Archivio per gennaio 2019

Venezuela: Dal governo imbarazzante equidistanza tra Maduro e Assemblea legislativa

postato il 31 Gennaio 2019

Il mio intervento al Senato dopo l’informativa del ministro degli Esteri sul Venezuela


Il Governo italiano è per una equidistanza tra Maduro e l’Assemblea legislativa. Cioè il Governo italiano ci spiega: che devono dialogare; che i due ragazzi che litigano si mettano al tavolo, perché per noi c’è il Presidente e c’è il Parlamento; noi non sappiamo da che parte stare; sappiamo che devono dialogare. No, no, i conti non tornano. Io so da che parte stare, il Gruppo per le Autonomie sa da che parte stare: noi scegliamo l’unico organismo legittimato dal voto popolare, quello vero, che è l’Assemblea legislativa.
Noi scegliamo di essere solidali con i nostri colleghi venezuelani che sono stati privati dello stipendio, che sono stati privati della sede. Se non vi è chiaro vi vorrei dire che il regime ha provveduto anche a tagliare la luce all’Assemblea nazionale venezuelana. Almeno per solidarietà tra parlamentari, io credo che noi dovremmo esprimerci con chiarezza su questo. E invece noi scegliamo l’equidistanza. Io spero che il Governo italiano cambi posizione.

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«E adesso vi parlo d’amore e del potere perduto»

postato il 28 Gennaio 2019

«Da papà single vi dico che i divorziati hanno molta più attenzione per i figli Scriverò un libro sui sentimenti. Lasciare la politica? Lo dico sempre e poi…»

L’intervista di Simona Bertuzzi pubblicata su Libero

Chiacchierata sentimentale con l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Il democristiano più affascinante (…) della storia, uno che la politica l’ha assorbita, vissuta e adattata al proprio pensiero immutabile – e basta con sta’ storia delle casacche, si cambia vestito non il pensiero – fino a festeggiare 35 anni di onorata carriera a Montecitorio e che sia pronto a mollare non ci crede nessuno, nemmeno lui. L’affabile bolognese in pantaloni rossi ed eterno capello bianco con questa idea per la testa (e pare più di un guizzo) di scrivere un libricino sentimentale. Che sarebbe anche doveroso per uno che ne ha vissute tante in amore – prima le nozze con Roberta Lubich poi il matrimonio con Azzurra Caltagirone e infine la paparazzata su uno yacht d’agosto (era il 2017) in compagnia di una bella e smilza colombiana. E che in politica è passato dall’essere l’alleato di Berlusconi a quello del Pd (con una lista sua) quando al sogno del centrodestra non credeva più. Sarà l’uomo adatto a parlare di sentimenti?
«Sto scrivendo una cosa sul Parlamento…».

Avevo il sospetto che prima ci toccasse la parte seria… e perché il Parlamento?
«Perché mi preoccupa che si stia andando verso una sua marginalizzazione e lo si presenti come un orpello inutile, un ostacolo alla democrazia quando è chiaramente il cuore della democrazia…».

E il libro sentimentale?
«In effetti mi piacerebbe scrivere una cosa sui sentimenti, perché la vera ricchezza di chi lavora in politica è riuscire a capire le persone. Vorrei fare un’indagine psicologica su di loro e sugli equilibri che si alterano quando gli uomini perdono il potere».

E lei ne ha visti tanti di uomini di potere?
«Se penso alle grandi personalità che ho conosciuto da quando ho iniziato a fare politica…».

Adesso parte l’elogio del passato…
«Invece le dico che c’è stata un’evoluzione positiva degli uomini politici. Sono figlio di un’epoca in cui la stabilità era sinonimo di famiglia, il divorzio e la separazione erano casi rari e additati al pubblico ludibrio. Non voglio fare casi personali però credo che quella generazione fosse più disattenta ai figli». [Continua a leggere]

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«Il premier dica no al regime di Maduro. Questo non è chavismo, è narcotraffico»

postato il 27 Gennaio 2019

L’intervista di Marco Ventura pubblicata sul Messaggero

Che cosa dovrebbe fare il premier Conte? «Se c’ è batta un colpo, dovrebbe chiamare Guaidò e esprimergli solidarietà. Sarebbe un gesto precedente al vero e proprio riconoscimento, ma sarebbe comunque un atto politico di rilievo. Il silenzio del governo italiano, invece, è deprimente». Si schiera senza se e senza ma contro Maduro il presidente dell’ Interparlamentare italiana Pier Ferdinando Casini, ultimo dei nostri politici a visitare un anno e mezzo fa il Venezuela. Al rientro, presentò una mozione in appoggio ai rivoltosi, approvata dal Parlamento col voto contrario dei 5 Stelle. «Tutti dovremmo unirci alla comunità dei Paesi liberi contro questo regime che è narcotrafficante».

Non le basta la presa di posizione di Salvini?
«Salvini non può salvarsi la coscienza semplicemente dicendo di essere contro Maduro. Lui è il vicepremier, non un parlamentare dell’ opposizione come me. Sono giorni che chiediamo al governo di riferire in Parlamento. Da Conte e dal ministro Moavero abbiamo ascoltato banalità assolute, mentre sempre più forte è la protesta dei nostri connazionali in Venezuela che ci chiedono se siamo pazzi a essere gli ultimi in Europa a non schierarci contro Maduro, solo perché i 5 Stelle hanno avuto palesi accondiscendenze nei suoi confronti. Non si può continuare a sostenere assurde posizioni ideologiche, dobbiamo stare dalla parte dei Paesi liberi». [Continua a leggere]

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I 5 Stelle difendono il regime in Venezuela

postato il 25 Gennaio 2019

«Posizione ridicola. il governo esprima solidarietà ai venezuelani oppressi»

L’intervista di Ettore Maria Colombo pubblicata su QN

«L’Italia deve dire al più presto la sua. Dobbiamo stare con l’unica autorità legittima, il Parlamento del Venezuela». Parla Pier Ferdinando Casini (nella foto), senatore del gruppo Autonomie e Presidente dell’Interparlamentare italiana, organismo bicamerale che aderisce all’Organizzazione mondiale dei Parlamenti (IPU-UIP).
Casini, con chi bisogna stare, in Venezuela?
«Dobbiamo stare dalla parte dell’unica istituzione legittima e democratica del Venezuela che è il Parlamento. Altre soluzioni non sono possibili. L’unico usurpatore è Maduro, non certo Guaidò. Mi aspettavo che le autorità italiane facessero, come minimo, ciò che hanno fatto e detto i presidenti della Spagna, Sanchez, e della Francia, Macron. Bisogna esprimere una posizione solidale con le migliaia di venezuelani che manifestano per la libertà del loro popolo».
Di chi è la colpa di quanto accade?
«Non mi interessano le ricostruzioni e le analisi storiche. Bisogna esprimere subito e in ogni modo la vicinanza dell’Italia al Parlamento venezuelano e a un popolo, ridotto allo stremo, che per il 90% vive in stato di povertà».
La Cgil ha votato un documento di solidarietà a Maduro poi smentito…
«Sono totalmente contrario allo spirito di quel documento, ma prendo atto della smentita della Cgil. In ogni caso, il sentimento del Pd, che ha parlato al Senato, è ben diverso».
Le dichiarazioni pro-Maduro allignano anche nei 5Stelle?
«I 5Stelle stanno con Maduro contro ‘il complotto del grande capitale’. Mi chiedo se siamo su ‘Scherzi a parte’. Sono stato in Venezuela, anni fa, e ho visto bambini che rovistavano nell’immondizia pur di mangiare. Il Venezuela è un regime di narcotrafficanti, questa è la verità».

1 Commento

Venezuela: Italia batta un colpo, Moavero scelga posizione Paesi liberi

postato il 24 Gennaio 2019

Governo stia a fianco Guaidó e Parlamento venezuelano

Signor Presidente,
anzitutto vorrei cominciare questo breve intervento mandando un pensiero affettuoso e sincero, spero rappresentativo di tutto il Parlamento, agli italiani che stanno in Venezuela e che in questo momento soffrono pesantemente le conseguenze di una situazione che si protrae da diversi anni.
Onorevoli colleghi, credo che tutti abbiamo assistito con apprensione a quello che sta capitando in Venezuela. Io vorrei dire una cosa in premessa. Sul Venezuela la politica italiana negli anni passati si è divisa pesantemente: del Venezuela abbiamo dato giudizi diversi; storicamente del chavismo sono stati dati giudizi diversi. Ma oggi non è il momento di riaprire la pagina delle discussioni storico-politiche. Oggi è il momento di guardare in faccia la realtà e di vedere come uno dei Paesi che negli anni Settanta erano tra i più ricchi del mondo, ai vertici di tutte le statistiche mondiali, oggi si è ridotto ad un Paese in cui un decimo della popolazione è scappata; il 90 per cento vive sotto i livelli di dignità; i bambini in gran parte non vanno più a scuola, ma li trovate accanto ai bidoni della spazzatura per cercare per le loro famiglie qualcosa da mangiare; il cibo è razionato; la produzione petrolifera è scesa da 3 milioni di barili a 900.000, e probabilmente nei prossimi mesi si arresterà, per la semplice ragione che non sono state adeguate le attrezzature in tutti questi anni, pertanto anche l’unica risorsa che il Paese ha si sta inaridendo.
Davanti a questa situazione, colleghi, voi sapete benissimo che negli anni scorsi sono intervenute autorità internazionali, dall’ONU all’Organizzazione degli Stati americani, dal Mercosur a quella che è la principale risorsa spirituale del Venezuela, ossia la Chiesa cattolica e la Conferenza episcopale. Non solo. Il Santo Padre, Papa Francesco, e il Vaticano sono intervenuti più volte per cercare anche di proporsi – poiché avevano il consenso di tutti, del regime e dell’opposizione – come elemento di dialogo politico.
Io ricordo ai colleghi – molti di voi sono arrivati un anno fa – che un anno e mezzo fa il Senato approvò a larghissima maggioranza una mozione e il Governo espresse parere favorevole su di essa. Vi faccio solo notare che, allora, il Ministro degli affari esteri venne in quest’Aula a ricordarci come i nostri connazionali volessero medicinali; alcuni nostri funzionari dell’ambasciata avevano avuto congiunti morti per malattie abbastanza banali e non c’erano medicinali. Ma davanti alla richiesta delle autorità italiane di fare arrivare i medicinali alla nostra comunità, il Ministro degli esteri venezuelano aveva detto al nostro Ministro degli esteri che in Venezuela le cose andavano bene; che dei medicinali non ce n’era bisogno; che se avessimo avuto bisogno di medicinali per i nostri connazionali, li avrebbero forniti loro; e che avremmo dovuto solo dare un elenco. [Continua a leggere]

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Ospite di “Stasera Italia”

postato il 22 Gennaio 2019

Per rivedere la puntata clicca qui

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Ospite di “Un giorno da pecora”

postato il 22 Gennaio 2019

Per guardare il video clicca qui

 

 

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Bologna, 25/1: Accordo di Partenariato Economico tra Giappone e Unione europea

postato il 17 Gennaio 2019

Venerdì 25 gennaio, a Bologna, a partire dalle 14:30, presso Regione Emilia-Romagna – Sala 20 maggio 2012 – Terza Torre (Viale della Fiera, 8)

Scarica il flyer ufficiale

 

 

 

 

 

 

 

PROGRAMMA:
14:30 Registrazione Partecipanti
15:00 Saluti Istituzionali
Stefano Bonaccini
Presidente della Regione Emilia-Romagna
Pier Ferdinando Casini
Senatore della Repubblica Italiana, Presidente dell’Associazione Parlamentare Amici del Giappone
Pierpio Cerfogli
Vice Direttore Generale di BPER Banca – Area Affari
Yuji Amamiya
Console del Giappone a Milano
Umberto Vattani
Presidente della Fondazione Italia Giappone
Moderatore
Davide Nitrosi
Responsabile Economia & Lavoro di QN

15:30 Italia-Giappone-Europa: un nuovo scenario
Alessandra Lanza
Responsabile Strategie industriali e regionali di PROMETEIA
15:45 L’Accordo di Partenariato Economico tra Giappone e Unione Europea
Marco Chirullo
Vice Capo Negoziatore per l’Europa
16:15 Le Relazioni Commerciali tra Italia e Giappone
Maki Hosoda
Vice Presidente della Camera Commercio Giapponese in Italia
16:30 Tavola Rotonda: le opportunità bilaterali di business e investimento
Stefano Nicoletti
Responsabile Internazionalizzazione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Ruben Sacerdoti
Servizio Attrattività e Internazionalizzazione della Regione Emilia-Romagna
Nicola Giorgi
Responsabile Servizio Global Transaction Banking di BPER Banca
Paolo Mattioli
Division Manager di MARPOSS
Gianluca Bellavista
Direttore Relazioni Esterne di Philip Morris Italia
17:30 Q & A di approfondimento su specifici settori: focus agroalimentare, meccanica e moda
18:30 Business cocktail

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Battisti: “Saldato un debito, ma che errore dare l’idea di uno Stato che si vendica”

postato il 16 Gennaio 2019

 


Pubblichiamo l’intervista di Monica Rubino pubblicata su Repubblica

«I due ministri che aspettavano l’arrivo di Cesare Battisti hanno dato l’idea di uno Stato che si doveva vendicare. Mentre lo Stato deve essere implacabile, non vendicativo». Pier Ferdinando Casini, senatore del gruppo Per le Autonomie alleato con il Pd, mette in chiaro la differenza tra due visioni dello Stato, dopo la passerella di Salvini e Bonafede, che all’aeroporto di Ciampino si sono divisi la scena del ritorno dell’ex terrorista.

Che impressione le ha fatto il rientro di Battisti?
«E’ stato motivo di soddisfazione perché Battisti è un assassino condannato per omicidi e non poteva che essere estradato. Ma ho trovato triste il contesto».

I due ministri all’aeroporto le sono sembrati inopportuni?
«Se Salvini avesse tenuto una conferenza stampa al Viminale, l’avrei ritenuto doveroso e forse l’avrei anche applaudito. Ma parlare all’aeroporto, per di più con una divisa indosso, e stata un’ostentazione. Dubito che questa propaganda alia lunga risulti efficace. Il centrodestra è sempre stato estraneo all’idea di giustizialismo. Oggi sembra che la Lega abiuri il garantismo giuridico assorbito negli anni dell’alleanza con Berlusconi per riproporre gli stereotipi che indussero il Carroccio, venti anni fa, a portare il cappio in Parlamento».

La giustizia non ha bisogno di parole forti.
«Certo che no, siamo figli di una cultura giuridica garantista che dobbiamo preservare. Altrimenti di questo passo finiremmo con l’arrivare alla pena di morte».

Si sarebbe augurato maggiore unità tra le forze politiche?
«Sì perché è stato finalmente saldato un debito ideale coni figli delle vittime del terrorismo. E invece anche questo evento è diventato l’ennesimo spettacolo di propaganda degli uni contro gli altri. E’ una barbarie lo Stato che non riesce più ad avere dei momenti comuni, come accadde in passato ad esempio per i fatti di Nassiriya o per l’omicidio Biagi».

E’ preoccupato per il clima di violenza crescente in Italia e in Europa?
«Figli di questa orgia di violenza di parole sono, da un lato, gli imbecilli di Bologna che inneggiano a Battisti. E dall’altro il terribile omicidio del sindaco polacco, che dimostra come la continua istigazione alia violenza alia fine produca atti di violenza».

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«E’ una deriva venezuelana, si rischia la dittatura delle minoranze»

postato il 8 Gennaio 2019

L’intervista di Dino Martirano pubblicata sul Corriere della Sera

«La riforma che introduce il referendum propositivo senza quorum e pericolosissima. Così si avanza rapidamente verso una possibile dittatura delle minoranze che nessuno ci garantisce estranee a poteri forti e lobby…». E’ seriamente preoccupato l’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini — che, a questo punto, e il decano dei parlamentari se si esclude il senatore a vita Giorgio Napolitano 一 perché con la riforma Fraccaro «si inaugura la stagione del derby permanente tra il popolo e le Camere, innescando un grave rischio per le istituzioni democratiche del Paese…».

Il governo gialloverde, che ha anche un ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta, punta sull’ iniziativa «legislativa popolare rafforzata» per mandare in pensione le Camere?
«In passato c’è stata una fase in cui i regimi totalitari hanno abolito le Camere o le hanno ridotte a soggetti serventi. Poi c’è stato un lungo periodo (da Craxi a Berlusconi) in cui i processi riformatori hanno messo in discussione, a volte anche con ragioni, un eccessivo corporativismo parlamentare. Oggi siamo arrivati a chi vuole “aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Ma tutti noi dovremmo ricordare bene che fine fanno le scatolette dopo essere state aperte: finiscono buttate nel secchio della spazzatura».

La Lega ha prima presentato e poi a sorpresa, nonostante l’iniziale appoggio di Salvini, infine ritirato un emendamento che fissa al 33% l’asticella del quorum di partecipazione.
«Il ritiro dell’emendamento della Lega e un fatto gravissimo perché il referendum propositivo senza quorum sarebbe un colpo mortale per la democrazia parlamentare. Con questo passo indietro mi sembra evidente il gigantesco baratto concordato da Lega e M5S». [Continua a leggere]

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