Archivio per giugno 2016

Iraq: Parlamento riconosca genocidio yazidi

postato il 27 giugno 2016

IMG_7957Questa mattina una delegazione del Senato della Repubblica composta da me e dal senatore Luigi Compagna ha incontrato a Erbil dei rappresentanti yazidi del parlamento iracheno che, ringraziando il Parlamento italiano per il sostegno ricevuto, hanno illustrato la drammatica situazione perpetrata ai danni del popolo yazida da parte degli uomini del Califfato, spiegando come siano ancora 3400 le donne e 700 bambini nella mani del Daesh.

Con loro una giovane donna yazida del villaggio di Shengal, rapita dall’Isis, torturata e costretta in schiavitu’, cui l’Isis ha avvelenato i suoi tre figli, di poco meno di 2 anni, e ucciso il marito.
“È terribile ascoltare questi racconti che ci rimandano alle peggiori pagine delle tragedie umane, dai campi di concentramento nazisti ai gulag staliniani. Queste donne hanno subito privazioni indicibili. Il Parlamento italiano opererà affinché questa pagina buia venga riconosciuta come genocidio”.

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Italia-Iraq: Colloqui col presidente Kurdistan Barzani

postato il 26 giugno 2016

Poi alla base militare italiana di Erbil e con le Ong italiane al campo sfollati di Ashty
Missione in Iraq - Erbil
Lungo e cordiale incontro tra il presidente della Regione Autonoma del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, e una delegazione del Senato della Repubblica, composta dal presidente della Commissione Affari esteri, Pier Ferdinando Casini e dal senatore Luigi Compagna. Nel corso dell’incontro i parlamentari hanno espresso gratitudine per lo straordinario lavoro dei Peshmerga, fortemente impegnati anche a garantire l’agibilità della diga di Mosul, dove inizieranno i lavori di ristrutturazione da parte della società Trevi.
Il presidente Barzani ha espresso al Parlamento italiano la sua gratitudine per le forniture di materiale bellico per l’esercito Peshmerga e l’auspicio che esse si consolidino nel tempo.
Dopo l’incontro il presidente Casini e il senatore Compagna si sono recati al campo sfollati di Ashty, dove hanno incontrato rappresentanti delle Ong italiane che operano con le strutture di volontariato in Iraq. La visita si e’ soffermata in particolare sulle strutture scolastiche che consentono il recupero di migliaia di bambini. Nella serata di sabato la delegazione italiana si è recata alla base militare italiana di Erbil, guidata dal Generale A.M.R., dove ha cenato con i militari impegnati nella missione Prima Parthica.

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Brexit: Ppe e socialisti uniti contro il populismo

postato il 26 giugno 2016

Nuovo ruolo per l’Italia

casini

L’intervista di Gerardo Pelosi a Pier Ferdinando Casini pubblicata su Il Sole 24 Ore

L’Italia è rientrata nel grande gioco europeo, ha tutte le carte per fare sentire la sua voce insieme a Francia e Germania dopo la Brexit ma «il nodo vero riguarda il superamento degli antichi dissensi tra Ppe e Pse: solo così si possono neutralizzare le forze populiste antieuropee». Questo, in sintesi, il messaggio del presidente della commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, in queste ore a Erbil in Iraq per una missione istituzionale. Ma l’Italia deve giocare bene le sue carte e rischia di non essere capita in Europa se non passeranno le riforme istituzionali. Sarebbe, secondo Casini, un «gioco cinico da irresponsabili legare le riforme al destino di Renzi».

Rassicurare i risparmiatori e puntare a una nuova Ventotene. Come giudica le mosse di Renzi dopo la Brexit?
Renzi ha fatto il suo dovere e lo ha fatto bene. Una cosa però potrebbe essere deleteria: minimizzare l’accaduto. Già ci sono stati troppi segnali di disgregazione e non si può più fare finta di niente, sarebbe una strategia demenziale. La situazione è gravissima, per la prima volta nella nostra storia invece di aggregare c’è chi sceglie di abbandonare. Lo fa un Paese con una storia, una tradizione, che siede come membro permanente nel Consiglio di sicurezza dell’Onu. È chiaro che la Gran Bretagna è stata sempre con un piede dentro e un piede fuori dall’Unione europea ma deve essere chiaro che se l’Europa non è andata avanti non è certo per colpa del Regno Unito.
Perché si è arrivati alla rottura. Dove ha sbagliato Bruxelles?
Meglio essere chiari: il tira e molla con Londra rischia di essere pericoloso. Ci dovrà essere un’impostazione chiara nel negoziato con il Regno Unito. Non è che questo ci risparmierà un processo lungo ma dovremo evitare l’emulazione di un’Europa alla carta. Altro è la cooperazione rafforzata che è un cammino virtuoso che serve a fare andare avanti il processo di unificazione ai Paesi più veloci. Si è pensato, sbagliando, che applicando alla lettera le tabelle ragionieristiche si potesse raggiungere l’unione politica Niente di più sbagliato. Il ceto medio che si sta dissolvendo anche nell’Unione europea e sta scadendo a livello di vera povertà è la variabile impazzita di tutti i processi elettorali. Vediamo ora quello che succederà in Spagna, sono molto preoccupato.
Cosa è cambiato rispetto solo a pochi anni fa? [Continua a leggere]

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Renzi cambi spartito. Deve unire, non può solo dividere

postato il 23 giugno 2016

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Monica Guerzoni a Pier Ferdinando Casini pubblicata su Il Corriere della Sera

Pier Ferdinando Casini sa bene che «chiedere a Renzi di essere meno Renzi è un’impresa disperata». Eppure, per scongiurare che il rottamatore finisca vittima della rottamazione, l’ex presidente della Camera azzarda alcuni suggerimenti: «Io consiglio a Renzi di cambiare spartito e di riflettere sui dati elettorali. Con molta serenità e, se ne è capace, con una certa dose di autocritica».

Renzi stai sereno?
«Non esiste solo il problema, molto sentito, di una divaricazione tra il vecchio e il nuovo: anche in Italia l’insoddisfazione del ceto medio ha cambiato profondamente la tipologia del voto tradizionale. Esiste un fenomeno parallelo, la rottamazione del potere».

 Gli italiani vogliono rottamare il rottamatore?
«In un tempo caratterizzato dalla velocità, dopo due anni di presidenza del Consiglio è Renzi a rappresentare il potere, più di ogni altro».

Troppo potere nelle mani di un uomo solo?
«La solitudine nella gestione del potere comporta un onere evidente. Quando io lo sento dire “ho rinnovato troppo poco” oppure “il voto ai Cinquestelle è un voto di proposta e non di protesta” mi preoccupo, perché temo che scelga la spiegazione più semplice».

Dove ha sbagliato Renzi?
«Il potere ce l’hanno anche Merkel e Cameron, due leader che hanno cercato di superare i vecchi steccati e si propongono come elementi unificanti dei loro Paesi. Davanti alla protesta loro non incarnano una protesta di serie B, ma la soluzione politica. Renzi dovrebbe unificare, non solo dividere. Ha diviso il Pd, lasciato al suo destino una parte della maggioranza e non è riuscito a essere elemento unificante neppure con la sua opposizione».

E la «santa alleanza» tutti-contro-uno? [Continua a leggere]

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Italia-Francia: Legione d’Onore dall’Ambasciatrice Colonna

postato il 16 giugno 2016

Nel Salone rosso di Palazzo Farnese, alla presenza di Giorgio Napolitano
Italia-Francia: Cerimonia di consegna della Legione d'onore

Di Marco Ventura
Tra le mura, gli arazzi e gli affreschi di Palazzo Farnese l’Ambasciatrice di Francia, Catherine Colonna, pronuncia la formula di rito: «Pier Ferdinando Casini, in nome del Presidente della Repubblica la nomino Commendatore della Legion d’Onore». La più alta onorificenza d’Oltralpe.
«Il presidente della Commissione Esteri del Senato, già presidente della Camera dal 2001 al 2006, ha incarnato i valori del dialogo e della temperanza», spiega la rappresentante della Francia, che ricorda gli stretti rapporti con paesi come la Russia e l’Iran, quest’ultimo un anno prima dell’accordo nucleare, a dimostrazione di come «Casini abbia saputo mettere in atto una diplomazia parlamentare attiva e aperta sul mondo». Altre motivazioni, l’essere da sempre «un fervente difensore dell’idea europea» e un amico «costante e cooperativo della Francia». Ma parole ancora più forti pronuncia il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, che definisce Casini «una personalità fortemente rappresentativa della Repubblica e della vita pubblica italiana per la sua tenacia e l’impegno nel solco della grande tradizione del cattolicesimo democratico, un punto incrollabile di fermezza e serena continuità».
Casini, da parte sua, rimarca «le comuni sfide di Italia e Francia», la riforma del Jobs act nel senso della modernizzazione e la legge sul lavoro in Francia, ma anche «il delicatissimo processo di integrazione degli immigrati». Paesi di grande cultura, illuminista la Francia, cristiana l’Italia, accomunati dall’impegno contro «jihadismo e fanatismo terroristico». Infine, Roma e Parigi impegnate «a difendere l’Alleanza atlantica e l’Europa contro i rischi di una disgregazione che può aprire gravi incognite per il nostro continente».
La Legion d’Onore viene salutata da Casini come «un nuovo tributo d’amicizia della Francia non alla mia modesta persona, ma all’Italia e al suo Parlamento». E come avviene ogni volta che si celebra un conferimento così importante, a Palazzo Farnese si ritrovano ad applaudire con l’Ambasciatrice Colonna ministri, diplomatici, alti funzionari, familiari, collaboratori. Da Napolitano a Gianni Letta, dai ministri di Interni e Ambiente, Angelino Alfano e Gian Luca Galletti, dall’ex segretario generale della Farnesina, Michele Valensise allo staff storico di Casini alla Camera e al Senato. Ma anche imprenditori come Francesco Gaetano Caltagirone, Gaetano Maccaferri e Ugo Brachetti Peretti. Inevitabile infine un pensiero a quanto sta succedendo in Francia, alle manifestazioni, agli scioperi contro la legge sul lavoro, al terrorismo che non vuole arretrare, agli Europei di calcio. Casini: «Ai miei figli Caterina e Francesco, che sono qui con me, ho detto che con la Francia si può litigare solo in un’occasione: ai Mondiali di calcio»

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Italia-Argentina: Dal Presidente Macri, ‘relazione speciale tra Roma e Buenos Aires’

postato il 14 giugno 2016

MacriAlla Casa Rosada col Presidente dell’Argentina è stato un incontro caloroso, al quale ha partecipato anche l’ambasciatore Teresa Castaldo.

L’Italia e l’Argentina hanno un rapporto bilaterale privilegiato e possono d’altra parte avere un ruolo chiave nelle relazioni tra l’Unione Europea e il Mercosur. La relazione speciale tra l’Italia e l’Argentina si è finalmente riavviata grazie alle elezione di Macri. E ricordo la tempestiva iniziativa del premier Matteo Renzi, che ha visitato Buenos Aires a febbraio, e la missione di circa 140 imprenditori di qualche giorno fa nel paese.
Con Macri abbiamo parlato di diverse tematiche, tra l’altro del rafforzamento dei rapporti dei due paesi. Siamo alla vigilia di un nuovo ponte nelle relazioni tra l’Europa e l’America Latina. Roma e Buenos Aires devono lavorare insieme sul fronte UE-Mercosur.

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Italia-Venezuela: ‘a Caracas emergenza umanitaria’

postato il 14 giugno 2016

L’incontro con il leader dell’opposizione ‘anti-chavista’ di Caracas, Henrique Capriles Henrique Capriles

In Venezuela siamo all’ emergenza umanitaria. E’ necessario ripristinare un dialogo politico tra il parlamento e il presidente Nicolas Maduro, ma l’unica strada è quella delle elezioni entro l’anno per restituire la parola al popolo. Il rischio enorme è che la situazione degradi in una violenza di massa. Sono di grande importanza le iniziative da parte dell’Organizzazione degli stati americani e dell’Onu per evitare che un paese con grandi risorse naturali possa scivolare in un burrone senza fine.

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Amministrative: Raggi? Una dilettante allo sbaraglio. Io voto Giachetti

postato il 13 giugno 2016

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Umberto De Giovannangeli a Pier Ferdinando Casini pubblicata su L’Unità

«Quando sento che coloro che stanno nel centrodestra annunciano o fanno intendere il voto alla Raggi, seguendo la logica del tanto peggio tanto meglio, capisco fino in fondo le ragioni per cui il centrodestra rischia di non risollevarsi più».
Ad affermarlo è Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato. L’Unità l’ha raggiunto telefonicamente a Buenos Aires, dove Casini ha incontrato il presidente della Repubblica argentina, Mauricio Macri, e altre autorità istituzionali e di governo. I riflettori sono accesi soprattutto sul ballottaggio a Roma fra il candidato del centrosinistra, Roberto Giachetti, e la candidata del Movimento Cinquestelle, Virginia Raggi.
«Giachetti lo conosco bene – dice a l’Unità l’ex presidente della Camera dei Deputati -. È un “rompiballe” straordinario, ma ha una correttezza totale, una capacità di lavoro straordinaria e conosce Roma».

Presidente Casini, domenica sarà la giornata dei ballottaggi per le elezioni a sindaco in diverse, importanti, città italiane, a cominciare dalla capitale, Roma. Quale valutazione politica complessiva è oggi possibile fare su questa tornata di elezioni amministrative?
La valutazione è la conferma di un tripartitismo, tra il centrosinistra, il centrodestra e Grillo. Però è tutto molto confuso, molto lacerato. Negli schieramenti ci sono visioni e contraddizioni enormi, ed esse vengono a galla anche in chi sembrava messo meglio, come il centrosinistra e il Partito Democratico.
Non vi è dubbio, senza nulla togliere a Milano, Torino, Napoli e Bologna, che l’attenzione maggiore è concentrata su Roma. Come la vede? [Continua a leggere]

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Roma: Io scelgo Giachetti, da brividi votare M5S

postato il 12 giugno 2016

L’intervista a Pier Ferdinando Casini pubblicata su La RepubblicaPier Ferdinando Casini

Chi voterà a Roma, Pier Ferdinando Casini?
«Io voto Giachetti. Ma senza ombra di dubbio».
Arriva da Buenos Aires l’endorsement del presidente della commissione Esteri del Senato, in missione in questi giorni tra Cile, Uruguay e Argentina.
Perché così convinto?
«Mi meraviglio piuttosto, e di molto, del fatto che esponenti del centrodestra pensino di votare Virginia Raggi e mi chiedo cosa un centrodestra europeo abbia in comune con i Cinquestelle».
Pensa che possa avere più assonanza con Giachetti?
«Certo che sì. Ne abbiamo molta di più. Al netto del fatto che il Pd a Roma ha contribuito a sfasciare quel che si poteva sfasciare negli ultimi anni, Giachetti è persona ragionevole. E affidare una Ferrari, se pur scassata, a un neopatentato come la Raggi fa venire i brividi».
Salvini, per restare al centrodestra, non la pensa come lei.
«Ma questa è la logica che ha già distrutto il centrodestra in passato, quella del tanto peggio tanto meglio, del “farla pagare a Renzi”. C’è ormai una disinvoltura totale: si pensa che tutti possano fare tutto. Nessuno chiede più un minimo di coerenza agli altri. E allora pur dí coltivare l’illusione di tornare al governo si sposa pure la Raggi. Ma questa è la morte della politica».
A proposito di coerenza, le potrebbero contestare la scelta di Marchini. Se ne pente?
«No. Marchini ha preso più o meno gli stessi voti di due anni fa, è vero. Ha sbagliato tutto, in campagna elettorale. Ma è una persona perbene e il suo programma lo condividevo. Spiace per l’esito. Ma non mi pento».
E nella sua Bologna, tra il pd Merola e la leghista Borgonzoni?
«Cosa penso io lo lascio alla vostra immaginazione. Il nostro candidato Bernardini ha chiesto alla luce del sole chi fosse disponibile all’alleanza e ha ricevuto due no: da una Lega in delirio di onnipotenza e da Merola che ogni volta che ha una difficoltà guarda a sinistra, per dare poi magari la colpa a Renzi. No comment».

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Cile: Col Presidente Michelle Bachelet

postato il 10 giugno 2016

L’olio donato in nome di Lumi Videla

Al Palacio de La Moneda con il Presidente della Repubblica, Michelle BacheletPubblichiamo dal Corriere della Sera l’articolo di Fabrizio Caccia

Due giorni fa, entrando al Palacio de La Moneda di Santiago, il presidente della commissione Affari esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, ha portato con sé un regalo speciale per Michelle Bachelet, la presidente della Repubblica del Cile: una bottiglietta di vetro da 250 ml con dentro un olio molto particolare.
Un olio con una storia lunga più di 40 anni. Si chiama «Luminoso», ma non c’entra il colore. Ha preso il nome da una ragazza, Lumi Videla, il cui corpo martoriato fu rinvenuto all’alba del 3 novembre 1974 nel giardino dell’ambasciata italiana a Santiago. Lumi Videla era una giovane militante del Mir, il movimento di resistenza al regime militare di Augusto Pinochet, il generale a capo del golpe dell’11 settembre 1973, che portò alla destituzione violenta e alla morte, quello stesso giorno, del presidente cileno Salvador Allende.

Il corpo senza vita di Lumi Videla venne ritrovato accanto ai quattro alberi d’ulivo del giardino della residenza dell’ambasciatore dell’epoca, Tomaso de Vergottini. Un avvertimento chiaro della dittatura all’Italia, che dopo il golpe aveva cominciato subito ad accogliere nella sua ambasciata centinaia di persone in cerca di asilo. Quella morte era l’ammonimento feroce del regime a non offrire più, da parte nostra, salvacondotti agli oppositori. Ma un coraggioso drappello di diplomatici, pur senza immunità per la brusca interruzione dei rapporti tra i due Paesi, resistette. E davanti alle quotidiane minacce degli uomini della Dina, i servizi segreti di Pinochet, malgrado tutto non si piegò, continuando a dare assistenza ai rifugiati. Così, oggi, dal seme di quelle quattro piante d’ulivo, non lontano da lì, è nato un uliveto intero.
Simbolo di pace ma anche frutto della memoria, per ricordare l’audacia dell’ambasciatore de Vergottini, di sua moglie Sofia e del giovane consigliere Emilio Barbarani che all’assassinio della ragazza dedicò un libro («Chi ha ucciso Lumi Videla?»). Ed ecco che l’ambasciatore di oggi, Marco Ricci, ha voluto chiamare «Luminoso» l’olio nato dai semi di 40 anni fa e, insieme a Casini (in missione in Sudamerica fino a domani), ha portato in dono alla Bachelet la prima bottiglia della produzione.

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