Tutti i post della categoria: Elezioni

Anche gli svizzeri scaricano Berlusconi: niente soldi per l’Imu.

postato il 24 Febbraio 2013

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati

Berlusconi aveva detto che avrebbe restituito l’Imu grazie ad un accordo con la Svizzera. Peccato che nessuno abbia avvisato il governo svizzero che ,in maniera garbata,  ha fatto sapere che non è disponibile ad un accordo.

E soprattutto hanno anche specificato che il gettito di un eventuale accordo non potrà essere usato per rimborsare l’Imu 2012. E sapete perché?

Intanto perché le trattative sono ad un punto morto e non si sa se e quando verranno chiuse; ma soprattutto, fa sapere Eveline Widmer Schlumpf, ministro delle finanza svizzero, che anche se per magia si riuscisse a firmare gli accordi quest’anno (cosa ritenuta altamente improbabile dagli svizzeri), i soldi arriveranno molto dopo.

Anzi, precisa il ministro svizzero “è difficile prevedere un’entrata in vigore prima del 1 gennaio 2015”.

A questo punto la domanda è scontata: come farà Berlusconi a rimborsare l’Imu prima casa e coprire i costi delle mancate entrate per il 2013?

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Scacciare la paura con un voto

postato il 23 Febbraio 2013

di Adriano Frinchi

Non è un appuntamento elettorale sereno quello che ci apprestiamo a vivere: previsioni fosche e toni da Terrore giacobino sono stati i protagonisti degli ultimi giorni. Poi ci sono stati i sondaggi che fino all’ultimo anche sotto forma di corse di cavalli ci hanno detto come deve finire causando anche un senso di frustrazione come ha scritto Luca Sofri:

“non possiamo accettarlo, di essere prevedibili, e i piccoli fallimenti dei sondaggi ci eccitano e gratificano. Ci fanno sperare di essere noi, quelli diversi che non erano stati previsti. Io-sono-diverso.
Ma non è vero, e hanno ragione loro, per quanto inconcepibile sia: siamo qualunque”.

Tutto già scritto allora? No, il finale non è stato già scritto, al contrario possiamo scriverlo noi: quelli a cui i sondaggisti non telefonano mai, quelli a cui non è arrivato il “rimborso Imu” perché stiamo in affitto, quelli che non si fanno rincretinire dalla televisione, quelli che credono che nella vita come in politica non basta mandare a quel paese.

Domani e Lunedì i protagonisti saremo noi, con le nostre schede e le nostre matite sfidando anche le intemperie di un improbabile voto invernale. Saremo noi a decidere del nostro futuro, saremo noi a fare la differenza. Solo noi possiamo scacciare le nostre paure più grosse.

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Governo per le riforme, non c’è spazio per forze demagogiche

postato il 20 Febbraio 2013

L’intervista al Tg2


Per le forze demagogiche che promettono di tutto in questa campagna elettorale, e che poi ci hanno portato in questa situazione, non c’è spazio. Dico no alla demagogia del passato, serve un governo che parli anche di crescita e di sviluppo per le famiglie e per i giovani. E serve anche un grande investimento per il Mezzogiorno.

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Ospite di Uno Mattina

postato il 20 Febbraio 2013

Nello spazio di approfondimento mattutino di Rai 1

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Valore alle donne: Monica Spadafora

postato il 19 Febbraio 2013

Monica Spadafora, 34 anni, calabrese, si è laureata in giurisprudenza col massimo dei voti alla Luiss nel 2004 ed è avvocato. Ha alle spalle un’esperienza da progettista europea a Bruxelles e di assistente parlamentare al Parlamento. Attualmente è consigliere comunale UDC a San Giovanni in Fiore. E’ candidata alla Camera in Calabria per lo scudocrociato perché per lei l’UDC è l’unico partito che le consente di essere insieme italiana e popolare europea… senza imbarazzi.

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Il valore del merito

postato il 18 Febbraio 2013

Basta vedere nei giovani una fascia debole su cui intervenire assistenzialmente e con misure spot. Vogliamo premiare il merito e il talento dei nostri giovani perché sono una risorsa, consentendo loro di accedere a prestiti d’onore per continuare gli studi o per fare impresa, soprattutto per chi non ha una famiglia benestante alle spalle.

Occorre rivedere il sistema formativo italiano. Siamo la nazione con il più basso numero di laureati e una buona fetta di chi si iscrive all’Università non la completa a volte anche per motivi economici.

Dall’altra parte occorre evitare nell’errore di considerare valido solo chi è laureato: il nostro compito deve essere quello di  sostenere i talenti in ogni campo, per sviluppo loro e di tutto il Paese.

Ci sono aree del Mezzogiorno, che soffrono di un livello altissimo di disoccupazione giovanile, in cui spesso ci sono aziende che non trovano lavoratori qualificati. Questo mi convince sul fatto che il sistema della formazione professionale vada ripensato, legandolo efficacemente a un mercato del lavoro libero da condizionamenti clientelari.

Quando progettiamo un alleggerimento della macchina statale, pensiamo principalmente ai giovani pieni di idee e progetti, desiderosi di fare impresa: ma come possono riuscirci, se l’Italia è il Paese europeo in cui le imprese trascorrono il maggior numero di ore negli uffici pubblici? Quando quei giovani avranno superato i mille ostacoli burocratici, la loro idea sarà già stata immessa sul mercato da qualche loro coetaneo europeo, americano e del Sud-est asiatico.

Facciamo del nostro Sud una bellissima Silicon Valley: poche leggi, rispetto per la Legge, libertà d’impresa. Ogni talento del Meridione è un’agenzia di sviluppo del proprio territorio. Non ci sarà Ponte sullo Stretto in grado di colmare l’enorme perdita di capitale umano che ogni giorno lascia il Sud e che di quel Sud potrebbe essere il vero motore di crescita.

Pier Ferdinando


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Io corro per la famiglia: Francesco D’Andola

postato il 17 Febbraio 2013

Francesco D’Andola è nato ad Assisi il 26/9/1980 e vive da sempre a Perugia. Figlio di famiglia numerosa, primo di sei fratelli, è sposato da 7 anni con Elisabetta con cui ha avuto 4 figli: Maria, Caterina, Giovanni ed Elena. Laureato in Informatica presso l’Università degli studi di Perugia, è impiegato da un anno presso il Comune di Perugia come collaboratore informatico, dopo una decina d’anni di lavori precari.
Da sempre inserito nel mondo cattolico, principalmente attraverso l’esperienza di fede del Cammino Neocatecumenale, svolge da anni attività volontaria presso l’Oratorio Giovanni Paolo II di Perugia, soprattutto con giovani adolescenti. In questo ambiente ha maturato nel tempo anche una personale passione per la politica. E’ socio fondatore e membro del direttivo del Circolo Giorgio La Pira, realtà diocesana di Perugia per la formazione di giovani alla Dottrina Sociale della Chiesa, e delegato presso il Forum delle Associazioni Familiari dell’Umbria. Di recente con altre famiglie Francesco ha dato vita all’associazione Casa Maria ed Elisabetta – onlus, una rete finalizzata a esperienze di accoglienza, affido, sostegno, ospitalità e mutuo aiuto. Membro dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, ha partecipato nel 2006 ad un Consiglio Nazionale dell’UDC come suo rappresentante, stringendo una forte amicizia personale con il sen. Luca Marconi. Grazie a lui e su spinta dell’on. Rocco Buttiglione prendeva forma la Consulta del Mondo cattolico e delle realtà ecclesiali, strumento attraverso il quale l’allora costituenda Unione di Centro si apriva a coloro che, provenienti dall’impegno ecclesiale e sociale nell’associazionismo cattolico, volevano contribuire al nuovo corso. Francesco ne è stato il responsabile regionale, contribuendo con entusiasmo alla creazione di un’ampia rete che, dopo vari incontri a livello locale, ha avuto il suo apice con la grande convocazione nazionale a Loreto nel novembre 2008, con oltre mille partecipanti in rappresentanza di decine di organizzazioni cattoliche.
Nel 2010, a seguito delle elezioni regionali vinte da Sandra Monacelli, ha svolto il ruolo di responsabile di segreteria presso il Gruppo consiliare regionale “Unione di Centro” per i primi due anni di legislatura. L’amicizia e la collaborazione con lei lo hanno portano oggi a spendersi in queste elezioni politiche come candidato dell’Udc alla Camera per la circoscrizione Umbria.

Francesco, come hai deciso di candidarti?

Su esplicito invito del partito (nella persona di Sandra Monacelli che conosco e stimo da anni) che ho accettato volentieri, perché ritengo molto valida la lista umbra UDC per la Camera dei Deputati guidata da lei e dal capolista Giorgio Guerrini, entrambe persone con efficaci esperienze sul territorio, oltre agli altri rappresentanti espressione di tutta la realtà regionale. L’ho fatto principalmente perché da cristiano sento il dovere di lavorare per il bene comune là dove la storia mi ha posto ed avverto l’urgenza e la responsabilità di dare il mio contributo in questo momento cruciale che viviamo, pur consapevole del diffuso sentimento di rabbia verso la politica e dell’ingiustizia di una legge elettorale che limita fortemente la possibilità di scegliere, ma mi sono posto di fronte alle prossime elezioni politiche col desiderio di continuare a costruire un percorso anche in questo difficile contesto.

Perché proprio nell’Udc?

Perché l’UDC è il partito che fin dall’inizio ha dato spazio alle attese di un mondo cattolico (significativa per me l’esperienza con l’on.Luca Marconi nella Consulta del Mondo cattolico e delle Realtà ecclesiali, strumento col quale l’Unione di Centro si è aperta al contributo di persone provenienti dall’impegno ecclesiale e sociale nell’associazionismo cattolico) che ora può trovare un punto di convergenza e ricompattarsi intorno ad un progetto politico, un programma e dei valori rispondenti alla tradizione umanistica cristiana, dentro la cornice di una coalizione a sostegno del Presidente Monti, il quale rappresenta in questo momento una garanzia internazionale che fa da “scudo” e dà respiro ad una proposta politica seria oltre gli schieramenti che in venti anni hanno dimostrato tutta la loro incapacità, ponendo fine alla Seconda Repubblica ed aprendo una fase nuova di ricostruzione del Paese, ripartendo da una nuova comunità politica e culturale che si unisce nel solco del Partito Popolare Europeo guardando solo al bene del popolo italiano.

Perché votare l’Udc?


Perché è rimasto pressoché l’unico partito sulla scena politica ad assumere una posizione chiara e compatta sui principi non negoziabili, avendo a cuore tutto l’uomo con una dignità non a corrente alternata, presupposti essenziali per la programmazione di un’azione politica completa ed efficace: tutela della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale a salvaguardia anche del “durante”, investimento sulle potenzialità della famiglia che ha fatto da ammortizzatore sociale in questa fase ed ora può costituire lo start-up su cui investire per far ripartire il motore Italia, riconoscimento pieno e fattivo della libertà di educazione come elemento essenziale per la costruzione della società futura. Per queste ragioni sono stato tra i primi ad aderire con profonda convinzione alla Piattaforma del Forum delle Associazioni Familiari “Io corro per la famiglia. Più famiglia oggi – Più Italia domani”, con l’intenzione di mettere da subito in atto un’applicazione a tutto campo del “Fattore famiglia” nel solco delle misure proposte da Monti ed in parte già avviate: aumento delle attuali detrazioni Imu per i familiari a carico, robuste politiche di conciliazione famiglia-lavoro, ampliamento del congedo parentale, riforma dell’ISEE, incentivazione dei nidi domiciliari. Per realizzare questo è necessario perseguire una seria politica di rigore nei conti pubblici, per garantire la crescita economica, ma più solidale soprattutto verso le famiglie e nei confronti della non autosufficienza: come UDC abbiamo già corretto l’azione del Governo in questo senso, rappresentiamo dunque la garanzia “popolare” all’interno di una coalizione plurale, dove rappresentiamo autorevolmente un’identità ed una storia che ha fatto grande l’Italia ed oggi può dare un contributo importante alla costruzione del suo futuro.
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Casini in videochat su Corriere Tv

postato il 14 Febbraio 2013

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Il nostro impegno per una nuova politica agricola

postato il 13 Febbraio 2013

di Mario Pezzati

Ieri, Pier Ferdinando Casini e il Ministro delle politiche agricole, ora nostro candidato alle prossime elezioni per la Camera dei Deputati, Mario Catania hanno incontrato la Coldiretti, nell’ambito di un ciclo di incontri e dibattito sul documento che proprio la grande associazione dei Coltivatori diretti ha preparato, dal titolo “L’Italia che Vogliamo”.

Proprio Mario Catania, che nel suo anno di Governo ha combattuto un’ottima battaglia in difesa del comparto agricolo italiano – difendendo in Europa gli agricoltori onesti e dismettendo la politica di acquiescenza sulle quote latte portata avanti dalla Lega, ha affermato che il negoziato condotto da Monti in sede UE è stato ottimo, perché ha ribaltato il pessimo accordo raggiunto nel 2005 da Berlusconi, che penalizzava l’Italia con un saldo negativo di 6 miliardi di euro. Grazie al Governo Monti, invece, anche se abbiamo perso qualcosa sugli aiuti diretti, è pur vero che abbiamo guadagnato tantissimo sul sostengo allo sviluppo rurale che è la vera sfida che può fare crescere ulteriormente l’agricoltura in Italia (mentre resta aperto il tema della contribuzione netta italiana, visto che non sappiamo usare bene i fondi europei che spesso tornano indietro, mentre dovrebbero essere uno stimolo fondamentale della nostra politica economica).

A tal proposito, Catania ha giustamente sottolineato che per aiutare gli agricoltori si deve distinguere a livello fiscale tra chi è agricoltore “attivo” e chi semplicemente possiede la terra, ma non è un imprenditore agricolo.

Tra le varie proposte di Catania e dell’Udc, merita menzione particolare quella per la certificazione “all’origine” dei prodotti agricoli, che permetterebbe di rilanciare il vero made in Italy e impedirebbe i furti di identità da parte di quei prodotti che di italiano non hanno nulla e sono fatti con prodotti stranieri.

Altro punto fondamentale è concentrare tutte le risorse disponibili verso gli agricoltori veri, e per quanto riguarda la regionalizzazione si deve procedere in maniera certosina per evitare strappi che danneggiano questa o quella azienda. Infine c’è da riscrivere la politica economica per il Mezzogiorno, che in questi anni è stata fallimentare, in quanto ha privilegiato una industrializzazione a forte impatto ambientale, e ha dato mano libera alla speculazione edilizia.

Pier Ferdinando Casini ha sottolineato la grande competenza, universalmente riconosciuta, di Mario Catania, che proviene da questo mondo e che meglio di tanti altri ne comprende le esigenze di sviluppo futuro.

Proprio Casini ha ricordato che “o il comparto agricolo diventa una delle priorità del paese, perché è una chance di questo paese, o perdiamo una grande occasione”. Per questo è fondamentale puntare ad un agroalimentare che parli il linguaggio del territorio, che sia alfiere della italianità e che sia da argine all’illegalità, alle frodi, alle cattive abitudini alimentari. Per riuscirci, è fondamentale rilanciare il tema della tracciabilità dei prodotti, rendendo al contempo il Ministero per le politiche agricole un ministero fondamentale e portante per la politica economica italiana.

Altro punto fondamentale, portato avanti da Casini è il taglio della spesa pubblica per alleggerire il peso fiscale: obiettivo che si raggiunge con proposte concrete e non con slogan e facili illusioni. Questo perché, mentre noi proponevamo di ripensare, snellendola, la macchina dello Stato (vedi abolizione delle province), gli altri, tutti presi dalla febbre del federalismo (Pd compreso), hanno preso ad inseguire la Lega sul sogno del federalismo fiscale. Con il risultato di aver causato una gran confusione amministrativa e di aver raddoppiato i centri di spesa raddoppiati (visto che, in dieci anni, complice la riforma del Titolo V, il falso federalismo leghista ha fatto aumentare le tasse del 50%, con le imposte pagate da cittadini e imprese aumentate del 31,6%, mentre le richieste dello Stato centrale non sono diminuite). Come costruire una casa senza fondamenta!

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Valorizzare intelligenza, merito e creatività dei giovani: Angelo Gennaccaro

postato il 13 Febbraio 2013

Angelo Gennaccaro é nato a Bolzano il 7 Giugno 1983. Diplomato alla scuola di cinema di Cinecittà a Roma e laureato in Scienze della comunicazione editoria e giornalismo presso Università degli Studi di Verona. Dal 2009 è coordinatore regionale dei giovani UDC del Trentino Alto Adige. Nel 2010 alla sua prima candidatura entra in consiglio comunale a Bolzano con 468 preferenze; é il più votato della lista UDC e il più giovane dei consiglieri comunali eletti. In Comune, è membro effettivo della commissione cultura e Presidente della commissione Scuola Università e Tempo libero. Libero professionista nel campo della comunicazione é impegnato in diverse associazioni giovanili e di volontariato. Dalla fine del 2011 è alla guida dell’UDC dell’AltoAdige, imprimendo un forte cambiamento e avvicinando molti giovani alla politica. E’ candidato per l’UDC nel collegio del Trentino Alto Adige.

Angelo, come hai deciso di candidarti?

 In nome del cambiamento e del rinnovamento e per dimostrare che non sono necessariamente i contenitori; partiti o movimenti che siano, a fare la differenza, ma le persone nella loro unicità. Oggi piú che mai a metterci la faccia senza paura deve essere una nuova generazione. Non mi é mai piaciuto rimanere spettatore delegando semplicemente ad altri, scelte che riguardano anche il mio futuro.

Sono uno di quelli che crede ancora che le cose che non vanno all’interno dei partiti, devono essere cambiate dall’ interno, non abboccando a movimenti senza regole o a finte liste civiche piú politicizzate degli stessi partiti. Anche in Trentino Alto Adige, la mia regione, il nostro simbolo sarà uno dei più “vecchi” sulla scheda elettorale ma paradossalmente quello che ha saputo rinnovarsi di piú.

 Perché proprio nell’ UDC?

Non mi é mai piaciuto urlare o sbraitare, dimensione politica difficile da trovare se in questo partito. In questo momento cosí difficile per il nostro Paese non posso rinunciare a difendere uno stile politico educato ed attento al prossimo, fatto di valori centrali per i quali con coraggio ho deciso di spendermi.

L’ UDC crede da sempre in un cambiamento coraggioso, che sappia innovare in campo sociale ed economico senza però stravolgere principi e valori che sono alla base della famiglia e della nostra tradizione culturale.

Ci differenziamo da tutti gli altri per essere stati i primi ad aver sfidato questo bipolarismo malato che vede PD e PDL ostaggi degli estremi. Se oggi gli italiani hanno la possibilità di scegliere una nuova forza centrale e non centrista in grado di impersonare, serietà, valori ed impegno, il merito e’ solo dell’ UDC di Pier Ferdinando Casini.

 Perché votare UDC?

 Per non disperdere gli immensi sacrifici di quest’ultimo anno, l’agenda Monti è un punto di partenza importante a cui bisogna aggiungere priorità che ne valorizzino la dimensione.

Da ventinovenne dell’ UDC penso vada dato uno sguardo più diretto ai giovani, con politiche in grado di valorizzare intelligenza, merito e creatività. Vanno create le condizioni per accedere al credito dando così ai giovani la possibilità uscire di casa e creare famiglia.

Occorre innovare le attuali forme di welfare che hanno ancora un carattere troppo assistenziale e rivedere le politiche della famiglia, riducendo il carico fiscale che la schiaccia e non ne incoraggia la crescita demografica. Famiglia come principale fattore di coesione sociale e vero volano di sviluppo. La crisi che il paese attraversa è prima di tutto una crisi valoriale.

Bisogna ripartire da qui, bisogna ripartire dall’ UDC.

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