“Sogno una nuova generazione di politici cattolici”

Estremo Centro Liguria“Riceviamo e pubblichiamo” le riflessioni di Edoardo Marangoni sulle parole del cardinale Bagnasco

Devo essere sincero: ero un pò in difficoltà quando mi sono posto il fatidico problema sempre presente e fortemente vissuto in chi si appresta ad intraprendere una nuova avventura, diciamo “letteraria”, e cioè, molto banalmente, “come comincio?”.
E non solo “da che parte comincio?” -mille sarebbero i possibili temi da trattare- ma, soprattutto, “quale impostazione voglio dare?, quale voglio siano le linee guida a cui fare riferimento nello svolgimento, nella realizzazione di questo piccolo spazio di confronto?”.
“Ma non farti troppi pensieri!” potreste dirmi, “lascia perdere! Piuttosto comincia!” giustamente mi direste. Eppure, credo, la questione non è poi così semplice.

Per fortuna, però, mi è venuto incontro un saggio bresciano, zeneise (=genovese) d’adozione, che qualche giorno fa ha pronunciato un discorso pieno di speranza e di fiducia, nell’Italia e nei Giovani Italiani. Ecco, nelle parole dell’Arcivescovo di Genova Cardinal Angelo Bagnasco ho sentito come una chiamata, diretta non solo a me, ma anche a tanti altri giovani, che come me vogliono impegnarsi per provare a lasciare questo mondo un pò meglio di come lo abbiamo trovato.
In questa, definiamola così, ‘chiamata ai Giovani’, leggo io anche un appello affinché siano loro i primi ad impegnarsi, ad attivarsi, a fare ciò che ritengono essere giusto fare, a mettersi in gioco in prima persona per ciò in cui credono. Specularmente, poi, l’attuale classe dirigente deve essere capace di accogliere e saper far crescere questi giovani che, in un futuro prossimo, ne erediteranno le redini del Paese. Ho letto, nelle parole del mio Arcivescovo, un afflato di speranza rivolto a me e ai giovani tutti del nostro Paese. Corre tra le Sue parole la convinzione che una nuova generazione di politici impegnati e disinteressati sia possibile e possa ormai essere prossima!

Leggendo le parole del Cardinal Bagnasco, il mio pensiero corre spontaneamente, rapido come un fulmine, all’illuminante espressione di Alcide De Gasperi: «Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.»
Allora, come ora, ciò che sembra mancare, quasi fisicamente, nella nostra scena politica, nel nostro Paese, che sembra quasi mancare anche proprio presso i cittadini, è nuovamente un gruppo di personalità, capaci di trainare il Paese nella direzione giusta. Spesso, la direzione ‘giusta’ -l’ho imparato sperimentandolo di persona, sulla mia pelle- è quella della ’strada in salita’. Quella della fatica e del sudore. Quella che, non appena si muovono i primi passi, tutti indicano come la via verso la dissoluzione di tutto ciò che abbiamo. Chi sa guidare, chi sa essere e veramente è leader è colui che, in quel momento, ha la forza di prendere il proprio seguito e portarlo per la strada in salita, per la stretta via, che solo domani, o fors’anche dopodomani, si rivelerà essere stata la strada giusta.

Vi invito ora, quindi, ha prendervi 2 minuti e a leggere l’ultimo capitolo della Prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, nell’inaugurare i lavori del Consiglio Episcopale Permanente di quest’anno (25-27/01), augurandomi che queste parole sappiano risvegliare in voi, come hanno fatto in me, un senso strano, come l’eco di una ‘chiamata’.

“10. Mi avvio alla conclusione, confidando un sogno, di quelli che si fanno ad occhi aperti, e che dicono una direzione verso cui preme andare. Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici che, pur nel travaglio della cultura odierna e attrezzandosi a stare sensatamente dentro ad essa, sentono la cosa pubblica come importante e alta, in quanto capace di segnare il destino di tutti, e per essa sono disposti a dare il meglio dei loro pensieri, dei loro progetti, dei loro giorni. Italiani e credenti che avvertono la responsabilità davanti a Dio come decisiva per l’agire politico. So che per riuscire in una simile impresa ci vuole la Grazia abbondante di Dio, ma anche chi accetti di lasciarsi da essa investire e lavorare. Ci vuole una comunità cristiana in cui i fedeli laici imparino a vivere con intensità il mistero di Dio nella vita, esercitandosi ai beni fondamentali della libertà, della verità, della coscienza. Cresce l’urgenza di uomini e donne capaci, con l’aiuto dello Spirito, di incarnare questi ideali e di tradurli nella storia non cercando la via meno costosa della convenienza di parte comunque argomentata, ma la via più vera, che dispiega meglio il progetto di Dio sull’umanità, e perciò capaci di suscitare nel tempo l’ammirazione degli altri, anche di chi è mosso da logiche diverse. Se questo è un sogno, cari Confratelli, so che ad esso ci si può avvicinare anzitutto attraverso le circostanze ordinarie dell’esistenza, le tappe apparentemente anche più consuete, ma che racchiudono in se stesse la cadenza del progetto che avanza. Ecco, vorremmo che i valori che costituiscono il fondamento della civiltà – la vita umana comunque si presenti e ovunque palpiti, la famiglia formata da un uomo e una donna e fondata sul matrimonio, la responsabilità educativa, la solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli, il lavoro come possibilità di realizzazione personale, la comunità come destino buono che accomuna gli uomini e li avvicina alla meta…- formassero anche il presupposto razionale di ogni ulteriore impresa, e perciò fossero da costoro ritenuti irrinunciabili sia nella fase della programmazione sia in quella della verifica. Non a caso la vicenda sociale è oggi, a giudizio della Chiesa, radicalmente antropologica (cfr Caritas in Veritate, n. 15).”

3 Commenti

Commenti

  1. Il sogno del card. Bagnasco, noi stiamo già cercando di realizzarlo,
    e dalle mie esperienze personali posso affermare che la Chiesa questo lo vede e si stà rendendo conto sempre più, che solo l’Udc realmente porta avanti con serietà, coerenza ed impegno, una politica in sintonia con i valori cristiani. Aggiungo inoltre che gli uomini della Chiesa hanno anche grande esperienza, saggezza e lungimiranza, per cui noi siamo sempre molto attenti agli stimoli che da essi ci giungono.


  2. Sono d’accordo con Francesco infatti solo un etica cattolica può dare una politica vincente, nella speranza che le azioni e preghiere dei cattolici possono realizzare tutto ciò che il Cardinale Bagnasco dice nel suo intervento, ma si deve constatare che nelle pParrichie si sta vedendo un svolta infatt si da una mano tutti insieme rispettando la fede ed le ideoligie dei cattolici, per qualsiasi problema ed in qualsiasi circostanza ed in tutto questo l’UDC rispecchia egregiamente l’etica Cattolica, anzi forse è la punta di diamante.
    Ciao a Tutti


  3. Certo che Feltri ha una bella faccia tosta,
    che aihmè non scopriamo oggi, è pari solo alla sua subdola abilità,
    nel cercare di caricare addosso all’Udc, le responsabilità di leggi varate da amministrazioni di centrosinistra, in cui l’Udc era all’opposizione. Bravo! Bravo! Non abbiamo dimenticato gli attacchi della Pdl e della Lega alla Chiesa, non abbiamo dimenticato le tante leggi varate dal centrodestra contrarie allo spirito cristiano.
    La Chiesa non ha bisogno di farsi raccontare verità da Feltri, per capire chi porta avanti i valori cristiani, per fortuna le intelligenze abbondano. Se fosse stato per la Pdl, ci avrebbero intruppato e dissolti. Allora sì che non sarebbe rimasto nessuno a portare avanti una politica ispirata ai valori cristiani e democratici.




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