postato il 28 Agosto 2011 | in "Politica"

Sparito clima di coesione nazionale, non voto una manovra senza riforme

Pubblichiamo da ‘La Repubblica’ l’intervista al leader Udc Pier Ferdinando Casini

di Carmelo Lopapa

ROMA – II dialogo, mai davvero aperto, rischia di essere già chiuso. La manovra lacrime e sangue è tutto un affare interno alla maggioranza. «È molto triste, ma sono bastati 15 giorni per disperdere quel clima di positività e determinazione che, raccogliendo l’appello del Presidente della Repubblica e sotto la spinta della Bce, aveva portato il governo aintervenire. All’interno del Pdl una rissa continua, il presidente del Consiglio che non si capisce in che misura sia spettatore o artefice di tutta questa canea, Tremonti in uno sdegnoso isolamento, la Lega confusa ma sempre decisiva. Tutti ad attendere l’incontro Berlusconi-Bossi per mettere la parola fine, vanificando qualsiasi ipotesi di collaborazione».

Pier Ferdinande Casini assiste deluso al fischio conclusivo di una partita che la maggioranza hagiocato per intero dentro la propria metà campo. «Rischia di essere bocciata dai mercati», prevede il leader centrista che, con tutto il terzo polo, si prepara a questo punto a dar battaglia in aula. «Ma è davvero avvilente constatare comequesto Paese continui a farsi del male».

Meno tagli agli enti locali, crescedi un punto l’Iva. La manovra cambia i connotati. Presidente Casini, la voterete?

«Non esiste. Manca qualsiasi riforma strutturale. E i tagli ai costi della politica naufragano nella demagogia. Le Province andavano abolite senza esitazione: invece ha vinto la vecchia politica del rinvio. Ma cosa dovremmo votare?»

Chiuso anche il capitolo pensioni, sacrificato sull’altare dell’alleanza Lega-Pdl.

«Anche su quel terreno ha vinto Bossi e il suo conservatorismo. Ma vincono pure le resistenze di una fetta del centrosinistra che non riesce a comprendere come l’alternativa a Berlusconi la si costruisce solo sulla via del riformismo. Finché questa sinistra considererà un tabù il tema delle pensioni, omettendo di vedere il conflitto generazionale, non farà molta strada».

Ad ogni modo, trovata anche sulla manovra la «quadra», come dicono loro, l’alleanza Pdl-Lega prosegue il suo cammino. Altro che governo di emergenza…

«Hanno varato una manovra che a questo punto rischia di essere anche inutile per i mercati, facendoci ripiombare nel caos. Hanno i numeri in Parlamento ma il problema non è la quadra di una maggioranza agonizzante. Dal nostro punto di vista potremmo ritenerci soddisfatti, abbiamo la coscienza a posto: domani presenteremo le nostre proposte, lo ro le respingeranno, la maggioranza si distaccherà sempre più dal comune sentire del Paese. Ma chiedo loro: come ci si può limitare ancora a far calcoli elettorali e di maggioranza in un momento in cui l’Italia sta affondando? Che senso ha per Alfano continuare una litania di questo tipo, che allargherà il fossato con l’opinione pubblica e porterà ad additarli come responsabili dello sfascio? Conteni loro, facciano pure».

Già, Alfano. Siete interessati a un centrodestra trainato dal nuovo segretario e da Maroni, anziché da Berlusconi?

«Il problema non è solo chi traina, ma per fare cosa. Per mantenere lo status quo? II segretario Pdl è un amico intelligente: gliel’ho anche detto. Ma se si prepara a suonare lo spartito del berlusconismo anche dopo Berlusconi, allora sta già sbagliando tutto».

E a sinistra? Il Pd alla fine darà copertura politica allo sciopero generale indetto dalla Cgil. Lo ritenete un errore?

«Se Atene piange, Sparta non ride. Lo sciopero della Cgil è un colossale errore politico al quale il Pd non ha la forza di sottrarsi. Quando l’ho detto, qualcuno mi ha rimproverato di essere troppo duro coi democratici. Ma non passa ora che uomini del Pd dicano la stessa cosa con meno garbo. Qui c’è un problema di fondo: chi si propone di governare l’Italia non può essere paralizzato dalla Fiom e dalla Cgil. Se al contrario il partito si arrocca su questa trincea, regalerà sempre Cisl e Uil alla maggioranza ed è un regalo che la destra non merita».

Il cammino sulla via di un’intesa elettorale col Pd dunque si fa sempre più tortuoso

«È chiaro che scelte come queste non è che ci avvicinino. Detto questo, con la gran parte del Pd c’è sintonia e io lavorerò sempre in quella direzione.

L’ennesimo annuncio della discesa in campo di Montezemolo, col plauso di Marchionne. Un nome più volte accostato al terzo polo. Sarà il vostro candidato premier?

«Il problema non esiste, come ha dichiarato il braccio destro di Montezemolo in Italia Futura, Andrea Romano. Tra noi e lui c’èla stessa differenza che passa tra l’olio e l’acqua. Pur tuttavia ritengo sia utile che tutte le forze della società civile entrino in politica e diano il loro contributo. Positiva dunque la discesa in campo del presidente della Ferrari. Detto questo, con gli uomini della provvidenza abbiamo già dato».

6 Commenti
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Lorenzo
Lorenzo
12 anni fa

Concordo con quel che dice On. Casini. Tuttavia una battaglia l’avete vinta, quella del presunto ceto medio. Siete riusciti ad far abbassare il contributo di solidarietà dal 10 al 5% per chi è over 150.000 e a togliere la soglia dei 90.000. Questa è una sconfitta per l’Italia in quanto anche in questa occasione ha vinto la classe politica e benestante. Sono sicuro che adesso pochi parlamentari dovranno pagare la tassa di solidarietà.
Per il resto concordo con lei. Il governo è allo sbando, la sinistra del PD è arroccata su antichi concetti di vecchio stampo e la lega è tornata all’estremismo anni 90 per cercare di arginare l’emorragia di consensi che ha subito nell’ultimo periodo. Questa sarebbe l’occasione perfetta per il centro, e per il terzo polo, di venire fuori, di dimostrare i veri valori moderati e di far capire alla gente che un’alternativa, valida, in Italia esiste.

Rosaria
12 anni fa

Purtroppo il coraggio di fare una manovra come si deve non ce l ha nessuno. I privilegi sono tanti,e difficilmente la politica se ne libererà. L errore è puntare comunque su aumenti dell iva che purtroppo pagano anke i poveri. Mi aspetto dall on. Casini proposte più decisive e risolutive

Rosella
Rosella
12 anni fa

Onorevole
non capisco la sua insistenza sulla riforma delle pensioni in riferimento ad un conflitto generazionale. Il conflitto lo si alimenta continuando ad occupare posti lavoro che dovrebbero essere lasciati ai giovani affinché possano a loro volta costruirsi una famiglia e nel contempo versare i contributi e pagarsi un fondo pensione integrativo.
Ho lavorato quasi 40 anni e credo di aver pagato la mia pensione. E’ possibile che per Lei non sia sufficiente?
Vorrei che mi venisse spiegato come si pensa di risolvere il conflitto generazionale continuando a tenere gli anziani sui posti di lavoro.
Senza considerare che dopo i 50 anni sei visto come un pezzo da rottamare, insomma come uno che se non ci fosse sarebbe meglio.

citoyenne
citoyenne
12 anni fa

Buongiorno, presidente

Quali erano le riforme strutturali da lei volute? L’azzeramento di tutte le province? Questo mi fa credere che nessuna provincia italiana era retta dai centristi!
Di quale riformismo parla? quello di allungare l’età pensionabile perchè sono cresciute le aspettative di vita? le aspettative di vita sono sicuramente cresciute, ma per chi ha vissuto nel benessere, non certo per chi ha fatto lavori usuranti.
Avete inscenato l’ulteriore teatrino per restare sulla bocca di tutti, vi rimandate la pallina l’un l’altro solo per far credere ai creduloni (perdoni l’assonanza) che, tra un bagno e l’altro, tra una lampada solare e l’altra, vi siete preoccupati del popolo. La maggior parte della gente non vi crede più. Le riporto qui di seguito un qualsiasi articolo preso da google sulle vostre entrate, così per chi ha nutrito qualche dubbio su chi intendeva proteggere lei con il “famoso ceto medio” che paga le tasse, adesso avrà le idee chiare.

“Infatti, nel 1985, l’indennità parlamentare di un deputato o sentore, espressa in termini reali (84.229 euro), era 4,2 volte superiore allo stipendio medio annuo di un lavoratore del settore privato (20.268 euro) e nel 2004 risultava pari a 146.533 euro e quindi 6,5 volte superiore alla retribuzione reale media di un privato (22.712 euro). Eppure i parlamentari italiani possono continuare a ottenere retribuzioni addizionali, oltre all’indennità parlamentare. Questo non è consentito negli Stati Uniti, se non per piccole somme.”

Aspetto con ansia che La7 ricominci con i sondaggi per vedere come tutti i partiti siete ancora scesi nella credibilità del popolo italiano.
Una citoyenne, sempre più qualunquista

Esule
Esule
12 anni fa

Non so se il Presidente Casini legge i commenti di noi lettori. Spero di si. Nel qual caso mi permetto umilmente di fornire alcuni suggerimenti:

1) Eliminare le Province – tutte. Eliminare le province serve soprattutto per snellire i rapporti con la PA accorpando ed eliminando le duplicazioni con le regioni e i comuni

2) Creare strutture consortili per fornire servizi ai Comuni con meno di 5000 abitanti. Il comune con meno di 5000 abitanti ha solo un sindaco eletto dai cittadini che partecipa al “consiglio consortile” e che svolge le stesse funzioni di rappresentanza dei suoi concittadini ma si avvale del consorzio per l’erogazione dei servizi (trasporti, raccolta e smaltimento rifiuti, manutenzioni, asili nido e scuole comunali, etc..)

3) ridurre iol numero di parlamentari subito (200 deputati e 100 senatori)

4) vietare per legge le auto di servizio (auto blu con eccezione dei mezzi tecnici operativi) nella PA e nelle aziende municipalizzate.

5) sviluppare le partnership pubblico privato per la realizzazione di servizi specie nel settore sanitario.

Esule
Esule
12 anni fa

Altra cosa che si puo’ fare per combattere seriamente l’evasione fiscale è la diffusione dei sistemi di pagameto elettronico.

Dove abito io si paga con sistema di pagamento elettronico (tipo pago bancomat) anche un singolo caffé, il giornale, un panino…. e circola veramente poco contante.

I sistemi di pagamento elettronico di fatto rendono molto più complicato evadere il fisco specie per le attività commerciali di servizio (bar, ristoranti, ecc..) che oggi sono tra i principali contributori all’evasione fiscale.



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