postato il 25 Luglio 2014 | in "Esteri"

Marò: riportiamoli subito a casa

MaròL’intervista di Alessandro Farruggia a Pier Ferdinando Casini pubblicata su QN

«E adesso riportiamo a casa i marò». Il presidente della commissione Esteri del Senato Pierferdinando Casini nei giorni scorsi ha visto il segretario generale dell’Onu, con il quale ha parlato della questione dei nostri fanti di Marina prigionieri in India. «Il silenzio del governo, e lo dico perche parlo spesso con Renzi e con la Mogherini — dice — è un silenzio operoso, non una dimenticanza o una trascuratezza. Come gli stessi marò hanno sollecitato il 2 giugno nel collegamento con le commissioni congiunte, vogliamo tenere ben distinte le due questioni: l’arbitrato internazionale al quale l’Italia ha deciso di adire e gli spazi di possibile mediazione politico diplomatica che si devono tenere aperti».

Con che margini?
«Il fatto che in India ci sia stato un cambio di governo non è un fatto negativo. Perché è vero che il premier Narendra Modi può essere più lontano da noi, ma la sua storia personale è molto diversa da quella di una italiana che è poi diventata una preminente figura politica in India. E quindi certi pregiudizi dell’opinione pubblica che impedivano la piena libertà di manovra di Sonia Ghandi oggi non esistono più. Per cui, sono in corso contatti che è bene che restino riservati».

L’Onu può svolgere un ruolo?
«Le Nazioni Unite sanno bene che l’aver trattenuto i marò non riconoscendo una autonomia funzionale alla loro missione è sicuramente un precedente che lede la loro stessa operatività. Ban Ki Moon mi ha spiegato che non ha ancora incontrato Modi e che lo farà al massimo all’inizio di settembre, ma quando incontrerà il primo ministro indiano non mancherà di porre questa questione».

Anche l’Europa non è stata molto presente. Anzi, se ne è lavata le mani.
«La Mogherini sta lavorando molto sul tema marò e lo farà con ancora maggiore efficacia se sarà il rappresentate della politica estera dell’Unione. Però noi dobbiamo essere onesti. L’Europa sullo scenario internazionale non esiste perché parla con troppe voci ed è afona con l’unica voce che dovrebbe parlare, quella dell’Ue. Quello che sta succedendo a Gaza e quello che è successo con la Russia e l’Ucraina purtroppo ne sono la prova».

Ma se decidesse di dare più potere a “mr Pesc” o “lady Pesc”, l’Europa può ancora svolgere un ruolo di peso?
«Deve e può. E l’ha già fatto, come quando ha detto che era una follia andare a fare la guerra ad Assad. E non perché Assad fosse buono, ma perchè si rischiava di dare una mano al fondamentalismo islamico. La preoccupazione era giusta, visto quello che sta facendo l’Isis tra Iraq e Siria: il califfato che nasce oggi è molto più pericoloso dei vari tiranni che abbiamo visto in Medio Oriente».

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