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  • Felice proposta alle 17:16 il 10 March 2010 Permalink | Rispondi   Categoria: -1

    Ad oggi ho sentito parlare di liste, esclusi, manifestazioni, nessuno ha esposto programmi, proprie posizioni in merito ai temi che interessano la gente, in giro c’è una gran voglia di non andare votare, io, propongo sempre, che il voto è il modo migliore, forse lunico ora, per esprimere il proprio dissenso, percio che voti a sinistra, a destra o al centro, vota, anche annullando la scheda, quando la maggioranza degli italiani avra realmete espresso il proprio parere allora tutti capiranno quello che dice il mio presidente,”è ora di cambiare la nostra classe politica e pensare ai problemi degli italiani”. 

    Voglio un paese che si impegni con il proprio voto a cambiare la classe politica italiana.

     
  • Francesco proposta alle 13:00 il 9 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags:   
    Categoria: Italia

    Udc e mondo agricolo. 

    Il nostro partito, ha già dimostrato di portare avanti valide politiche per l’agricoltura,
    ma riteniamo che debba impegnarsi ancora di più, e con la serietà che lo contraddistingue per dare risposte e speranza all’agricoltura italiana, attualmente sprofondata in una crisi lunga e difficile.
    Moltissime aziende ormai sono ferme e chi resiste riesce a malapena di tirare avanti,
    quasi tutte le aziende non sono economicamente produttive, nè sono più nemmeno in grado di affrontare investimenti per le necessarie innovazioni, nemmeno con l’aiuto di contributi di settore messi in campo dai piani regionali.
    Inoltre, fatto importantissimo, manca proprio la fiducia in un futuro migliore.
    Noi dobbiamo riuscire, a farci interpreti, delle istanze che ci giungono dal mondo agricolo, che per cultura e tradizione, politicamente è sempre vicino alle nostre posizioni moderate e cattoliche, se vogliamo effettivamente mettere insieme i moderati italiani, dando risposte concrete, sia a livello regionale che a livello nazionale e comunitario.
    L’agricoltura italiana ha una grande ricchezza di qualità e varietà di prodotti, che a livello comunitario faticano a trovare il giusto riconoscimento, contro gli interessi industriali delle grandi lobby alimentariste europee, che spingono verso la standardizzazione e la riduzione della produzione a pochi prodotti facilmente industrializzabili.
    I nostri prodotti di altissima qualità, in molti casi, praticamente sono a tutti gli effetti biologici, ma spesso restano appesi agli alberi perché penalizzati dalla attuale regolamentazione del mercato europeo.
    Occorre ripensare tutto il sistema degli aiuti, spesso fine a sé stessi, per incentivare il lavoro delle aziende agricole e promuovere le filiera agro-alimentari che hanno enormi potenzialità di penetrare nel mercato anche delle esportazioni, estendendole fino alla commercializzazione, lasciando così, il valore aggiunto agli agricoltori, per creare occupazione e sviluppo.
    Non dimentichiamo, che abbiamo già lasciato il settore manifatturiero ai cinesi, e che l’agricoltura rappresenta l’unico settore per dare occupazione a tante persone, che altrimenti continuerebbero solo ad ingrossare le file dei disoccupati.

     
    • Antonio Di Matteo proposta alle 21:14 il 9 marzo 2010 Permalink

      l’udc ha dimostrato vicinanza alle istanze dell’agricoltura, ma ha trovato di fronte un muro insormontabile: il populismo ed egoismo del ministro leghista Zaia. naturalmente non sono tutte di quest’ultimo le colpe dei maggiori problemi del settore primario italiano. si parla di poca convenienza, poca competitività, poco sviluppo, pochi investimenti da parte degli agricoltori, poca dinamicità, poca attenzione delle istituzioni nazionali, poca imprenditorialità dei conduttori agricoli… tutte queste concause portano alla situazione disastrosa che FRANCESCO ha ben descritto. ma come poter invertire la rotta, anche lentamente? come si può ridare vento in poppa all’ormai zattera- agricoltura italiana. siamo difronte ad un settore cola brodo, fondato al nord sulle quote latte, sull’allevamento distruttivo dei capi bovini, sui debiti con le banche, ma anche sulle colture romagnole di frutta in generale, con ottimi mercati e ottima organizzazione cooperativa; al sud, molti campi, molti appezzamenti sono ormai stati abbandonati, non coltivati, invenduti. un settore con aziende di 7 ettari in media a livello nazionale, che scende di molto al sud, poco più di 2 ettari. la mia domanda è semplice: come può un agricoltore vivere su un terreno di 2 ettari? non è più possibile, era possibile fino a 20-30 anni fa, ma ora non si può più. e cosa fanno i contadini? abbandonano i campi, cercano un lavoro alternativo, riempiono le file dei tanti che cercano lavoro oppure cercano di sopravvivere con quel loro appezzamento. 20 anni fa molti agricoltori, stringendo la cinta dei consumi, accumulavano risorse economiche per acquistare il terreno del vicino che emigrava al nord, e lentamente faceva crescere la propria proprietà e continuava così fino a crearsi una vera e propria azienda agricola, non solo autosufficiente, ma con un certo livello di guadagno. parlo di 15-20 anni fa, quando i prezzi dei prodotti agricoli erano relativamente alti. ora sono crollati i guadagni, solo saliti i costi, sono aumentati i risparmi in innovazione e ammodernamento da parte degli agricoltori, in manodopera, in tutto ciò che è superfluo. Mi chiedo ancora: come si fa ad essere competitivi con i debiti da pagare, i guadagni inferiori ai costi e la situazione che va sempre peggio? Che aspettative possono avere gli agricoltori? Che futuro possono sperare di avere? Interrogativi a cui nessuno riesce a dare risposta.
      Per me l’unica soluzione è permettere in maniera accelerata un ingrandirsi, in termini di dimensioni, delle aziende, in modo da poter avere una maggior base produttiva e manageriale su cui poter diversificare e investire miratamente. Ma come si riusciamo a far lievitare la superficie media nazionale delle aziende agricole? Il mercato lentamente sta dando risultati: aziende più grandi fagocitano aziende più piccole, la prima generazione di agricoltori meridionali che fu successiva al latifondo baronale inizia a lasciare il passo alle menti vive dei giovani eredi intraprendenti. Ma il mercato si è dimostrato troppo lento nel regolare il settore. Per comprare un terreno c’è bisogno di parecchia burocrazia, è sempre un bene immobile, non sono mica automobili. Un altro quesito è come velocizzare il mercato? Nella pianura padana hanno sviluppato il sistema delle cooperative, che al sud non è mai stato ben visto dagli agricoltori. Come fare? C’è bisogno di interventi mirati alle singole realtà, un piano nazionale potrebbe anche essere dannoso, le regioni devono intervenire.
      Porre i dazi doganali per proteggere il bene nazionale è anacronistico e irrealistico. Bisogna soltanto ristabilire quei rapporti di forza doganale con quei paesi che mantengono alti dazi sull’importazioni estere europee(parlo della cina), oppure attraverso operazioni monetaria riesce a rendere conveniente il proprio esport in una nuova logica di dumping (parlo della cina). Continuare a drogare l’agricoltura con contributi economici alla produzione o altri tipi ancora, anche questo mi sembra strana come soluzione: l’europa paga gli agricoltori per produrre, strano no.
      Ma come possiamo fare?

  • Guglielmina proposta alle 20:44 il 8 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: donne, , , pensione   
    Categoria: Emilia Romagna

    Età pensionabile donne 

    Si è voluto equiparare l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego a quella degli uomini, senza tenere in considerazione che molte donne hanno ritardato il loro ingresso nel mondo del lavoro per seguire i figli nei primi anni di vita. Ora per questa nobile scelta, molte 50enni si trovano a dover rincorrere la pensione.

    Se si vuole fare una politica a sostegno della famiglia si dovrebbe riconoscere ,con un bonus sull’età pensionabile, gli anni che una donna ha dedicato ai figli e alla famiglia.

     
  • acuz proposta alle 18:43 il 8 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: ammortizzatori sociali, aziende, cassaintegrazione,   
    Categoria: Italia

    Ammortizzatori sociali 

    La cassa integrazione in deroga è stata utile a tentare di legare i dipedenti alle aziende in crisi e a dare almeno qualche euro di sostegno. non credo che il 2011 possa vedere un miglioramento del lavforo e dell’occupazione.

    Dovremo utilizzare questi mesi del 2010 a varare una riufoma generale degli ammortizzatori sociali come per esemio eliminare le discriminazioni del numero dei dipendenti (sotto o sopra i 15) il settore merceologico di attività per poter accedere alla CIG e quindi far pagare a tutte le aziende e imprese le percentuali previste dello 0,30 % sull’imponibile inps per accedere alla CIG. Elimineremo la classificazione dei lavoratori fra quelli di serie a di serie b e addirittura di serie c.

     
    • rosario proposta alle 14:06 il 9 marzo 2010 Permalink

      Penso che facendo in questo modo il problema lavoro non si risolve bisogna farsi sentire e rispettare verso l’Europa, ma purtroppo in questo governo non ci sono persone o Ministri che possono fare in modo che il lavoro nostro donato agli altri ritorni, ma fin quando ospitiamo clandestini di cui qualche imprenditore sfrutta.
      Ciao a tutti

  • simone.mostarda proposta alle 16:29 il 8 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: autornomia, , , servizi   
    Categoria: Lazio

    Dare più forza ai piccoli Comuni 

    I piccoli Comuni sono la forza della piccola grande Italia rappresentano il baluardo della democrazia.l’interfaccia tra la politica e i cittadini, la difesa delle tradizioni ma spesso sono i primi ad essere penalizzati dalle finaziarie del Governo. In quindici anni sono sempre diminuiti i traferimenti dello Stato. Basta a questo scempio i piccoli Comuni specialmente i più virtuosi debbono essere premiati.

    No alle leggi contro il turn over ( 1 assunzione contro contro cinque pensionamenti). No alla chiusura delle Comunità perchè queste oggi fanno risonanza nella cittadinanza ma chiudere le comunità che non svolgono i servizi per le quali sono state costituite (servizi associati dall’assistenza domiciliare alla gestione della raccolta rifiuti ). Vorrei dire tante altre cose ma capisco che lo spazio è poco.

     
  • mmarco1975 proposta alle 11:55 il 8 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , valori   
    Categoria: Lombardia

    Ripartiamo dai valori cristiani 

    Purtroppo nel mi paese (Settimo Milanese) manca del tutto la “voglia” di portare avanti i valori cristiani. Molti infatti per vantaggio elettorale si schierano o da una parte o dall’altra senza prendere in considerazione l’ipotesi di poter portare avanti i nostri principi e i principi del nostro Paese con il nostro movimento. Ad esempio nelle elezioni comunali del giugno 2009 la lista UDC a Settimo non si è neanche presentata con il proprio simbolo perchè il responsabile ha deciso di “fondersi” nella lista del PD. Scelta che a parer mio è sbagliatissima perchè non si è dato modo all’ellettorato cristiano di prendere una posizione chiara. Non dico che si doveva presentare un candidato, ma almeno di presentarsi con il proprio simbolo.
    Quindi ritengo che per ricucire la nostra Italia dobbiamo prima di tutto riuscire a “recuperare” queste persone per poi ripartire anche grazie a loro portando avanti i valori cristiani. Valori che non si possono certamente difendere schierandosi a sinistra o a destra, ma solo mettendosi al centro.
    Grazie Presidente.

     
  • frenidaniele proposta alle 23:52 il 3 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: giovani   
    Categoria: Campania

    Voglio un paese che si impegni per i giovani. 

    Voglio un paese che si impegni per i giovani, che sono il perno principale dell’Italia del domani.

    Voglio che si finisca di puntare il dito sempre verso il sud, che il sud stesso smetta di sentirsi vittima e che inizi a guardare il futuro a testa alta. Voglio un’Italia unita diversamente da come lo è stato fatto in passato, con la forza, ma con la volontà di creare un popolo forte e fiero di chi lo rappresenta e come lo rappresenta.

    Voglio un Italia migliore, governata da uomini migliori!

     
  • Eterja proposta alle 14:27 il 2 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: , ,   
    Categoria: Toscana

    Aiuti alle famiglie 

    Io sono cattolica. Non vi ho sempre dato il voto in passato, ma negli ultimi anni si, perchè mi sono sempre fidata del vostro fondarvi nei valori cristiani.

    Come donna io sono disoccupata perchè ho una bambina piccola che non è stata presa all’asilo e non ho parenti a cui affidarla. Mio marito non ha trovato altro che un lavoro in un cantiere nautico, dove ha avuto mesi di cassa integrazione per mancanza di lavoro.

    Vorremmo un altro figlio ma NON possiamo permettercelo. E c’e’ chi sta peggio perchè abbiamo grazia a Dio la casa di proprietà. Non è ora che qualcuno faccia qualcosa per le giovani famiglie come noi che siamo il futuro del paese?

     
  • Francesco proposta alle 20:35 il 1 March 2010 Permalink | Rispondi   Categoria: Italia

    La Nostra Wishlist 

    Vorrei un partito di centro, democratico e liberale, basato su valori cristiani, che porti avanti:
    1) unione dei moderati italiani
    2) unione politica dell’Europa
    3) lotta alla disoccupazione rendendo il Paese piu’ competitivo
    4) Modernizzazione del Paese, liberandolo dai mille vincoli, che ne
    inibiscono le potenzialità
    5) politiche della famiglia
    6) Riforma per una Giustizia certa e rapida
    7) Meritocrazia e libera concorrenza
    8) Riduzione delle tasse mediante la lotta all’evasione fiscale
    9) Snellimento della Pubblica Amministrazione e riduzione della
    burocrazia
    10) Lotta alle mafie
    11) Sviluppo sostenibile

    Basta così, non ne aggiungo altre.
    Mi piacerebbe sapere quali mettereste voi nella lista e con quale priorità.

     
  • Enzo Piva proposta alle 12:22 il 1 March 2010 Permalink | Rispondi
    Tags: ,   
    Categoria: Friuli Venezia-Giulia

    Bassa natalità e politiche per la famiglia 

    Nella mia regione non ci sono appuntamenti elettorali di particolare significato.  Tuttavia esistono problemi sui quali secondo me vale la pena discutere: trasporti locali carenti (specie quello ferroviario) legato all’ inquinamento, il lavoro, il credito per le famiglie e le piccole imprese. Dovendo però scegliere un argomento vorrei porre all’ attenzione quello della bassa natalità, piuttosto marcata in questa regione, legato evidentemente alle insufficienti politiche rivolte alla famiglia.

    Ho seguito tempo fa lo stucchevole dibattito riguardante l’ innalzamento dell’ età pensionabile delle donne e a tal proposito mi ha stupito e infastidito l’ atteggiamento ottuso di alcune organizzazioni sindacali. Il problema infatti non è se la donna debba andare in pensione a 60 o a 65 anni: la donna deve essere sostenuta e aiutata quando diventa mamma. E’ opportuno reperire fondi da investire in questo senso. Un’erogazione di denaro “una tantum” al momento della nascita del figlio è sicuramente qualcosa di utile ma non è sufficiente.

    Si potrebbe partire per esempio, da una razionalizzazione dei costosissimi enti paralleli della Pubblica Amministrazione, sulla cui utilità ci sarebbe molto da riflettere, per finanziare politiche a sostegno della famiglia per aiutare economicamente le mamme ad accudire i figli nei primi mesi di vita e le imprese (soprattutto le piccole) a sopportare i costi dell’ assenza dal lavoro delle mamme o dei papà.
    Giustissimo proporre una politica fiscale premiante per le famiglie che fanno figli, ma vanno sostenute anche le attività di chi opera nel settore dell’ infanzia e della gioventù (asili nido, attività sportive ecc.) che aiutano le famiglie nell’ educazione e nella crescita dei figli.
    Ci sarebbe ancora molto da dire, ma non mi dilungo oltre, e spero che si possa aprire un dibattito su questo e sarò ben lieto di intervenire nuovamente.

     
    • calixte yemele proposta alle 18:01 il 1 marzo 2010 Permalink

      Questo è un tema molto attuale e di prima importanza.Mi sembra che le donne non hanno diritto di fare la cosa più bella ,piacevole e naturale del mondo!
      Rispetto a tutti i sprechi delle amministrazione sia locale che centrale, è assurdo non avere in questo paese una politica vera rivolto alla demografia.Quando si parla di demografia ,significa tutela della MAMMA.Cosa può stimolare una giovane donna a procreare?Cosa invece crea questa fobia alla pro-creazione?
      -Attualmente l’Italia ha una demografia piramidale,e la cosa più preoccupante è che la popolazione straniera sta coprendo questo vuoto.
      -Governare non è stare nei saloti,credo che la prima funzione sia quello di prevedere dove va il paese.
      -Quando si guarda le stime economiche,si rende conto che ,senza l’apporto dei lavoratori stranieri chi sono in media più giovane,il sistema pensionistico andrebbe in tilt…Quindi serve un VERO piano politico-economico per le donne

      Calixte Yemele
      Via r. Galli,35
      47100 Forli
      Tel:+(39)339 6644233

    • calixte yemele proposta alle 18:17 il 1 marzo 2010 Permalink

      Concordo in pieno ma direi anche che tante famiglie non hanno bisogno di questa tantum ridicola ma piutosto di una forte TUTELLA dei loro diritti di PERSONE UMANE.Francamente,in una società cosi maschilista,la donna si sente un oggeto a mio modeste parere e questo si nota quando la maggiore parte procreano tardivamente di paura di non essere più “socialment utile”Allora serve una grande rivoluzione!!!

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