postato il 22 Luglio 2020 | in "Politica, Rassegna stampa"

«Il premier si è battuto ma eviti trionfalismi. Per decidere le priorità apra all’opposizione»

Unità nazionale? Un passo alla volta

L’intervista di Giuseppe Alberto Falci pubblicata sul Corriere della Sera

«Partiamo dal fatto che l’Italia a Bruxelles si è battuta bene, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato costante, ha tenuto. In sintesi, prova superata».

Presidente Pier Ferdinando Casini, se questa è la premessa sull’accordo della scorsa notte, Recovery Fund, cosa non la convince?
«Ora arriva la prova più difficile. Dobbiamo presentare piani credibili, seri, concreti, che siano finalizzati all’innovazione e alla produttività del Paese. Occorre dunque non disperdere questo fiume di denari che arriveranno dall’Europa. Potremmo a quel punto dire che da un dramma come il Covid può nascere un elemento di speranza».

Ma l’esecutivo è in grado di superare questa prova?
«E’ legittimo coltivare qualche dubbio, ma Conte e i suoi ministri devono giocarsi questa partita».

Non a caso in molti evocano la nascita di un governo di unità nazionale.
«Sono storicamente un fautore di una formula mai così giustificata dai fatti come oggi. Ma sono il primo a dire: facciamo un passo alla volta, mettiamo in comune la definizione di progetti strategici che andranno presentati a ottobre».

Tradotto, il premier deve coinvolgere l’opposizione?
«Sì, io dico: accontentiamoci di fare un passo più piccolo del governissimo, evitiamo intanto di scrivere un’agenda unilaterale sul piano di rinascita di questo Paese».

Eppure il centrodestra appare diviso: un conto è Silvio Berlusconi, un altro è Matteo Salvini.
«Sappiamo benissimo che FI ha una posizione diversa da quella di Salvini e Meloni. Detto questo, evitiamo la furberia di dividere l’opposizione».

In sostanza Conte dovrebbe incontrare l’intero centrodestra?
«Certo, ma a una condizione: si deve aprire una dialettica vera. Da tempo non abbiamo tante risorse, dal Piano Marshall, e di conseguenza noi oggi abbiamo il dovere morale di aprire all’opposizione sulle scelte delle priorità».

Nell’attesa, è già ripartito il dibattito sul Mes. Il premier frena, mentre Pd e e renziani lo reclamano.
«Do atto a Conte di aver fatto un buon lavoro. Penso che quando lui afferma di non accanirsi sul Mes dice una cosa alla quale lui stesso non crede. Condivido invece la posizione di Zingaretti e Renzi. È un po’ difficile negare che i tempi ci impongano di ricorrere al Mes».

Oggi Conte si presenterà alle Camere per un’informativa dopo l’accordo sul Recovery Fund. Quale consiglio intende dargli?
«Fino ad oggi abbiamo visto molti palcoscenici e molti show, troppi. Non ceda al trionfalismo, stia all’essenziale, e, soprattutto, parli con il linguaggio della verità anche alle opposizioni».

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