postato il 18 Febbraio 2018 | in "Energia, Politica, Rassegna stampa"

«Il Centro Enea non ha rivali. Non tollereremo scippi»

L’intervista di Federica Orlandi pubblicata sul Resto del Carlino

Manca meno di un mese alla scelta del sito che ospiterà il progetto di ricerca internazionale sulla fusione nucleare Dtt (Divertor tokamak test facility), prevista per il 15 marzo prossimo. E il centro Enea, sul Brasimene, è schierato in prima linea tra i candidati. Mercoledì scorso hanno visitato il centro sul nostro Appennino il deputato Pd Gianluca Benamati, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e il senatore Pier Ferdinando Casini. Che non ha dubbi: «Su questa gara non siamo disposti a tollerare scippi».

Onorevole Casini, tra poche settimane avremo l’esito. E ottimista?
«Siamo al rush finale: bisogna essere vigili. Da un punto di vista meritocratico, non abbiamo alternative credibili. Ma se anziché i dati obiettivi venissero valorizzate solo le risorse economiche della Regione ospite, le cose potrebbero cambiare. Altrimenti, credo che la nostra Emilia-Romagna, affiancata dalla Toscana, sia quella con più carte da giocare».

Per esempio quali?
«L’accesso al centro è molto semplice, grazie alla variante di valico. Poi, il centro c’è già, è attrezzato: una cosa che non possono vantare gli altri candidati. Noi possiamo essere operativi già entro l’anno, senza bisogno di bonificare aree o iniziare lavori che potrebbero durare anni. Siamo una certezza, proprio quello che l’Europa vuole».

In gioco ci sono 500 milioni di euro di investimenti. Cosa significa per il territorio?
«Si rilancerebbe e consoliderebbe l’eccellente lavoro di ricerca che già si svolge sul Brasimene. Aggiudicandoci il progetto, attrarremmo migliaia di persone, che graviterebbero attorno al centro nei prossimi anni. L’Appennino bolognese sta vivendo un momento delicato: i problemi legati alle tenne di Alto Reno, le aziende in crisi. Un’iniziativa di questo livello farebbe da traino al territorio della montagna bolognese».

Insomma, un quadro roseo.
«Non diciamo gatto finché non l’abbiamo nel sacco, ovviamente. Fosse stato per me, io il bando neanche l’avrei fatto. Ora però è tempo di essere vigili. Non tollereremo scippi. L’onorevole Benamati si sta battendo in Parlamento per portare qui il progetto, il ministro Galletti terrà gli occhi aperti in questo senso: siamo fiduciosi».

Oltre alla proposta congiunta di Emilia-Romagna e Toscana, concorrono per il progetto altri otto candidati: Abruzzo, Campania, Lazio, due siti in Liguria, Piemonte, Puglia e Veneto.

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