postato il 27 Giugno 2011 | in "Politica, Spunti di riflessione"

Un governo per l’emergenza oppure è meglio votare

Il Paese rischia di morire di troppa demagogia

Pubblichiamo da “Il Messaggero” l’intervista a Pier Ferdinando Casini

di Claudio Sardo

«Non mi sono mai illuso che la doppia sconfitta elettorale inducesse Berlusconi alle dimissioni. Finché il pallottoliere di Montecitorio gli darà la maggioranza, proverà a resistere. Ma ciò aggrava le condizioni dell’Italia: questo governo, paralizzato dai contrasti, naviga a vista e non è più in grado di produrre le decisioni che servono al Paese». Pier Ferdinando Casini, leader Udc, risponde così all’appello lanciato ieri dal premier alle opposizioni. «Con tutto il rispetto per Berlusconi, noi abbiamo sempre dimostrato senso di responsabilità. E quando si è trattato di questioni di interesse nazionale, invece che di leggi ad personam o di baggianate proposte dalla Lega come il trasferimento dei ministeri, non è mai mancato il nostro apporto. Ma ora il premier non può cavarsela con la propaganda: o si va alle elezioni anticipate o si forma un governo di responsabilità nazionale. Qualunque altra soluzione non è all’altezza dei problemi. Piuttosto che galleggiare, o continuare con le polemiche come quelle di oggi tra Crosetto e Tremonti, meglio votare subito. Se invece, dopo tre anni persi, si volesse davvero dare un significato positivo alla legislatura, allora non c’è altra strada che un governo di ampie convergenze per realizzare le riforme economiche e istituzionali più urgenti».

Una questione di interesse nazionale, a dir il vero, incombe: è la manovra promessa all’Europa per consentire il pareggio di bilancio nel 2013. Non è un buon argomento a disposizione di Berlusconi per chiedere a voi e al Pd di collaborare?
«Al contrario, è un ottimo argomento per chiudere la pagina dell’inconcludenza al governo e aprirne una nuova. Stiamo scherzando col fuoco. La ripresa economica è lenta in tutta Europa e da noi stenta addirittura a vedersi. La maggioranza attuale, ora scossa anche dalle fibrillazioni leghiste, non è capace di tenere insieme risanamento e crescita. Il rischio è che, nell’impossibilità di dare risposte serie, tutta la competizione si sposti sul terreno della demagogia e del populismo. Il governo, non riuscendo a fare altro, annuncia il taglio delle auto blu come la panacea dei mali. E, nella rincorsa demagogica, a sinistra tornano persino a fare la voce grossa i no-Tav, tanto che l’Europa minaccia ora di tagliarci fuori da un’infrastruttura vitale per lo sviluppo del Paese. Di troppa demagogia questo Paese può morire».

Tagliare le auto blu e i costi della politica è però una misura di moralità necessaria per riconciliare le istituzioni ai cittadini.
«Ne sono convintissimo. La moralità però fa rima con serietà. Vogliono ridurre le auto blu? Benissimo. Approviamo senza riserve. Ma ci dicano perché non aboliscono le Province, come avevano promesso in campagna elettorale. Quella sì che sarebbe una riforma strutturale, capace di portare un risparmio ben più consistente. Ma non la fanno perché la Lega non è d’accordo. E anche il Pd gioca al rinvio. Solo noi e l’Idv abbiamo sostenuto sempre con coerenza l’abolizione delle Province».

La manovra comunque ha bisogno di risparmi enormi. Almeno 40 miliardi di euro. Il problema è come raggiungere il pareggio di bilancio senza colpire consumi e stroncare ogni speranza di crescita. Lei cosa propone?
«Bisogna ridurre il cuneo fiscale. Il lavoro va liberato di pesi eccessivi. Pensare ad un risanamento senza crescita sarebbe un suicidio. Naturalmente tutta la società deve concorrere all’obiettivo: per questo spero che si raggiunga al più presto un accordo pieno sulla contrattazione. Aumentare il valore dei contratti di secondo livello può aiutare l’aumento dei salari. Dobbiamo frenare, impedire l’impoverimento del ceto medio e delle famiglie: è questa la prima, grande priorità sociale. I tagli al bilancio pubblico saranno durissimi. Ma vanno calibrati. E soprattutto occorre dare segni forti di equità. Chi ha di più, deve pagare di più. Per ridurre la pressione fiscale sul lavoro, si può aumentare la tassazione delle rendite finanziane».

Secondo lei, è giusto prendere in considerazione l’ipotesi di una patrimoniale?
«Ripeto: la priorità è tutelare le famiglie italiane e il ceto medio. Se fosse necessario, non escludo affatto una tassazione dei grandi patrimoni».

Napoli è nell’emergenza-rifiuti. C’è bisogno di un intervento urgente da parte del governo. Ritiene che la Lega possa bloccarlo?
«Non ci sono alibi per ritardare ancora il decreto-legge. Noi siamo pronti a votarlo immediatamente. Il comportamento della Lega è semplicemente da irresponsabili. Mi auguro che la serietà prevalga. La sequela degli errori a Napoli è stata già troppo lunga: e spero che al delirio anti-nazionale della Lega non segua una narrazione demagogica da parte del sindaco De Magistris. Bene la raccolta differenziata, ma troviamo subito inceneritori e impianti di smaltimento. Comune, Provincia e Regione devono cooperare col governo. I problemi si risolvono avendo m mente il bene comune e non gli indici di gradimento: così si batte la camorra. Da parte mia voglio incoraggiare De Magistris e al tempo stesso esprimere solidarietà al governatore Caldoro, raggiunto da un avviso di garanzia, che ho avuto modo di apprezzare per serietà e impegno».

Siete favorevoli a una legge che limiti la pubblicazione delle intercettazioni, oggetto di inchieste giudiziarie?
«Siamo contrari a ogni legge bavaglio per la stampa e a ogni limitazione delle capacità di indagine dei magistrati. Buon senso vorrebbe che non fossero pubblicate le conversazioni penalmente irrilevanti p lesive della privacy. Per essere ancora più esplicito: leggere sul giornale il giudizio di Bisignani sul ministro Brambilla o quello del ministro Gelmini sulla Santanché mi è sembrato una piccola barbarie. Per arrivare davvero ad un equilibrato intervento legislativo però è necessario che Berlusconi non lo trasformi in una legge ad personam. Altrimenti nessuno collaborerà e il fallimento è certo».

Come voterete sulla richiesta di arresto di Alfonso Papa?
«Nella giunta per le autorizzazioni i deputati Udc voteranno secondo coscienza. È una regola inderogabile. Va detto però che da questa indagine emerge un degrado della politica, che non può essere accettato e che impone una reazione morale. Quando bisogna giudicare il comportamento di chi è contemporaneamente magistrato e parlamentare è necessario il massimo di rigore, non di tolleranza».

Ci sono margini per cambiare la legge elettorale in questa legislatura?
«Noi siamo per il sistema proporzionale tedesco, con soglia di sbarramento. Sia dalla Lega che da vari settori della sinistra sono arrivati segnali positivi in questa direzione. Siamo pronti a discutere. Ciò che contrasteremo nettamente è un ritorno al Mattarellum. Il maggioritario a un turno produce frammentazione e bipolarismo coatto: non ci alleeremo mai con chi lo inserirà nel programma elettorale. Diversa è l’ipotesi di un sistema a doppio turno: su questo abbiamo già lanciato segnali di disponibilità a un confronto

Ora anche Di Pietro lancia segnali a voi centristi. Come rispondete?
«Se vuole dialogare con il centro, o anche soltanto competere al centro, è ben accetto. E stato fino a ieri il campione di un anti-berlusconismo primitivo, e a nostro giudizio molto dannoso per il Paese e per la stessa credibilità dell’alternativa. Se la sua non è tattica ma una sincera autocritica, ben venga».

Come procede il confronto con il Pd mentre Berlusconi giura di portare a termine la legislatura?
«Ho apprezzato la lettura responsabile che Bersani e la Bindi, D’Alema e Veltroni hanno dato dei risultati elettorali. La sinistra poteva illudersi e proclamare la propria autosufficienza ma non l’ha fatto. Continueremo a confrontarci in Parlamento, consapevoli delle rispettive autonomie. Per noi le forze migliori di destra e di sinistra devono pensare ad una collaborazione futura, come è avvenuto in Germania per iniziativa della Merkel e dei socialisti. Per questo seguiremo senza pregiudizi anche le mosse del nuovo segretario del Pdl Alfano: speriamo che sia illuminato dalla grazia di Stato e che non ricalchi le orme di Alfano ministro della Giustizia».

2 Commenti

Commenti

  1. […] viaUn governo per l’emergenza oppure è meglio votare | Pier Ferdinando Casini,  UDC, Unione di Cent…. […]


  2. Casini (UDC): Fisco, riforma a scapito di tenuta conti è da irresponsabili TG1 27.06.11

    [VIDEO]–> http://youtu.be/2Cf6q7ICbWw?hd=1




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