postato il 28 Luglio 2011 | in "Economia, In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo"

Tremonti, Milanese e Guarguaglini facciano chiarezza, ma non paghino gli azionisti di Finmeccanica.

In mattina le azioni di Finmeccanica sono state sospese per eccesso di ribasso per poi essere riammesse alle contrattazioni a Piazza Affari. Perché questo tonfo? Per due motivi: da un lato i dubbi sorti con la presentazione della trimestrale (inferiore alle attese degli analisti anche per le previsioni su tutto il 2011) e dall’altro perché nella vicenda “Milanese”, che parrebbe coinvolgere anche il ministro Tremonti (il quale non risulta al momento indagato, precisiamolo), si è aperto un filone che porta direttamente a Guarguaglini e ai vertici di Finmeccanica che, pare, abbiano gonfiato certe fatture, per creare dei fondi occulti per pagare tangenti a uomini politici, stando a quanto affermato da Cola, anzi, sui quotidiani si legge (cito testualmente): “Cola, indicato come il vero «braccio destro» di Guarguaglini, collabora da tempo con il pubblico ministero Ielo e ha già svelato il «sistema» che avrebbe consentito di emettere fatture false in favore delle aziende del Gruppo Finmeccanica ed Enav per creare «fondi neri» e così pagare tangenti a politici e manager.”

Di fatto anche Guarguaglini (presidente di Finmeccanica) risulta indagato dai primi di gennaio e, cito testualmente: “il pm ha inviato a Guarguaglini un avviso di proroga delle indagini sulle presunte irregolarità nell’affidamento degli appalti Enav. Nell’avviso, sono citati anche altri indagati: si tratta Lorenzo Cola, ex consulente esterno di Finmeccanica, il commercialista Marco Iannilli, il conte Roberto Colonnello Bertini Frassoni, rappresentante della Despro srl, società che ha lavorato con il colosso di piazza Monte Grappa. Nei loro confronti i reati ipotizzati, a seconda delle posizioni, vanno dalla corruzione all’emissione di false fatturazioni per operazioni inesistenti”.

Questa vicenda impone che sia fatta chiarezza al più presto, perché coinvolge una delle poche aziende dal respiro internazionale che abbiamo in Italia, nonché un polo di eccellenza tecnologica a livello mondiale. Se è vero che i dati trimestrali sono quello che sono, è anche vero che bisogna al più presto fare chiarezza sulla vicenda giudiziaria, per rispetto a tutti gli italiani e in particolare ai risparmiatori che hanno investito su Finmeccanica e che potrebbero pagare dazio per queste vicende giudiziarie.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati

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