postato il 7 Novembre 2010 | in "Ambiente, In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo"

Polo chimico di Pioltello: una storia infinita, un danno per il territorio, un costo per l’Italia

La storia del polo chimico di Pioltello sta facendo sempre più notizia anche sui network nazionali. L’importanza e la delicatezza del tema sono sotto gli occhi di tutti. Ma forse non tutti hanno capito bene quale sia il problema esistente sul territorio dei comuni di Rodano e Pioltello. Nel 2004 l’Unione Europea aveva ingiunto al Governo italiano di ripulire le tre discariche della ex Sisas di Rodano – Pioltello, considerate “una minaccia per l’aria e le acque locali“.  Nel 2006 il Governo italiano che aveva in Romano Prodi il presidente del consiglio, avviò la procedura che portò all’Accordo di Programma tra Ministero, Regione e Comuni di Rodano e Pioltello, con l’affidamento della bonifica ad una società dell’ormai famoso “re delle bonifiche” Giuseppe Grossi.

Nell’estate di quest’anno, dopo la rinuncia di Grossi (che chiedeva indietro i soldi spesi fino a quel giorno), il Governo Berlusconi ha nominato un Commissario straordinario alla bonifica, Luigi Pelaggi, con l’incarico di terminare la bonifica dell’area in tempo utile per evitare l’incombente multa europea.

Grossi avanzava la richiesta di riavere indietro i 29 milioni di euro (di cui 4 per l’acquisto dell’area, e 25 per le bonifiche effettuate prima di rinunciare alla pulizia totale dell’area). Il commissario Pelaggi invece ha deciso di rivalersi su Grossi per cercare di recuperare i 36 milioni di euro (soldi pubblici) spesi per completare la bonifica. Facendo due semplici conti, per liberarsi della faccenda e mantenere la proprietà dell’area Grossi dovrà restituire allo Stato italiano circa 11 milioni di euro (derivanti dalla sottrazione 36 – 25= 11), oppure versare 7 milioni di euro cedendo l’intera area alla proprietà pubblica.

Lo Stato inoltre rischia di avere altri danni derivanti dal mai avvenuto versamento di una fideiussione di 60 milioni di euro, cifra che Grossi avrebbe dovuto consegnare alla Regione come garanzia dei lavori, che però non sono mai stati versati.

Poche settimane fa Pelaggi, in una intervista lasciava trasparire la speranza che l’Unione Europea sospendesse l’ultimatum del 31 dicembre 2010 visto che la pulizia di una delle tre discariche era terminata; mentre per la seconda si è passato il 50% della pulizia e la terza sarà svuotata entro il 31 marzo 2011.

Pochi giorni fa, il 28 ottobre 2010, la Commissione Europea ha rinviato l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea per il mancato rispetto della sentenza del 2004, chiedendo di applicare le sanzioni retrodatate, appunto al 2004, per un totale di circa 400 milioni di euro.

Dal 1 gennaio 2010 si accumuleranno 200.000 euro di multa al giorno Se la Corte comminerà davvero la multa nella sua interezza, l’Italia dovrà versare all’Europa una cifra pari a circa cinque volte il costo della bonifica.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Tommaso Da Dalt e Andrea Galimberti (Gruppo GxP)

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