in un momento critico come quello che stiamo attraversando, se mi può essere utile a farmi arrivare al venticinque del mese e non al quindici, allora sa cosa le dico: “evviva il condono ora e sempre” almeno vivo un pò meglio pure io, e anche perchè se non si fa comunque a loro non viene chiesto nulla.
    Non so, forse lei è contento di pagare qualche tassa in più dal suo stipendio, cosa le posso dire, se lei è contento di rimetterci pur di screditare un eventuale condono, contento lei e basta.
    Sinceramente, tra farmi decurtare ancora di più il mio misero stipendio e scegliere per un condono, io preferisco il condono, almeno per una volta toglie a loro e non vengo toccato io.
    Le sembra sbagliato?
    Distinti saluti a lei che ha capito tutto.


  4. sig. vincenzo… lei dice che con il condono si toglie a chi evade e non a lei.
    Mi scusi, ma io le faccio una domanda: se ogni due – tre anni facciamo un condono, chi vorrà mai essere onesto?
    Lei dice che andiamo a rpendere i soldi degli evasori… non è vero. Perchè se chi evade, poi si mette inr egola apgando il 5%, allora noi non prnediamo nulla…anzi, regaliamo.
    Con l’ultimo ocndono, gli evasori si mettevano in regola pagando il 5% di quanto dovuto. Il 5%!!!!!… significa che su 100 miliardi condonati, lo stato ne piglia 5.
    Ma lei sa quanto dovrebbe prenderne lo stato se, invece, quei 100 milairdi fosser stati regolari??? Alemno 30-40 miliardi.
    Io le chiedo: cosa è meglio? Andare a stanare gli evasori e fare pagare loro 30-40 miliardi, o invece premiarli facendo pagare 5 miliardi?
    Lei dice che starebbe meglio con il condono… ma per quanto? perchè l’anno prossimo i condonati, asecondo lei, pagheranno il giusto o invece non torneranno ad evadere?
    QUesto è il punto. Noi oggi condoniamo. prendiamo 5-10 miliardi (che per le esigenze dello stato sono nulla)… supponiamo che con questi 5-10 miliardi risolviamo il problema momentaneamente dello stato…e poi? l’anno prossimo, quando tutti evaderanno di nuovo, secondo lei non saremo di nuovo nei guai??
    ecco perchè sono contro il condono…perchè è una soluzione momentanea di dubbia efficacia e che invece rischia di peggiorare il problema.


  5. infine sig. vincenzo, faccio notare una cosa: il governo ha regalato 6 frequenze del digitale… le ha regalate a rai e mediaset…
    il valore complessivo era di tre miliardi di euro.
    ecco, se il governo vuole reperire risorse senza tassare e senza condonare, accolga i ricorsi degli operatori, si riprenda le frequenze date due settimane fa, e faccia un’asta.
    questi sono già 3 miliardi di euro, che si intascherebbero ed equivalgono quasi all’ultimo ocndono fisclae concesso…




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