Tutti i post della categoria: Media e tecnologia

Partito della Nazione, vi propongo un questionario

postato il 10 agosto 2010 da Pier Ferdinando

Non si può più prescindere dal costruire un grande Partito della Nazione, che avrà il dovere di risvegliare negli italiani il piacere della partecipazione politica. Un partito che parlerà il linguaggio della riconciliazione nazionale, con l’obiettivo di ricucire un Paese disgregato, impelagato in lotte corporative, che hanno l’unico effetto di allontanare le persone dal dibattito pubblico. Il Partito della Nazione dovrà avere nella partecipazione uno dei propri cardini, vi propongo di compilare questo questionario, sarà utile per conoscerci meglio.

Chianciano sarà l’occasione per fare il punto della situazione, vi aspetto.

Pier Ferdinando

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Intercettazioni, difendere la libertà della rete

postato il 28 luglio 2010 da Redazione

Distinguere fra testate giornalistiche online e blog amatoriali

In molti mi hanno scritto negli ultimi giorni preoccupati per una norma riguardante i blog contenuta nel ddl intercettazioni. A tutti loro voglio dire che ci siamo opposti e ci opporremo con fermezza ad una legge irragionevole che estende l’obbligo di rettifica  entro le 48 ore a tutti i blog e i siti – pretendendo di mettere sullo stesso piano testate giornalistiche online di grandi gruppi editoriali e blog amatoriali – e che minaccia  di modificare in peggio le dinamiche dell’informazione online.
Non possiamo in nessun modo avallare una legge che rischia di determinare l’auto-censura di chi teme di urtare i ‘poteri forti’.
E’ proprio grazie ai blogger e alla rete, infatti, che oggi viene prodotta un’informazione libera, un giornalismo d’inchiesta e d’opinione che spesso non trova spazio nei media tradizionali. 
Internet è un grande strumento di comunicazione e di libertà. Non mi piace l’idea di mettere a tacere le voci con leggi speciali quando dovremmo piuttosto avere uno sguardo aperto sul futuro, incoraggiare il pluralismo, proteggere la libertà della rete e svilupparne le infrastrutture, come accade in gran parte del resto del mondo. 

Pier Ferdinando

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Ddl intercettazioni, per blog e siti rischio di autocensura

postato il 26 luglio 2010 da Redazione

Il disegno di legge sulle intercettazioni, così com’è oggi, ancora non va. L’Udc si è fortemente battuta per il miglioramento del testo, e continuerà a farlo nei prossimi giorni contro il rischio censura che aleggia su blog e siti internet. In particolare, contro la misura che prevede per gli stessi l’obbligo di rettifica delle notizie pubblicate entro 48 ore, equiparandole di fatto a testate giornalistiche.
“Pretendere di applicare tale limite anche ai blog e ai siti non sarebbe ragionevole e determinerebbe, consapevolmente o meno, il
rischio concreto di auto-censura del web – ha dichiarato oggi il deputato dell’Udc Roberto Rao, componente della commissione giustizia della Camera – Ecco perché tra le modifiche al ddl intercettazioni per le quali ci impegneremo fortemente in Aula c’è anche quella che limita solo alle testate giornalistiche on line (per le quali come è noto si applicano gli stessi obblighi giuridici della carta stampata) l’obbligo di rettifica entro 48 ore”.

Per un approfondimento leggi anche: Ddl intercettazioni, si può fare di meglio

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Smartphone e banda larga: come evitare il collasso della rete mobile?

postato il 13 luglio 2010 da Redazione

Pochi giorni fa, nel corso della relazione annuale dell’Agcom, il presidente Corrado Calabrò ha lanciato un allarme sul possibile collasso nel nostro Paese della rete mobile. “L’Italia è il secondo Paese europeo per diffusione della banda larga mobile – ha affermato – Ma se non interveniamo rapidamente, con il tasso attuale di diffusione degli smartphone, la nostra rete mobile rischia il collasso”.
Calabrò ha quindi portato all’attenzione del governo l’esigenza di agire in fretta per liberare frequenze per la banda larga mobile. Secondo un’indagine effettuata dal Politecnico di Milano, a fine 2009 erano 10 milioni gli utenti che navigavano in mobilità, mentre saranno 12 milioni già entro questa estate. [Continua a leggere]

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Canone Rai nella bolletta elettrica. Una soluzione per la lotta all’evasione?

postato il 13 luglio 2010 da Redazione

Il canone Rai legato alla bolletta elettrica per recuperare l’evasione. Una proposta per la verità non nuova: nel 2006 era stato Petroni ad avanzarla. Da tempo ne parla il capogruppo dell’Udc in commissione di Vigilanza Rai, Roberto Rao, primo firmatario di una proposta di legge in merito.
Oggi l’idea del canone legato alle bollette torna in auge: agganciare la tassa sulla tv pubblica alle utenze elettriche sarebbe per Romani un buon metodo di lotta all’evasione, che secondo stime a lui note ammonta a 685 milioni.
La Rai non dovrebbe quindi pretendere che chiunque abbia una residenza anagrafica sia automaticamente possessore di un apparecchio tv, ma che questo possesso sia legato all’esistenza di un contratto per la luce. L’onere della prova diventerebbe a carico degli utenti, presumendo automaticamente il possesso della tivù in presenza di un contratto per la fornitura dell’energia elettrica. A meno che l’intestatario non dichiari di non esserne in possesso. [Continua a leggere]

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Pedopornografia online, dati italiani allarmanti

postato il 1 luglio 2010 da Redazione

foto casiniNo a censure, ma un sistema di Allarme europeo è quello che serve per tutelare i minori
 
Sono al fianco dell’On. Motti in questa importante battaglia contro la pedopornografia e  a sostegno della creazione di un sistema di Allarme rapido europeo per contrastare pedofili e molestatori sessuali online. Dobbiamo evitare che chi abusa di internet, commettendo reati gravi a sfondo sessuale che coinvolgono i minori,  possa utilizzare il principio di libertà di circolazione negli Stati membri per darsi alla fuga e sottrarsi alle proprie responsabilità. In questo campo i dati italiani sono allarmanti e ci dicono che l’11% dei ragazzi che frequenta le chat ha avuto almeno un contatto con un pedofilo; che solo il 23% dei minorenni che naviga in internet lo fa accompagnato; che il 47% dei ragazzi fra 10 e i 14 anni che navigano in rete ha postato foto a sfondo sessuali di se stessi od amici; che solo il 12% delle famiglie usano gli strumenti di controllo internet ed i filtri.  Per questo un sistema di Allarme europeo è quello che serve. E’ ora di tutelare i nostri minori in modo adeguato.
Nessuno vuole reprimere internet: la rete è la grande frontiera della libertà ma non può certo diventare terreno fertile per chi ha scopi nefasti e intenti pedo-pornografici.

Pier Ferdinando

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No al bavaglio sul web, giù le mani dai blog!

postato il 23 giugno 2010 da Redazione

BavaglioRetedi Giuseppe Portonera

Al peggio non c’è mai fine, recita un vecchio quanto attuale adagio. E pare che, restando in tema di DDL Intercettazioni, quel peggio sia arrivato. Come se, infatti, le restrizioni e i limiti alla libertà di informazione non bastassero, è stato reso noto che un emendamento a questa legge colpirà anche i blog e i blogger. Si tratta del comma 29 dell’articolo 1, ideato già oltre due anni fa e che, se dovesse essere approvato, obbligherebbe ciascun blogger a rettificare errori o sviste nei propri pezzi a seguito della richiesta di un utente entro 48 ore, pena una denuncia penale e una maxi sanzione fino a 12.500 euro. Ciò potrebbe significare addirittura l’interruzione delle pubblicazioni di un blog, per l’impossibilità del proprio gestore, limitato nella libertà di raccontare e commentare, di soddisfare ogni richiesta di rettifica, allo stesso modo di tv e giornali. Senza considerare il fatto che per chi gestisce una pagina web da solo, per passione, anche un fine settimana a computer spento potrebbe allora rivelarsi fatale: dopo due giorni dalla richiesta di correzione, scatterebbe infatti la fatidica multa.

bavagliowebUna legge liberticida, da contrastare assolutamente, con tutti i mezzi e le forze a nostra disposizione. Assurdo è intanto l’accostamento che si fa tra l’informazione ufficiale, quella di TV, radio o giornali, e quella ufficiosa di blog e siti internet: il blog è un modo di assicurare una rapida e proficua diffusione ai propri pensieri e alle proprie idee. È un’estensione della nostra vita privata. Di solito quando scrivo un post, di qualsiasi genere, lo faccio perché sento il bisogno di scrivere, di fissare delle impressioni o dei commenti riguardo fatti (o misfatti) che leggo sui giornali o su qualche sito internet specializzato. Tra un blogger e un suo lettore esiste lo stesso rapporto che c’è tra due amici che si incontrano a un bar o in piazza e che discutono amichevolmente sugli argomenti più disparati: nessuno dei due ha la pretesa di condizionare l’altro; al massimo, può avere il piacere di informarlo. È così anche per i blog, non cambia assolutamente nulla. Il fatto che un blog sia letto, molto o poco, non può certo influire sulla sua configurazione come un prodotto editoriale, a meno che questo non sia dichiarato (e registrato) come tale. Se io scrivo su qualcosa che mi sta a cuore, non mi importa se a leggerlo saranno 10, 100 o 1000 persone: non ne trarrò alcun guadagno. L’importante è solo averlo scritto. Se poi uno dei miei lettori vuole intavolare una discussione con me, facendomi notare un errore o un imprecisione, ben venga: sarà mio obbligo morale e deontologico verificare le notizie su cui ho basato il pezzo e correggerlo, se necessario. Scrivere un blog significa anche questo: fare un’informazione 2.0, puntando molto sul dialogo e sull’interattività della rete. Noi di Estremo Centro ne abbiamo fatto esperienza diretta in più occasioni. Siamo nati da poco, mettendo insieme ragazzi, chi con più, chi con meno esperienza nella blogosfera, ma tutti con grande voglia di scrivere, di dire la nostra. Abbiamo scelto tematiche che ci stavano a cuore (da questioni di natura economica a quelli di natura sociale e politica) e su quelle abbiamo scritto e riscritto. In pochissimo tempo, grazie all’impegno profuso, abbiamo visto aumentare notevolmente le nostre visite giornaliere e, cosa più interessante, Pierferdinando Casini ha ripreso poi quegli stessi spunti che avevamo lanciato (in difesa dei malati di Sla e sul tema dell’abolizione delle province, qualche esempio) per le sue battaglie parlamentari. La riprova più evidente che da un rapporto corretto con Internet, la politica può trarre solo un vantaggio.

blogE invece la politica (o almeno una parte) ha ancora paura di Internet. Paura che viene dall’ignoranza e che si vorrebbe calmare ricorrendo a idee assurde, come questa: un freno illiberale, antistorico e inutile. Se dovesse essere approvato, chi potrà ancora scrivere un pezzo di denuncia sociale o politica, sapendo di correre il rischio di essere denunciato e multato? Solo chi ha alle spalle un sostegno forte. Solo i giornalisti professionisti, insomma. Con buona pace del semplice cittadino che aveva la possibilità di esercitare, in modo innovativo e straordinario, il nostro più elementare diritto: quello alla libera critica. È ovvio che, come per ogni cosa, gli abusi e gli eccessi non manchino: ma per questo si può forse colpire indistintamente? È come quando un writer imbratta un muro usando una bomboletta. Se qualcuno sporge denuncia, il giudice potrà forse incolpare del reato il muro o la bomboletta? Sarebbe ridicolo. Lo stesso vale per Internet. Se qualcuno lo usa male, non gli si possono accerto addebitare colpe che non ha. Anche perché, mi piacerebbe ricordare che nel corso della storia, soffocare le libertà più elementari, ha sempre e solo sortito un effetto contrario rispetto a quello sperato.

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Par condicio, auspico dibattiti tv su tutti i canali

postato il 12 marzo 2010 da Redazione

Spero che possano esserci dibattiti televisivi nei canali pubblici e privati, perché credo sia importante far capire ai cittadini che c’è qualcuno che parla anche dei loro problemi, delle famiglie, della disoccupazione, del quoziente familiare, degli studi di settore che vanno sospesi almeno per un anno, tutte questioni dimenticate in questa campagna elettorale. Fare la campagna elettorale sulle inchieste giudiziarie è una cosa che mi ripugna. Noi siamo fuori da questo teatrino.

Pier Ferdinando

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Il decreto Romani: pronto il bavaglio al web?

postato il 15 gennaio 2010 da Redazione

decretoromaniRipubblichiamo l’articolo di Germano Milite, giovane giornalista campano, che analizza il decreto Romani nelle sue implicazioni: un ulteriore tentativo di equiparare Internet ad altri media, che potrebbe finire per limitare lo sviluppo della Rete e la libertà di espressione.

Pronto il bavaglio e, questa volta, si fa sul serio. [Continua a leggere]

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Riceviamo e pubblichiamo: L’Iran e le prospettive per il futuro

postato il 27 dicembre 2009 da Redazione

Envelope, di Tim Morgandi Karimi Azar, presidente dell’associazione giovani iraniani

Subito dopo le elezioni del 12 giugno scorso il mondo intero attraverso internet e mass media è riuscito a vedere una situazione reale che da anni cercava di esternare e di testimoniare le vere aspirazioni democratiche del popolo iraniano. Fino al giorno delle elezioni, il regime dei mullah aveva nascosto sotto le false dimostrazioni democratiche quali le elezioni e la sua vera identità riuscendo perfino ad ingannare la comunità internazionale spacciandosi per una istituzione democratica , legittima e popolare. I giovani iraniani attraverso le manifestazioni di dissenso e di protesta hanno sfidato un regime barbaro e medievale disposto a trascinare il mondo intero in una catastrofica guerra mondiale pur restare in potere.

Un regime che non ha esitato di sparare sulle donne e sugli uomini che erano scesi in piazza per chiedere l’affermazione della legalità e della democrazia . Le immagini degli ultimi istanti del simbolo della resistenza iraniana Neda Agha Soltan testimoniano quanto sia stata vasta e popolare la partecipazione di massa alle manifestazioni di dissenso. Un dissenso che è andato oltre ad ogni ceto sociale. Basta prestare attenzione all’appartenenza sociale delle vittime della repressione. Giovani benestanti con un alto livello di studio con un’ età inferiore all’età della repubblica islamica khomeinista. I giovani e in particolare le ragazze e le donne di ogni età gridavano slogan di libertà e democrazia, due elementi essenziali per la vita di ogni cittadino che desidera vivere tranquillamente. Ma il regime dei mullah essendo fondato su base medievale da questi due concetti ha reagito duramente trascinando nel sangue ogni forma di protesta, ricorrendo all’uso massiccio della violenza e della tortura. Ha subito messo in piedi il centro di raccolta dei detenuti di Kahrizak dove ha sottoposto ai trattamenti più brutali tutte le persone arrestate durante le manifestazioni. In questo centro sono stati violentati ripetutamente tutti i detenuti a prescindere dal sesso. Addirittura è stato ucciso un giovane medico che a causa del suo lavoro fu il testimone di uno di questi casi che riguardava il figlio di un alta autorità del regime.

Ma nonostante tutto ciò la protesta non si è fermata e continua ancora nonostante la dura repressione . Il 7 dicembre scorso gli studenti iraniani in occasione della storica giornata dello studente hanno organizzato delle massicce manifestazioni in tutte le università iraniane a cui hanno aderito anche la popolazione semplice gridando all’unanimità “morte al dittatore, morte a Khamenei”. Anche nei giorni scorsi in occasione della morte del grande Ayattollah Montaseri l’intera popolazione ha voluto dimostrare il suo dissenso verso il capo supremo Ali Khamenei partecipando ai funerali di un uomo religioso che sosteneva “ Khamenei è un oppressore e và cambiato”!

Secondo me le manifestazioni del dissenso popolare andranno avanti in modo organizzato e capillare puntando il dito verso il capo supremo Ali Khamenei e il suo sicario Ahmadinejad. Il regime dei mullah và fermato il prima possibile con un forte sostegno verso il popolo iraniano altrimenti non sarà tardi il giorno in cui l’intero mondo verrà trascinato in una guerra catastrofica, inutile e violenta.

Concludo riportando le parole della nostra presidente del Consiglio Nazionale della resistenza iraniana la signora Maryam Rajavi che durante un suo intervento al Parlamento Europeo ha proposto coraggiosamente la sua terza via : No alla guerra, no alla politica di accondiscendenza si al sostegno al popolo iraniano per un cambiamento democratico.

Il futuro politico dell’Iran appartiene a noi giovani che rappresentiamo la maggioranza della popolazione iraniana e che non chiediamo altro che libertà e democrazia, due elementi che compongono le basi essenziali di un regime democratico, pluralista e popolare dove a prescindere dal sesso, dall’opinione, dalla razza e dall’etnia tutti godono dello stesso diritto : il diritto alla vita!

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