postato il 17 Dicembre 2010 | in "In evidenza, Scuola e università, Spunti di riflessione"

Gli scontri di Roma e la violenza da condannare

A due giorni di distanza dai disordini avvenuti a Roma il 14 dicembre, che hanno messo ferro e fuoco la città causando milioni di euro di danni mentre in Parlamento si votava la fiducia a Berlusconi, non si placa la polemica su quegli atti di violenza che hanno trasformato la manifestazione in una vera e propria guerriglia urbana.

Ieri Annozero ha ospitato una delegazione studentesca che ha preso parte al corteo di martedì scorso. Gli studenti invitati da Santoro non hanno preso le distanze dal ricorso alla violenza, sostenendo che “i poliziotti asserragliati a difesa del Palazzo difendevano l’indegna compravendita dei voti che si stava svolgendo alla Camera il 14 dicembre”. Dichiarazioni che non sono andate giù al ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ripetutamente ha zittito uno studente dandogli del «vigliacco». E poi ancora scintille tra il ministro e il leader dell’Italia dei Valori Di Pietro, che gli ha dato del «fascista».

In studio c’era anche Pier Ferdinando Casini, che prendendo le distanze dai toni infuocati dello scontro (“Ecco perché facciamo il terzo polo” – ha scherzato– con Santoro che rispondeva: “Vi voto anch’io…”) ha voluto invece chiedere agli studenti quale fosse la loro posizione sugli atti di violenza che hanno catapultato Roma nel caos di fumogeni, incendi, sanpietrini volanti, vetrine rotte.

Secondo Luca Cafagna, uno dei portavoce studenteschi presenti in trasmissione, dopo gli incidenti di piazza del Popolo la partecipazione alle assemblee universitarie è triplicata. Parte del movimento giovanile tenderebbe quindi non a condannare gli scontri, ma a comprenderli quali epilogo di una situazione di una crisi insostenibile, di una mancanza di prospettive che fa montare la rabbia nelle giovani generazioni portandole a gesti estremi di protesta.

Posizione che ci ha spinto ad aprire una riflessione sul nostro blog partendo da quella che è la nostra posizione ribadita oggi da Casini: manifestare è un diritto, ma la violenza non è mai legittimata.

E voi come la pensate? Condannate gli episodi di violenza o, in qualche modo, li giustificate?

Dite la vostra

16 Commenti

Commenti

  1. la violenza non si giustifica mai, ne’ quella degli studenti( ma i facinorosi lo erano?) nè quella della polizia che, a quanto sembra ha picchiato e arrestato ragazzi che non c’entravano affatto.Sembra di tornare al tempo del G8 di Genova . E un ministro della Difesa come La Russa non è certamente l’uomo più adatto per affrontare questi problemi e le legittime richieste degli studenti .


  2. Mai da studente ho scelto la protesta di piazza; piazza che dalle mie parti fagocitata da studenti di sinistra. Oggi capisco che può essere anche pericoloso. Si sono picchiati pure fra di loro. E’ chiaro che non ci sono scuse per attaccare cose e forze dell’ordine che sono persone con famiglia come gli stessi studenti. Meno male che non tutti gli studenti sono così.
    Però quando persone del governo iniziano ad offendere gli studenti: asini, bamboccioni, vigliacchi, terroristi… e poi i tagli… mi domando se anche questa non sia violenza? Vede presidente. Questo post a differenza di altri ha avuto pochi mi piace. Eppure è tutto giusto al 100%. Allora perché non ha entusiasmato a differenza di molti altri post? Certo che siamo con lo Stato senza se e senza ma… ma oggi è lo Stato che non risponde, che offende, che non investe sul futuro. E’ palese che servono se stessi. Sappiamo le cose ma il Tg1 le racconta tutte diverse e con questo tanti altri giornali pagati. La violenza non paga mai, ma una violenza subdola, meschina, pilotata non le sembra che attraversi questo governo? Respingimenti, ronde, invalidi civili come se fossero tutti falsi… E poi se provi a fare una coalizione ampia, che dica cose diverse da loro, ti dicono che non esisti!


  3. Buongiorno
    Un commento sulla violenza di Roma? Certo! La violenza è sempre da condannare, soprattutto se viene dalle istituzioni visto che ormai rimbalza dalle televioni alle varie sedi di internet. Abbiamo visto scagliare pietre contro le vetrine e contro le banche, a quanto pare c’era anche qualche bomba (occorre identificare al più presto gli “agitatori” della manifestazione), abbiamo visto auto delle forze dell’ordine incendiate, abbiamo visto anche le forze dell’ordine manganellare i dissidenti… abbiamo visto di tutto. Ma quello che colpisce più di tutto è l’isterismo del ministro La Russa che emergeva già da qualche giorno, quando una giornalista di Exit tentò invano di intervistarlo. Chi avrà il coraggio di dire al violentissimo La Russa che alla manifestazione partecipavano anche famiglie provenienti da L’Aquila, da operai in cassa integrazione, abbandonati dal suo governo? Chi avrà il coraggio di dire a La Russa che un ministro della repubblica ha “l’obbligo” di ascoltare la voce dei dissidenti senza scendere ad intemperanze isteriche (o teatrali? imitazioni di un certo Sgarbi?).
    Mi dispiace dover dire che, se mani pulite ha giustamente condannato la corruzione politica della prima repubblica, ha avuto il torto di fare assurgere ai “fasti” della seconda repubblica la fascia più intollerante del popolo italiano: i nostalgici del fascismo più violento e la Lega di Bossi, altrettanto aggressiva e compulsiva.
    Bene ha fatto Fini a staccarsi e ad emanciparsi da un governo la cui azione è sempre più schiacciante verso i più deboli. Ad maiora, terzo polo o come preferite farvi chiamare.
    Una citoyenne


  4. Il concetto di democrazia per molti parlamentari è un bell’equivoco..un concetto grossolano da dilatare..e storpiare come i congiuntivi..o come l’ignoranza che tra una sniffata di polvere bianca..e qualche gaffe in geografia.(vedasi servizio delle Iene)dipingono una galassia di macchiette e poche persone fanno la differenza. Sicuramente i Pensieri indirizzati a quei parlamentari che considerano i propri principi come denti cariati da curare ricoprendoli d’oro.Durante la Seconda Repubblica si è aperto un abisso tra onestà e Parlamento.
    Si vadano a cercare i cattivi maestri a monte,ci si interroghi cosa succede a Dublino,Londra,Atene, si intuisca la pancia della gente.. e magari ci si capisce tutti qualcosa.


  5. La situazione non è delle migliori. Un dato certo è che la violenza, in ogni caso ed in ogni sua forma, andrebbe sempre condannata, con forza e convinzione. Resta però da capire – e non sottovalutiamo questo aspetto – il motivo di un malcontento studentesco e giovanile che c’è e che vuol farsi sentire. L’atteggiamento assunto dal Governo e, di conseguenza, il muro contro muro è, in tal senso, controproducente. Chi governa e chi attua le leggi – soprattutto quanto le stesse sono considerate negative – ha il dovere di ascoltare e non, viceversa, di chiudersi in trincea. La politica deve prevenire… non essere con-causa di quelle violenze che, poi, risultano facilmente strumentalizzabili da facinorosi e vandali che andrebbero solo isolati.


  6. Volevo esprimere un commento sulla violenza di Roma, le violenze che ci sono state non sono state le solite violenze da stadio, a mio parere le violenze viste sono state generate dal malessere sociale che c’è in corso e comunque non mi scandalizzo per quello che successo, perchè storicamente gli atti di violenza a causa di disagi sociali ci sono sempre stati, per fare un breve esempio la rivoluzione francese che non si è trattato di un semplice lancio di sanpietrini, l’unico modo per evitare questi scontri visto che la nostra è una repubblica rappresentativa è quella che i rappresentati ascoltino le richieste, non che oltre a non ascoltare attacchino e insultano (vedi La Russa), bhe quest’atteggiamento non è che li mitiga anzi ne può generare altri, quindi a mio parere se non si abbassano i toni non si esce dal disagio sociale e per questo ci vuole un nuovo progetto alternativo moderato che finalmente è nato


  7. A) Gli studenti invitati da Santoro, non prendendo le distanze dagli scontri, si sono dati una zappata sui piedi macchiando, con i loro interventi, non solo il valore civile ma anche il senso della protesta in se. La violenza non va mai giustificata. Imparassero da Ghandi…

    B) La Russa con la sua maleducazione ha disonorato il suo atteggiamento di condanna verso gli scontri e di difesa verso le forze dell’ordine. Anche, e soprattutto, le parole possono divenire atti di violenza; è passato in pochi istanti dalla parte del torto.

    C) L’intervento di Di Pietro è stato di una bassezza grammaticale e intellettuale indescrivibile, politicamente e socialmente inutile. Spesso dovrebbe dar seguito a un famoso detto “a volte un silenzio vale più di mille parole”.


  8. la violenza non è difendibile mai,ma voi sapete riconoscere nei video chi era violento?chi era polizziotto,chi infiltrato,chi manifestante?Io non li riconosco.Un governo serio avrebbe dovuto aprire agli studenti prima di fare la riforma.Era tanto più intelligente dire:”fateci delle proposte serie,vediamo di riformare l’universita’,cosa volete per il vostro futuro ,vediamo di modernizzare questa scuola.”.Mica sono tutti deficienti che non vogliono far nulla,magari ne uscivano delle idee interessanti,da condividere,il mondo è cambiato;non si puo’ più calare dall’alto una riforma che non riforma nulla,ma taglia e basta!Mia figlia è una ricercatrice che vive all’estero,se lo chiedi a lei(e a tanti come lei)saprebbe benissimo dire cosa non va,cosa cambiare…invece la vecchia politica pensa ancora di imporre…svegliamoci o scoppia veramente la rivoluzione.


  9. La semplice frase di Casini chiarisce come la penso:
    “Ecco perché facciamo il terzo polo”!
    Innanzi tutto la protesta è una cosa, la violenza tutt’altra (assolutamente da condannare).
    Per quanto riguarda la puntata di Santoro, condivido il commento di Nicola Puddu in tutti e 3 i punti.
    Sulla posizione di Maroni che non accetta la scarcerazione dei ragazzi fermati per le violenze a Roma sono d’accordo con lui, ma, piuttosto che inviare gli ispettori a controllare l’operato dei giudici, dovrebbe fare un’interrogazione parlamentare e chiedersi se la legge attuale è veramente severa nei confronti di questi episodi o meno, come del resto non lo è nel caso dei fermi in seguito alle violenze negli stadi.


  10. La violenza è sempre da condannare. Chi va a manifestare nelle strade o nelle piazze a protestare indossando dei caschi non credo a mio modo di vedere che vada per dire la propria opinione in maniera pacifica. Quello che è accaduto a Roma è grave in quanto è successo in pieno centro storico. Può avere influito la crisi economica a esasperare le persone, la disoccupazione giovanile, mancanza di certezze per il futuro ma anche il clima politico sempre più caldo.


  11. la violenza non si giustifica mai. mettiamoci nei panni anche dei polizziotti che che devono fronteggiare quelle persone che sono gli unici che non centrano ma ad un primo passo falso loro diventano degli assassini. chi vuole manifestare il propio disappunto non si comporta in questo modo questo tipo di manifestazioni sono studiate a tavolino


  12. Maroni non accetta le scarcerazioni forse perchè in ballo non ce nessun Nipotino di Mubarak.. ad Ogni modo La Cognizione di Causa della Magistratura va Rispettata.


  13. Tutti gli atti di violenza sono da condannare. Troppe volte, sui media, si strumentalizzano episodi come quello del 14 ma non si trova mai una giustificazione alle reazioni dei tutori dell’ordine che sono a difesa dello stato e della libertà di tutti i cittadini.
    I rappresentanti degli studenti, pur avendo delle legittime idee contrarie agli interventi del governo, hanno dimostrato di essere lontani dalla realtà, dimostrazione è la provocazione sui fondi impegnati per le forze armate a favore della scuola.
    Certamente la reazione del ministro è stata forte ma spinta dal senso di responsabilità che gli compete.
    Mi chiedo allora ma questi manifestanti, sono coscienti che, una volta rientrati nelle proprie dimore, per strada rimangono solo quei “celerini” a difendere anche la loro libertà di protestare?
    Basta con questi atteggiamenti che giustificano alla violenza, la politica ha l’obbligo di trovare una soluzione al disfacimento della nostra società.
    Famiglia, lavoro, sicurezza,salute.


  14. Buongiorno
    Per Maurizio
    Lei dice: “la politica ha l’obbligo di trovare una soluzione al disfacimento della nostra società.
    Famiglia, lavoro, sicurezza,salute”.

    A mio modestissimo parere, lei forse doveva scrivere al contrario: “la società ha l’obbligo di trovare una soluzione al disfacimento della nostra politica”, perchè in Italia il degrado l’ha portato proprio questa politica e questi “politicanti”.
    Una politica monoleaderistica, con un solo capo che detta il calendario delle leggi da far approvare, solo per non farsi giudicare dai tribunali, che finge di chiudere un occhio verso chi non vuole pagare le tasse, ma che si appropria del 5 per mille devoluto dai contribuenti alle associazioni umanitarie, che ha permesso che venisse conservata nei cassetti del senato della repubblica la legge anticorruzuione… l’elenco potrebbe continuare, anche senza parlare degli scandali che hanno macchiato indelebilmente l’immagine dell’Italia all’estero, questa politica monoleaderistica lei pensa che potrebbe mettere la barra a dritta per guidare questo Paese verso lidi sicuri?
    No, caro signore, questa politica porta solo verso paradisi fiscali chi è riuscito ad arricchirsi, mentre lascia a terra i cittadini, il lavoro, la sicurezza e la salute.


  15. salve a tutti,

    a mio avviso la violenza è sempre da condannare. E’ chiaro però che si
    dovrebbe fare in modo da non avere motivi per andare in piazza a
    protestare. Lo sfascio del sistema scolastico italiano è sotto gli
    occhi di tutti: i tagli orizzontali sono la pietra tombale per la
    meritocrazia, mentre quelli alla ricerca sono una mazzata sulla
    produttività e l’innovatività del sistema imprenditoriale. Investire
    meno nell’istruzione post universitaria porta ad una diminuzione delle
    possibilità di crescita del nostro paese, basta pensare a cosa sarebbe
    successo se le varie Google, Microsoft, Apple, etc… fossero nate in
    Italia. La cosa triste è che ciò non sarebbe possibile con il sistema
    attuale (al limite della sopravvivenza) e non lo sarà nemmeno con la
    nuova norma. Gli effetti sono abbastanza chiari: un livello
    d’istruzione più basso porterà meno competitività del sistema, meno
    redditività, meno occupazione e di conseguenza maggiore povertà.

    Insomma si dovrebbe intervenire seriamente sul sistema educativo, dare
    a noi giovani una speranza concreta su cui basare il nostro futuro
    professionale e per la quale motivare seriamente un investimento su se
    stessi.

    Il problema a mio avviso non è il La Russa di turno che urla o lo
    studente che non scinde la manifestazione di scontento dalla violenza
    gratuita, ma il fatto che quegli studenti sono costretti ad andare in
    strada a rivendicare il loro diritto ad avere un futuro migliore da
    costruirsi con il sudore sui libri.


  16. … la violenza è SEMPRE da condannare!
    non c’è disagio peggiore ke creare altro disagio agli altri ke PROTESTANO DEGNAMENTE, PERCHE’ CI CREDONO….
    La violenza porta sempre altrra violenza, e questo (in un Paese democratico) è uno sdegno!




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