postato il 26 Maggio 2010 | in "Economia, Politica"

Valuteremo con serietà la manovra

Pier Ferdinando CasiniDopo mesi di incauto ottimismo appaiono chiari ed evidenti i limiti della manovra che il governo è stato costretto a predisporre per evitare all’Italia derive pericolose. L’Udc sta valutando con serietà e attenzione i provvedimenti adottati dal governo. La prossima settima incontreremo le parti sociali per confrontarci sul suo contenuto.
Detto questo, che l’onorevole Di Pietro si permetta di darci lezioni è di per sé insultante. Il leader dell’Italia dei Valori è un irresponsabile che danza sulle tragedie del Paese, augurandosi che l’Italia vada a fondo, solo per trarne qualche vantaggio.
Con questo tipo di opposizione non abbiamo e non vogliamo avere niente a che fare poiché rappresenta una deriva anti-nazionale da cui ci auguriamo si dissoci una forza politica seria come il Pd.

Pier Ferdinando

8 Commenti

Commenti

  1. La politica e Di Pietro non andranno mai di pari passo ! per quanto riguarda la manovra del governo non si può che attendere ed essere fiduciosi nella valutazione della stessa da parte dell’ UDC


  2. Prima di dare un giudizio definitivo su un ddl, bisogna aspettare e leggere il testo integrale,qualora si posseggano le competenze per farlo! Dunque mi pare del tutto fuori luogo la presa di posizione netta e in parte pregiudiziale della Cgil, di Di Pietro e di larghi settori del Pd. Apprezzabile l’atteggiamento responsabile dell’ex Udc di temporeggiare. Apprezzabile il rigore di Tremonti nel prevenire il caso Grecia. Ma credo, personalmente, (da quanto emerge) che, a parte l’ormai acclarata mancanza di investimenti per la crescita e lo sviluppo, vi sia un’altro dato estremamennte negativo: l’accanimento contro chi contribuisce e ha sempre contribuito dal punto di vista fiscale: i dipendenti pubblici. Sarà anche vero che molti di essi son “fannulloni” o occupano quei posti grazie a raccomandazioni (a differenza dei lavoratori autonomi), ma non è giusto che, tanto per cambiare, paghi ancora una volta tutta la loro categoria.Bisognerebbe studiare un regime differenziato fondato sul criterio di produttività, facendo pagare di più chi meno produce. Su quanto detto prima, mi trovo d’accondo con Epifani pur essendo elettore Udc e sentendomi uomo di centro-destra. L’evasione fiscale in parte viene colpita da questa manovra, ma solo in parte. Infatti, attraverso un controllo maggiore sull’abusivismo edilizio, nella maggior parte dei casi si colpiscono i “pesci piccoli”. Per Ottenere una maggiore equità, bisognerebbe andare a chiedere qualche sacrificio anche ai grandi manager del settore privato e (come si fa in tutto il mondo) tassare le grandi rendite finanziarIe. Infatti, i primi responsabili di questa crisi son proprio i grandi finazieri-speculatori, che restano tuttora impuniti. Questi, a mio avviso, i limiti di una manovra, per la quale i magistrati (categoria oltremodo privilegiata)si lamentano, anzichè fare a meno di una serata “radical chic” al cinema o a teatro. Si è preferito non chiedere ai grandi finanzieri di rinunciare a uno dei tanti Jacth. Tanto ci sono gli statali che pagano per tutti e magari li facciamo rinunciare a far proseguire gli studi ai propri figli tagliando in anticipo ogni vaga speranza di ascesa sociale. Da figlio di un lavoratore dipendente garantisco che lo stipendio finisce prima della terza settimana del mese, anche a causa di una forte pressione fiscale locale, che questa manovra probabilmente appesantirà.


  3. A mio avviso
    è arrivato il momento
    per attivare un gruppo di lavoro
    ( Pezzotta – Tabacci – Pisanu – Granata – Follini )
    per iniziare un sereno confronto
    sul da farsi per il futuro
    dell’Italia ( il Bel Paese )
    saluti di cuore
    con stima
    Bartolomeo


  4. E’ troppo comodo gettare la croce sui dipendenti pubblici.

    Ma è forse colpa di un lavoratore dello Stato a 1.200 euro al mese se c’è un dirigente ogni sette, otto impiegati?

    E’ colpa degli impiegati dello Stato se ad ogni cambio di ministro, di presidente di regione o di sindaco, il politico di turno si porta dietro il suo ‘codazzo strapagato’?

    E’ colpa di un semplice impiegato se nella Pubblica Amministrazione ogni tipo di lavoro, ogni tipo di commissione ed ogni sorta di consulenza costa tre, quattro, dieci volte il prezzo di mercato?

    E’ colpa di un impiegato se nell’arco di un anno vengono rifatti i ‘cessi’ quattro volte nello stesso posto di lavoro?

    E’ colpa del singolo impiegato se il lavoro gli viene tolto per darlo a cifre da capogiro alle ditte esterne che hanno ‘aiutato’ il politico a vincere le elezioni?

    CERTAMENTE NO!

    Ma il governo – dopo aver denigrato i suoi dipendenti chiamandoli “fannulloni”, dopo aver umiliato i suoi lavoratori con l’Euro che ha dimezzato gli stipendi e triplicato il costo della vita – non interviene su sprechi e ruberie, ma ‘congela’ gli stipendi degli statali, allunga a ‘tempi cimiteriali’ l’età pensionabile, concede la buonuscita ridotta e a rate come se non fosse un diritto maturato da anni di contribuzione, ma una concessione! Intanto Sant’oro e quant’altri fanno parte della ‘cricca’ percepiscono stipendi faraonici e liquidazioni inaudite! Tanto poi, il conto di una crisi di cui non ha certamente colpe, lo paga sempre lo statale a 1.200 euro al mese!

    …e la crisi che non esisteva ed era un’invenzione dei comunisti …e le colpe degli italiani che non comprano più automobili e lavatrici per far girare l’economia …e che noi non siamo la Grecia e neppure la Spagna …e l’ottimismo del Partito dell’Amore che fa crescere il PIL …e i conti dello Stato che sono in ordine …e il debito pubblico che è più basso degli altri Paesi …e Tremonti che è un genio della finanza …ma adesso che la crisi s’è materializzata con la ‘manovra straordinaria’ e non si può più negare, ecco le palle di giornata: “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani!”. La parola «sacrifici» l’ha fatta pronunciare ieri a Gianni Letta. L’espressione «manovra starordinaria» l’ha fatta dire in questi giorni a Tremonti. Giammai Berlusconi pronuncerebbe in proprio la seguente doppietta lessicale: lacrime & sangue. O direbbe tirare la cinghia. E allora, quando a Re Silvio toccherà andare in TV a raccontare che i tempi sono difficili e qualche soldo per non finire come la Grecia dobbiamo sborsarlo, quali trovate lessicali s’inventerà e con quale faccia si presenterà in scena visto che tutti gli stanno chiedendo che deve «mettere il suo faccione in TV»? Tutto ciò non sarà un problema per lui. Come ha dimostrato alle esequie di Raimondo Vianello, Berlusconi ha il format giusto anche per i funerali (e questo dell’economia italian lo è). Prima di entrare in scena indossa, da attore consumato, la maschera facciale della mestizia. Si fa venire l’occhio umido e un tono di voce grave. Dice qualche parola di circostanza e recita bene la parte. Se non fosse che, a guardarlo bene, anche mentre pronuncia le cose più tristi, non riesce a reprimere quel Mike Bongiorno che è in lui e costituisce il suo vero carattere profondo. E allora non dirà «allegria!», parlando della manovra, ma lo penserà perchè quello – insieme a qualche altro – è il suo unico pensiero fisso.


  5. Certamente occorrerà esaminare attentamente la manovra economica, ed i provvedimenti collegati che il governo predisporrà,
    ma è un dato di fatto, che la manovra incide poco sugli sprechi,
    molti provvediment sono simbolici, e non sostanziali,
    i provvedimenti che incidono sui lavoratori,
    sono invece seri, si potevano evitare o ammorbidire,
    ho l’impressione che si stia continuando a giocare,
    e che non ci sia volontà di riformare strutturalmente la spesa,
    nè di ridurre realmente il debito,
    nè tantomeno di rendere efficiente e competitivo il sistema Italia.


  6. Devo dirvi che sono amareggiata. Questa non mi sembra una finanziaria, mi sembra l’ennesimo spot. Manca ciò che serve al Paese in questo momento: una serie di manovre di struttura, piuttosto che tagli indiscriminati. Il vero problema non è dei dipendenti statali, ma di tutto ciò che gira intorno.
    E poi mi scappa da ridere, quando si dice che taglieranno lo stipendio dei “ricchissimi”, quando, questi stessi ricchissimi risultano NULLATENENTI, perchè evadono il fisco. Una vera manovra anti-evasione salverebbe i conti non solo d’Italia, ma d’Europa intera!
    Marta


  7. Ci sono da fare dei sacrifici, ma penso che questa “Manovra” vada a vantaggio del paese per il rilancio dell’euro…

    Daniele Andreani


  8. SVEGLIATI ITALIA: TU PAGHI. LORO SE LA GODONO!

    E’ stato varato davanti al cantiere Crn di Ancona, con una cerimonia discreta e in anticipo rispetto alle attese della vigilia, lo yacht da 37 metri Custom Line 124 commissionato da Piersilvio Berlusconi al Gruppo Ferretti. Il figlio del presidente del consiglio non era presente. Nell’imbarcazione – del costo di circa 18 milioni di euro – sono state predisposte quattro suite per ospiti e una sala fitness fatta inserire al posto di una cabina. Nei mesi scorsi Piersilvio Berlusconi sarebbe stato più volte ad Ancona per seguire l’andamento dei lavori, anche insieme con la compagna Silvia Toffanin. Tre anni fa aveva già scelto i cantieri anconetani per un altro yacht, Suegno, da 30 metri costato circa dieci milioni.

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