Tutti i post della categoria: Terremoto

Dagli amministratori dell’Emilia un esempio di buona politica

postato il 8 giugno 2012

Di fronte alle nostre risse inconcludenti, gli amministratori locali dell’Emilia Romagna sono una meravigliosa testimonianza di buona politica. Per chi, come me, ha compiuto i primi passi politici in questo territorio, quella di oggi è una visita di forti sentimenti. Nelle zone colpite dal terremoto ho visto una situazione molto difficile, ma anche uno straordinario esempio di buona politica: dai sindaci agli amministratori locali, di maggioranza e opposizione, tutti si sono rimboccati le maniche per far fronte all’emergenza.

Pier Ferdinando

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4 giugno: giorno di lutto, giorno di solidarietà

postato il 4 giugno 2012

Il “Piccolo” di Trieste, il 12 gennaio 1909, pubblicò una poesia di Umberto da Monreale in cui si rievocava in versi il terremoto di Messina dell’anno precedente.L’autore era in realtà Umberto Saba. Il sonetto rimase nascosto per molti anni.

Con questi versi, ci uniamo idealmente al dolore delle vittime del sisma.

Con questi versi, soprattutto con l’ultimo, vogliamo dire a quanti rimangono che nessuno sarà mai solo.

 

 

 

Messina (1908)

Io non la vidi mai, che d’essa noto
n’era il nome e non più. Nel mio pensiero,
quanto vedevo immaginando il vero,
è quello che distrusse il terremoto.

Vedea uno stretto da varcarsi a nuoto;
di cupe frondi un dondolio leggero:
col porto di vocianti uomini nero,
sotto un meriggio eternalmente immoto,

biancheggiar la città, vasta aranciera.
ora veggo macerie, onde la fiamma
esce, o un lungo sottil braccio di cera.

Vagano cani ritornati fiere:
mentre al bimbo che piange e chiede mamma
canta la ninna-nanna un bersagliere.

 

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Per ricominciare

postato il 30 maggio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Anna Giunchi

Il terremoto che, nella notte del 20 maggio scorso, ha colpito l’Emilia Romagna, rimarrà per molto tempo nella memoria dei miei conterranei, e nelle mie orecchie. Secoli di arte distrutti in un batter d’occhio, casolari sbriciolati, gente terrorizzata. E la terra, tuttora, continua a tremare. Dopo la terribile scossa di terremoto avvenuta alle 23:41 del 23 maggio, i tecnici dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia tra le province di Modena, Ferrara e Mantova hanno continuato a registrare continue scosse. L’ulteriore forte scossa registrata alle 9:0o della giornata di ieri, magnitudo 5.8, è stata seguita da circa una trentina di sequenze sismiche. Gli ultimi dati parlano di altri 16 vittime accertate, per un totale di 8 mila evacuati dalle proprie abitazioni. Ma la gente non molla; da sempre distinta per la propria operosità, ha voglia di tornare al più presto alla normalità, pur costretta ad abbandonare le proprie case, frutto di una vita di lavoro.

L’Udc, per voce del deputato Mauro Libè, annunciando che destinerà la sua parte di risorse del Fondo per le piccole opere (cosiddetta “Legge Mancia”) ai Comuni colpiti da terremoti e calamità naturale, si fa promotrice di una iniziativa che permetterà l’utilizzo dei 160 milioni di Euro complessivi ai fini di una più veloce ricostruzione dei Comuni calamitati.

Un gesto di vera e propria solidarietà e compartecipazione, cui segue l’iniziativa, da parte dei tre consiglieri Udc della Regione Lombardia, di donare la propria indennità per la seduta consiliare del 22 maggio alle vittime del terremoto.

Un esempio, una storia da raccontare, nonchè una testimonianza di umanità, qualcosa che debba servire da lezione, per mettere  da parte quelle discussioni che, in questo momento, paiono del tutto inopportune. L’italia, in queste circostanze, si ricorda di essere unita.

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Anticipato il rientro dalla visita ufficiale in Sud America, domani nei luoghi colpiti dal terremoto

postato il 29 maggio 2012


Pier Ferdinando Casini ha anticipato il suo rientro dalla visita ufficiale in Cile, Uruguay e Argentina per recarsi direttamente in Emilia Romagna, nei luoghi colpiti dal terremoto. Prima di lasciare Buenos Aires, insieme agli studenti della scuola Cristoforo Colombo, ha espresso un commosso cordoglio per le vittime del sisma.

E domani, mercoledì 30 maggio, alle 11.30, a S. Agostino (Ferrara) visitera’ l’azienda ‘Ceramica Sant’Agostino’. Da lì proseguirà per i centri maggiormente colpiti dal sisma.

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L’Aquila: specchio di un’Italia dimenticata

postato il 5 giugno 2011

Un gruppo di ragazzi ha deciso di inaugurare un blog, “La Politica che vorrei”, senza le effigie di partito che vuole essere occasione di stimolo e dibatti. Da quel blog ripubblichiamo un post, purtroppo sempre attuale, su L’Aquila, una città che giorno dopo giorno muore. Continuate a scrivere ragazzi.

20/04/11 ore 18:00; pomeriggio a l’Aquila. Ho voluto vedere con i miei occhi, tastare la realtà, riscoprire la passione di crearsi una propria opinione, senza andare elemosinando quella di altri. Passare un pomeriggio all’Aquila, scoprire le menzogne e le verità, gli estremismi di tutte le fazioni, smascherare le infinite strumentalizzazioni del dolore di una città, di un popolo. Passeggiare per le strade completamente vuote, ancora calde della paura e della rabbia di aver perso tutto; vedere i palazzi con i tiranti di metallo, pieni di crepe, quasi impossibili da rimarginare; constatare lo stato di incertezza e insicurezza, evidenziato dalle centinaia unità militari presenti in tutta la città; assaporare la calma disillusa, straziante, disperata e abbandonata dei pochi, ultimi, cittadini ancora presenti; leggere i cartelli di protesta, frasi dure di chi ha perso tutto ciò che, con sudore, aveva guadagnato; scorgere, da lontano, appese al cancello del municipio, le chiavi delle case crollate.

Uno spettacolo desolante, che gela il cuore e demolisce ogni speranza a colpi di tristezza. L’Aquila è oggi lo specchio di un Paese a pezzi, in rovina, abbandonato, desolato, disilluso, disperato, dove vivono persone che hanno perso la speranza di un domani migliore. Un Paese che ha perso tutto, che non crede più in una Politica di servizio, che si occupi dei problemi reali delle persone; un Paese costretto a vendere o ad affidare ai privati i propri beni perché incapace di farlo autonomamente; un Paese che fa pagare ai contribuenti onesti l’evasione dei meno onesti; un Paese che premia i criminali evasori fiscali con un solo 5% di trattenuta per chi riporta in Italia i capitali nascosti all’estero; un Paese dove si fanno tagli alla ricerca, all’istruzione, all’università e alla cultura quando si continuano a finanziare i privati; un Paese che non riesce neanche a spendere i soldi che gli spettano dall’Unione Europea per incapacità di presentare progetti; un Paese che invece di completare opere pubbliche sospese ed iniziate da decenni (esempio autostrada Salerno-Reggio Calabria) pensa sempre a nuove mastodontiche costruzioni di dubbia utilità (es. ponte sullo Stretto di Messina); un Paese che tutti sentono il dovere di aiutare, di cui tutti parlano, ma dove nessuno sa concretamente cosa fare e come fare per risolvere i problemi; un Paese dove tutti parlano di bene comune e di solidarietà quando invece bombarderebbero il vicino per avere un piano in più in casa propria; un Paese che sembra aver gettato la spugna, perso qualsiasi speranza di un avvenire più dignitoso e più sopportabile; un Paese dove nessuno vuole più investire, ma che tutti vogliono spremere e sfruttare; un Paese dove l’eccellenza è scomoda, costa troppo; un Paese dove è premiata la mediocrità a patto che ci sia fedeltà; un Paese che mette a tacere il dissenso; un Paese dove non si sa più neanche come esprimerlo il dissenso; un Paese che sembra dire ai propri giovani, quelli che dovrebbero essere il futuro oltre che il presente, “andate via, che qui non c’è spazio, non c’è futuro, non c’è ascolto”; un Paese tenuto in piedi da tiranti di metallo, che impediscono temporaneamente il crollo, ma che neanche lontanamente risolvono il problema; Questa è l’Italia; Un Paese dove tutto sembra perduto.

Ma io credo che non sia del tutto così; ricostruire l’Aquila e l’Italia è possibile, siamo solo noi a poterlo fare, noi cittadini, noi persone; ritornare a credere in un senso di Stato; riacquisire una coscienza critica che ci faccia andare oltre ciò che ci dicono e che ci vogliono far credere; tornare a lavorare per il Bene Comune e non solo per il proprio tornaconto personale, dove l’unica regola è “Mors Tua, Vita Mea”; ricostruire un senso di appartenenza ad un Paese, ad un popolo, ad una Nazione; riacquisire un senso di rispetto e impegno personale in una politica che sentiamo non rappresentarci; tornare a sentirci portatori di diritti comuni e di responsabilità personali; adempiere quotidianamente i nostri impegni con senso di responsabilità e di servizio; iniziare ad avere in testa il “Noi” e non solo il “Me”. Tutto è possibile, ma serve l’aiuto e la collaborazione di tutti, nessuno escluso. “We Have a Dream: l’Italia”

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Media e libertà: siamo una democrazia “fortissimi”

postato il 29 marzo 2011

“Una democrazia è forte quando ha media liberi” così si legge, accanto al faccione sorridente del Presidente del Consiglio,  nella nuova campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Serviceplan e lanciata dalle emittenti pubbliche tedesche ARD e ZDF. Ma i tedeschi non sono i soli a pensare che i media italiani siano poco liberi, a loro si aggiunge il quotidiano spagnolo El Mundo che commentando la campagna pubblicitaria tedesca dice senza remore che l’Italia berlusconiana è “l’antitesi della libertà e dell’indipendenza dei media”. Un attacco durissimo che non colpisce solo il Premier ma anche l’immagine del Paese. Tedeschi e spagnoli avrebbero potuto facilmente ricredersi vedendo una puntata di Forum dove una semplice cittadina ha potuto ringraziare il governo per avere ricostruito L’Aquila dopo il terremoto, ma probabilmente anche in questo caso si sarebbero attaccati al fatto che questa signora non è proprio aquilana, e forse neanche terremotata, però in compenso è stata pagata bene.

Sicuramente poi i detrattori europei non sanno che il governo e la maggioranza stanno facendo di tutto per rendere davvero democratico il servizio pubblico: in vista delle elezioni amministrative gli esponenti di Pdl, Lega e Responsabili hanno presentato un emendamento in commissione di Vigilanza Rai per equiparare i talk show alle tribune politiche, una bella estensione della “par condicio” che consentirà a tutti i candidati a sindaco e presidente di provincia di poter spiegare le proprie ragioni in prima serata, magari ad Annozero di Michele Santoro. Poco importa se Santoro, Floris e Vespa non sono in grado di far parlare tutti, possono anche spegnere i loro microfoni ma una vera democrazia deve consentire ai candidati a sindaco di Pozzo d’Adda di potersi confrontare a Porta a Porta o a Ballarò. Checco Zalone direbbe che siamo veramente una democrazia “fortissimi”. A questo punto la domanda su media e democrazia dovrebbe ribaltarsi: sono democrazie forti quelle dove i capi di governo non possiedono nemmeno il giornalino della parrocchia? Sono paesi con media liberi quelli che non fanno parlare in tv e in prima serata i candidati a sindaco di un paesino sperduto dell’Extremadura o della Baviera? Dall’alto (o dal basso considerata la statura del Cavaliere) della nostra libertà possiamo dire: meno male che Silvio c’è.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

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L’Aquila è una città morta, premier torni qui

postato il 14 febbraio 2011

Berlusconi si concentri sui problemi del Paese

Da L’Aquila, davanti ad una città morta in cui la ricostruzione non è stata neppure abbozzata, dico a Berlusconi di concentrarsi sui problemi del Paese. Torni a L’Aquila: lo ha fatto all’inizio, spesso, e poi nulla più. Veda  com’è questa città bloccata nella sua costruzione e pensi che queste sono le emergenze in Italia, non il processo breve.

Se il Governo vuole esistere deve governare e risolvere i problemi, altrimenti sono meglio le elezioni. Quello che serve è un governo nel pieno delle sue funzioni, che cominci a passare dalle parole ai fatti.

Pier Ferdinando Casini

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Terremoto, Udc presenta proposta di legge: non lasciamo morire L’Aquila

postato il 17 novembre 2010

La sospensione delle rate dei mutui fino al 2015, l’esonero dal patto di stabilità interno per i comuni colpiti fino alla fine del 2012, l’introduzione della zona franca urbana alle nuove attività economiche nel perimetro dell’area colpita dal sisma, con agevolazioni specifiche per i primi anni di attività. E poi la nascita di un comitato istituzionale per la gestione della ricostruzione aperto anche ai rappresentanti della popolazione.
Sono i punti principali di una proposta di legge speciale per la ricostruzione delle zone abruzzesi colpite dal terremoto, presentata questa mattina in una conferenza stampa alla Camera dall’Udc.
Un provvedimento da 9 miliardi di euro per il triennio 2011-2013, coperto dalle maggiori entrate derivanti dell’aumento del 20% sulle ritenute dei redditi di capitale e di diversa natura finanziaria e con le maggiore entrate provenienti dal settore dei giochi.

“L’emergenza terremoto non è finita e il governo ha esagerato anche lì – ha spiegato Casini – la situazione è tutt’altro che risolta e l’Aquila sta morendo”. Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ha poi spiegato che il provvedimento contiene “una serie di misure a sostegno della ricostruzione materiale, economica e sociale della popolazione. Questo non è il momento delle polemiche sul terremoto – ha aggiunto – il nostro è un testo aperto”.

Tra le proposte indicate c’e’ quella di costituire un comitato istituzionale per la gestione e il controllo degli interventi di ricostruzione e l’amministrazione dei fondi assegnati. Resta in carica tre anni ed è composto da un membro della Regione Abruzzo, uno della Provincia dell’Aquila, tre membri dei Comuni coinvolti, due in rappresentanza della popolazione, due membri del Governo.
Inoltre viene proposta l’attivazione delle finanza di progetto e viene sollecitato l’indirizzo degli enti previdenziali pubblici verso investimenti immobiliari all’Aquila.

In allegato la proposta di legge

Legge Speciale Abruzzo

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Forza Italia, azzurri vincete in nome de L’Aquila

postato il 14 giugno 2010

L’Aquila muore, non facciamo morire L’aquila. Ricordiamo sempre agli italiani che questa città deve esistere. Metodi, forme, risorse, capitoli di spesa  fanno parte di un discorso da affrontare in un secondo tempo ma oggi c’è bisogno di risvegliare l’attenzione in un momento in cui tutti pensiamo di essere in pace con la nostra coscienza perché abbiamo fatto il nostro dovere. Ma qui tutta la città è transennata, è una città morta. 
E’ stato fatto un lavoro importante ma ora gli amministratori locali rischiano di non farcela se non hanno la solidarietà di tutto il popolo italiano, maggioranza e opposizione, dal Presidente del Consiglio all’ultimo parlamentare. Il sindaco Cialente mi ha fatto vedere una città addormentata, una città che ha una ferita aperta: serve  la solidarietà da parte di tutti, proprio come nei primi momenti.

Pier Ferdinando

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L’Aquila un anno dopo il terremoto, non dimentichiamo

postato il 6 aprile 2010

Terremoto L'AquilaA un anno di distanza dal violento terremoto che ha sconvolto l’Abruzzo in 25mila si sono ritrovati in una fiaccolata per le vie dell’Aquila.
Alle 3.32, ora della scossa che devastò la città, un lungo silenzio, seguito da 308 rintocchi della campana delle Anime Sante in ricordo di chi perse la vita nel sisma.
In piazza i parenti delle vittime e i comitati cittadini, che da un anno si battono per tenere alta l’attenzione sui problemi della ricostruzione.
Tanto è stato fatto, tanto è ancora da fare. Facciamo in modo che i riflettori restino accesi.
Aspettiamo i vostri commenti e i racconti di chi vive ancora quel dramma.

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