postato il 13 Aprile 2012 | in "Economia, Lavoro e imprese"

L’impalcatura della riforma sul lavoro va mantenuta

Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione

L’impalcatura del provvedimento sul lavoro e’ buona, va mantenuta e non puo’ essere smantellata, mentre sul tema della flessibilita’ in entrata ci sono margini di miglioramento: ci si deve lavorare con serieta’, senza ultimatum. E’ un momento delicato per il nostro Paese, dobbiamo remare tutti nella stessa direzione evitando di essere un equipaggio che rema scompostamente ognuno da una parte diversa.

Pier Ferdinando

 

 

 

 

 

3 Commenti

Commenti

  1. Francamente queste affermazioni mi lasciano allibito!
    Capisco che la politica ed il Governo per la prima volta ha osato sfidare i sindacati, e questo per voi è già una enormità, ma di questo passo non credo proprio che l’Italia si salverà.
    Mi sembra di rivedere i servizi giornalistici sulla Grecia.
    La storia non perdona gli errori, essa si può fermare o rallentare per qualche lustro, ma poi avanza di colpo recuperando il tempo perso, i sindacati hanno fatto la loro storia, sono stati persino utili per i lavoratori in certe fasi della storia italiana, ma ora non vogliono capire che i bei tempi, del vivere a credito sulle spalle delle generazioni future sono finiti. Quella che voi chiamate riforma del mercato del lavoro, non lo è affatto, non porterà nessun risultato in termini di occupazione, è una quisquiglia! Se i sindacati vogliono smantellarla non avremo perso nulla, tanto così nel baratro ci finiremo comunque, tutti politica, pubblica amministrazione e sindacati, e se così deve essere, meglio prima che dopo, almeno l’agonia sarà più breve e si getteranno le basi per la rinascita.
    Non vorrei che fosse proprio questo l’unico modo possibile per risanare l’Italia!


  2. Onorevole, mis piace sostenerlo ma il Governo Monti si è indebolito notevolmente nell’ultimo periodo, sugli esodati sbaglia i conti, non tassa i ricchi, ha perso tempo con l’art. 18 e non ha un’idea che sia una su come sviluppare. Rischia di brutto perchè se continua a tassare la benzina e la middle class con le ladrerie dei politici rischia che la gente si incazzi sul serio, se fa una politica di sinistra la destra lo fa cadere. Anche Napolitano stavolta sembra preoccupato.
    E nel mio piccolo lo sono anch’io.


  3. Buongiorno, presidente

    “evitando di essere un equipaggio che rema scompostamente ognuno da una parte diversa.”

    Gli inviti a remare tutti quanti nella stessa direzione non mi pare che vengano ascoltati, almeno da parte dei suoi ex alleati pidiellini.
    Può mai essere che lei, vecchio politico, discendente della prima repubblica, non abbia il sentore dell’accordo, più o meno sottobanco, tra i suoi ex alleati e il governo Monti? Non si è ancora accorto che quando il governo dei proff. propone qualche riforma o modifica o quant’altro che possa lontanamente disturbare il capo indiscusso del suo ex alleato PdL, immediatamente scatta la rivalsa del suo ex alleato Alfano?
    Se noi, umili cittadini, questa “politica” l’abbiamo capito, com’è che lei rifiuta di prenderla in considerazione?
    Ormai è chiaro a tutti gli Italiani che il PdL, costretto ad accettare il governo dei tecnici per l’impresentabilità del suo capo (non per lo spread, non perchè eravamo sull’orlo del baratro!) è messo lì solo per controllare che nulla questo governo possa fare se rischia di nuocere il suo capo.
    Per questo, ancora una volta, io punto il mio dito accusatore contro la parte politica e non contro un governo di tecnici.
    Su un articolo de “il foglio”, c’è un eminente (?) economista che ci dà sei mesi di tempo prima di raggiungere la non invidiabile posizione della Grecia. Io non mi auguro che questo avvenga non per salvare le vostre poltrone, ma per il bene degli Italiani. Ma se per caso ciò dovesse verificarsi, di chi sarebbe la responsabilita? Del governo tecnico che, su vostra “istigazione”, sta facendo tanto male al “popolo” italiano, piuttosto che a voi politici, agli alti burocrati, ai corruttori, agli evasori, ecc.? Dei sindacati, alcuni dei quali stanno difendendo strenuamente il popolo dei lavoratori? O sarebbe vostra la responsabilità di un’Italia in caduta libera?
    Se la profezia dell’eminente economista dovesse avverarsi, e continuo ad augurarmi che in Italia ciò non avvenga, tutti quanti voi ricorderete che nella prossima primavera si dovrà votare? Chissà che cosa voteranno le madri, le vedove, gli orfani dei suicidi per malaffare politico!
    Una citoyenne




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