postato il 21 Febbraio 2016 | in "Esteri, Politica, Riforme"

Adozioni, stop ai furbi è tempo di un accordo

«Asticella troppo su: stralciare la stepchild non stravolgerebbe il ddl»
Pier Ferdinando Casini
L’intervista di Marco Ventura al Presidente della Commissione Affari esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, pubblicata sul Messaggero

Troppa confusione sulle unioni civili? «Si è fatto di tutto per trasformare una vicenda chiara e limpida in un gigantesco far west per motivi elettorali o multiple rese dei conti: tra Grillo e Pd, tra minoranza del Pd e Renzi…». Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, attribuisce una «responsabilità anche alla maggioranza del Pd. Renzi aveva garantito la libertà di coscienza su punti scottanti come la stepchild adoption, poi è stato presentato un maxi-canguro che di fatto impedisce l’espressione di quella libertà».

Come battere l’ostruzionismo senza canguro?
«Nei regolamenti e nella prassi parlamentare, il Presidente ha la possibilità di difendersi dall’ostruzionismo senza ricorrere a un artifizio che di fatto umilia il Parlamento: si possono ridurre drasticamente emendamenti e votazioni, si possono raggruppare in base ad argomenti omogenei, e poi la Lega ha già rinunciato a 4500 emendamenti. Se invece il problema è che non si vuole far esprimere l’Aula, altro che canguri, ci vorrebbero dei gorilla… L’articolo 102, comma 4 del Regolamento del Senato, per esempio, dice che il Presidente ha facoltà di modificare l’ordine delle votazioni quando lo reputi opportuno ai fini dell’economia e della chiarezza delle votazioni».

I centristi di maggioranza di cui lei è punto di riferimento, non hanno aumentato la confusione?
«Il nostro atteggiamento è stato limpido fin dall’inizio. Noi riconosciamo l’emergenza unioni civili, ma vogliamo evitare le adozioni per le coppie omosessuali e la pratica dell’utero in affitto, che oltretutto ha caratteristiche odiose di sfruttamento di donne disperate. Invece di affidare il futuro della legge alla cabala o alla casualità di voti incrociati o a improbabili accordi come quelli ricercati dal Pd coi 5 Stelle, si arrivi a un accordo serio nella maggioranza, un compromesso in grado di rispettare tutti. Nessuna volontà da parte nostra di far impantanare la legge. Anche tra noi c’è chi ritiene che non se ne debba far nulla, ma sono voci isolate. La maggior parte, Alfano lo ha ribadito in modo trasparente, è disponibile a un patto leale stralciando i punti più controversi. Se non ora, quando?».

Stralciare la stepchild adoption non stravolgerebbe la legge?
«No. L’asticella è stata via via artatamente alzata dalle unioni civili alla stepchild adoption e all’utero in affitto… La maggioranza degli italiani ritiene matura la legge, ma ha anche un’opinione chiara sulle adozioni. I 5 Stelle fanno i loro legittimi giochi, nei quali però non dobbiamo finire intrappolati noi. La maggioranza del Pd e Renzi hanno sbagliato a pensare di poter sostituire alla maggioranza di governo che esiste in Parlamento un accordo spericolato coi 5 stelle. Questo è anche l’errore della Cirinnà, che come relatore va rispettata ma a sua volta dovrebbe rispettare gli altri».

Da presidente della Commissione Esteri, contento dell’accordo con Londra?
«L’Europa dovrebbe tirare un sospiro di sollievo. L’uscita del Regno Unito dalla Ue potrebbe avere effetti devastanti sulla costruzione europea. Bene ha fatto Renzi, inoltre, a ribadire che Schengen è un bene indisponibile. L’Italia da anni chiede aiuto per controllare le frontiere esterne. È inevitabile che senza questi controlli, si alzino le barriere interne. L’Unione si è cullata a lungo nell’illusione che il problema Lampedusa riguardasse solo l’Italia, mentre riguarda l’Europa e il Mediterraneo. Adesso ci sono Paesi che vorrebbero far pressione usando i migranti: la Turchia apre e chiude i rubinetti, la Russia si prepara a fare lo stesso. Sganciare bombe di milioni di rifugiati disintegrerebbe l’Europa. Anche per questo non va alimentato il conflitto con Mosca. Russia e America devono essere nostri alleati nella lotta al terrorismo».

È giusto lo strappo di Renzi verso la Germania?
«Renzi ha la forza politica e l’intelligenza per gestire questa fase. Ha fatto bene nel Mediterraneo, bene nella diplomazia economica con le missioni in Africa e America Latina. Ma non possiamo picconare l’Europa più di tanto. Spero che Renzi non attenui i legami tradizionali dell’Italia con Germania e Francia. Il rapporto con la Merkel è fondamentale, vale per lei in Europa ciò che vale per Renzi in Italia. A chi non lo ama dico: se l’alternativa è il populismo di Salvini o Grillo, preferisco Renzi. La Merkel sarà pure un leader indebolito, ma sempre meglio di certi circoli nordici!».

Che cosa cambia il raid americano in Libia?
«Ci deve aprire gli occhi: non possiamo avere un ruolo di leadership in Libia senza considerare un intervento militare. Aspettiamo che il nuovo governo libico sia votato dal Parlamento di Tobruk, ma l’attesa non può durare all’infinito mentre l’Isis si rafforza a pochi chilometri dalle coste europee».

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