postato il 3 giugno 2018 | in "Politica, Rassegna stampa"

Sul Passante non è l’ora delle vendette

Se la politica paralizza opere importanti si torna indietro nel tempo

L’intervista di Paolo Rosato  pubblicata sul Resto del Carlino

Pier Ferdinando Casini, senatore ed ex presidente della Camera dei Deputati, secondo lei il Passante di Bologna deve andare avanti?
Mi auguro che il nuovo governo abbia una sufficiente dose di responsabilità politica e istituzionale per capire che non è il momento delle vendette. E che esistono i pareri degli enti locali, che esiste il parere delle forze che governano questa città è che esiste anche il parere di governi che oggi dirigono e per i quali deve valere un principio di continuità istituzionale.

Un principio che forse non tutti hanno bene a fuoco.
Un conto sono le polemiche di campagna elettorale, fisiologiche. Un conto sono le responsabilità di essere ministri pro tempore del governo di questo Paese. Per cui io mi auguro che le legittime richieste di Cinque Stelle e Lega non si trasformino in veti, ma che vengano considerate come richieste di approfondimenti.

Eppure vogliono fermarlo.
Sarebbe gravissimo sotto il profilo istituzionale se un governo neo eletto azzerasse tutto, se si facesse promotore di una politica di veti e non sentisse il parere di regioni, province, comuni e dei tecnici che hanno lavorato fino a oggi, prestandosi a essere uno strumento per una vendetta politica di parte.

E se accadesse? La conferenza dei servizi rischia di essere convocata in ritardo. Ha senso bloccare il Passante?
Dico anche che è chiaro che se questo succedesse, allora vorrebbe dire che sarebbero azzerate opere pubbliche importantissime già finanziate e che l’Emilia Romagna, Bologna e l’Italia intera, stiamo parlando del governo del Paese, tornerebbero indietro di anni, alla politica che paralizza e che impedisce opere fondamentali. Viviamo tutti i giorni disagi personali e ambientali di una tangenziale bloccata, di cittadini che chiedono alla politica di fare, non solo di bloccare. Qui si tornerebbe una logica che io pensavo fosse superata.

Autostrade ha già pronti i 700 milioni di euro necessari, a questo punto chiederà di non fermarsi.
C’è anche il tema dello spreco di denaro pubblico, perché nessuno ci garantisce che Società Autostrade non possa inoltrare addirittura una richiesta risarcitoria. Io sono andato a dirigere la Camera dopo un uomo di centrosinistra come Luciano Violante e non ho mica azzerato tutti i suoi provvedimenti sulla base di un pregiudizio politico. L’ho praticato e credo fortemente nel principio di continuità istituzionale, mi auguro che anche loro credano allo stesso principio. Se non ci credessero l’Italia tornerebbe indietro di decine e decine di anni.

Nella conferenza dei servizi, che i tecnici del ministero prima dell’insediamento del nuovo governo puntavano a convocare per metà luglio, saranno possibili anche miglioramenti.
Se invece questo parere contrario si trasformasse in una richiesta di miglioramenti, allora si tratterebbe di un passaggio fisiologico. Tra l’altro, è vero, miglioramenti sono ancora possibili.

Secondo lei le alternative del Passante sud del Passante nord sarebbero ancora praticabili?
Ho sempre contestato la sinistra perché c’erano opere pubbliche che andavano fatte e che invece erano state bloccate. Nel momento in cui l’amministrazione finalmente ha preso la strada risoluta del fare, le alternative non dovrei essere certo io a ipotizzarle. Ma ho paura che tutte le alternative in campo ormai si traducano in chiacchiere.

Infine, il nuovo Ministro dei trasporti, Danilo Toninelli, che opinione ha?
Conosco Toninelli molto superficialmente perché è un senatore, rispetto tutti e anche lui. Così come chiedono di essere ricevuti i parlamentari di Cinque Stelle e Lega, anche noi chiederemo di essere ricevuti. Il ministro rappresenta tutti e noi non abbiamo problemi.

1 Commento

Commenti

  1. Credo che anche questo governo vada giudicato per quello che farà. Temo che come ogni governo populista di sudamericana memoria si limiterà a propagandistici proclami in una campagna elettorale continua. Mi auguro che la piazza, superata la sbornia, non si lasci coinvolgere.




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