postato il 25 Aprile 2010 | in "In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo"

Il genocidio degli Armeni

Envelope, di Tim Morgan “Riceviamo e pubblichiamo” di Jakob Panzeri

Leggo online da Blitz Quotidiano una notizia agghiacciante e mi auguro che non sia vera. In un programma d’informazione turco si era infatti annoverata l’Italia tra le nazioni che riconoscono il genocidio armeno, ma l’ambasciatore italiano ad Ankara, Carlo Marsili, avrebbe precisato , per i favori del governo turco che ha sempre negato la veridicità della storia, che in realtà quell’informazione non fosse esatta: l’Italia non riconosce il genocidio degli armeni.  Eppure il governo italiano approvò a larga maggioranza nel 2000 la risoluzione Pagliarini di riconoscimento e condanna del genocidio degli armeni. Secondo l’ambasciatore Marsili questa sarebbe solo un’interpretazione giacché la risoluzione si impegna solamente ad «adoperarsi per il completo superamento di ogni contrapposizione tra popoli e minoranze diverse nell’area al fine di creare le condizioni, nel rispetto dell’integrità territoriale dei due Stati (Turchia e Armenia), per la pacifica convivenza e la corretta tutela dei diritti umani nella prospettiva di una più rapida integrazione della Turchia e dell’intera regione nell’Unione europea» . Non ho tuttavia trovato conferme su altre testate o blog di questa notizia, reputo potrebbe trattarsi anche solo di un pettegolezzo o un fraintendimento, ma qualora fosse vero sarebbe davvero grave, peraltro proprio nel 95° anniversario del genocidio armeno. Ma facciamo un po’ di luce sui fatti di questo luttuoso evento che si cerca di cancellare dalla storia.

La Turchia infatti non ha mai riconosciuto quello che è in realtà il primo genocidio del Novecento, il  secolo breve e buio in cui, come afferma il romanziere russo Vassilij Grossman, sembra sia conflagrato in un solo istante tutta la violenza che si era conservata nel corso dei secoli come l’entropia. Siamo nel 1915, l’Impero ottomano è un cadavere che cammina, si è ridotto a un patchwok  di greci, bosniaci, turchi, armeni, semiti che non trovano fra loro alcun elemento di condivisione. E’ una nazione che si regge unicamente per imposizione dall’alto e che tende a reprimere ogni tentativo di riforma o pretesa di maggiore autonomia da parte delle minoranze. L’impero ottomano crollerà definitivamente poco dopo, nel 1919, dopo una crisi inesorabile iniziata già dopo Lepanto e l’assedio di Vienna, apice e declino. Nel 1908 il movimento panturchista e ultranazionalista dei “Giovani Turchi” aveva deposto il Sultano; furono loro i principali carnefici del popolo armeno. Gli armeni erano sempre stati considerati sudditi di serie B, erano cristiani, non si vergognavano di portare la croce in petto e di officiare i loro riti anche in una nazione che, prima dell’arrivo del laico e liberale Ataturk, poteva essere considerata a pieno diritto una teocrazia islamica.

Secondo i dati della Oxford University Press, nel  solo Novecento sono stati uccisi 45 milioni di cristiani. Le prime persecuzioni  di armeni possono rintracciarsi già negli ultimi decenni del diciannovesimo secolo, in particolare il pogrom del 1885 in cui 50.000 armeni bruciarono nei loro villaggi. Ma è nel 1915 che la persecuzione deflagra in genocidio, mentre l’Impero ottomano, impegnato nella prima guerra mondiale e attivo sul fronte orientale, teme rivolte interne e non accetta le legittime richieste riformiste di suddito cristiano di serie B. Nella notte del 24 aprile 1915 intellettuali, artisti, amministratori locali, banchieri, sacerdoti e persone comuni  armene furono prelevati dalle loro case, deportati, infine massacrati. Si parla di 1.5-2 milioni di morti. Questa è una tragedia dimenticata, oltraggiata dalla Turchia che la considera una montatura e un’accusa alla sua sovranità, ignorata dai paesi europei che non vogliono pestare i piedi e gli interessi commerciali che intrattengono con il gigante dell’Asia Minore.  Oggi nessuno se ne è ricordato. Noi sì, dobbiamo esserne fieri, e consiglio la lettura, per chi volesse approfondire questo mio breve spunto del romanzo “La masseria delle allodole” di Antonia Arslan e l’ottimo articolo del Sussidiario.Net di Pippo Emmolo

11 Commenti

Commenti

  1. Sarebbe ora di riconoscere questo atroce crimine della storia, se vogliamo veramente dirci democratici.


  2. Quanti fatti storici gravi e degni di nota (negativa) non ci hanno fatto studiare a scuola! E’ un evento, quello del genocidio degli armeni, di cui io ignoravo l’esistenza. Bisognerebbe riscrivere molti testi scolastici.


  3. E’ stato un evento triste, e ancor più triste è il fatto che si sia consumato nel più assoluto silenzio.
    La storia, dovrebbe riportare i fatti, ma spesso questi fatti sono taciuti, distorti o accolti nell’indifferenza generale.
    Quando non ci sconvolgeremo più per i massacri, allora dovremo prendere atto che abbiamo perso la nostra umanità.


  4. E’ questa la storia che andrebbe insegnata a scuola.


  5. Bravo Gaspare, mai più silenzio, grazie alla redazione del sito


  6. se questa è la storia vera, perchè nessuno (o pochi) hanno riconosciuto il genocidio armeno? è un fatto che io ho sempre conosciuto, fin dalle scuole medie, ma una cosa ancor più grave non conoscevo: il tacito consenso di tutti i potenti europei per tacere questo abominio, secondo solo alla strage degli ebrei.


  7. molti si chiedono perchè non si insegna nelle scuole. per il semplicissimo motivo che i libri sono visionati dai ministeri e i governi, compreso quello italiano, temono ripercussioni economiche da parte della turchia.
    ma è mai possibile che l’europa e il mondo intero non riescono ancora, dopo quasi 100 di mutismo assoluto, ad accusare il popolo turco dell’eccidio da loro commesso?


  8. berlusconi è il presidente più stimato e più amico di tutti i leader mondiali e non sa dire altro che la turchia entrerà in europa. forse non ha capito che fin quando non ammetteranno il genocidio armeno e tutti i silenzi successivi, nessuno farà mai entrare la turchia in europa. preferisco l’armenia e il suo grandissimo popolo, di sicuro più europei, per origini e cultura, rispetto ai turchi.


  9. c’è chi ancora ha il coraggio di negare questa strage? una strage avallata dai silenzi delle potenze europee del tempo. e anche oggi solo una ventina di paesi in tutto il mondo hanno riconosciuto ufficialmente il genocidio armeno. tre questi c’è l’italia, ma il nostro governo e i suoi ambasciatori alzano le mani di fronte a questi atti di intimidazione politica messi in atto dalla turchia. l’italia deve alzare la voce contro questo silenzio complice. serve alzare la voce contro questi soprusi. serve urlare contro questi abomini. ed invece il governo tace. bel esempio. altro bel esempio lo danno: inghilterra, usa, norvegia, finlandia, spagna, danimarca, brasile, irlanda, austria. questi paesi negano ancora oggi questa strage, che è stato il preludio inevitabile allo sterminio ebreo nell’intera europa. il silenzio è ancor più assassino.


  10. bravo michele, l’europa è fatta di vili. il Presidente Casini ha dimostrato coraggio nel dar voce a questa istanza. c’è bisogno di coraggio, mentirci ancora non serve a nulla. serve grinta e voce per dar vita ad una vera e propria rinascita della verità su questo tema. vi ricordo che gli armeni sono uno dei popoli più degni di rispetto, in tutti i loro pregi e grande umanità e misticità.


  11. Speriamo che nel futuro turchi ed armeni sappiano riscoprire il valore della pace




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