postato il 29 Settembre 2011 | in "Spunti di riflessione"

L’autonomia dei direttori è sacrosanta come il diritto di critica

Inutile negare la profonda crisi nel rapporto tra politica e giustizia: per noi il garantismo è una vocazione autentica e non può essere confuso con l’impunità o con l’idea di una casta che si autoassolve sempre.
Detto questo, c’è da preoccuparsi per la spettacolarizzazione di alcune inchieste giudiziarie e per l’invasione impropria di sfere che appartengono alla discrezionalità e al libero arbitrio professionale.
E’ il caso dell’irruzione della Guardia di Finanza nella sede Rai disposta dal magistrato titolare dell’inchiesta, nell’ambito della vertenza di lavoro tra il direttore del Tg1 Minzolini e la giornalista Tiziana Ferrario.
In uno stato liberale l’autonomia dei direttori è sacrosanta almeno quanto il nostro diritto di criticarli poiché la scelta di chi conduce un Tg non può spettare a un giudice. Una democrazia muore anche per le continue invasioni di campo e per la confusione di competenze.

 

Pier Ferdinando

4 Commenti

Commenti

  1. caro pierferdinando, mi ha colpito la tua dichiarazione sulla vicenda della gdf al tg1 conoscendoti come garantista e difensore dei diritti di tutti. penso sia dipesa dal fatto che ti hanno informato male. prima di tutto non si e’ trattato di nessuna irruzione ma di finazieri in borghese che sono venuti a notificare a colleghi la convocazione per essere ascoltati dal magistrato come testimoni….poi se hanno anche acquisito documenti…non so..ma si tratta di una normale indagine essedoci una denuncia penale per non aver eseguito ben due ordinaze del giudici del lavoro. penso che anche un lavoratore abbia il diritto a difendere ,nelle sedi che lo stato di diritto mette a disposizione, le proprie ragioni….e ad una azienda, se condannata ,di applicare le sentenze…non si tratta di un giudice che decide chi fa che cosa al tg1….ma di un direttore che ha rimosso giornalisti, me compreso, per ragioni che nulla hanno a che fare con l’organizzazione del lavoro, come accertato gia’ nel caso della collega ferrario. nessuno di noi pensava che per poter continuare a svolgere con onestà il proprio lavoro fosse costretto a ricorere ad un giudice. spero tu possa riflettere su queste mie considerazioni. un saluto affettuoso massimo de strobel


  2. Caro on. Casini, ho l’impressione che non l’ abbiano informata sulla vicenda che mi riguarda.l’autonomia dei direttori non è in discussione. Quello che invece è in discussione è il diritto di un direttore di epurare e lasciare senza incarico per un lungo periodo i giornalisti che non si allineano. Prima di arrivare alla denuncia penale io ero ricorsa al Giudice civile del Lavoro perchè, senza una ragione professionale, ero stata privata del mio lavoro di inviata e di conduttrice e nessun altro incarico credibile mi era stato offerto .Sono stata mesi dietro una scrivania senza lavorare. Ho avuto ben due ordinanze di reintegro nelle mie mansioni,ma non sono state applicate.Proprio per questo ho deciso di ricorrere alla procura di roma ed ho fatto la denuncia penale. tra i diritti di un direttore non c’è di certo quello di non rispettare la legge e di non far lavorare i giornalisti della sua redazione. Dopo avere letto la sua dichiarazione ho ritenuto importante fare questa precisazione.Somo pronta a metterle a disposizione le ordinanze che mi riguardano,in modo che abbia tutti gli strumenti per valutare la questione. buon lavoro Tiziana Ferrario


  3. On. Casini , ritiene il Dr. Minzolini un Direttore autonomo ?


  4. Cara Tiziana,
    grazie per il tuo commento. Come è chiaro non ho dato un giudizio né sulla gestione Minzolini del TG1, né sull’editoriale di ieri sera perché la mia dichiarazione è precedente. Prendo atto delle tue riflessioni, ma rimane in me la critica per la spettacolarizzazione di iniziative giudiziarie che rischiano, per altro, di ottenere un effetto diametralmente opposto a quello auspicato dalle parti. Mi auguro che professionisti seri come te abbiano lo spazio che meritano, ferma restando l’autonomia di scelta del direttore della testata. I direttori passano ma i principi di riferimento non possono che rimanere inalterati.
    Cordialmente
    Pier Ferdinando Casini




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