Non abbiamo la pretesa di rappresentare i cattolici, abbiamo la pretesa di rappresentare l’identità cattolica nel nostro Paese, in modo laico e aperto.
I cattolici nel nostro partito non fanno una testimonianza teorica, ma chiedono nel governo delle regioni una valutazione importante della famiglia, che possa finalmente realizzare il quoziente familiare: più figli, meno tasse. E’ quello che aspettiamo da due anni, Berlusconi l’ha promesso in campagna elettorale e non l’ha ancora realizzato. Noi vogliamo portarlo regione per regione.
Se non ci fossero gli immigrati non sapremmo cosa fare, anche i conti previdenziali sono in ordine grazie a chi viene a lavorare seriamente nel nostro Paese. A queste persone devono essere riconosciuti i nostri stessi diritti. Naturalmente ci vuole il pugno duro verso l’illegalità, che alimenta i racket della prostituzione e della droga e favorisce la criminalita. Ma in questo caso si tratta di reati che vanno perseguiti dalla legge, e questi reati li commettono anche gli italiani.
La riforma della scuola è indispensabile, ma una cosa deve essere chiara: non si possono fare le nozze coi fichi secchi. Una riforma seria ha bisogno di risorse: il governo dimostri che ha intenzione di investire e non solo di risparmiare. La serietà del progetto messo in campo si vedrà da quante risorse verranno destinate alla sua realizzazione.
“Riceviamo e pubblichiamo” le riflessioni di Jakob Panzeri
Aristotele scrive ne “La Politica” che il primo stadio e la base della società è costituita dalla oikia, dalla famiglia. La natura ha infatti distinto gli esseri umani in maschi e femmine che si uniscono a formare una prima comunità, la famiglia. Dalla famiglia è sorto il komos, villaggio, ampia comunità intesa a garantire in modo organico e sistematico i bisogni della vita. Da ciò è scaturito la creazione di un consesso pubblico , la polis, dello stato e delle leggi che indirizzano l’uomo e caratterizzano la sua vita sociale . [Continua a leggere]
“Riceviamo e pubblichiamo”, considerazioni sulle azioni reali di sostegno alla famiglia.
Come ogni giovane che crede di avere la testa sulle spalle, anch’io sogno di avere una stabilità economica, creare una famiglia, dei figli. Fino a quando un giorno succede che.
Succede che Il telefono squilla, tu rispondi, e dall’altra parte un funzionario di banca ti dice che purtroppo la tua richiesta di mutuo non può essere accettata nonostante le tue garanzie, nonostante la tua famiglia sia una delle tantissime famiglie oneste che ha sempre onorato i suoi impegni. [Continua a leggere]
A Rosarno lo Stato non c’è, lo Stato è morto. E’ la ‘ndrangheta che regola i rapporti sociali. La Lega ha parlato delle ronde, ma la verità è che a Rosarno aspettavano le forze dell’ordine e non le ronde, che non risolvono nessun problema. E le forze dell’ordine non sono arrivate prima di 24-48 ore.
Bisogna che ci facciamo naturalmente carico dell’indignazione della gente, pero’ bisogna anche ricordare che ci sono degli italiani che sfruttano questi poveracci e li fanno vivere come delle bestie. Se un italiano affitta una casa a 50 poveracci è giusto che l’appartamento venga sequestrato, la legge c’e’ ed è sacrosanta. Non dobbiamo guardare la realtà solo dalla parte che ci fa comodo.
Torna al centro del dibattito politico il tema dell’immigrazione, dopo le tensioni e gli scontri che a Rosarno, in Calabria, hanno avuto per protagonisti centinaia di immigrati. Scontri nati da un atto di aggressione contro la comunità degli immigrati del posto, che a violenza hanno risposto con violenza, mettendo a soqquadro la città.
Da un lato la rabbia di chi, da anni, lavora in condizioni di sfruttamento, prestando le proprie braccia ai campi, spostandosi dove serve e vivendo nell’indigenza totale (anche i silos diventano delle case). Dall’altro la preoccupazione degli abitanti di Rosarno, dopo la rivolta nella quale la città è stata messa sottosopra nonostante, sottolineano, con gli immigrati i cittadini si siano sempre comportati bene, tralasciando l’aggressione compiuta da pochi sconsiderati. [Continua a leggere]
Di fronte a un nuovo straordinario fenomeno come quello dell’immigrazione nel nostro Paese sono necessarie nuove regole sulla cittadinanza. Bisogna potenziare il meccanismo che attribuisce la cittadinanza a coloro che nascono in questo Paese a prescindere dalla nazionalità dei genitori.
La questione demografica ed economica legata all’immigrazione
Agli inizi del ‘900, un secolo fa, gli abitanti dell’Europa occidentale rappresentavano il 17% della popolazione mondiale. Oggi sono il 7%. Nel 2050, scenderanno, anzi scenderemo, al 5%. Questo significa che se già oggi l’Europa conta pochissimo negli equilibri mondiali, nel futuro sarà destinata a contare sempre meno se non saprà modificare i propri tassi di natalità da una parte e accogliere ed integrare i migranti extracomunitari dall’altra.
La debolezza demografica del nostro Continente fa sì che il nostro benessere stesso dipenderà sempre di più dalla capacità di attrarre ed integrare lavoratori stranieri, e non, al contrario, di respingerli. [Continua a leggere]
Compito della politica è di guidare il Paese, senza sollecitare le paure di fronte all’immigrazione. Dobbiamo incominciare a ragionare per unire, perché una certa politica, a fini elettorali, esaspera le paure degli italiani e instilla veleni.