postato il 28 Giugno 2011 | in "Giovani, In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo"

Noi siamo gli “impegnados”

Negli ultimi mesi, spinti dal vento di rivolta proveniente dalla Spagna degli Indignados, molti giovani hanno scelto di scendere in piazza e di parlare di temi come il nucleare e l’acqua pubblica, tuttavia questa voglia di partecipare è stata per certi versi “sfruttata” dalla propaganda referendaria che ha dato alla consultazione un certo tono demagogico e populista.

Una gran parte di chi si é presentato alle urne, infatti, era convinto di votare per mantenere l’acqua pubblica. Tutti sanno, o almeno quelli di buon senso, che l’argomento in questione era la privatizzazione dei servizi, dei centri di distribuzione, e non dell’acqua. Si parlava di aste ad evidenza pubblica che avrebbero dato la possibilità anche a privati e semi-privati di partecipare. Probabilmente, a vincere sarebbero stati gli enti pubblici che fino ad allora avevano gestito il servizio.

Si parlava di infine di intervenire per migliorare la situazione italiana, dato che il nostro Paese é quello in cui la tariffa dell’acqua é più cara, e dove c’é un 40% di dispersione di questa risorsa primaria nei vari percorsi della rete idrica. Eppure di ciò si è parlato ben poco, mentre io avrei voluto parlarne.

E avrei voluto farlo senza scendere in piazza a protestare, perchè non voglio essere soltanto una degli indignados. Io voglio far parte di un gruppo di ragazzi che, stufi e sì anche un po’ incazzati, vogliono far sentire la propria voce attraverso proposte e soluzioni. Io, più che degli indignados, voglio far parte del gruppo degli “impegnados”.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Marta Romano

2 Commenti

Commenti

  1. Ottimo messaggio, Marta. Solo attraverso la conoscenza e, quindi, la consapevolezza possiamo cambiare le cose che non vanno.
    Rilanceremo sul nostro profilo fb il tuo post sugli impegnados.
    Buona giornata


  2. Grazie, sono contenta che ci siano altri Impegnados.
    Soltanto attraverso l’impegno di persone che sentono il dovere di dire la propria e di agire, qualcosa potrà realmente cambiare.
    A presto,
    Marta




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