“La politica deve rinnovarsi e avere il coraggio di scelte impopolari”
Rinnovamento della classe dirigente, legge elettorale, riforme istituzionali, disegno di legge sulle intercettazioni, manovra economica. E ancora, giovani, lavoro, riforma della scuola e dell’università. Sono alcuni dei temi affrontati da Pier Ferdinando Casini nell’incontro con gli studenti della Rui, la residenza universitaria internazionale di Roma in via Sierra Nevada, nel quartiere Eur.
Ad accogliere il leader dell’Udc una cinquantina di studenti di diverse facoltà. Prima un pranzo nella mensa della residenza, poi un colloquio informale nel soggiorno, dove gli studenti hanno potuto porre i loro interrogativi su temi di strettissima attualità.
I giovani. “Abbiamo tanti giovani che fanno cose straordinarie, che sono impegnati ad esempio nel volontariato, nella ricerca. Ne abbiamo pochi in politica. Il problema è la selezione: dobbiamo innestare criteri di meritocrazia nella selezione della classe politica”. La perdita di peso del Parlamento è anche figlia del meccanismo di selezione attuale perché, spiega Casini, “quando non bisogna più cercare il consenso della gente, ma di un leader, si è di fronte a una distorsione”. Di qui la necessità di un ritorno alle preferenze, in mancanza delle quali sono preferibili i collegi uninominali. [Continua a leggere]
Se non ci fossero gli immigrati non sapremmo cosa fare, anche i conti previdenziali sono in ordine grazie a chi viene a lavorare seriamente nel nostro Paese. A queste persone devono essere riconosciuti i nostri stessi diritti. Naturalmente ci vuole il pugno duro verso l’illegalità, che alimenta i racket della prostituzione e della droga e favorisce la criminalita. Ma in questo caso si tratta di reati che vanno perseguiti dalla legge, e questi reati li commettono anche gli italiani.
A Rosarno lo Stato non c’è, lo Stato è morto. E’ la ‘ndrangheta che regola i rapporti sociali. La Lega ha parlato delle ronde, ma la verità è che a Rosarno aspettavano le forze dell’ordine e non le ronde, che non risolvono nessun problema. E le forze dell’ordine non sono arrivate prima di 24-48 ore.
Bisogna che ci facciamo naturalmente carico dell’indignazione della gente, pero’ bisogna anche ricordare che ci sono degli italiani che sfruttano questi poveracci e li fanno vivere come delle bestie. Se un italiano affitta una casa a 50 poveracci è giusto che l’appartamento venga sequestrato, la legge c’e’ ed è sacrosanta. Non dobbiamo guardare la realtà solo dalla parte che ci fa comodo.
Torna al centro del dibattito politico il tema dell’immigrazione, dopo le tensioni e gli scontri che a Rosarno, in Calabria, hanno avuto per protagonisti centinaia di immigrati. Scontri nati da un atto di aggressione contro la comunità degli immigrati del posto, che a violenza hanno risposto con violenza, mettendo a soqquadro la città.
Da un lato la rabbia di chi, da anni, lavora in condizioni di sfruttamento, prestando le proprie braccia ai campi, spostandosi dove serve e vivendo nell’indigenza totale (anche i silos diventano delle case). Dall’altro la preoccupazione degli abitanti di Rosarno, dopo la rivolta nella quale la città è stata messa sottosopra nonostante, sottolineano, con gli immigrati i cittadini si siano sempre comportati bene, tralasciando l’aggressione compiuta da pochi sconsiderati. [Continua a leggere]
Di fronte a un nuovo straordinario fenomeno come quello dell’immigrazione nel nostro Paese sono necessarie nuove regole sulla cittadinanza. Bisogna potenziare il meccanismo che attribuisce la cittadinanza a coloro che nascono in questo Paese a prescindere dalla nazionalità dei genitori.
La questione demografica ed economica legata all’immigrazione
Agli inizi del ‘900, un secolo fa, gli abitanti dell’Europa occidentale rappresentavano il 17% della popolazione mondiale. Oggi sono il 7%. Nel 2050, scenderanno, anzi scenderemo, al 5%. Questo significa che se già oggi l’Europa conta pochissimo negli equilibri mondiali, nel futuro sarà destinata a contare sempre meno se non saprà modificare i propri tassi di natalità da una parte e accogliere ed integrare i migranti extracomunitari dall’altra.
La debolezza demografica del nostro Continente fa sì che il nostro benessere stesso dipenderà sempre di più dalla capacità di attrarre ed integrare lavoratori stranieri, e non, al contrario, di respingerli. [Continua a leggere]
Compito della politica è di guidare il Paese, senza sollecitare le paure di fronte all’immigrazione. Dobbiamo incominciare a ragionare per unire, perché una certa politica, a fini elettorali, esaspera le paure degli italiani e instilla veleni.
Sono contento che la Lega abbia ritirato l’emendamento che prevedeva un tetto al periodo massimo di cassa integrazione per gli extracomunitari. Non possiamo insegnare ai nostri figli il valore, il rispetto degli altri e poi avere l’idea di proporre cose del genere. Se fossimo in un Paese serio, una proposta così razzista non avrebbe mai dovuto neanche avere la dignità degli atti parlamentari.
Immigrazione, integrazione, cittadinanza . Sono temi al centro del dibattito politico. Gli immigrati sono parte del tessuto sociale dell’Italia e costituiscono il 6% circa della popolazione, le imprese gestite da stranieri crescono di oltre il 10% annuo, un bimbo su 10 è figlio di immigrati.
Per fotografare l’Italia che cresce, e che è già una realtà multietnica, basta andare nelle scuole, dove gli alunni stranieri rappresentano il 6,4% del totale. Un dato che, qualche mese fa, ha spinto a parlare di “emergenza stranieri” nelle scuole italiane. L’allarme riguarda il rischio di una ghettizzazione, come denunciato dall’istituto Carlo Pisacane di Roma, dove su 180 alunni 165 sono stranieri. Nella scuola una mamma cinese è arrivata a ritirare l’iscrizione della figlia, perché voleva che imparasse bene l’italiano, che si integrasse nella società e non mandarla in una scuola frequentata prevaletemente da stranieri. [Continua a leggere]
Mercoledì pomeriggio è stata presentata alla Camera una proposta di legge sul diritto di cittadinanza: dimezzare i tempi, da 10 a 5 anni, per ottenere lo status di cittadino italiano, la possibilità di acquisire il diritto di cittadinanza anche per chi nasce in Italia da genitori stranieri regolari e, per i minori, l’obbligo di concludere un ciclo scolastico.
Un impegno che potrebbe aiutare a porre un argine agli stereotipi sulla presenza degli immigrati nel nostro Paese. Stereotipi che ormai dilagano anche tra i giovani. Lo dimostra la ricerca “L’altro/a tra noi” promossa dalla Fondazione Intercultura, che ha raccolto i pareri di 1.400 studenti delle scuole secondarie di otto province italiane, da Padova a Lecce.
I risultati? Ragazzi diffidenti, disinformati, ostili. Pensano che gli immigrati nel nostro Paese siano molti di più di quanti realmente sono. [Continua a leggere]
Cmq la libia con due banche ha il 7% e il vice presidente di unicredit e un libico……gia l’amico di berlusconi ne controlla una fetta… e con tutti i soldi che gli entreranno ne potra controllare di piu… (ghedaffi è per il 22% proprietario della juve…… e tante altre cose). Gheddafi da una parte e bossi dall’altra devono restare chiusi nelle proprie case.
Non c’interessa la secessione e tanto meno l’islam….
Caro Pierferdinando casini,
hai una proposta valida, quella sulle tasse, ma per tante altre cose non ci siamo. La prima è che consideri possibile l’opportunità di stare con Berlusconi e gli permetti il privilegio di entrare in Parlamento con tre reti tv di famiglia!!!!!
Caro Pierferidnando,
se non escludi di stare con Silvio, vuol dire che non ti fà ribrezzo uno che era circondato da Previti, Dell’Utri, Mangano….e che si è fatto ben 36 leggi a persona.
Non sarebbe ora di tornare alla vera democrazia?
Chi ha una rete tv o è proprietà di un parente fino al V° grado, non può entrare in Parlamento! E’ una cosa che vale nei paesi democratici. Perché in Italia si permette 1) di avere ben tre reti tv e 2) di andare anche in Parlamento a fare gli affari propri.
FaCCIAMO COMEIN SPAGNA!!! Non più del 50% di una rete tv e se vuoi andare in Parlamento , vendi !!!!!!!
Caro Pierferdinando Casini,
Dell’Utri non è il peggior nemico, che ha diritto di parlare: è uno condannato per collaborazione con la mafia e dovrebbe decadere automaticamente dal Parlamento, mentre invece, la casta osa mantenerlo in Parlamento a squalificare tutta la classe politica.
Cordiali saluti
Concordo con il presidente Casini,
anche un avversario politico o sospetto mafioso
deve poter parlare questa è democrazia.
Purtroppo di questi tempi democrazia e liberalità sono degli optional
ritenuti di scarso valore.
Sembra che anche il Pdl non ne sia immune se è vero che i berlusconiani organizzano pulman per fischiare e zittire Fini.