postato il 10 Novembre 2010 | in "Ambiente, In evidenza, Politica, Spunti di riflessione"

L’Italia, Paese che affonda, Paese che crolla. E dove i responsabili non si trovano mai

L’Italia è un Paese dove pochi giorni di pioggia mandano sott’acqua un’intera regione, e dove un patrimonio culturale unico al mondo si sgretola. Il Veneto allagato, il crollo di Pompei (solo quattro sassi per il governatore Zaia) metafore entrambe degli effetti devastanti che mancato rispetto delle regole e incuria continuano a causare nel nostro territorio. Ma non solo.

Oggi il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, nel suo intervento alla Camera sul crollo della Domus dei gladiatori, si è difeso così: «Se avessi responsabilità per ciò che è accaduto sarebbe giusto chiedere le mie dimissioni, anzi le avrei date io. Se invece facciamo prevalere serietà, obiettività e misura, allora sarebbe giusto riconoscere che i problemi di Pompei come le situazioni in cui versa il patrimonio artistico si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito a risolverli definitivamente e a impostare una strategia efficace». Per il ministro della cultura il problema vero non è una mancanza di fondi, ma la loro gestione. E’ assicurare «una gestione capace di investire al meglio le risorse».

E chi dovrebbe vigilare perché questo accada? Non il ministro della cultura?

Per il crollo di Pompei non c’è un colpevole. Come non c’è un colpevole per il Veneto allagato. E non c’è un colpevole se la bella L’Aquila, a più di un anno dal devastante terremoto che l’ha piegata, è ancora sommersa dalle macerie. E il suo centro storico ha perduto l’anima.

La classe politica italiana ha difficoltà a fare il mea culpa e ad applicare a se stessa il concetto di responsabilità?
E’ sempre stato così? Scontiamo decenni di mala-gestione?
Oggi si vedono gli effetti di una politica che non ha saputo tutelare il proprio territorio violentando monumenti, fiumi, montagne?
Perché non abbiamo mai risposte, responsabili? Perché nessuno paga per i propri errori? Come si può invertire la rotta? Cosa deve cambiare?

Dite la vostra

9 Commenti

Commenti

  1. Onorevole sfiduci il Ministro Bondi…le ricordo che anche la Domus Aurea a due passi da casa mia è crollata a Marzo e dopo sette mesi solo recinzioni e nessun lavoro


  2. …Mi Sembrate i Soli Oppositori Sinistroidi…Ma Scherzate?!…

    …E non mi venite a dire di Avere la Bacchetta Magica!!…Mi dispiace ma Cosi’ non mi riconosco propio piu’ in cio’ che ho sempre sostenuto!!!

    Ricordiamoci che UDC in Italia e nelle varie regioni Appoggia sia La Destra che la Sinistra…….!!!Quindi…cosi’ dicendo ci tiriamo la Zappa sui piedi…


  3. Andiamo a vedere bene in quelle Regioni….e in quei Comuni…Chi L’UDC Appoggia …per capire se possiamo osare a dare colpe a livello nazionale alle DESTRE che Governano…


  4. …e Giocare a nascondino con chi Ti Ha Votato…NON MI PIACE…(prima ti devi dimettere poi diremo cosa vogliamo fare….ecc…)…pensa che dovresti fare fino alle prossime Elezioni, quello che hai promesso a chi ti ha votato…e non come fece anche un EX Segretario…VOTATO E POI PASSATO ALL’OPPOSIZIONE!!!BELLO VERO?!!?!?….DA GALERA!


  5. Scusatemi ma…e’ uno sfogo in chi crede ancora a Certi Valori Tramandati che forse oggi…non dovremmo piu’ nemmeno avere nel Cuore!?…


  6. Insomma Giovanbattista, se l’Udc si allea con partiti diversi in territori diversi, siamo autorizzati a far crollare le Domus?
    E’ questo il principio?


  7. Concordo pienamente con Emanuele. Ciò che ci rende onore, credo, è il non essere imbrigliati in questo orrendo bipolarismo, motivo per cui possiamo, con estrema libertà, dire ciò che non va, a destra e a sinistra. Il problema è che è l’Italia che non va, e le cause non si possono trovare soltanto in un partito, o in una coalizione: è un Paese intero ad andare a rotoli, non soltanto un governo, o un partito. Noi diciamo la nostra, senza aver paura di criticare qualcuno, o di lodare altri. La ragione non sta nè a destra nè a sinistra, ma nell’intelligenza e nella moderazione, motivo per cui non cediamo nè all’opposizione urlata, nè al populismo e alla demagogia.
    Dopo questa piccola parentesi, dico la mia.
    L’abbiamo sentito tutti: Il Paese va a rotoli e la colpa non è di nessuno che al governo c’è o c’è stato; Crolla la casa dei gladiatori a Pompei, e Bondi non ha responsabilità; Vengono eliminate tratte ferroviarie estremamente importanti, e la colpa non è del ministro dei trasporti..
    Allora ho deciso di fare così: la colpa me la prendo io, di tutto ciò che vogliono. Basta però che poi qualcuno inizi a fare qualcosa. D’altronde, bisognerebbe ricordare a qualcuno che avere cariche di prestigio comporta Onori e Oneri.
    Marta


  8. …Pensiamo alle parole che un leader dice…e non solo a 4 mattoni caduti…perche’ poi,vorrei propio sapere e capire se veramente le colpe e i denari non c’era o da chi erano stati dati,a chi ,quando…cosi’ superficialmente sono discorsi da Bar…Evitiamo….Cerchiamo appunto di mettere a fuoco Quello che Casini non sta’ dicendo a chi l’ha votato…Che accordi avrebbe fatto da dirsi SOLO dopo la caduta del Governo?!?!?! IO NON T’HO MICA VOTATO PERCHE’ SEI UNO CHE GIOCHI A NASCONDINO!!!CHE NON VUOI ESSERE QUELLO CHE DICEVI…UNO DI NOI…COSI’ SEI UN POLITICO SPORCO DEL SISTEMA…SI PREDICA BENE E POI….SI RAZZOLA MALE…


  9. Roma-Lido: sempre più dura la vita dei pendolari!

    Semplicemente scandaloso, ma vergognosamente reale! Aumentano di anno in anno i pendolari della tormentata linea Roma-Lido: un popolo fatto di gente che ripiega sul litorale e fuori del Grande Raccordo Anulare di Roma per risolvere il problema casa, senza indebitarsi per tutta la vita! E ‘loro’ i palazzinari fanno affari d’oro: cementificano, tra un incendio e l’altro della tenuta di Castel Fusano, tutto ciò che c’è da edificare lungo la dorsale che collega la capitale al litorale laziale! Ma le infrastrutture non si adeguano alla crescita fuori misura della popolazione ivi residente, anzi peggiorano! Le strade sono sempre quelle, insufficienti, insicure e senza manutenzione, e il trasporto pubblico è rimasto fermo ai tempi di Benito Mussolini che quella linea per portare i romani al mare la volle così tanto! Tre stazioni, quelle di Stella Polare, Castelfusano e Cristoforo Colombo, resteranno chiuse a partire da ieri sino a metà febbraio del prossimo anno! Di fatto l’apertura del cantiere comporta la chiusura del tratto di ferrovia compreso tra Stella Polare e il capolinea di piazzale Colombo. Saranno così impraticabili le tre stazioni che ogni mattina vengono utilizzate da centinaia di pendolari e studenti provenienti dall’Infernetto, Casalpalocco e Torvaianica. Migliaia di utenti saranno costretti ogni giorno, per tre mesi almeno, a salire e scendere dagli autobus che effettuano servizio sostitutivo da e per la stazione di Lido Centro, oppure a muoversi con i propri mezzi andando ad intasare ulteriormente le uniche due arterie stradali esistenti: la Via del Mare e la Cristoforo Colombo! Proteste e stupore tra molti dei passeggeri che non erano informati del cambio. Davanti alla stazione di ‘Cristoforo Colombo’, un cartello appeso alle grate chiuse, nelle altre stazioni addetti Atac che fanno volantinaggio! Si prospettano 90 giorni di pesanti disagi per gli utenti, che annunciano «clamorose forme di protesta». Sono 12 mila al giorno i pendolari, decisamente arrabbiati, che da martedì 9 novembre possono raggiungere la stazione Lido Centro soltanto attraverso uno strano giro. Lasciando cioè l’auto ai parcheggi delle tre fermate – che diventeranno off-limits per tre mesi – di Cristoforo Colombo, Castelfusano e Stella Polare e successivamente prendendo il bus speciale che li porterà, appunto, a Lido Centro: solo da qui, finalmente, potranno salire sul convoglio diretto a Magliana e Piramide. Uno incubo che durerà almeno 3 mesi, il tempo necessario all’Atac-Metro di ultimare i lavori necessari per ristrutturare il ponte ferroviario sul Canale dei Pescatori che, costruito nel 1957(!), e abbandonato al suo destino, ha seri problemi di stabilità e rischia di fare la stessa fine della Scuola Gladiatori di Pompei! Se avessero dato corso, dopo venti anni di promesse e spot pubblicitari, alla costruzione del ponte sullo stretto di Messina ci avrebbero messo sicuramente meno tempo!




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