postato il 31 Luglio 2009 | in "Mezzogiorno, Politica"

Il governo cede ai ricatti, a rischio l’unità nazionale

Quattro miliardi alla Sicilia: e il resto del Sud quanto dovrà aspettare?

Sono molto preoccupato per le sorti della Repubblica di un Paese in cui nascono gruppi territoriali pronti a ricattare il governo, e a cui il governo si sottomette per sedare la rivolta.
Quattro miliardi dall’Esecutivo ai siciliani ma Calabria, Campania, Puglia…quanto dovranno aspettare? In quelle regioni ci sono cittadini di serie B? E quando arriverà una fetta anche per loro? La verità è che piccoli rivoli corporativi stanno mettendo in discussione l’unità d’Italia. Il governo sta perpetrando l’idea del clientelismo politico.
La politica deve recuperare dignità, dare risposte nazionali a problemi locali. Nei prossimi mesi ipotizziamo tante vicende come quella siciliana. Questo governo non ha più un disegno generale, cerca solo di evitare lo smottamento della maggioranza. Ma lo smottamento si evita solo governando per gli italiani e non per una parte di essi.

Pier Ferdinando

6 Commenti

Commenti

  1. Mi fa piacere da siciliano, che possano essere sbloccate delle risorse per la Sicilia, ma concordo assolutamente con Casini nel dire che il problema non è solamente la Sicilia.
    Bisogna ritornare a parlare di questione meridionale, non è più possibile attendere che il sud si riallinei da solo al nord, che sicuramente è più sviluppato.
    Non è più possibile che vengano svincolate delle risorse, solo ed esclusivamente con ricatti politici, senza poi avere una linea guida che permetta di spendere queste risorse.
    Manca una politica lungimirante per il meridione, manca al governo e non solo ad esso.
    Gli unici che oggi hanno un’idea chiara di come poter sviluppare il sud sono gli uomini di Casini, che però essendo all’opposizione con un governo strabico come questo, non vengono ascoltati rispetto alle proposte che sono prima di tutto di buon senso.
    Mi auguro che in Italia possa tornare a farsi POLITICA e non occupazione di posti di potere e spartana spartizione di risorse.Mi auguro che il buonsenso possa porre l’attenzione sulle necessità degli italiani e dell’Italia intera, senza le minacce del nord o del sud.
    L’Italia è una,con una parte un pò più debole e una forte…se si chiedesse agli italiani cosa fare, con responsabilità gli italiani risponderebbero di aiutare non la singola regione ma il sud intero.
    Che ci sia una questione meridionale è forse più presente agli italiani che non alla classe politica italiana e allora, così come ben sta facendo l’Udc, bisogna farsi interpreti del sentimento che gli italiani nutrono!!


  2. Presidente, ha completamente ragione.
    Il rischio è davvero molto concreto, come la paura che a pagarne le conseguenze sarà ancora il Sud, che andranno a sommarsi alle già numerose difficoltà esistenti. Oggi, c’è bisogno di manovre concrete e,soprattutto, omogenee. Non si possono fare differenze tra Regione e Regione, non è giusto! Ora più che mai bisogna agire, per rimettere sullo stesso livello Nord e Sud.. Ma forse è qualcosa di troppo impegnativo per un Governo che ha dimostrato di non riuscire ad agire se non sotto minaccia di partiti populisti, che stanno prendendo potere, minacciando l’Unità d’Italia.
    Marta


  3. Gentile Presidente (e tutti voi interessati alla lettura di questo sito),
    il tema da lei commentato deve suscitare attenzione.
    Personalmente trovo positiva la reazione critica degli esponenti del sud in seno alla maggioranza, se vista in un ottica di “stimolo” a fare meglio.
    Certo è che, a mio avviso, l’impegno deve essere per tutto il Sud Italia, convogliando forze e idee, di imprenditori e pubblica amministrazione, verso l’obiettivo dello sviluppo delle proprie attività sai sul mercato interno e d europeo che verso i Balcani e il Mediterraneo. Senza dimenticare che lo Stato deve proteggere quegli imprenditori del sud “coerenti e corretti” dalla malavita.
    L’attuale maggioranza deve perseguire questo, se vuole fare il bene del paese.
    Occorre “equilibrio”, “armonia” tra le parti, “efficacia naturale” che solo un vero e sincero “Centro” può dare. La maggioranza dovrebbe cooperare di più con chi ricerca l’equilibrio, cioè il Centro, con il proprio animo.
    Grazie
    Vincenzo


  4. La vicenda del ‘Partito del Sud’ non va giù a Silvio perché si creerebbe un’altra realtà territoriale come la Lega Nord. E sottrarrebbe voti soprattutto al Pdl che in questi ultimi anni ha trascurato il Sud a vantaggio del Nord e non mi venga a dire, Silvio, che ha fatto per il Sud con gli aiuti per l’Abruzzo e per la Campania. Per quanto riguarda il terremoto dell’Abruzzo è un evento eccezionale e doveva farlo comunque in qualsiasi luogo del territorio nazionale, visto il disastro che il sisma ha provocato. Lo stesso nella Campania: è intervenuto soltanto dopo che l’immondizia ha ricoperto la città Napoli e i suoi dintorni; quindi un altro caso eccezionale. E quest’ultimo poteva essere pure preveduto ed evitato.
    In Sicilia hanno avuto l’idea del Partito del Sud, come unico modo per ottenere ciò di cui ha bisogno un territorio. Ma la cosa giusta sarebbe avere un leader territoriale che rappresenti la sua zona al governo, ma che faccia parte di un unico partito nazionale ( ovviamente l’UDC ).
    Così facendo la Sicilia, ricattando il governo con la creazione del Partito del Sud ha ottenuto i suoi finanziamenti Fas, che Tremonti aveva preso in “prestito” per l’ICI; e le altre regioni del Sud … Calabria, Basilicata, Puglia, Campania devono creare il “Partito del resto del Sud” ??? … Comunque in tutto questo discorso ha “vinto” il Pdl perché, avendo dato le “caramelle” alla Sicilia, li fa sentire in debito nei suoi confronti.
    Questo non è fare politica !!!


  5. Presidente la preoccupazione che lei ha sottolineato è davvero reale e non può passare inosservata!!!La questione del Mezzogiorno è un qualcosa di molto serio che necessita di una risposta altrettanto importante da parte del Governo.Il signor Berlusconi cedendo ai ricatti posti in essere (anche giustamente) da un manipolo di parlamentari della propria maggioranza ha palesato tutta la sua debolezza e incapacità nel mantenere un’unità di indirizzo politco come a lui richiesto dagli elettori e dalla nostra stessa Costituzione.I soldi necessari alla regione Sicilia sono indispensabili anche alle altre regioni del Sud Italia, le quali con questa disposizione adottata dal Presidente del Consiglio non possono non essere considerate di seconda fascia!!!! Presidente ci auguriamo che il nostro Governo prenda in considerazione le proposte formulate da lei e da tutti i parlamentari dell’UDC.
    Riccardo


  6. Caro Presidente, non vedo cosa ci sia di male a parlare di un Sud indipendente. Siamo in Europa, un’Europa senza confini, dunque ci sta benissimo un Sud sovrano e che si amministra da sé. I confini attuali sono ottocenteschi e lo provano i 150 anni di annessione forzata al Piemonte che si sono dimostrati del tutto illogici e dannosi (Parlo anche dell’Alto Adige che dovrebbe stare con l’Austria). Lasciamo perdere la bolsa retorica risorgimentale e riflettiamo sul fatto che SIAMO IN EUROPA e non ai tempi dei Savoja. Se riflette bene non c’è altra soluzione per consentire lo sviluppo del Sud se non una sua piena e completa autonomia, indipendenza cioè, che, liberando il Sud dalla colonizzazione, gli consentirebbe traguardi che allo stato attuale sono irraggiungibili.




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