postato il 16 Aprile 2010 | in "Giovani, Politica, Spunti di riflessione"

Cosa vuol dire essere giovani?

Pisa, album di jerik0neI vecchi si ripetono e i giovani non hanno niente da dire, la noia è reciproca”.

Questa frase di Jaques Bainville può trovarci più o meno d’accordo, di sicuro può aiutarci a riflettere su ciò che significa essere giovani oggi.
In una società che tende ad appiattire idee e comportamenti, che incoraggia l’omologazione agli stereotipi diffusi dalle tv e poche volte premia l’originalità delle idee socialmente utili. In un mondo che corre sempre più veloce e nel quale sono sempre meno i momenti in cui ci si ferma a pensare, cosa significa essere giovani? Chi sono i giovani oggi?

In un convegno sulla partecipazione politica promosso dal ministro Meloni si è parlato di giovani e politica, di elettorato attivo e passivo. Questo l’interrogativo principale: se a 18 anni si puo’ votare per eleggere un deputato, perché bisogna averne non meno di 25 per essere eletto alla Camera? E se a 25 anni si puo’ eleggere un senatore, perché non si puo’ essere eletti al Senato prima dei 40 anni?

Il nostro Parlamento è uno dei piu’ vecchi del mondo: in Danimarca, Finlandia, Germania, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito si puo’ essere eletti in Parlamento a 18 anni, in Austria a 19, in Belgio e Lussemburgo a 21, in Grecia a 25. In Francia, come in Italia c’e’ differenza tra Camera e Senato, ma l’eta’ e’ piu’ bassa: 23 anni per la Camera e 30 per il Senato.

Abbassare la soglia dell’età per essere eletti alla Camera e al Senato avvicinerebbe quindi l’Italia agli altri Paesi europei. Ma la discussione sul rapporto tra giovani e politica non può fermarsi qui. Siamo sicuri che i giovani abbiano davvero la voglia di impegnarsi in politica, che credano nella politica?
A giudicare dai dati diffusi dall’Ipso la risposta è negativa e il futuro della politica sarà ancora caratterizzato dal colore grigio…dei capelli.

Il sondaggio (che ha confrontato le risposte fornite dai giovani tra i 18-34enni) rivela infatti che tra le nuove generazioni solo 1 giovane su 3 esprime fiducia nella politica (come sottolineato in questo articolo su Corriere.it). Il 66% infatti non crede più nell’arte del possibile. Nel 58% prevalgono sentimenti di rabbia diffidenza, disgusto e noia. Gli indifferenti sono il 13%. Guarda con atteggiamenti positivi soltanto il 29%.

Proprio su questo tema vogliamo aprire uno spazio di riflessione. L’appello è rivolto ai giovani impegnati in politica: raccontateci qual è il vostro modo di impegnarvi, in cosa pensate che le vostre proposte si differenzino da quelle degli “adulti”? E se pensate di avere una marcia in più, perché? Ai giovani sfiduciati chiediamo invece di raccontare cosa li ha spinti ad allontanarsi dalla politica.
A entrambe le categorie, infine, chiediamo: qual è il vostro concetto di “rivoluzione”? Se volete “cambiare il mondo”, qual è per voi il modo per farlo?
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24 Commenti

Commenti

  1. Su questo argomento ci si potrebbe scrivere un libro, anzi, forse si dovrebbe!
    Per gli antichi romani i basamenti della politica erano la collegialità, l’elettività, la gratuità e la temporaneità, ora abbiamo politici che son tali da una vita, che vogliono accentrare i poteri che guadagnano con tutti i dipendenti di una piccola/media azienda messi insieme e che vengono scelti dai vertici di partito.
    Bisognerebbe forse fare un passo indietro, non a quei livelli, la schiavitù non la rimpiango, ma un passetto secondo me ci vuole.


  2. E ci chiedete perchè? Perchè la legge elettorale è autoreferenziale e premia solo gli amici degli amici privando chi merita di uno strumento per proporsi, perchè solo in Italia il presidente del consiglio e il presidente della Repubblica sono ultrasettantenni, perchè solo qui non si valorizzano le menti e le esperienze migliori, a meno che non siano veline o amichette del capo; perchè sono tutti bravi a dire che c’è bisogno di una nuova classe dirigente ma poi nei fatti si agisce in modo che nuova lo sia ma dirigente non lo diventi mai grazie all’obsolescenza cui è lasciata. Rinnovare e ringiovanire non significa per forza eleggere, recte nominare deputati,20enni o 30nni ma significa investire sui giovani perchè essi rappresentano il futuro. Prepararli, far percorrere loro il cursus honorum e scegliere i più capaci. Chiediamo solo questo.


  3. Io credo che ci siano numerosi giovani interessati alla politica, la classe dirigente ovviamente vede poco chi ha poca esperienza, ma credo bisogna dare più opportunità. Io credo pure che la politica si faccia nelle strade con le persone comuni come noi…si parte dai piccoli centri per mettere a posto strade e illuminazione e poi si arriva a progetti ben più importanti. Le strade e l’illuminazione non hanno colore politico e una buona politica sarebbe dialogare enormemente con i nostri avversari facendoli diventare nostri collaboratori; sarebbe un punto veramente cruciale, è inutile fare la guerra ogni giorno per delle cosette contro gli avversari invece di scendere veramente nelle strade a capire la gente. Questo partito nasce dalla semplicità e nella semplicità deve continuare.


  4. purtroppo troppo spesso la parola giovane viene utilizzata soltanto durante questa o quella campagna elettorale, e sinceramente non c’è da meravigliarsi se la maggior parte dei giovani è indifferente, rabbiosa, o lontana anni luce da questa politica.
    anche abbassando la soglia dell’età per essere eletti… si risolverebbe il problema??? sfido quinque a trovare un partito che dia la possibilità ad un gruppo di giovani a poter essere eletti in parlamentO; nella migliore delle ipotesi (tranne qualche rarissimo caso) gli unici giovani che guardacaso riescono ad andare avanti sono figli, nipoti, amici, e figliocci.
    beh, per quanto riguarda la differenza tra NOI giovani e i “grandi”, la differenza è semplice: noi siamo menti pensanti che non rispondono a nessuna logica di potere o di spartizione, quindi rappresentiamo un pericolo per una casta che di giorno in giorno tende a difendere i privilegi ottenuti a discapito di tanta gente onesta.
    inoltre se molti giovani non si avvicinano in politica il motivo è semplicemtne perchè il tempo libero che occorre per far politica purtroppo viene usato per andare a lavorare, visto che oggi nemmeno si ha un minimo di certezze sul futuro…


  5. la politica, per tornare ad appassionare, deve essere risposta concreta a problemi concreti della gente.
    Le grandi ideologie, per favore, lasciamole nei commenti dei giornali


  6. La politica non deve scadere nel facile moralismo, usato per escludere gli altri e far prevalere le proprie idee, nè nel personalismo. Essa deve mettere lo Stato al servizio dei cittadini, nei vari campi (lavoro, istruzione, sanità, etc.), senza scadere nella tecnocrazia e nell’efficientismo nè, ovviamente, nella retorica.Penso perciò che la politica debba prevalere anche sull’economia, tenendo chiaramente nel dovuto conto le esigenze di quest’ultima.
    La ringrazio, Signor Presidente, per lo spazio oncessomi per le mie idee, sperando, come giovane, di poter collaborare con Lei ed il Partito a realizzarle.


  7. Il problema non è essere eletti a 18 o 23-25 anni..il problema che questi politici, questa politica italiana, allontana chi si avvicina a questa complicata “materia”…il problema non riguarda tutti i giovani..qua bisogna dire la verità cara Udc..la politica non è uguale x tutti..se sei figlio di, parenti di, amico di..tranquillo che spazio ne avrai..altrimenti i VOLPONI ti fan fuori…da Bolzano a Marsala è cosi…inutile dire cavolate..barzellette..per essere un buon politico, non ci vuole tanto, sicuramente una buona preparazione serve tanto, ma ci vuole sopratutto la voglia di pensare a dare una svolta…dire ai soliti noti..avete fallito..mettiti da parte..invece nelle segreterie comunali, ti dicono..a chi appartieni?? a nessuno…a scusa non c’è posto per te..Ciao ciao politica italiana…


  8. E’ vero i giovani non credono più ai politici , perchè i politici alle volte
    non parlano chiaro infatti, qui in Campania i Politici fanno un sacco di
    promesse ma poche vanno in porto, ma poi il giovane viene distratto da altre
    cose, che alle volte lo rendono anche sfiduciato, vedi nel campo del lavoro
    qualche politico si organizza per portare avanti alcuni discorsi, poi appena
    l’altro giorno abbiamo visto i bambini digiuni a scuola, qualcuno ha risolto il
    problema parzialmente, facendo qualche offerta, mica si è andati in parlamento
    o in Consiglio Comunale per risolvere il problema, forse si andava in
    Parlamento solo per fare qualche legge per non andare in Carcere, quindi la
    sfiducia dei giovani secondo me è proprio in questo.
    Caio a tutti


  9. Salve a tutti,
    sono la vice segretaria del movimento giovanile della città di ACRI in provincia di Cosenza. Il mio gruppo conta ormai di numerosi giovani, oltre cento, ognuno dei quali crede nella politica e lavora costantemente sul territorio per portare avanti i valori del nostro partito. Durante l’anno portiamo avanti un importante progetto politico che è quello della formazione politica grazie ai dirigenti del nostro partito per costruire una nuova classe dirigente giovane, dinamica e quindi più vicina alle nostre esigenze. Da pochi mesi stiamo lavorando anche alla redazione di un giornale, “Parliamone” nato per dare voce a tutti i giovani della nostra città, infatti tratta articoli non solo di politica, argomento centrale, ma contiene diverse rubriche che spaziano dall’ attualità, alla storia, dalla società alla rubrica della curiosità. Si dà colpa ai politici di non dare spazio ai giovani, io non sono daccordo! Ci dovremmo chiedere cosa noi giovani facciamo per la politica, gran parte della nuova generazione si lascia solo omologare dagli stereotipi televisivi preoccupandosi dell’apparire più che dell’essere. Noi, movimento giovanile di ACRI ci possiamo vantare di avere un marcia in più e ci impegniamo giorno dopo giorno affinché i nostri coetanei possano capire quali sono i veri valori della vita.
    Mara Barillaro.


  10. Non esiste una forza che attragga i giovani alla politica, ne esiste
    una che le respinge e in malo modo, la disoccupazione giovanile, se
    non mi sbaglio, è al 28%, se si è fortunati ad avere un lavoro è quasi
    di sicuro a tempo determinato, nessuna prospettiva per il futuro,
    chiedere un mutuo alle banche è meglio non provarci tanto è inutile,
    adesso con questo momento di crisi si ha difficoltà anche per
    domandare una casa in affitto, crearsi una famiglia è un’utopia, poi
    Brunetta si lamenta dei “bamboccioni”, di qualcosa devono pure vivere,
    evidentemente che al nostro governo i giovani sono come i gerani,
    stanno fuori di casa e ogni tanto gli si da un bicchiere d’acqua.


  11. Cosa vuol dire essere giovani oggi si potrebbe scrivere tanto. I giovani non credono alla politica perchè attualmente non è possibile progettare un futuro, si vive nella precarietà dei lavori e cambiano i governi ma le cose cambiano poco e i problemi rimangono. L’Italia ha il parlamento più anziano d’Europa sarebbe un segnale aumentare la presenza giovanile nelle sedi istituzionali.


  12. Colgo occasione per fare i miei complimenti a Mara ed ai ragazzi di Acri per le comunali appena vinte (senza Pd e Pdl!!!). Complimenti!


  13. Secondo il mio modesto parere il vero responsabile del distacco dei giovani dalla politica è la politica stessa. Provate a guardarvi intorno… cosa vedete di movimento politico ora nel vostro paese o città? bene ora con la mente tornate al periodo di elezioni.. cosa vedete in giro? io vedo un grande numero di ragazzi che riempiono i partiti, le sezioni o quant’altro. Ora provate a guardare in giro al termine delle elezioni cosa vedete? il vuoto, i giovani sono lasciati in balia di se stessi. eppure in molti chiedono di contribuire a discutere dei problemi della propria città??? A molti politici non piace o forse…… non conviene avere tra i piedi cosi tanta gente senza posto di lavoro???? in questo momento cruciale la politica è cieca ed è divisa sù tre fronti. Abbiamo la vecchia classe politica che ha vissuto la prima repubblica e fà politica a sè, l’attuale classe politica che non è capace di trovare una stailità di pensiero e di intenti ed i giovani che incalzano in politica e non avendo avuto le basi politiche si dimenano tra la stessa come meglio possono. Dove sono i partiti che dovevano contribuire a formare le nuove classi dirigenziali delle nuove generazioni??? Il partito deve essere visto come mezzo di aggregazione socio culturale e luogo in cui i componenti dello stesso possano esprimere la propria opinione inerente le problematiche della città, della regione, della nazione e del mondo intero. Solo così i giovani si avvicineranno con vigore alla politica. Per questo motivo mi complimento con la vice seg.del movimento giovanile di Acri che ben stà facendo col suo modo di organizzarsi politicamente. Distinti saluti


  14. Mara sicuramente la realtà del tuo paese è semplicemente favolosa, ma riguarda solo la tua zona, città, comune…guardati intorno vedrai che le tue parole non sono vere…Ti posso fare i complimenti sicuramente, ma non dirmi che la Calabria è un pozzo di giovani speranze di politici..Acri spero che sia d’esempio per tutti..spero


  15. La maggior parte dei giovani non crede negli ideali politici, considerano la politica come qualcosa di lontano, incomprensibile, irraggiungibile, come una realtà che non appartiene loro. L’incertezza del futuro, l’assenza di un lavoro stabile porta i giovani ad essere scettici e disinteressati alla vita sociale e politica. Ma essi devono scuotersi di dosso questo atteggiamento rinunciatario e apatico, facendo sentire la propria voce. Tutti dobbiamo entrare nell’ottica di non aspettarci nulla dagli altri, di reagire e agire nel contesto dato, compiendo delle scelte, mettendoci in gioco. Nel momento in cui compiamo una scelta,attuiamo una mediazione, iniziamo inevitabilmente un percorso politico. Purtroppo esiste una cattiva politica costituita da scandali, tangenti, doppi giochi, giochi di potere…,ma fortunamente c’è anche un’immagine poitiva della politica, quella che ci permette di contribuire, anche insieme ad altri,a costruire un piccolo segmento di storia, che può essere nella micro realtà di un quartiere, di un piccolo centro o in quella dei grandi agglomerati per giungere al governo dei maxi sistemi.


  16. i ragazzi hanno la faccia pulita, senza le rughe del vissuto. sono freschi di illusioni, sogni e progetti. vi racconto quanto mi è accaduto ieri pomeriggio: nella piazza del paese mi ritrovo a parlare di politica con quei 7-8 giovani e fin quanto parlavo di politica astratta e in politichese, siamo rimasti in tre. lentamente ho cambiato linea ed ho proposto qualcosa di serio, semplice, comprensibile, concreto e innovativo, che nessuno aveva mai proposto prima per il nostro paese. in 3 minuti siamo ridiventati 8 ragazzi molti animati nel cercare qualche altra risposta seria ai problemi del nostro comune. senza volerlo abbiamo parlato di politica e di proposte da fare ai “vecchi”. iniziamo da qui.


  17. Forse la soglia di età in cui è possibile essere eletti al Senato e alla Camera non è uno dei punti principali del poco interesse dei giovani alla politica. Credo sia opportuno occuparsi in secondo luogo di politica a livello istituzionale.
    Dal “basso” dei miei 15 anni posso dire che la gran parte dei miei coetanei, e non solo, è sfiduciata. Non crede più nella Politica (si, quella con la P maiuscola) e tantomeno che il suo interessamento possa già essere un tassello in più al rinnovamento. è una cosa orribile vedere ragazzi che già a 15, 16 anni credono che la politica sia solo falsità e corruzione. Non oso immaginare la realtà del domani… Per quanto mi riguarda adesso mi limito esclusivamente a “tastare il terreno” informandomi su come vanno le cose a livello locale e nazionale, dire la mia quando avverto la necessità e soprattutto, sentire i pareri degli altri e confrontarmi. L’avvicinamento dei giovani alla politica penso debba partire proprio dal confronto. Non è giusto farsi una propria opinione e chiudersi in essa: questo non aiuta neppure a crescere. Penso che la mia categoria abbia una marcia in più semplicemente perché (in teoria) è più motivata. C’è più forza di volontà da parte dei giovani nel voler attuale una rivoluzione, o meglio, un rinnovamento ( “rivoluzione” mi ricorda il comunismo) però molto spesso, vedendo come vanno le cose, alle prime difficoltà desistono e pensano che il cambiamento cui aspiravano è impossibile da ottenere. Gli adulti, invece, a volte se ne lavano le mani passando la patata bollente ai giovani (gli unici in grado di poter avviare un rinnovamento) che, dal canto loro, credono di essere ancora “piccoli” per poter cambiare la realtà. A mio avviso, si crea un circolo vizioso da cui, con tanta forza di volontà e compattezza, si potrebbe uscire fuori.
    Uno dei miei scopi principali della vita è quello di poter contribuire, anche in modo spicciolo, a questo grande e radicale rinnovamento.
    Parlando in ambito politico, vorrei vedere facce nuove in Parlamento, più volti giovanili nelle diverse sedi dei partiti nelle nostre cittadine.
    Il futuro è nelle nostre mani. Gli adulti, avendo più esperienza, potrebbero guidarci a non ricadere nei loro stessi errori, ma tocca a noi fare il primo grande passo : metterci in azione con una buona dose di pazienza e tanta tanta tanta speranza. Fermarsi alle prime difficoltà e ai primi insuccessi equivale ad aver perso tutto il lavoro fatto in precedenza.

    Eleonora Pichierri


  18. Grazie per i complimenti, spero che il nostro impegno sia d’esempio per molti ragazzi.


  19. http://www.youtube.com/watch?v=vlaJOfu-Hyw
    Barletta: ecco come si avvicina la gente, i giovani, alla politica…VERGOGNA!


  20. Caro Mimmo,
    ce l’ho tanto con chi compra i voti (tra l’altro con quanto spende solo per comprare i voti…quanto ruba!!!), tanto con chi vende il proprio voto. Se un politico si sceglie per 30, 50 o 100 euro, poi guai a lamentarsi se le cose vanno male…andranno sempre peggio!


  21. Essere giovani, vuol dire avere un futuro buio davanti a noi. Essere giovani in Italia,poi, vuol dire avere un futuro nero.
    Detto questo, non vorrei però apparire troppo pessimista, aggettivo che non mi appartiene per niente.
    Infatti, sono convinta che possiamo tinteggiarlo noi, questo futuro. noi giovani. Ne abbiamo le capacità e la necessità.
    In realtà, però, la chiave del tutto sta nel volerlo, nel volere con tutte le nostre forze, quel cambiamento di cui tutti parlano, ma che nessuno vede. Il cambiamento deve partire dalle nostre menti.
    Parlando con i miei coetanei, vedo sempre più disinteresse e apatia, nei confronti della politica. Beh, premesso il fatto che non mi piace sentire a priori la classica frase “Eh, ma tanto la politica è una cosa sporca”, ma non posso non confessare che li comprendo. I politici sono sempre più distanti, e non riescono a trasmettere più quella passione e quella voglia di fare politica ai ragazzi.
    Oggi, vedo molti miei coetanei sfiduciati di fronte alla politica, insofferenti al colore di una bandiera, al simbolo di un partito. Perché? La risposta è facile: i giovani sentono di non avere spazio. Ed ecco che qui entra in gioco il vero politico, che vede il proprio mestiere come una missione: non aspettare che sia il giovane ad avvicinarsi ad essa, ma andargli incontro, a braccia aperte,offrendogli proposte valide e un aiuto concreto per far sì che i suoi sogni possano diventare realtà.
    Ebbene, soltanto così il futuro potrà essere diverso. Soltanto così il futuro potrà diventare meno buio.
    Marta


  22. Credo che esser giovani oggi,vuol dire aver appreso di non aspettarsi molto dalla politica,e dai dinosauri che si elevano a novelli ulisse traghettatori di flebo di illusioni. Molto spesso ti senti piu un peso che una risorsa..e poi anche il parametro di giovane,entro quali limiti rientra? cioe se non vuoi far politica,ma lavorare,vedo che dopo i 35 anni,sei da rottamare,mentre nelle istituzioni devi avere un età giurassica per non schiodarti piu di li. Ci diranno che a differenza dei nostri vecchi,noi altri possiamo viaggiare,allargare l’orizzonte della conoscenza,tutte cose plausibili..per poi rientrare nel bel paese (o quel che resta),attorniati da guelfi o ghibellini di turno..che si elevano a profeti,per spiegarti come gira il mondo. Preferisco conservare un pensiero indipendente e plurale,piuttosto che appiattirmi ad idee,sfornate conto terzi o vivere nell’ombra di falsi miti.


  23. Quando qualcuno ti dice: “Nulla mai cambierà”,
    lotta per un mondo nuovo, lotta per la verità!

    Lungo la strada la gente chiusa in se stessa va,
    offri per primo la mano a chi è vicino a te.

    Quando ti senti ormai stanco e sembra inutile andar
    tu vai tracciando un cammino: un altro ti seguirà.


  24. Brava Mara, il tuo modello dovrebbe essere seguito da tutti i reponsabili di sezione, facendo in tal modo vivere realmente la vita politica nel territorio. Ci vorrebbero cento, mille volontari come te, ma capisco che è un’utopia.
    Ciao Giorgio.




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