postato il 31 Ottobre 2013 | in "Politica"

In Giunta gravissimo errore, ma io al Senato sceglierò il sì

Alfano dovrà decidere se salvare la dignità o restare con Silvio

Pier Ferdinando Casini

 L’intervista di Aldo Cazzullo a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Corriere della Sera

Senatore Casini, lei voterà per la decadenza di Berlusconi?
«Il problema non è il mio voto. E che questa vicenda è stata costellata da troppi errori: da ultimo, quello gravissimo della votazione palese».

Visto che è palese, ci dica come vota?
«Se ci tiene a saperlo, la mia scelta per la decadenza di Berlusconi è maturata da tempo».

A quali errori si riferisce allora?
«Il primo l’ha commesso la Giunta quando ha disatteso il consiglio, giunto da autorevoli costituzionalisti di sinistra, di togliere ogni dubbio sulla retroattività della legge Severino, ricorrendo alla Consulta. Un erro re in particolare per chi in questi anni ha avversato Berlusconi. Prima di votare la decadenza di un avversario politico, ci vuole un’attenzione supplementare. Se si è garantisti, a maggior ragione bisogna esserlo con un avversario politico. Ma l’errore del voto palese è ancora più grave».

Perché? Ogni senatore si assume una responsabilità.
«È vero, ci sono valutazioni che possono spingere a una pubblicizzazione del voto. Ma c’è prima di tutto il principio sancito nel regolamento e nella prassi quando si deve decidere in ordine alle persone, a garanzia di uno Stato di diritto c’è la protezione di uno scrutinio segreto. Ci sono stati mutamenti a questa prassi, ma in casi diversi, ad esempio di dimissioni volontarie. La prassi del voto segreto risponde a una concezione garantista a tutela del singolo e della libertà di coscienza dei parlamentari».

Ma in passato consentì manovre come quelle che nel ’93 salvarono Craxi e indebolirono il governo Ciampi.
«È proprio il ragionamento che respingo, n legislatore che per paura di manovre stabilisce di cambiare la prassi ha già perso la sua partita. È come se noi pensassimo di non tenere le elezioni perché il risultato può essere dannoso. Hitler andò al potere con il voto popolare, ma noi dobbiamo difendere i principi e i diritti anche se ne sortiscono effetti negativi».

Ma il voto palese è anche un modo per trarre d’impiccio i senatori, non crede? «Certo. Per noi è meglio, così tutti vedono come ci esprimiamo. Ma è più importante la manifestazione di un interesse politico, o il rispetto e la tutela del singolo? Io credo sia più importante il rispetto e la tutela del singolo, anche se si chiama Silvio Berlusconi; anzi, a maggior ragione se si chiama Silvio Berlusconi. Dato che a lui sono state imputate troppe leggi ad personam, il modo peggiore di chiudere l’era Berlusconi è dare l’impressione di applicare il regola-mento contra personam».

Delle leggi ad personam lei è stato a lungo complice.
«Guardi, ho un illustre avvocato che mi scagiona: Berlusconi stesso mi ha imputato centinaia di volte di non avergli consentito di fare la riforma della giustizia. E, non per essere malizioso, ma temo che la riforma ci avrebbe portato qualche altra legge ad personam».

Linda Lanzillotta, sua collega di Scelta civica, è stata decisiva nella scelta del voto palese.
«Conosco il suo rigore, e sono convinto che questa decisione non sia figlia di ordini di partito ma di una scelta individuale. Resta comunque un errore: è difficile teorizzare che stiamo parlando astrattamente dell’applicazione di una legge. Qui il problema ha un nome e un cognome, e non è quello della Severino».

Ma cos’è successo tra lei e Monti?
«Non rispondo a polemiche. Preferisco ricordarmi il presidente Monti a Palazzo Chigi piuttosto che l’uomo di partito di questi mesi. Abbiamo due modi diversi di stare in questa maggioranza, che già subisce il bombardamento sul quartier generale di Renzi e quello ancora più forte del Pdl. Noi dobbiamo aiutare Letta, non complicargli ancora di più la vita».

Follini ha detto che lei alle scorse elezioni non doveva allearsi con Monti, ma con Bersani.
«È giusto che un politico si rassegni ad ascoltare sempre i maestri del giorno dopo. Sarò Pierfurby, ma la mia disinvoltura non arriva al punto di schierarmi con Vendola. Sono curioso di vedere se lo farà Renzi».

Cosa pensa di lui?
«Oggi come venditore è ancora più bravo di Berlusconi. Temo però che sia meglio come venditore che come uomo di governo. È stato presidente della Provincia di Firenze e vuole abolire le Province, propone spese prove di una copertura seria…»

 Ci sarà la scissione nel Pdl?
«Non c’è nulla di più odioso che interferire nei partiti altrui. Ma la scelta di Alfano è la questione delle questioni. La storia di questi anni dimostra che prima o poi viene per tutti il bivio tra perdere la propria dignità restando con Berlusconi o salvarla andandosene. Ora tocca ad Alfano».

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