Archivio per dicembre 2012

Rassegna stampa, 24 Dicembre ’12

postato il 24 Dicembre 2012

Casini: Adesso tutto è nelle mani di Mario, con Bersani dopo il voto ma solo se serve. (Carmelo Lopapa, la Repubblica)

Casini: Sì all’agenda con il premier, in campo per vincere (il Messaggero).

L’Italia ha capito i nostri sforzi. Ora la sfida è tutta per l’Europa. (Mario Monti, La Stampa)

A gennaio convention pro-Monti. Per Udc e Montezemolo lo scoglio del simbolo unico. (la Repubblica)

Al via (tra i timori) la lista centrista. (Alessandro Trocino, Corriere della Sera)

Il Centro ora accelera la corsa. (Ugo Magri, La Stampa)

Mario Monti se pose en candidat de la réforme. (Pierre de Gasquet, les Echos)

Monti declares readiness to return. (Guy Dinmore, Financial Times)

Monti says he’s still open to leading Italy. (Rachel Donadio, Herald Tribune)

Un centro di gravità che spiazza Bersani. (Francesco Damato, Il Tempo)

Andrea Olivero (ex Acli)- «Uniamo i riformisti. Saremo decisivi» (P.F. De Robertis, QN)

La chiarezza non c’è. (Massimo Franco, Corriere della Sera)

Berlusconi sull’orlo di una crisi di nervi. (Federica Fantozzi, l’Unità)

La scelta della chiarezza. (Pietro Ichino, pietroichino.it)

Ichino: Pronto a guidare la lista Monti in Lombardia. (Francesco Spini, La Stampa)

Nell’Agenda crescita, lavoro, meno tasse e patrimoniale. (Stefania Tamburello, Corriere della Sera)

Il transfuga D’Ubaldo: Saremo i suoi Popolari. (la Repubblica)

 

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Auguri di buon Natale e felice 2013

postato il 24 Dicembre 2012
11 Commenti

“Adesso tutto è nelle mani di Mario, con Bersani dopo il voto ma solo se serve”

postato il 24 Dicembre 2012

Pubblichiamo da ‘La Repubblica’ l’intervista a Pier Ferdinando Casini

di Carmelo Lopapa
«Adesso tutto è nelle mani del presidente Monti. Nelle prossime ore sarà lui a raccogliere i consensi e i sostegni alla sua agenda. Sarà lui a decidere se sarà meglio procedere con una lista piuttosto che con più formazioni».

Pier Ferdinando Casini è raggiante. La conferenza stampa del premier è terminata da alcune ore ma la giornata che si conclude segna lo spartiacque che in tanti, al Centro, attendevano. Il Professore in campo determina un valore aggiunto che il leader Udc non esita a definire «enorme». Ora tutto può partire. Il Berlusconi in tv è il “dejavu francamente penoso”. Col Pd, piuttosto, tutto è rinviato a dopo il voto, quando un’intesa sarà possibile se si riproporranno le esigenze da «emergenza nazionale» vissute in questa legislatura.

Presidente Casini, eccola la disponibilità di Mario Monti che tanto attendevate. E adesso?
«Monti si è assunto la responsabilità di delineare un’agenda per il Paese e per l’Europa. Non ha avuto paura di sottolineare i rischi che questo Paese ancora sta correndo. Quelli del populismo, della demagogia, di un certo conservatorismo dell’estrema sinistra vendoliana. È una scelta certamente non facile. E bisogna rendergli onore perché quando una persona ha davanti a sé due strade, una difficile e una facile, e decide di imboccare quella difficile, beh, vuol dire che è animato da nobili propositi». [Continua a leggere]

10 Commenti

Non c’è più solo un’Agenda: adesso, con Monti, c’è una nuova Politica

postato il 23 Dicembre 2012

di Giuseppe Portonera

Il requiem per Alfano, il colpito-e-affondato per Berlusconi, le bordate contro Vendola e CGIL, i colpi d’ascia sulle populistiche promesse fiscali, le lezioni e l’esempio di De Gasperi, i rimproveri (ma anche gli elogi) ai partiti che avrebbero potuto avere più coraggio, un nuovo modo di intendere la crescita e l’economia, il rilancio dell’Agenda per cambiare l’Italia e riformare l’Europa. Nella sua ultima conferenza stampa di oggi, il Premier Mario Monti non ci ha fatto mancare nulla. Ha tenuto un discorso ampio, limpido, solido: un connubio perfetto tra una lectio magistralis su cosa voglia dire servire il proprio Paese e un memorandum sugli impegni da rispettare. Il primo dei quali, il più importante, è quello che in quest’anno si è assunto la politica: ai cittadini (non più “cretini”, ha detto Monti, non più “presi in giro” cioè) è stato chiesto di diventare partecipi di un processo di risanamento politico e economico immane, per cui 13 mesi non sarebbero potuti sicuramente bastare; loro hanno accettato e sopportato, e ora non si può pensare di tornare a farli “cretini”, promettendogli la Luna, le stelle e tutto il firmamento celeste. Ai cittadini bisogna parlare con il linguaggio “crudo” della verità: non si può andare in tv a promettere di “abolire l’IMU”, perché, in una situazione come la nostra, dopo un anno si sarebbe costretti a inventare un’imposta ancora più pesante (prenda appunti chi, non pago di aver eliminato l’ICI, ora torna a propagandare la stessa avventata ricetta fiscale). Bisogna, piuttosto, spiegare come questi sacrifici servano a fare di questo Paese, un Grande Paese (smettendo i panni di ciarliere cicale e indossando quelli di laboriose formichine). Questo Monti l’ha fatto, durante i 13 mesi in cui è stato Premier e – con maggiore forza e libertà – oggi: ci sono ancora passi enormi in avanti da fare, per avere finalmente un’Italia moderna, competitiva, produttiva. In una parola: normale.

Per farlo, come proprio noi abbiamo ripetuto a lungo, bisogna rendere “ordinaria” l’esperienza “straordinaria” del Governo Monti: bisogna cioè elaborare una proposta politica “montiana” che abbia come fine non solo tirare fuori l’Italia dalle sacche in cui si era cacciato, ma di condurla verso una trasformazione (ergo, normalizzazione) totale. Proprio stamattina, Monti ha indicato i punti di riferimento che dovrebbero orientare questo tipo di nuova proposta politica, che provo rapidamente a riassumere e a implementare. Il primo, la discontinuità: Monti ha riconosciuto che l’Udc in Parlamento e nel Paese è stata la più coerente sostenitrice del suo Governo, ma una “Lista Monti” deve essere molto di più, deve essere una forza che dia voce alla maggioranza silenziosa del Paese. Il secondo, un programma economico liberale: Monti ha ricordato che la “concorrenza è la migliore leva per l’equità”, ha sottolineato come i veri “conservatori” italiani siano la CGIL e Vendola (che al tema del lavoro si approcciano con una prospettiva “arcaica”), ha tracciato un percorso di riforme radicali e strutturali. Il terzo, un nuovo modo di intendere la politica: Monti ha riconosciuto la necessità di avere “maggioranze coese e coerenti”, in un quadro bipolare “in cui ci si divida sui programmi, non sui leader”, in cui le “parole, i discorsi, le dichiarazioni abbiano il peso vero che meritano”. Un manifesto di intenti che più chiaro non si poteva e che investe, per primi, proprio noi che più di tutti siamo pronti a continuare sulla strada tracciata dal Premier. Perché, come ho già scritto, quello di cui abbiamo più bisogno è il “Partito Monti”, per assicurare la presenza di una forza ispirata al PPE, liberale popolare europea, che sia alternativa a chi chiede più Stato e meno mercato, da una parte, e più anarchia e deregolamentazione facile, dall’altra. Per questo, però, serve coerenza – e serve, in primis, da parte nostra: è giunto il momento di mettere insieme chi condivide le stesse ricette e proposte politiche. Senza operazioni di Palazzo o di bassa politica: il PDL è balcanizzato e ormai impresentabile, mentre il PD non è in grado di offrire una seria soluzione ai bisogni del Paese; c’è quindi una vasta area politica – in cui aggregare, prima che pezzi di nomenclatura varia, gli elettori – da organizzare e presidiare.

Questo è quanto ci lascia la conferenza stampa di “addio” di Monti. Se saremo in grado di dimostrare “sufficienti forze e garanzie di credibilità nell’impegno” allora avremo, a prescindere, vinto la nostra sfida.

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Auspico impegno diretto di Monti e di tanti italiani

postato il 23 Dicembre 2012


Auspico che ci sia un impegno diretto di Mario Monti e di tanti italiani che non possono più limitarsi a dire che la politica non va bene ma devono impegnarsi per migliorarla.
Ora si deve costruire per l’Italia qualcosa di serio.

Pier Ferdinando

10 Commenti

“Non distruggere quello che è stato fatto”

postato il 23 Dicembre 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Anna Giunchi

C’è sempre un’atmosfera particolare, accademica, quando parla Mario Monti. Umorismo brillante e padronanza dialettica: un bell’uso dell’italiano, insomma.

Oggi, alle 11, nell’attesa conferenza stampa del Premier dimissionario, il Professore ha esposto l’atteso bilancio sul suo Governo e tracciato una linea sul suo futuro politico.

I sentimenti comuni all’atto delle dimissioni del Presidente sono stati molto forti: amarezza e dispiacere per un’interruzione precoce di una politica che, faticosamente, stava riportando il paese, con dignità, verso un cammino di forte rispetto da parte delle politiche Europee.  Eppure, e lo ha dichiarato il premier dimissionario oggi, “L’Emergenza finanziaria è superata e gli Italiani possono sentirsi cittadini d’Europa a testa alta”.

Un’amarezza, quella delle dimissioni, che ha trovato conforto nell’annuncio, da parte del Premier, della disponibilità ad un impegno elettorale previo attente valutazioni.

Un Monti schierato non tanto per le parti, quanto per i temi, che ha dichiarato di non appoggiare apertamente alcuna forza politica. Un invito, ai partiti, di schierare le idee, di dare importanza prima ai contenuti,  e solo in seguito alle persone. Il Professore ha espresso il desiderio di non vedere scontri tra forze politiche che, inevitabilmente, dovranno successivamente stare insieme per approvare le Riforme.

Ha auspicato, inoltre, chele forze politiche degli anni successivi abbiano come riferimento la stessa Agenda Monti .Egli ha anteposto agli altri provvedimenti l’urgenza di approvare una nuova legge contro la corruzione, le liberalizzazioni, riforma elettorale e fiscale.

Nel suo disegno comune, l’ex Premier, sbigottito dagli atteggiamenti di Berlusconi, ha dato una sola raccomandazione: “Non distruggere quello che è stato fatto con grande fatica”.

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Rispettiamo scelte Monti, noi in campo comunque

postato il 22 Dicembre 2012

Rispettiamo le scelte del presidente del Consiglio, qualunque esse siano.  In tutti i casi noi saremo in campo perché abbiamo difeso questo spazio politico quando nessuno ci credeva, abbiamo chiesto un governo di responsabilità nazionale quando tutti ci irridevano e questa legislatura ha potuto concludersi grazie alla proposta politica dell’Udc che ha salvato l’Italia.

Pier Ferdinando

 

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22 dicembre, Salerno

postato il 21 Dicembre 2012

Ore 16.00 – Grand Hotel Salerno (Lungomare Tafuri, 1)

Manifestazione “Rimontiamo l’Italia”

 

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