postato il 3 Febbraio 2012 | in "app, Giovani, Lavoro e imprese, Politica"

Lavoro: fare di tutto per giovani disoccupati

Dobbiamo tenere presenti non solo i disoccupati organizzati che protestano, ma anche le migliaia e migliaia di giovani silenziosi che stanno a casa perché non trovano un’occupazione. Bisogna fare di tutto perché questi giovani non siano precari permanenti e disoccupati permanenti, con maggiore flessibilità e possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro e tenendo presente che il famoso posto fisso forse farebbe più piacere a tutti, ma non è possibile garantirlo a tutti.

Pier Ferdinando

3 Commenti

Commenti

  1. Buongiorno, presidente

    Gli scandali che colpiscono la politica sono sotto gli occhi di tutti e, tolto di mezzo colui che alzava le tirature dei giornali con scandaletti a luci rosse, questi scandali riguardano solo le ruberie dei politici. Ruberie che confessano candidamente, forse pensano di meritare un premio, in denaro, per la loro “onestà”?!
    Ma considerato che i costi della politica sono di circa 120 miliardi (non milioni) all’anno, se questi costi venissero dimezzati, e ce ne sarebbe sempre ad iosa per tutti voi, quanto denaro si potrebbe investire nel pubblico, nel privato, nella ricerca, nelle università, ecc. Se lo ponga il problema, presidente e dia una risposta agli Italiani.
    Una citoyenne


  2. non la avrai (la risposta) ……


  3. La battaglia, per liberalizzare il mercato del lavoro, è giusta e sacrosanta. Gli unici diritti che conosco sono quelli fondamentali, ed inviolabili, per il resto tutti hanno gli stessi diritti a parità di meriti.
    Quindi niente privilegi, niente diritti acquisiti, a scapito degli altri.
    Vorrei però fare una riflessione, allargando la prospettiva, anche a tutto il contesto ambientale, che non favorisce l’occupazione, gli investimenti e lo sviluppo.
    I primi 3 ulteriori fattori limitanti sono:
    – la criminalità mafiosa, con cui chiunque se può cerca di evitare di venirci in contatto, quindi alla larga da certe aree del paese!
    – la burocrazia corrotta, fatta da funzionari ed amministratori superpagati da noi, per taglieggiarci;
    – la politica clientelare, il cui abbraccio per un imprenditore serio, già di per sè è fatale. Figuriamoci quando è collusa con i mafiosi, che rappresentano i luogotenenti locali, di molti partiti. Figuriamoci quando sponsorizza, copre e coadiuva, la burocrazia corrotta.
    Ebbene, vi pare che il primo punto da affrontare fosse l’art.18?
    Per me poteva anche essere l’ultimo.
    Che dire speriamo che dall’ultimo, si affrontino ed eliminino tutti, ma non ci credo! Credo che certe cose può cambiarle solo una rivoluzione, senza tagliare materialmente la testa a nessuno, per carità, ma cambiare le teste almeno quello si che lo vogliamo!




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