Casini incontra gli studenti della Rui

Casini al Rui“La politica deve rinnovarsi e avere il coraggio di scelte impopolari”

Rinnovamento della classe dirigente, legge elettorale, riforme istituzionali, disegno di legge sulle intercettazioni, manovra economica. E ancora, giovani, lavoro, riforma della scuola e dell’università. Sono alcuni dei temi affrontati da Pier Ferdinando Casini nell’incontro con gli studenti della Rui, la residenza universitaria internazionale di Roma in via Sierra Nevada, nel quartiere Eur.

Ad accogliere il leader dell’Udc una cinquantina di studenti di diverse facoltà. Prima un pranzo nella mensa della residenza, poi un colloquio informale nel soggiorno, dove gli studenti hanno potuto porre i loro interrogativi su temi di strettissima attualità.

I giovani. “Abbiamo tanti giovani che fanno cose straordinarie, che sono impegnati ad esempio nel volontariato, nella ricerca. Ne abbiamo pochi in politica. Il problema è la selezione: dobbiamo innestare criteri di meritocrazia nella selezione della classe politica”. La perdita di peso del Parlamento è anche figlia del meccanismo di selezione attuale perché, spiega Casini, “quando non bisogna più cercare il consenso della gente, ma di un leader, si è di fronte a una distorsione”. Di qui la necessità di un ritorno alle preferenze, in mancanza delle quali sono preferibili i collegi uninominali.

La disoccupazione. Casini ha poi risposto alla richiesta di un commento sui drammatici dati della disoccupazione giovanile (il 30% dei giovani sotto i 30 anni, secondo l’Istat, non ha un lavoro). “L’Europa oggi consuma di più di quello che produce,e questo vale a maggior ragione per l’Italia”. Spesa pubblica alle stelle, cause civili che durano 15 anni. “Dobbiamo trovare il modo, con questa manovra, non di chiedere assistenza per i giovani – ha aggiunto Casini – L’assistenzialismo è un concetto sbagliato. A me non interessa che i giovani abbiamo il posto garantito, ma che abbiano delle opportunità. Per questo chiediamo al governo di introdurre subito un credito di imposta per le aziende che assumono giovani sotto i 30 anni”.

Riforme. Oggi la classe politica ha paura di perdere consensi, motivo per cui le grandi riforme vengono di volta in volta rimandate. “Mi chiedo fino a quando la classe politica sarà così egoista da non porsi il problema dell’innalzamento dell’età pensionabile”, aggiunge Casini, che usa poi una metafora: “Il buon politico è come un padre di famiglia: questa notte mio figlio ha avuto 39 di febbre e gli ho fato una medicina, amara certo, ma che serve a far passare la febbre. Ecco, oggi la politica non ha più il coraggio di “dare la medicina”. Non ha il coraggio di fare scelte impopolari”.

Tra le riforme istituzionali che farebbe subito, Casini ha indicato il superamento del bicameralismo e la riduzione del numero dei parlamentari. Poi una riforma del fisco imperniata su: recupero dell’evasione, riduzione del cuneo fiscale, quoziente familiare.

I 5 punti. Alla richiesta di uno studente di sintetizzare in 5 punti gli interventi che attuerebbe da presidente del Consiglio, Casini ha elencato le sue priorità:

1)lotta alla corruzione e alla criminalità
2) intensificare la lotta all’evasione
3)equità generazionale, con la riforma previdenziale accompagnata da interventi a favore dei giovani
4)interventi sulla lunghezza delle cause civili, una delle ragioni per cui in Italia non arrivano investimenti dall’estero
5)energia: nucleare se serve, ma accompagnato da un serio piano per lo sviluppo delle energie alternative.


Immigrazione.
Poi una domanda sull’importanza degli immigrati nel tessuto sociale del nostro Paese. “Basta con le polemiche a buon mercato contro gli extracomunitari – ha affermato Casini – con il bassissimo indice di natalità che abbiamo, se non ci fossero gli extracomunitari l’Italia non potrebbe mantenersi. Non bisogna creare contrapposizione tra italiani ed extracomunitari, ma percorsi di condivisione che includano in alcuni casi, se necessario, anche la cittadinanza a punti”.

Una metafora calcistica ha chiuso l’incontro con i giovani della Rui: “Il segno del degrado del nostro Paese è la quantità di italiani che tifavano contro l’Inter in finale di coppa dei campioni – ha detto Casini – il nostro è un Paese contro, dove non riusciamo nemmeno a fare una candidatura comune per le olimpiadi e mettiamo Venezia in concorrenza con Roma”.
Un male, questo, che la politica deve impegnarsi a guarire tornando a mettere al centro l’uomo, la sua valorizzazione, il suo rispetto.

5 Commenti

Commenti

  1. userei una metafora ma dove sono le studentesse?


  2. Un incontro che a Casini ha fatto sicuramente bene


  3. Mi fa piacere che Casini abbia incontrato dei giovani universitari e che con loro abbia parlato di tematiche come l’immigrazione e la politica,ma perchè non incontrare anche altri studenti che hanno serie difficoltà,a causa di una politica che spesso si dimentica di scuola e università?Sn difficoltà che gli studenti della Rui non hanno!Alla faccia di chi dice che nn facciamo auto-critica!


  4. @Sofia
    Casini ha raccolto l’invito a un incontro con gli studenti della Rui.
    Ciò non esclude, naturalmente, che possa incontrare anche studenti appartenenti a realtà diverse da questa.
    Cordiali saluti,
    Redazione


  5. Il confronto con i giovani fà bene a tutti,
    sono loro il nostro futuro,
    come loro sperano che il partito della nazione
    sia il futuro dell’Italia,
    e si aspettano che li guidiamo oltre i guado,
    perchè adesso al punto in cui siamo,
    ci troviamo già con i piedi in acqua,
    facciamoci coraggio, liberiamoci dalle zavorre,
    e guidiamo la traversata.




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