postato il 10 Settembre 2019 | in "Spunti di riflessione"

Governo: Fiducia a tempo, occhio ad antipolitica e retorica porti aperti

Il mio intervento, nell’Aula del Senato, nella discussione sulle comunicazioni del Presidente del Consiglio

Se da convergenza delle forze che partecipano al Governo si creerà nuovo partito della sinistra, i centristi e i moderati avranno la responsabilità di far nascere un contenitore che oggi non esiste e che è necessario per l’Europa e per l’Italia

La lunga presenza nelle aule parlamentari mi consente il privilegio di parlare senza usare perifrasi, dicendo a tutti i colleghi esattamente quello che penso.
La prima verità è che la maggioranza giallorossa non sarebbe stata possibile senza il miracolo di Salvini che, chiedendo pieni poteri agli italiani e pretendendo subito dopo il 20 agosto la calendarizzazione della mozione di sfiducia, ha accelerato l’avvicinamento di 2 forze politiche fino a ieri antagoniste e forse anche qualcosa di più.
Successivamente, reiterando all’onorevole Di Maio l’offerta della Presidenza del Consiglio, ha tolto qualsiasi credibilità alle rivendicazioni ribadite ieri in piazza, dimostrando semplicemente un tardivo ripensamento su quella che appare essere stata un’autentica mossa di autolesionismo politico.
Colleghi, le elezioni sono ogni 5 anni e il Presidente della Repubblica – non solo secondo la Costituzione, ma anche secondo il buon senso – è tenuto non a leggere i sondaggi o ad assecondare i variabili umori dell’opinione pubblica, ma a preservare la continuità della legislatura se esistono possibili maggioranze.
M5S e Lega avevano fatto la campagna elettorale gli uni contro gli altri. Né più né meno come M5S, Pd e Leu. Ogni evocazione di complotto o di lesioni della volontà popolare è solo propaganda politica: comprensibile, ma istituzionalmente irrilevante. E poi, in questo caso, Il demiurgo ha un nome e un cognome ed è quello dell’ex ministro dell’Interno.
Questa premessa è per rispetto della verità.

Il discorso del Presidente del Consiglio è pieno di spunti interessanti. Penso al tema demografico ed al provvedimento sulle gratuità degli asili nidi.
Condivido in particolare il riferimento all’atlantismo e all’europeismo che ritrovano dignità nelle aule del parlamento italiano. Questa è la nostra tradizione, queste sono le nostre radici, questo è il nostro ineludibile futuro se noi non vogliamo consegnarci a un sovranismo irresponsabile che porterebbe solo guai all’Italia, rendendoci – come lo siamo stati in quest’ultimo anno – completamente ininfluenti.
Il resto del programma è un impasto, come sempre capita, di buone intenzioni e di propositi che andranno tutti verificati alla luce del cammino parlamentare.
La mia preghiera è di evitare la retorica dell’antipolitica che purtroppo ha avuto diritto di cittadinanza fino ad oggi, a partire dalla riduzione del numero dei parlamentari. Un provvedimento demagogico a cui rimango fermamente contrario, pur sapendo che è nell’accordo di programma. L’esperienza mi dice, cari colleghi, che tante volte le condizioni più stupide sono anche quelle più irrinunciabili.
D’altronde mi auguro che i 5 Stelle stiano cominciando a comprendere che un conto sono le mirabolanti promesse politiche, un altro è la dura pratica del governo quotidiano.
Condivido i cenni critici sui social network, straordinario strumento del nostro progresso: ma la democrazia della rete non esiste, perché l’unica vera democrazia è quella del popolo.
È il governo più giovane della Repubblica. Viva il governo! Ma se non ci sarà la professionalità, l’esperienza e le capacità giuste per affrontare tematiche molto delicate, questo dato diventerà importante solo per la statistica.
Signor Presidente, ho espresso pubblicamente – e lo ripeto nell’Aula del Senato – le mie preoccupazioni per il futuro, che in questi giorni non sono diminuite.
Spero di sbagliarmi e in quel caso sarò il primo a rallegrarmi per il complessivo vantaggio che il Paese ne ricaverà.
Richiamo la vostra attenzione, ad esempio, sul tema dell’immigrazione. Mi è piaciuto il riferimento a Saragat e al volto umano della democrazia: è questo che vogliamo, una gestione umana nel rispetto della legalità. Ma se alla politica dei porti chiusi corrisponderà la politica opposta – che all’estrema sinistra si invoca – dei porti aperti, faremmo tutti il più grande regalo che l’ex ministro Salvini possa auspicare.
L’orientamento del governo è quello di condividere con l’Europa le responsabilità e certamente Paolo Gentiloni, ottimamente designato a Commissario europeo darà una mano.
Ma non facciamoci grandi illusioni, se è vero che anche i governi precedenti – da Letta, a Renzi – pur essendo in sintonia con le autorità europee hanno più volte lamentato di essere stati lasciati soli dai nostri partner.
Infine, signor Presidente, una questione essenzialmente politica: molti ritengono che la mission di questo esecutivo debba essere la creazione di un nuovo partito della sinistra, determinato dalla convergenza delle forze che partecipano al Governo.
Non auspico questo esito ed è sin troppo ovvio che in questo caso i centristi e i moderati non potranno far parte di questa entità e avranno la responsabilità di far nascere un contenitore che oggi non esiste e che è necessario per l’Europa e per l’Italia.
Il mio voto di Fiducia, che le chiedo di considerare a tempo, è coerente con quanto enunciato dal mio Gruppo in primo luogo al presidente della Repubblica e anche a lei nel corso delle consultazioni.

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