Il leader Udc allo spazio di approfondimento politico di SkyTg24, condotto da Massimo Leoni.
“Il legittimo impedimento era il male minore, poi alla Camera hanno voluto estendere il provvedimento, secondo noi erroneamente, anche ai ministri, non hanno voluto accogliere i nostri rilievi e per questo ci siamo astenuti. Al Senato hanno apposto la Fiducia e noi come partito di opposizione è chiaro che votiamo contro.
Caos liste? Riteniamo sbagliato l’accanimento di Berlusconi contro i giudici, mentre avrebbe dovuto accanirsi contro i suoi che per loro stessa ammissione hanno sbagliato a consegnare le liste, così come Bersani sta commettendo l’errore di seguire il ‘pifferaio’ Di Pietro.
Ieri le statistiche hanno rivelato che l’Italia nel 2009 ha registrato un calo del Pil del 5,1%, la più grande flessione dal 1970: non dovrebbe essere questa la principale notizia dei giornali?”.
Noi non saremo in nessuna piazza perché il Paese non ha bisogno di piazze che fomentano l’odio per l’avversario politico ma che si risolvano i problemi. Ha bisogno di un grande disegno riformatore che ponga al primo posto il quoziente familiare e una gestione della sanità libera dell’intromissione dei partiti.
“Esistono motivi per ritenere che l’attenzione dedicata dalla Lega alla religione cattolica non sia genuina né disinteressata, ma espressione di una debolezza che appare invincibile a più livelli. È la Lega stessa che, non troppi anni fa, incitava “i popoli del Nord” al protestantesimo contro la Chiesa di Roma e al panteismo”. L’articolo a firma di Flavio Felice e Paolo Asolan, del Centro Studi Tocqueville-Acton, sulle colonne de ‘Il Riformista’ di oggi. [Continua a leggere]
Non abbiamo la pretesa di rappresentare i cattolici, abbiamo la pretesa di rappresentare l’identità cattolica nel nostro Paese, in modo laico e aperto.
I cattolici nel nostro partito non fanno una testimonianza teorica, ma chiedono nel governo delle regioni una valutazione importante della famiglia, che possa finalmente realizzare il quoziente familiare: più figli, meno tasse. E’ quello che aspettiamo da due anni, Berlusconi l’ha promesso in campagna elettorale e non l’ha ancora realizzato. Noi vogliamo portarlo regione per regione.
Anna La Rosa, con la partecipazione in studio di Alessandro Caprettini, intervista Pier Ferdinando Casini sulle regionali e sui principali temi dell’attualità politica.
La Corte dei Conti denuncia il dilagare della corruzione in Italia? “Temo che la gente sia sempre più disgustata dalla politica. Chi è contro il giustizialismo, come noi dell’Udc, deve prendere atto che la questione morale esiste, è un macigno, pesa sulla buona politica. Gli amministratori infedeli vanno messi al bando, perché se no la politica muore”.
Bertolaso? “Fino a prova contraria è un servitore dello Stato proprio perché bisogna essere garantisti, ma questo non c’entra niente rispetto all’esplodere della questione morale, che esiste e che purtroppo si manifesta anche nel sottobosco della Protezione civile”.
Grande Centro? “Destra, sinistra, centro: la gente è indifferente alle terminologie del passato. Ci vuole un grande partito che sul piano dei valori difenda l’identità cristiana del nostro paese e abbia un progetto di modernizzazione per l’Italia, che in questo centrodestra non si vede”.
Alla trasmissione di Canale 5 si parla di regionali, alleanze e delle nuove adesioni all’Udc: “Siamo molto soddisfatti nel vedere che personalita’ come la Binetti, come Carra, come Lusetti, come Dorina Bianchi, che hanno creduto di poter fare un’esperienza politica da cattolici all’interno del Pd, oggi scelgano l’Unione di centro. Questo dà forza al progetto”.
Oggi i garantisti e le persone serie non possono mettere la ghigliottina decapitando un servitore dello Stato prima che siano provate eventuali responsabilità. Tuttavia bisogna prendere atto che c’è una grande questione morale aperta nel Paese, dal Nord al Sud, con la presenza di amministratori infedeli. Non mettiamo la testa sotto la sabbia.
Siamo vicini al popolo e ai colleghi parlamentari iraniani, vittime di un regime che nega la libertà e che oggi, sembrerebbe, ha ammazzato una studentessa che manifestava.
Oggi siamo iraniani anche noi, le loro bandiere sono idealmente anche le nostre. L’Occidente si svegli e difenda i suoi fratelli.