postato il 12 Agosto 2012 | in "Economia, Lavoro e imprese"

L’intervento del Gip di Taranto sull’Ilva danneggia tutti

L’ordinanza del gip di Taranto sull’Ilva rischia di segnare il punto di non ritorno di una vicenda drammatica che coinvolge migliaia di lavoratori e le loro famiglie e arriva dopo anni di incuria e di noncuranza in primo luogo da parte delle autorità locali preposte alla funzione di vigilanza e di controllo della salute dei cittadini.
In tutto il mondo questa decisione verrà interpretata come esempio di una cultura anti-industriale che sta sedimentandosi nel nostro Paese. Tanto era ragionevole la decisione del tribunale del riesame che conciliava l’esigenza di risanamento e la difesa dei posti di lavoro, così questo intervento a gamba tesa del gip fa solo danni a tutti.
L’autonomia della magistratura è un principio che va difeso e che sempre abbiamo difeso ma il protagonismo di certi magistrati di dubbia competenza fa più male alla credibilità della magistratura di tanti suoi incalliti denigratori.

Pier Ferdinando

14 Commenti

Commenti

  1. Buongiorno, presidente

    Lei afferma, tra l’altro:

    “L’autonomia della magistratura è un principio che va difeso e che sempre abbiamo difeso ma il protagonismo di certi magistrati di dubbia competenza fa più male alla credibilità della magistratura di tanti suoi incalliti denigratori.”

    Nell’essere solidale con il popolo di Taranto, vuoi quello dei lavoratori che rischiano il posto, vuoi quello dei malati che rischiano la vita, non si può non vedere come improvvisamente il mondo politico si sia svegliato dal letargo per accorgersi oggi che c’era un “problema Taranto”. E’ da anni che esiste l’Ilva di Taranto, da anni si denunciano i massacri ambientali che hanno richiesto gli interventi della magistratura, regolarmente ignorati, ed ad un tratto esplode la bolla (o la bomba?): l’Ilva di Taranto, pur avendo prodotto posti di lavoro, pur essendo un’industria prima a livello europeo, ha pure prodotto morti e distruzione ambientale. Allora il letargo di “tutti” i politici, che hanno ignorato fino ad ieri il problema, finisce, come per incanto e “tutti” a schierarsi chi a favore dei magistrati (pochi, in verità, anche perchè è uno di quei momenti in cui la magistratura, “tra i politici”, non gode di molta popolarità), chi a favore dei manager dell’Ilva che denunciano il rischio per la perdita di migliaia di posti di lavoro, non so se ci sia qualcuno che si schiera con gli abitanti (forse qualcuno per riscuotere consensi elettorali?).
    Io onestamente non so per chi “tifare”: per i lavoratori che rischiano il posto? per le vittime delle malattie prodotte dall’industria? per i manager che vorrebbero lasciare invariata la situazione? per una magistratura che ha osato entrare a gamba tesa su una questione di vitale importanza?
    Io onestamente non so per chi “tifare” e noto che anche le varie associazioni (M5S, SNOQ, il popolo viola, Italia Futura) non si sbilanciano più di tanto… perchè il problema c’è ed è poliedrico.
    Ma noto come la classe politica, di qualsiasi provenienza, appena viene sollevata una questione di vitale importanza, si ci butta a copofitto, producendo un enorme polverone…. forse proprio per nascondere ai più determinate dolorose realtà.
    Intervenite di meno sulle questioni che riguardano le persone “vere”, continuate a raccontarvi la favolette che più vi piacciono, potrete tornare così in un benefico letargo.
    Una citoyenne


  2. Poveri noi! Se neanche gli attualissimi e ferratissimi movimenti M5S di Grillo, il SNOQ, il popolo viola e Italia Futura non hanno alcuna ricetta salvifica per la popolazione di Taranto, stiamo davvero alla frutta. Che facciamo allora, gettiamo la spugna? Vogliamo continuare a perdere ulteriore tempo ad accusare questo o quello senza alcun costrutto? Sposiamo la linea della chiusura totale, che poi non sarebbe solo quella diTaranto, della struttura inquinante o cerchiamo una soluzione ragionevole che vada verso il suo mantenimento con un progetto credibile di bonifica da mettere subito in campo? La questione è di vitale importanza perchè influisce pesantemente sulla salute di migliaia di cittadini e sul loro futuro economico e sociale e deve essere affrontata al più presto dagli organi competenti ai quali deve andare l’appoggio, oltre che lo stimolo ad agire, delle forze politiche e della società civile tutta. In presenza di problemi così complessi e sensibili sarebbe opportuno di non buttarla sempre in politica e, almeno quando vi è coinvolta la salute ed il futuro di migliaia di persone, le logorroiche cicerone nostrane, se non hanno proposte decenti da avanzare, farebbero davvero bene a tacere invece di parlare inutilmente di favole, letarghi e risvegli vari. Cittadino.


  3. Buongiorno, presidente

    Ho voluto copiare ed ora mi appresto ad incollare le parole esatte di Catricalà perchè, a mio avviso, sono illuminanti.

    Da “il foglio” (pericoloso organo di stampa del M5S e similari):

    “Però, alcune volte – ha continuato Catricalà – queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale».

    Questo dice Catricalà ed uso proprio il termine “potere”, parlando del loro “potere” e del “potere di fare politica industriale”.
    Per questo il governo si rivolgerà alla Consulta.
    Mi par di capire (ma io sono alquanto scemotta, quindi spero mi si voglia perdonare) che la Consulta dovrebbe stabilire se è “più potente il potere” della magistatura o quello del governo.
    In tutto questo i cittadini di Taranto c’entrano poco, sia gli eventuali perdenti posto, sia i morti e gli ammalati a causa di una disinvolta politica industriale.
    Poveri quei cittadini fatti ostaggio dai poteri dello Stato per affermarne la supremazia.
    Una citoyenne


  4. Da Wikipedia:
    “In diritto è detta competenza la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. La competenza ha una funzione di limite, in quanto definendo facoltà e poteri pone dei limiti all’agire degli organi: gli atti compiuti dall’organo al di fuori della sua competenza sono invalidi e precisamente affetti dal vizio di incompetenza.”
    La Consulta non deve affatto stabilire quale sia “il potere più potente” ma deve stabilire se sia stato violato il principio costituzionale della competenza: questo è di sua COMPETENZA!
    Punto e basta. Come al solito, tutte le altre forzature per distribuire colpe a destra e a manca solo un inutile “alzare polvere”, deleterio e sconclusionato! E quando si tratta della salute e del futuro economico di centinaia di migliaia di persone, sarebbe opportuno parlarne con competenza, nel senso della conoscenza dell’ argomento, e con la giusta attenzione (la falsa modestia delle “scemotte” di turno non serve a nessuno). Cittadino.


  5. @ cittadino: scusi, ma lei ha fatto un guazzabuglio di castronerie che la metà basta.
    Lei dice: “Da Wikipedia:
    “In diritto è detta competenza la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. La competenza ha una funzione di limite, in quanto definendo facoltà e poteri pone dei limiti all’agire degli organi: gli atti compiuti dall’organo al di fuori della sua competenza sono invalidi e precisamente affetti dal vizio di incompetenza.”
    La Consulta non deve affatto stabilire quale sia “il potere più potente” ma deve stabilire se sia stato violato il principio costituzionale della competenza: questo è di sua COMPETENZA!”

    e allora, in base a quello che dice lei, la discussione non dovrebbe porsi. La magistratura ha agito in base alla sua sfera di competenza che è quella di giudicare se vi sia stato reato o no. La legge impone la chiusura preventiva degli stabilimenti quando questi risultano dannosi per l’ambiente e/o la salute pubblica. Non vi è dubbio che gli impianti di taranto non sono a norma con le leggi antiinquinamento e che è necessaria fare una bonifica. I fatti parlano chiaro: vi sono elggi sull’inquinamento e l’ILVA non era in regola.
    Abbiamo un numero abnorme di morti per tumore a taranto. questo è un altro fatto.

    Vuole forse negarli? Non credo.

    rispettare la legge significa “menomare” il potere “di fare politica industriale”? Non credo proprio, altrimenti le leggi non avrebbero valore cogente, ma puramente indicativo.
    Una industria potrebbe decidere bellamente di violarle tanto “la politica industriale” prevale su tutto.

    semmai si dovrebbe prnedere atto della sentenza della magistratura e dei dati medici (che parlano chiaro, un +30% di tumori ai polmoni, non è un dato da sottovalutare) e iniziar euna seria opera di bonifica cercando al contempo di mantenere l’ilva aperta. se non sarà possibile questa azione combinata, bisognerà tenere presente la costituzione ceh stabilisce come valore precipuo, quello della salute.


  6. @mario pezzati, scusi ma forse lei non ha capito il senso del mio intervento: io non ho affatto asserito che che l’ Ilvia sia in regola e che i giudici abbiano emesso una sentenza sbagliata! Io ho detto che se il Governo si è rivolto alla Consulta perchè, a torto o a ragione, ritiene che un altro organo dello Stato abbia adottato un provvedimento fuori o oltre le sue compenze, ci si dovrà attenere a quello che la Consulta stessa deciderà, in quanto se riterrà il ricorso del Governo inappropriato, inammissibile o sbagliato lo rigetterà o se invece lo riterrà giusto annullerà l’ atto in questione. Il tutto nell’ ambito delle regole costituzionali. Dove sarebbe il guazzabuglio di castronerie? Ho più volte sottolineato la priorità del diritto alla salute dei cittadini e il delicato aspetto della situazione che vede purtroppo in contrapposizione in questo caso appunto la salute delle persone con il loro futuro economico e sociale. Credo che nella furia di voler scendere in campo a difesa della sua amica citoyenne un bel guazzabuglio lo abbia questa volta fatto lei. Per questo la invito a non generalizzare quando dice che scrivo spesso delle castronerie: specifichi quali sarebbero. Io quando una nonna scrive sul blog che consiglierà ai suoi nipoti di vivere seguendo la filosofia del carpe diem, dell’ arrangiarsi, di non fare figli etc. scriverò sullo stesso blog che questa è una castroneria, soprattutto se la stessa persona si erge a fustigatrice di chi secondo lei si approfitta del prossimo e dei più deboli. Di questo sono convinto e sono convinto anche del fatto che se lei reputa educata e gentile una persona solo perchè inizia il suo discorso augurandole buon giorno e poi la accusa ingiustamentamente delle peggiori cose, è libero di farlo, ma non per questo può preterlo anche dagli altri. Cittadino.


  7. sig. cittadino, è evidente che lei si reputa abile nel rigirare la frittata. Purtroppo per lei con me non attacca. Mi creda, se dovessi elencare le castronerie che scrive impiegherei tutto il giorno e francamente ho di meglio da fare che stare dietro a lei.
    La sig.na citoyenne è educata non perchè inizia dicendo “buongirono”, ma perchè non si è mai permessa attaccare o giudicare quello che scrivono gli altri, non ha mia chiamato “scemotto” qualcuno (come invece fa lei, qui è lei il maleducato, non la sig.na citoyenne) e soprattutto NON HA MAI ACCUSATO NESSUNO DELLE PEGGIORI COSE, come invece lei, erroneamente, dice. Si vede che lei, sig. cittadino, prorpio non ci arriva a capire quello che scrivono gli altri.

    Passiamo al resto del suo discorso.
    Lei prova a rigirare la frittata, ma ci riesce malamente.

    riproto integralmente il suo commento: “Da Wikipedia:
    “In diritto è detta competenza la sfera di poteri e facoltà attribuita ad un organo. La competenza ha una funzione di limite, in quanto definendo facoltà e poteri pone dei limiti all’agire degli organi: gli atti compiuti dall’organo al di fuori della sua competenza sono invalidi e precisamente affetti dal vizio di incompetenza.”
    La Consulta non deve affatto stabilire quale sia “il potere più potente” ma deve stabilire se sia stato violato il principio costituzionale della competenza: questo è di sua COMPETENZA!
    Punto e basta. Come al solito, tutte le altre forzature per distribuire colpe a destra e a manca solo un inutile “alzare polvere”, deleterio e sconclusionato! E quando si tratta della salute e del futuro economico di centinaia di migliaia di persone, sarebbe opportuno parlarne con competenza, nel senso della conoscenza dell’ argomento, e con la giusta attenzione (la falsa modestia delle “scemotte” di turno non serve a nessuno). Cittadino.”

    Intanto, lei sbaglia quando chiama “scemotta” qualcuno, come già le ho detto.
    Ma passiamo al discorso. Mi duole informarla, ma non è stata citoyenne a parlare di “potere più potente”, bensì catricalà. La sig.na citoyene ha semplicemente ripetuto quanto detto da catricalà e riprotato dai giornali (link: http://www.corriere.it/cronache/12_agosto_13/ilva-ricorso-catricala_aab22b34-e51b-11e1-97d9-de28e70d5d31.shtml?fr=box_primopiano). Catricalà ha parlato di “il potere di fare politica industriale”. Non ha parlato di competenza.
    E d’altronde la competenza è chiara: compito della amgistratura è intervenire se viene violata la legge penale.
    Il governo e il parlamento legiferano (seppur con modalità e ruoli diversi).
    Lo stesso governo ha ammesso che la magistratura è competente nel giudicare il caso dell’Ilva.
    NOn si può, quindi, pensare di ignorare tale sentenza.
    Non si può pensare che vi sia un problema di competenza. Lo ha ammesso lo stesso governo.

    poi lei, da campione di girafrittatismo, passa ad altro, mescolando pere e mele: parla di quando una nonna consiglia ai nipoti di arrangiarsi, e non fare figli, e così via, lei evidentemente non capisce che è una “provocazione” bella e buona verso l’immobilismo di certa politica che chiama a sacrifici, ma che non li fa essa per prima.


  8. @mario pezzati, guardi che scemotta ci si è chiamata da sola, legga bene il suo post! In quanto al fatto di riuscire o meno a capire quello che scrivono gli altri, la invito a leggere bene, anche tra le righe, e forse allora capirà anche lei chi è il maleducato e la persona non rispettosa degli altri! Per quanto riguarda le frittate, ognuno si rigiri e poi si mangi pure le sue! Cittadino.


  9. @ cittadino: sono sicuro che, in qualche mio articolo o commento, mi sarò autoappellato come “l’ultimo dei gretini”, o “fesso” o “pirla”.
    QUesto significa che lei mi può chiamare così?
    Purtroppo per lei no.
    Le ricordo le pagine inziali del cyrano: lui faceva collezione di epiteti per il suo naso, se li diceva da solo perfino, ma (come afferma nel duello a teatro) non permette agli altri di usare tali epiteti su di lui.
    Ecco, direi che è la stessa cosa.


  10. @mario pezzati, la invito di nuovo a leggere bene il mio post dove ho criticato la falsa modestia di chi si dice scemotta ma non lo pensa affatto ed è palese che non ho usato quel termine come apprezzamento. Purtroppo per lei io non sento alcuna necessità di usare epiteti offensivi verso nessuno e quindi i suoi divieti sono del tutto inutili per quanto mi riguarda in quanto so badare a me stesso senza che qualcuno si permetta in modo gratuito di pensare di potermi richiamare all’ ordine: io, grazie proprio al partito di cui credo che l’ UDC abbia preso il testimone, la DC, mi sono sempre sentito un uomo libero e grazie anche ai suoi insegnamenti ho sempre rispettato tutti ma ho anche sempre preteso lo stesso rispetto. Cittadino.


  11. @cittadino: lei può pretendere quello che vuole, il pun to è se è degno e meritevole di quello che pretende, cosa di cui dubito molto.


  12. @ cittadino: ho riletto il suo post, e guardi che è evidente che lei invece voleva ribadire il suo giudizio negativo verso citoyenne sottolinenado l’appellativo “scemotta”, altrimneti invece di usare questo appellativo poteva semplicement eusarne altri. le ho già detto, che provare a rigirare le frittate, con me non serve.

    la costruzione stessa della frase da lei usata, del resto, sbugiarda quanto da lei affermato successivamente, infatti quando lei dice “la falsa modestia “delle scemotte””, sottolinea l’epiteto e di certo non afferma che non crede a tale epiteto.
    solo ora dice che non era sua intenzione usare tale epiteto in senso offensivo, ma tale affermazione viene un pò tardi.


  13. @mario pezzati, non sta di certo a lei stabilire chi sia degno o meno del rispetto altrui in quanto non ha alcuna posizione di preminenza su chicchessia. In Italia c’ è ancora la democrazia e la parità di diritti e di doveri fra i cittadini. Quindi lei può richiamare all’ ordine i suoi figli, i suoi nipoti e, se ne ha, i suoi dipendenti e non me. Alle stesse persone può affidare compiti, distribuire incarichi e con le stesse persone si può comportare in modo così platealmente paternalistico e non certo con me. Io non la conosco e, visto il suo modo arrogante di porsi e di intromettersi fra i vari partecipanti a questo blog, non ne ho alcun desiderio. Ma stia tranquillo che io continuerò a esprimere il mio pensiero liberamente e senza alcuna remora se non quella del rispetto e della buona educazione, ma con decisione nel controbattere chi invece si eleva senza alcun diritto a censore degli altri, come fa lei e qualche altro abituale commentatore. Questo è il blog del leader del partito nel quale ho sempre militato, figuriamoci se mi faccio impressionare da chi si mette a distribuire compiti e lezioni di educazione a destra e a manca e , fino a quando la redazione me ne darà la possibilità, sarò sempre presente ad esprimere quello che riterrò più opportuno. Se lei poi non vorrà spendere il suo tempo per “star dietro a me” me ne farò una ragione. Stia sereno, si può vivere benissimo anche senza la sua preziosissima attenzione. Inoltre non ho alcuna necessità di rigirare le frittate con lei perchè quello che ho scritto lo ribadisco in toto e se lei poi lo legge in maniera distorta, questi sono affari suoi. Cittadino.


  14. Buongiorno, presidente

    La ciliegina sulla torta. Oggi nel blog di Gad Lerner c’era questo “pensiero”:

    “La vicenda dell’Ilva di Taranto rivela connivenze (Clini) e mancata vigilanza (Vendola). Non errori ma occhi chiusi apposta”

    al quale io così ho risposto (questo, usando uno stantio luogo comune, per tagliare la testa al toro).

    “Qualsiasi cosa riveli l’Ilva di Taranto (connivenza e mancata sorveglianza), quello che salta agli occhi “miei” è il diverso messaggio che viene dato dai “tecnici” al governo.
    Comincia Catricalà:

    “Però, alcune volte – ha continuato Catricalà – queste sentenze non sembrano proporzionate rispetto al fine legittimo che vogliono perseguire e quindi noi chiederemo alla Corte Costituzionale di verificare se non sia stato menomato un nostro potere: il potere di fare politica industriale».

    Pare che Catricalà la veda come una lotta tra “poteri” dello Stato, una sorta di gara a chi è più forte, a chi può schiacciare l’altro.

    Continua la Cancellieri:

    La chiusura dell’Ilva “è un lusso che non possiamo permetterci. Se l’azienda dovesse chiudere gli impianti avremmo dei problemi drammatici per tutta l’economia del paese“.

    Ecco forse questo commento va al cuore del problema e risulterebbe, sempre ai miei occhi, più equilibrato.

    Finisce Clini:

    “in Italia nessuna legge attribuisce il compito di monitoraggio ambientale e di rilascio delle autorizzazioni all’autorità giudiziaria. Va detto con estrema chiarezza che in Italia come in tutta Europa le autorità competenti nel dare le autorizzazioni” alle attività produttive e “nel monitoraggio ambientale e sono identificate dalle leggi e dalle direttive europee e nessuna di queste, dico nessuna, attribuisce tale compito all’autorità giuidiziaria, questo deve essere molto chiaro perché senno’ si rischia di creare l’incertezza sull’affidabilità dell’Italia nei confronti degli investimenti esteri”.

    Io chiedo al Ministro Clini: e se ci fosse una class action da parte dei parenti dei morti e dei malati, la magistratura avrebbe si o no il diritto/dovere di intevenire?

    Ma non basta, Clini, nel 2000, affermava:

    “La chiusura dell’altoforno e della cokeria delle Acciaierie è una questione urgente. Sul piano dei danni ambientali, dell’inquinamento e della salute dei cittadini siamo già in ritardo”. (da “il fatto…” di oggi)

    Allora Clini parlava dell’Ilva di Cornigliano (Genova).
    Forse un Clini double face? Non penso; credo piuttosto che i tempi siano cambiati, che quel Clini era allora “solamente” un direttore generale, che le responsabilità che oggi, da ministro dell’ambiente, gli competono dovrebbero fargli vedere le due facce della stessa medaglia.

    Ma ancora una volta voglio mettere l’accento sul diverso tipo di comunicazione che danno membri dello stesso governo:
    una intimidatoria sui diversi poteri dello stato;
    una conciliante, ma con i piedi a terra perchè la situazione è grave da qualsiasi punto di vista la si veda ed è foriera di guerre civili tra cittadini (competenza del ministero degli Interni): tra lavoratori che rischiano di perdere il posto (parecchi la salute l’hanno già perduta) e gente del posto che ha visto decimata la propria famiglia per l’inquinamento prodotto dallo stabilimento industriale dell’Ilva;
    un’altra amcora che, pur vedendo un presente nero per i cittadini di Taranto, non può non guardare alle conseguneze che un’eventuale chiusura potrebbe avere su tutta l’economia nazionale.

    Se fosse un gioco, si potrebbero fare scommesse: chi vincerà?”

    Ecco, ribadisco in questa sede, come diversi siano i messaggi che mandano personaggi dello stesso governo…. a seconda dei ruoli che ricoprono o per cercare di risolvere al meglio una quaestio molto intricata?
    Una citoyenne




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