Tutti i post della categoria: Elezioni

Lo slancio di Casini per governare Torino e l’Italia

postato il 4 aprile 2011 da Redazione

Nella splendida cornice del teatro Carignano, gioiello sabaudo nel centro di Torino, l’UDC si è data appuntamento per tirare le somme della sua azione politica e sostenere il candidato del Polo per l’Italia al comune di Torino, il liberale Alberto Musy, espressione di quella viva e operosa società civile che in tempi migliori ha contribuito in modo determinante alla crescita del Paese. A Torino si riparte da lui, un avvocato, un professionista di quella borghesia cattolica, liberale e riformista che da Giolitti in poi ha operato in vista di quel “bene comune” che oggi sembra scomparso dal vocabolario concettuale della politica. Il volto giusto per il nostro progetto, le bandiere dei nostri partiti sventolano orgogliosamente ma il capofila è un uomo “senza tessera”, potremmo dire, l’ideale per una città che prima della forma bada alla sostanza.

Pier Ferdinando Casini ha voluto ribadire tutto questo nel suo appassionato intervento, spaziando dall’attualità politica nazionale, immigrazione in testa, al ruolo che il Nuovo Polo per l’Italia deve avere nelle amministrazioni, a partire da quelle metropolitane che andranno al voto a maggio. “L’alternativa, finalmente” è lo slogan semplice e azzeccato che caratterizza la campagna elettorale del nostro candidato ed è da questo slogan che hanno preso spunto i vari oratori che si sono alternati sul palco di un teatro Carignano affollatissimo di giovani, dirigenti e gente comune. Il senso di questa alternativa è stata ribadito dallo stesso Casini: il bipolarismo è sul viale del tramonto, Berlusconi le sue riforme le deve contrattare con i nuovi alleati, e così si vive alla giornata senza un disegno generale di robusto e convinto rilancio.

Dall’altra il Pd continua a non decidere il suo futuro: troppo debole da solo per affrancarsi da Di Pietro e troppo timido per concepire nuovi progetti per l’Italia, sfiancato al suo interno dalle varie correnti che ogni giorno demoliscono senza troppi complimenti la linea dettata dal segretario.

Casini ha poi inorgoglito tutta la platea quando ha ricordato che l’opposizione a Prodi come oggi quella a Berlusconi è la prova della lontananza dalle poltrone e dall’opportunismo che pervade la politica. Sulla scorta di questo passato, della dura lotta per difendere l’indipendenza dai “padroni del voto”, della battaglia per restituire ai cittadini il diritto a scegliersi i propri rappresentanti, possiamo dire con forza che destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia mentre il progetto del Nuovo Polo è una breccia sul futuro, l’alternativa a questo stato di cose che non ha migliorato il Paese e, anzi, l’ha fatto regredire.

Bisogna cambiare, inutile star lì coi tatticismi dei leader di una volta, poco inclini alla chiarezza. Tatticismo, questa parola evocativa di un brutto modo di fare politica, che non deve assolutamente caratterizzare il Nuovo Polo. Casini lo ha affermato riferendosi al “convitato di pietra” del Terzo Polo, colui di cui si parla sempre, quello di cui si vocifera l’ingresso in politica: Luca Cordero di Montezemolo. Se decide di partecipare in prima persona, è il benvenuto, perché c’è bisogno di persone nuove e di spessore capaci di interpretare le istanze della società civile, ma è bene che  “dai politici non erediti il brutto vizio dei tatticismi”.

Sabato è stata l’occasione per tirare le somme, per confrontarsi con il presente, con i problemi di questa Italia, stufa di vedere il Parlamento inattivo ma pronto a legiferare per mettere in salvo il premier. Le priorità sono state sottolineate con forza: lavoro, famiglia, giustizia, provvedimenti che rispondono a precise esigenze della gente, lontana anni luce dai tempi e dalle forme della politica di oggi che non trova di meglio da fare che scontrarsi in aula.

Si è respirata aria di grande entusiasmo, il progetto va avanti. A Torino è stata messa in campo una valida candidatura che rappresenta appieno la voglia di nuovo, la voglia di interpretare il cambiamento. E il successo si coglie facilmente: tra gli intervenuti spiccava un nuovo arrivo, il deputato Marco Calgaro che aderisce all’UDC.

Lo slancio dato dal discorso di Casini è un incoraggiamento a procedere su questa strada, non dimenticando mai che l’imperativo è distinguersi, interpretare il buonsenso e la responsabilità e stare saldamente ancorati alla realtà, ai problemi di tutti i giorni, concedendoci qualche piccola grande ambizione: governare questo Paese.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Stefano Barbero

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Media e libertà: siamo una democrazia “fortissimi”

postato il 29 marzo 2011 da Redazione

“Una democrazia è forte quando ha media liberi” così si legge, accanto al faccione sorridente del Presidente del Consiglio,  nella nuova campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Serviceplan e lanciata dalle emittenti pubbliche tedesche ARD e ZDF. Ma i tedeschi non sono i soli a pensare che i media italiani siano poco liberi, a loro si aggiunge il quotidiano spagnolo El Mundo che commentando la campagna pubblicitaria tedesca dice senza remore che l’Italia berlusconiana è “l’antitesi della libertà e dell’indipendenza dei media”. Un attacco durissimo che non colpisce solo il Premier ma anche l’immagine del Paese. Tedeschi e spagnoli avrebbero potuto facilmente ricredersi vedendo una puntata di Forum dove una semplice cittadina ha potuto ringraziare il governo per avere ricostruito L’Aquila dopo il terremoto, ma probabilmente anche in questo caso si sarebbero attaccati al fatto che questa signora non è proprio aquilana, e forse neanche terremotata, però in compenso è stata pagata bene.

Sicuramente poi i detrattori europei non sanno che il governo e la maggioranza stanno facendo di tutto per rendere davvero democratico il servizio pubblico: in vista delle elezioni amministrative gli esponenti di Pdl, Lega e Responsabili hanno presentato un emendamento in commissione di Vigilanza Rai per equiparare i talk show alle tribune politiche, una bella estensione della “par condicio” che consentirà a tutti i candidati a sindaco e presidente di provincia di poter spiegare le proprie ragioni in prima serata, magari ad Annozero di Michele Santoro. Poco importa se Santoro, Floris e Vespa non sono in grado di far parlare tutti, possono anche spegnere i loro microfoni ma una vera democrazia deve consentire ai candidati a sindaco di Pozzo d’Adda di potersi confrontare a Porta a Porta o a Ballarò. Checco Zalone direbbe che siamo veramente una democrazia “fortissimi”. A questo punto la domanda su media e democrazia dovrebbe ribaltarsi: sono democrazie forti quelle dove i capi di governo non possiedono nemmeno il giornalino della parrocchia? Sono paesi con media liberi quelli che non fanno parlare in tv e in prima serata i candidati a sindaco di un paesino sperduto dell’Extremadura o della Baviera? Dall’alto (o dal basso considerata la statura del Cavaliere) della nostra libertà possiamo dire: meno male che Silvio c’è.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

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Alternativa a Berlusconi? Non serve la ‘santa alleanza’

postato il 18 febbraio 2011 da Redazione

Diciamo con chiarezza che l’alternativa a Berlusconi non si costruisce con una ‘santa alleanza’: sarebbe solo un gigantesco favore a Berlusconi. In questo modo Berlusconi potrebbe ritrovare argomenti in campagna elettorale per dire che c’è il solito complotto contro di lui, ma è che ha dimostrato il fallimento di un Governo che non ha risolto uno solo dei problemi degli italiani che sono completamente scomparsi dall’agenda di Governo.

Pier Ferdinando

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Se la Lega stacca spina ne prendiamo atto

postato il 7 febbraio 2011 da Redazione

Se la Lega vuole staccare la spina noi non possiamo che prenderne atto con serenità. Le elezioni sono sempre un momento di democrazia, tanto più se la maggioranza non riesce a produrre risposte concrete.
Quanto alla composizione delle commissioni, non e’ colpa nostra se la maggioranza si trova a fare i conti con la contabilità parlamentare pur essendo partita con 80 parlamentari in più.
Le regole alle Camere sono sempre state rispettate: la maggioranza si abitui a convivere con i numeri che ci sono.

Pier Ferdinando

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Il ricorso alla piazza è segno di impotenza

postato il 29 gennaio 2011 da Redazione

L’ipotesi di un ricorso alla manifestazione di piazza per protestare contro l’operato dei magistrati è il segno dell’impotenza: si urla perché non si riesce a ragionare. Gli italiani hanno capito perfettamente che le questioni relative al premier non si possono ridurre solo a vicende penali. Chi lo pensasse dimostrerebbe di vivere sulla luna.

Pier Ferdinando

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Meglio le elezioni che occuparsi di ciò che fa Berlusconi

postato il 29 gennaio 2011 da Redazione

Rispetto a questo scenario, con la politica del tirare a campare che si occupa di ciò che fa Berlusconi, meglio andare al voto. Le elezioni non sono la via maestra: meglio sarebbe un passo indietro di Berlusconi. Il nuovo polo non nasce per fare vendette ma per un disegno di pacificare e rasserenare il Paese.

Pier Ferdinando

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Se la maggioranza vuole andare al voto, noi siamo pronti

postato il 17 gennaio 2011 da Redazione

L’intervista al Tg3

Se la maggioranza vuole confessare il proprio fallimento rispetto ai problemi del Paese e vuole andare a elezioni anticipate noi siamo pronti.  Se invece spera che un partito per evitare le elezioni sia pronto a qualsiasi cosa, noi non rispondiamo a questo indirizzo. Noi non offriamo niente al governo: offriamo un patto agli italiani, ed è una cosa ben diversa. Vogliamo un piano contro la disoccupazione giovanile, che dia detrazioni fiscali a chi assume i giovani, vogliamo la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa. Perché non si parla queste cose? Non possiamo continuare ad accettare che l’agenda dei problemi degli italiani venga dopo quella di alcuni.

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Premier si dimetta e apra nuova fase

postato il 27 novembre 2010 da Redazione


Se il governo ha a cuore il Paese vada avanti, se avrà la maggioranza, ma in questo caso tirerà a campare e perderemo tutti tempo. Oppure Berlusconi si dimetta ed apra una fase politica nuova, nella quale ciascuno dovrà mettere le carte in tavola. E’ chiaro, però, che non ci possono essere più giochini ed ambiguità perché qui sta diventando peggio del teatrino della vecchia politica.

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Il 14 dicembre voteremo la sfiducia

postato il 23 novembre 2010 da Redazione

Pier Ferdinando Casini ospite del TgLa7

Ospite del telegiornale de La7 Pier Ferdinando Casini ribadisce: “L’Udc e’ un partito di opposizione e quindi il 14 dicembre alla Camera voterà la sfiducia al governo”.
“Il vero problema – aggiunge-  sarà cosa succede il giorno dopo. Se il governo ottiene la fiducia per pochi voti, dovrà tirare a campare. Se invece Berlusconi deciderà di andare alle elezioni, questa sarà una fuga dalle responsabilità. E’ una sconfitta gettare la spugna dopo aver avuto cento parlamentari di maggioranza”.
Quanto alla sua proposta di un ‘governo di armistizio’ chiarisce: “Rimane l’ultima soluzione seria. Se intendono respingerlo sono ancora più contento e continuerò sulla mia strada perché questo significa che la nostra politica è chiusa su se stessa, mentre il Paese chiede uno scatto”.
“Questa classe politica – prosegue – non è in grado di gestire il Paese. Continuano a litigare su tutto senza risolvere nulla. Non mi chiedano di fare autocritica per la mia proposta, perché qui si tratta di salvare il Paese e ci sono troppe cose che non funzionano”.

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Ipotizzare ora le elezioni è da irresponsabili

postato il 17 novembre 2010 da Redazione

In presenza di una situazione critica dell’euro e di tutta l’economia europea è da irresponsabili fare ipotesi sulla data del voto anticipato. Questa non e’ la Repubblica delle banane, siamo ancora una Repubblica parlamentare ed e’ il Presidente della Repubblica ad avere il compito di sciogliere le Camere. Questo toto-elezioni, così come la compravendita di parlamentari, denuncia la grande irresponsabilità di uomini di governo che dovrebbero guardare cosa accade in Europa. Ieri il Presidente dell’Ue ha lanciato un allarme sul rischio che salti l’euro e l’Unione. E noi sembriamo sulla luna, sembriamo dei fantasmi che non si rendono conto di cosa c’e’ nel mondo. Andando avanti cosi’ non so dove finiremo.

Pier Ferdinando

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