postato il 31 Luglio 2009 | in "Esteri"

Afghanistan, dilettantismo nelle parole del governo

Le parole del presidente del Consiglio Berlusconi su una possibile exit strategy dall’Afghanistan dimostrano “molto dilettantismo”. Una exit strategy? Le cose bisogna farle, non dirle. Dirle soltanto significa allentare lo spirito di solidarietà verso i nostri soldati, indebolire e compromettere la loro missione. C’è molto dilettantismo nelle parole del governo.

Pier Ferdinando

3 Commenti

Commenti

  1. Il Governo mette in dubbio una cosa di cui noi siamo certi: l’importanza delle missioni di pace del nostro esercito.
    Siamo convinti che il loro impegno sia fondamentale per far sì che si affermi e rinforzi la democrazia, e questo continueremo ad affermarlo con forza. Noi siamo al fianco dei nostri ragazzi, che avrebbero bisogno di un Governo pronto a fare lo stesso.
    Esso si è dimostrato,al contrario, distante e indeciso.
    Speriamo che la nostra passione possa sostituire queste mancanze. 🙂
    Marta


  2. dopo il logo aziendale “magic italy”,un altro inglesismo,che dimostra incompetenza..e non mi si dica che il prestigio e blasone del nostro paese,che attaccato al capezzolo di gheddafi,sia solo per aver ospitato un g8. ormai piu di un biennio è passato,e i veri eroi sono li sul campo,dei professionisti dei fatti,spesso chiamati anche a fronteggiare il problema monnezza.
    *le risposte agli articoli sull istruzione sul dialetto, sono sempre io http://www.pierferdinandocasini.it/2009/07/30/dite-la-vostra-test-di-dialetto-per-i-prof/
    ma essendo nuovo non avevo capito se postare o meno il cognome,. grazie. christian.


  3. La politica estera del governo è quella che più mi preoccupa. In passato era incentrata su almeno quattro punti: alleanza stretta con gli stati Uniti d’America, costruzione dell’Europa dei popoli, rapporti di buon vicinato con i paesi del mediterraneo, rispetto degli organismi internazionali. Ora non ci si capisce (capisco) più niente: un colpo al cerchio ed uno alla botte! Come da Lei evidenziato in Parlamento la politica estera la fanno gli Stati e non le singole persone. Certo il prestigio degli uomini ha grande rilievo nei rapporti personali ma non possono sostituire la diplomazia tra gli Stati. Se poi le singole persone sono degli sprovveduti, incerti e persino in altre faccende affacendati il danno per la nazione italiana a medio o lungo termine è certo.




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