postato il 25 Agosto 2010 | in "In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo"

Gli smemorati di Pontida

Cari lettori, ma voi lo sapete cos’è “La Padania”?

No, non mi riferisco alla mitica Eldorado del Nord, esistente sin dai primordi della storia e dell’umanità. Stavo parlando del giornale ufficiale della Lega Nord, la “Voce del Nord”, già organo di riferimento per il “Nord unito”, il “Nord mitteleuropeo” (direttori colti, eh?), e addirittura per la “Mitteleuropea” (tutta intera, evidentemente, dalla Padania all’Ungheria, passando per Germania e Polonia). È un giornale che spara a zero contro “Roma Ladrona” e contro il Sud sprecone, ma che poi non disdegna il finanziamento annuale statale di oltre 4 milioni di euro. È un giornale che vanta come direttore politico Umberto Bossi, già reo confesso al processo Enimont, già condannato per vilipendio dello Stato e noto estimatore delle proprietà della carta igienica “Tricolore”. È un giornale piccolino (vende in media 22 mila copie), ma sa sempre come farsi sentire (in osservanza alla legge del “chi ce l’ha più duro vince”).

Tutto ciò è relativo, però. Perché “La Padania” è forse uno dei pochi giornali a poter vantarsi di aver anticipato uno dei cavalli di battagli più famosi de “La Repubblica”. Come? È l’8 luglio 1998 e la Lega Nord ha rotto da tempo i ponti con il Polo delle Libertà e con il suo leader Silvio Berlusconi. Per questo, l’allora direttore Max Parisi, fa del suo giornale, “La Padania” per l’appunto, il primo al mondo a tuonare, contro “Berlusconi mafioso”, pubblicando in prima pagina diverse foto di big dei Cosa Nostra (Riina, Brusca, Badalamenti, Calò), in compagnia proprio del leader di Forza Italia e del suo braccio destro, Marcello Dell’Utri, numerosi documenti e le dieci domande indirizzate al premier! Sì, proprio le famose e ormai celeberrime “dieci domande”. Domande che vale davvero la pena di rileggere, documentate a dovere, un vero e proprio esempio di giornalismo coraggioso. Max Parisi, poi, concludeva il suo articolo, lanciando un appello a Berlusconi: “Poiché c’è chi l’accusa che quell’oceano di quattrini provenne dalle casse di Cosa Nostra e sta indagando proprio su questo, prego, schianti ogni possibile infamia dicendo semplicemente la verità. Punto per punto, nome per nome. È un’occasione d’oro per farla finita una volta per tutte. Sappia che d’ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo.

Dopo 12 anni, immagino, “La Padania”, starà aspettando una risposta. E invece no. Perché si direbbe che invece lì dalle parti di Pontida abbiano cambiato idea: prendete in mano una qualsiasi copia del giornale è leggere che Berlusconi non è più “in combutta con la Mafia”, ma è il “salvatore del Nord”, boicottato (dicono loro: sì, sempre gli stessi) dagli affaristi del Sud (che rispondono ai vari nomi di Casini, Fini, PD e compagnia bella) e dalla magistratura militante. Smemorati? Sbadati? Rassegnati? Oh, no. Gli smemorati de “La Padania” la loro risposta l’hanno trovata. E sapete dove? Nel traffico delle banche, delle quote latte e nella lottizzazione dei vari enti pubblici organizzato dal proprio partito di riferimento. Perché se Roma è e resterà sempre “ladrona”, chi vieta alla Padania (la terra, si intende) di sedersi al tavolo dei commensali e di tenere per sé la fetta migliore di tutto? Come Berlusconi sia riuscito ad accumulare il suo patrimonio non può avere più nessuna importanza, visto che, ora come ora, sono super-impegnati ad accumulare il loro, di patrimonio.

E allora al diavolo le dieci domande a Berlusconi. È la Padania, bellezza.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Giuseppe Portonera.

6 Commenti

Commenti

  1. Grandissimo..mi trovi perfettamente d’accordo..che grande esempio di incoerenza e di ipocrisia questi leghisti!!!


  2. […] [Ripubblicato sul sito di Pierferdinando Casini] […]


  3. c’è poco da denunciare da parte di un partito che continua a sostenere toto cuffaro. immagino che la pubblicazione di questo post sia correlata al recente “str…” bossiano. ripicca?


  4. davide veramente non mi sembra che ci sia alcun riferimento agli improperi di bossi.
    Inoltre, scusa ma vorrei puntualizare due cose:
    1) l’articolo riporta un dato di fatto incontrovertibile. basta consultare gli archivi della padania.
    2) cuffaro è stato eletto. al momento in cui in appello ha perso, non ha più avuto ruoli all’interno del partito.
    3) se non erro fu bossi anni fa a fare il famoso ribaltone contro berlusca.
    4) scusa, ma vogliamo menzionare le fedine penali di PDL e Lega?


  5. @davide: presumo che le divergenze fra UDC e Lega siano molto più profonde dell’esclamazione di Bossi, da cui trapela un nervosismo misto a incapacità di controargomentare.

    Soprattutto, questo post di Giuseppe Portonera si basa su un fatto ben preciso, e cioè l’articolo de “La Padania”, e i fatti, sai, sono testardi….


  6. @ Davide: post di denuncia? Ma come, noi qui elogiamo pubblicamente la grande lezione di giornalismo che ci è stata fatta da Max Parisi e da “La Padania”, che nel lontano 1998 ebbe il coraggio di condurre un’inchiesta difficile e rischiosa, anche di fronte a minacce e querele, e tu ci parli di ripicca? Certo, permettici, pur nel nostro errore e nella nostra ignoranza, di trarre delle “personalissime” (mica tanto, poi) conclusioni dal seguito della vicenda. E dal fatto, cioè, che le domande sono misteriosamente finite archiviate nel cassetto e al governo, fedelissimi alleati del “piduista e mafioso” Silvio Berlusconi, ad oggi ci siano proprio loro, i coraggiosi e “celoduristi” padani. E chissà come mai. Secondo te?




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