postato il 14 Aprile 2010 | in "Politica, Spunti di riflessione"

Benefattore paga la mensa ai bambini di Adro, la lettera

album di public_folderQualche giorno fa un imprenditore di Adro, in provincia di Brescia, ha saldato il debito contratto da alcune famiglie del paese con la mensa della scuola, che era costato l’esclusione di alcuni bambini dai pasti. Un gesto che non ha placato le polemiche. Duecento genitori hanno scritto al sindaco leghista Oscar Lancini per chiedere il rispetto delle regole, suggerendo a chi non riesce a pagare la retta di tenere i propri figli a casa. Lo stesso primo cittadino dopo il gesto dell’imprenditore è apparso critico e ha dichiarato: “il problema è stato spostato, per non dire aggravato”.
Di recente, proprio su questo blog, abbiamo parlato dell’epidosio di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, dove la giunta comunale guidata dal Pdl e Lega aveva stabilito che 9 bambini non potessero usufruire della mensa della scuola elementare.

Da un lato c’è chi esige il rispetto delle regole ad ogni costo, dall’altro chi sottolinea l’esigenza di costruire una società in grado di aiutare chi è in difficoltà.

Per avviare una riflessione su questo tema, pubblichiamo di seguito la lettera del benefattore bresciano.

La lettera:

“Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L’albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E’ per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
– Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per Formigoni. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
– So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell’educazione.

Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell’Ucraina.

Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l’insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.

Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l’animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.

Ma dov’è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell’amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l’Italia.
So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l’amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E’ già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.

Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli.

E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L’età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E’ anche per questo che non ci sto.

Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all’uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l’amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l’anno scolastico 2009/2010.
Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.

Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa. Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.

Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.

Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L’idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce.

Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c’è, ma solo per tutto il resto”.

Un cittadino di Adro

19 Commenti

Commenti

  1. Caro Presidente e quello che dicevo alcuni giorni fa se non cifossero i benefattori, l’Italia sarebbe rovinata, comunque nessuno del Consiglio Comunale a pensato a ciò, il Berlusca dice che noi facciamo sprechi ma questi non sono sprechi, Presidente ma è possibile andare avanti così, alle volte si non ci pensiamo a tanto, pensiamo ad altre cose che oggi poco importano a tutti.
    Ciao a tutti


  2. Procedendo di questo passo, credo che ci sarà sempre più bisogno di benefattori, per far si che l’Italia continui ad essere uno stato di diritto, molto toccante e vero il contenuto della lettera aperta, spero tanto che chi di dovere faccia una profonda riflessione, su come l’Italia sta andando alla deriva, e su come certi amministratori pansano di gestire un comune, una regione, uno stato come fosse un’azienda, tagliando ciò che non dà profitto.


  3. I genitori che polemizzano e chiedono che paghi la retta per tutti sono uno spaccato micidiale dell’Italia senza sentimenti, dell’arroganza e della diffidenza. L’Italia che si riesce a dividere anche su questo è davvero un Paese da ricucire. A partire da Adro.


  4. Sono sincero ed onesto, quello che più mi ha colpito di questa vicenda non è il gesto di solidarietà che ha compiuto questo grande anonimo signore. In verità sono rimasto estasiato dalla spiegazione che ha addotto nella sua lettera per il compimento del suo gesto. Sapere che ancora esistono persone così mi fà ben sperare nel futuro. Caro anonimo sei stato grande nel gesto ma immenso nell’elaborazione del tuo stato d’animo e del tuo pensiero. Questo è il vero popolo italiano.


  5. Grande atto di solidarietà. Ma attenzione: SOLO questo. Non facciamo l’errore di considerarlo atto di eroismo o possibile soluzione per problemi che altri dovrebbero affrontare.


  6. Ben vengano tutte le opere di bene!
    Non è mai abbastanza ma, e dico ma…

    Due rapide riflessioni.

    1. Se il calcolo ISEE dice che devi pagare la retta, la devi pagare, proporzionalmente possibilmente, ma qui si aprirebbbe il tema degli evasori e delle finte ragazze madri, conviventi a tutti gli effetti con persone con redditi più che sufficienti.
    Se non fai così, anche io smetto di pagarla. In certi comuni, anzi, visto l’altissimo numero di esenzioni hanno eliminato il servizio mensa.

    2. Il problema è che si fa ricorso a società esterne per la ristorazione: per motivi di igiene, per motivi di tracciabilità, etc.
    A scuola non fanno portare più nemmeno torte (confezionate) o bibite per festeggiare i compleanni, temendo per eventuali allergie per esempio.
    Basterebbe poco ad auto-organizzarsi. A volte mi sembra che ci si pianga addosso troppo spesso e che la burocrazia ci si metta di traverso!


  7. mi riporta alla mente..ovviamente in chiave sempre attuale..quel celebre pezzo che fa riflettere “a christmas carol” di Dickens, canto di natale,che unisce al gusto del racconto gotico l’impegno nella lotta alla povertà e allo sfruttamento..e in questo spaccato di vita concreta,ambientata in italia 2010,i personaggi ci sono tutti..


  8. Il gesto e’ significativo, la lettera fa riflettere (se piu’ persone ragionassero come quest’uomo, probabilmente gia’ da domani vivremmo in un mondo migliore)(anche se non riesco a capire come faccia a votare Formigoni – e quindi Lega – e poi stupirsi dell’insensibile barbarie dilagante), ma alcuni passi mi lasciano perlesso:

    “Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche.”

    Io credo che la differenza sia sostanziale: pur ammettendo una certa percentuale di…dolo, ritengo che su quei 40 debiti nei confronti del servizio mensa, 30 siano stati causati da genuina mancanza di denaro, e mentre la scuola e’ un diritto, pagare i debiti, per un imprenditore e’ un dovere.
    Purtroppo oggi si confondono troppo spesso i diritti con i servizi: la scuola, come la sanita’, nel linguaggio comune sono stati trasformati in servizi. La differenza tra le due forme e’ che quest’ultima (il servizio) e’ ad esclusivo beneficio degli utenti paganti, mentre il diritto e’ universale, garantito attraverso le varie forme di tassazione che hanno scopo di ridistribuire il reddito.

    Il ragionamento che malato che sottende questa triste storia e l’obbligo per i medici di denunciare l’immigrato e’ lo stesso. E non fa che rendersi egemone di giorno in giorno.


  9. Condivido le parole del Benefattore di Adro!
    E’ giusto rispettare le regole in una società civile, ma ciò non significa che a volte non si possano fare delle eccezioni. Io sono certo che quei genitori (non quelli furbi, ma i veramente poveri) appena potranno salderanno il “debito” con il benefattore che ha semplicemente anticipato la retta. I bambini dovevano pur mangiare o no ? O siamo tutti così rispettosi delle regole in tutto e per tutto ?
    A me dicono spesso, in primis la mia fidanzata, che sono troppo preciso e rispettoso delle regole (per farvi l’esempio più stupido: mi arrabbio quando qualcuno butta una carta dal finestrino… e di carte per strada dove abito io ce ne sono tante e nessuno mi direbbe niente se l’avessi buttata), ma di fronte a questa polemica dove c’è in discussione un pasto ai bambini poveri non si dovrebbe neanche discutere di regole. Si dovrebbe invece discutere di una società sprecona e ladrona che vuole risparmiare sulle briciole dei bambini.
    VERGOGNATEVI !!!


  10. I bambini sono vittime della situazione economica che ha colpito il nostro paese come il resto d’Europa che hanno genitori in cassa integrazione o disoccupati. Probabilmente tra di loro ci sarà chi approfitterà di questa situazione. Non voglio giustificare quelle madri che contestavano questo gesto ma siamo arrivati a questa situazione in quanto le case popolari vanno agli immigrati, gli immigrati sono esenti da tasse e magari in famiglia qualcuno lavora al nero e in certi casi gli immigrati vengono aiutati più degli italiani. Se siamo arrivati a questi tipi di contestazioni è frutto di queste situazioni di aiuto solo per le famiglie di immigrati.


  11. Credo che oltre ad avere ammirazione per il cittadino di Adro sia per il gesto ,sia per il suo sfoco , potrà essere stato anche il più grande delinquente del mondo , con questa lettera ha dato esempio a tutti gli italiani , maggiormente a chi amministra la cosa pubblica che: i bambini sono il potenziale di ogni famiglia e la famiglia deve ridivendare i motore della società .

    Ogni cosa che viene fatta per i bambini , come dice giustamente il nostro benefattore , è un valore educativo per una nuova generazione che forse si occuperà della generazione che invvecchia e viene sempre meno considerata .

    Bravo al cittadino e vergogna per coloro che ne criticano il gesto.
    Fernando Miele


  12. Non è mia intenzione parteggiare per nessuno, né per il benefattore, prima di tutto della sua anima, né per le madri che hanno protestato. Gli interrogativi della lettera riguardano noi tutti, nessuno di noi può eluderli. Grazie.


  13. Stiamo ancora commentando il gesto del benefattore… quando leggendo una pagina del televideo rai a caratteri cubitali leggo: a Verona 16 bambini vengono lasciati a piedi perchè non pagano la retta del trasporto e pur non pagando la retta pranzo non è stato possibile sospendergli anche questo servizio in quanto è un diritto. Come mai a Verona è un diritto e ad Adro no? L’assurdo è che i bambini sono stati portati a scuola col pulmino e gli è stato negato il rientro. A me pare ci siano gli estremi di reato e pertanto ribadisco come in analoga occasione che sia doveroso da parte delle alte cariche dello stato un intervento avverso coloro che si rendano responsabili di taluni arbitri. Signori qui bisogna porre un freno a questi atteggiamenti si stà cavalcando l’onda della disperazione sociale per dei puri benefici elettorali. Ho imparato da mio padre a rispettare tutti senza distinzione alcuna ma ora voglio dissentire, alcun rispetto potranno avere queste persone che approfittando della loro carica, compiano gesti così scellerati. Chiedo scusa ai lettori ma sono contrariato per quanto avvenuto. Distinti saluti.


  14. Il gesto è assolutamente encomiabile ma… lo è ancor di più la lettera che motiva il gesto stesso .
    Ritengo che le ragioni dell’abbrutimento della nostra società e quindi anche di chi ci amministra siano da ricercare nella mancanza di valori,quelli………..veri ,quegli stessi valori che ci siamo buttati dietro le spalle in cambio dello pseudo benessere del consumo.
    Un abbraccio al benefattore di Adro sicuramente Qualcuno te ne renderà merito…..
    arnaldo



  15. …piena condivisione con il “benefattore” di Adro. è grazie a persone così che possiamo spererare in minimo risveglio delle coscienze di una società Italiana che ora mai è totalmente alienata da futili interessi e bisogni e ha perso il totalmente il senso della realtà di questo paese Italia interessato solo ad realizzare ricchezze che im piu delle volte nn sono nemmeno godute ma solo animati da insaziabile arrivismo e potere. Torniamo ad essere anzitutto esseri in grado di provare un sentimento di coesione di confronto e di solidarietà. Basta con veline, calciatori, seni rifatti, lifting, super car, mega ville, e sete di potere e di successo. Grazie “benefattore” per il tuo gesto e per il tempo che hai dedicato scrivendo qsta lettera, con stima. Mario


  16. Vogliamo iniziare a parlare un po’ meno acriticamente di aziendalizzazione dei servizi pubblici?


  17. Che la Lega sia capace di questo ce lo aspettavamo,
    ma quello che mi chiedo è: dov’è la chiesa quando succedono queste cose? Possibile che fanno finta di non vedere nè sentire?
    Salvo poi continuare a sostenerli politicamente.





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