Tutti i post della categoria: Politica

Impegno a sostenere Monti su tutto

postato il 3 febbraio 2012 da Redazione

Non è possibile sostenere l’esecutivo su provvedimenti come lavoro e liberalizzazione e su tutto il resto essere in libera uscita. Ci deve essere una omogeneità della maggioranza anche su altri temi, a partire da giustizia, riordino delle amministrazioni e degli enti locali, e dalle altre grandi questioni aperte nel Paese.
Il comune impegno preso dopo l’incontro di ieri sera con il premier Monti è di procedere non in ordine sparso, ma in piena sintonia su tutto.

Pier Ferdinando

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Lavoro: fare di tutto per giovani disoccupati

postato il 3 febbraio 2012 da Redazione

Dobbiamo tenere presenti non solo i disoccupati organizzati che protestano, ma anche le migliaia e migliaia di giovani silenziosi che stanno a casa perché non trovano un’occupazione. Bisogna fare di tutto perché questi giovani non siano precari permanenti e disoccupati permanenti, con maggiore flessibilità e possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro e tenendo presente che il famoso posto fisso forse farebbe più piacere a tutti, ma non è possibile garantirlo a tutti.

Pier Ferdinando

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Da Monti provocazione efficace, non scandalizzarsi

postato il 2 febbraio 2012 da Redazione

Quella di Monti sulla “monotonia” del posto fisso è una frase provocatoria che mira ad aprire un grande dibattito nel Paese e sarebbe da provinciali non coglierla capendo cosa c’è dietro quelle parole.
Ci sono tanti sepolcri imbiancati che si scandalizzano ma sarebbe meglio andare alla sostanza: ai mutamenti sociali e del mercato del lavoro bisogna corrispondere con norme adeguate. Monti invita ad un approccio non tradizionale e in questo senso è efficace.

Pier Ferdinando

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Bene riduzione spread, ora mercato lavoro e disoccupazione giovanile

postato il 2 febbraio 2012 da Redazione

Il calo dello spread dimostra che la scelta di Monti era quella giusta. Abbiamo avuto ragione. Ora bisogna aggredire il mercato del lavoro, ci sono diritti da salvaguardare di chi già lavora, ci sono dati inaccettabili sulla disoccupazione giovanile. Immettiamo una generazione di giovani disperati che non può essere permanentemente precaria nel mondo del lavoro. Questa è la sfida del governo.

Pier Ferdinando

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Ricordare impegno di Tremaglia su voto italiani all’estero

postato il 1 febbraio 2012 da Redazione


Pier Ferdinando Casini ricorda Mirko Tremaglia: ha amato l’Italia, la sua storia, la sua identità. Ha amato gli italiani, in patria e all’estero. Ha avuto un’ostinazione incredibile nel rivendicare il voto degli italiani all’estero. Oggi c’è la necessità di far sentire a tanti che nascono e studiano in Italia un comune destino, coinvolgerli in una comune identità di appartenenza al nostro Paese.

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Tg1, è ora del Monti style

postato il 31 gennaio 2012 da Redazione

“Riceviamo e pubblichiamo” di Adriano Frinchi

Berlusconi non è più a Palazzo Chigi, Minzolini ha lasciato il Tg1 per una storia di carte di credito ma al Tg della rete ammiraglia Rai poco sembra essere cambiato o almeno qualcuno vorrebbe non cambiare niente. L’idea de dg della Rai Lorenza Lei di confermare alla guida del Tg1 Alberto Maccari più che una soluzione di transizione sembra una di quelle mosse per salvare lo status quo politico e quindi non dispiacersi troppo l’asse Pdl-Lega che fino a poco tempo fa  faceva il bello e il cattivo tempo a Viale Mazzini. Non è in discussione la professionalità di Alberto Maccari ( anche se la telefonata con il finto Bossi David Parenzo è degna di un film di Alberto Sordi) ma l’immagine del Tg1 che viene da una stagione non troppo esaltante, per usare un eufemismo. Il Tg1 deve tornare ai vecchi fasti e per far questo è necessaria una direzione autorevole e di qualità che si caratterizzi per uno stile e uno spirito equivalente a quello del governo Monti. Come ha giustamente detto Roberto Rao alla Rai la resistenza degli ultimi giapponesi non serve; la guerra per il Tg1 è finita, è giunta l’ora del Monti style.

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«Metteteci la faccia, basta distinguo e riserve sul governo»

postato il 30 gennaio 2012 da Redazione

Pubblichiamo da QN l’intervista
di Pierfrancesco De Robertis

Presidente Casini, il governo Monti ha ormai due mesi. Che voto gli diamo?
«Darei un nove al governo e un sette alla politica…»

E’ uno dei pochi a dare sette alla politica.
«Va bene, gli diamo sei…»

Torniamo al governo.
«Gli do nove perché in questi due mesi ha fatto quello che Prodi e Berlusconi non erano riusciti a fare: liberalizzazioni, pensioni, semplificazioni, manovre straordinarie. Sta adesso affrontando il delicato tema del lavoro e soprattutto siamo tornati al centro della trattativa europea. Lo spread sta scendendo ed è un segnale importante, dopodiché nessuno ha la bacchetta magica…» [Continua a leggere]

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Scalfaro ha sempre difeso Parlamento e istituzioni

postato il 29 gennaio 2012 da Redazione

Riflettere sul suo settennato

Siamo affettuosamente vicini alla figlia Marianna nel ricordo del Presidente Oscar Luigi Scalfaro, per lunghi anni appassionato militante e dirigente della Democrazia Cristiana, ministro, vicepresidente e presidente della Camera dei deputati e poi Presidente della Repubblica.
Ha sempre difeso il Parlamento e la sua centralità, la magistratura e la sua autonomia e le Istituzioni dello Stato.
Sulla sua opera bisognerà riflettere con la serenità che spesso è mancata nel valutare in particolare il suo settennato al Quirinale. Personalmente lo ricordo con grande amicizia.

Pier Ferdinando

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Ius soli, l’inutile populismo di Grillo

postato il 25 gennaio 2012 da Redazione

“Riceviamo e pubblichiamo” di Stefano Barbero

I primi a rimanerci di stucco sono stati i suoi stessi sostenitori, quelli che da alcuni anni lo seguono su internet e si sono affidati alle sue profezie. Anche Beppe Grillo non è il sant’uomo che si credeva, avranno pensato, non è il guru che rappresenta gli interessi degli indifesi, non è (più) quello che non le manda a dire ai potenti, ma sembra essersi allineato alle peggiori sparate leghiste. Il comico genovese ha preso una sua posizione sul diritto di cittadinanza ai nati in Italia, tema che tiene banco in questo periodo con diverse proposte di legge in Parlamento, campagne popolari come “L’Italia sono anch’io” e altre iniziative istituzionali, a partire dall’impegno del Presidente della Repubblica su questo fronte.

Per il Grillo nazionale, “la cittadinanza a chi nasce in Italia, anche se i genitori non ne dispongono, è senza senso”: questo perché metterebbe di fronte le opposte tifoserie, i buonisti terzomondisti della sinistra contro i leghisti alla “fora di bal”, e tanto basta per chiudere il discorso su questa battaglia di civiltà. Ma come? Proprio da Grillo dobbiamo sentire queste parole? A meravigliarsi sono stati per primi proprio i grillini del Movimento 5 stelle, quel popolo che sta crescendo, stando a quello che affermano i sondaggi, e che sullo ius soli ha idee diverse da quelle del suo leader.

In un Paese che guarda al domani e non al passato, con gli scontri ideologici e le barricate, è un dovere approfondire il discorso sulla cittadinanza agli stranieri (che poi stranieri non sono, visto che nascono e crescono insieme agli italiani). Molte forze politiche sono favorevoli a quest’apertura, il Capo dello Stato da tempo promuove questa causa, con iniziative e dichiarazioni pubbliche. Pier Ferdinando Casini ha sostanzialmente liquidato la poco commendevole uscita di Grillo come una (nuova) forma di populismo. Di queste nuove sparate populiste di Grillo non ne sentivamo il bisogno, sono ampiamente sufficienti quelle quotidiane della Lega.

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Sciopero tir: la protesta non va sottovalutata

postato il 23 gennaio 2012 da Redazione

Governo nazionale e regionale facciano loro parte
 

La protesta siciliana non deve essere sottovaluta perché, al di là delle strumentalizzazioni politiche e delle infiltrazioni criminali, fa emergere la crisi economica al sud Italia in tutta la sua drammatica concretezza. Gli agricoltori, i pescatori e gli autotrasportatori siciliani non riescono a reggere, infatti, il costo delle loro attività e rischiano di uscire dal mercato. Per questo apprezziamo la decisione del premier Monti di incontrare il presidente della regione siciliana. Ci aspettiamo, infatti, che governo centrale e governo regionale facciano fino in fondo la loro parte per rispondere alle esigenze della categorie produttive dell’isola.

Pier Ferdinando


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