Tutti i post della categoria: Esteri

Migranti: Casini loda il codice Ong «I cattolici stanno con Minniti»

postato il 10 agosto 2017

Il Papa non vuole i trafficanti

L’intervista di Antonella Coppari a Pier Ferdinando Casini pubblicata su QN

Convinto anzi arciconvinto che il codice di comportamento per le Ong sia sacrosanto determinato ad appoggiare senza se e senza ma la svolta di Minniti sull’immigrazione che sta producendo ottimi risultati di fronte a voci critiche che si levano dal mondo cattolico Pier Ferdinando Casini presidente della Commissione Affari esteri del Senato con solide radici cristiane, non ha dubbi: “Se si facesse un referendum tra gli italiani che vanno a Messa la domenica sono sicuro che la maggior parte di loro si schiererebbe con il ministro dell’Interno”.

Ma la solidarietà nei confronti dei migranti non dovrebbe essere un imperativo categorico per un cristiano?
“Sicuramente. Ma è un imperativo altrettanto categorico trattare le persone da esseri umani e non da bestie. E siccome chi arriva oggi in Italia va ad alimentare il racket della prostituzione della droga e della criminalità io dico che con i mercanti di schiavi ci deve essere tolleranza zero”. [Continua a leggere]

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Libia: su lotta a trafficanti Italia passa da parole a fatti

postato il 30 luglio 2017

Ospite di Rainews24 intervengo su migranti, rapporti tra Italia e Francia, legge elettorale e prospettive politico-elettorali.

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Libia: Il pattugliamento un colpo ai trafficanti

postato il 29 luglio 2017

Nel derby con l’Italia a rischiare è Parigi

 L’intervista di Marco Ventura pubblicata su Il Messaggero
Il derby Italia-Francia rischia di trasformarsi in un boomerang per Parigi. Su Fincantieri e sulla Libia il presidente Macron ha fatto due operazioni azzardate. I cantieri di Saint-Nazaire, una volta nazionalizzati, rischiano di restare in carico al governo francese senza funzionare, mentre il vertice con Al Serraj e Haftar è stato poco più di una photo opportunity come è dimostrato dai pesci in faccia di Haftar a Al-Serraj due giorni dopo».
È netto il presidente della Commissione Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini, su quello che l’Italia dovrebbe fare in Europa e Nord Africa. «Nel dossier libico sono coinvolti Paesi come gli Emirati Arabi Uniti e l’Egitto, col quale l’Italia ha diversi contenziosi a cominciare dal caso Regeni. Non si può lasciar bighellonare alla Farnesina uno dei nostri migliori diplomatici, Giampaolo Cantini, da tempo nominato ambasciatore al Cairo. Dev’essere mandato a insediarsi e risolvere i problemi».

È in pericolo l’amicizia tra Roma e Parigi?
«L’amicizia italo-francese è più forte delle contingenze, e la storia ha dimostrato che quando Italia e Francia non sono state in sintonia ne sono venuti fuori guai per tutti. Ma oggi il problema è più per Macron e per il governo francese. Lui sarà preoccupato dal calo di sondaggi, si è candidato in nome dell’Europa ma sa quanto sia forte in Francia la spinta sovranista».
Che cosa può succedere adesso?
«Sul fronte della cantieristica, o Macron rinnega la posizione di Hollande e la Francia farà una figura meschina, squalificandosi in Europa per una scelta inaccettabile, o invece il tutto è finalizzato a un nuovo accordo e questo farebbe parte delle regole del gioco. Fincantieri fa un’operazione industriale, non politica. Se la politica glielo impedisce, i francesi vadano avanti per conto loro. I coreani erano ben accetti perché soci finanziari? Fincantieri, proprio perché è una vera industria, può dare una prospettiva ai lavoratori francesi». [Continua a leggere]

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Navi in Africa, una svolta

postato il 28 luglio 2017

«Le Ong ribelli non sbarcheranno più migranti nei nostri porti»

L’intervista di Lorenzo Bianchi pubblicata su QN

Navi italiane a ridosso della costa libica. E’ un blocco navale?
«No, si tratta – smentisce con forza il presidente della commissione Esteri del Senato Pier Ferdinando Casini – di assistere la Guardia Costiera libica. Per la prima volta noi siamo autorizzati su richiesta del governo Sarraj a entrare nelle acque territoriali per svolgere l ‘azione di contrasto che la Guardia Costiera locale non riesce a fare cercando di respingere i trafficanti di persone. Con la nostra assistenza potrà infliggere di fatto un serio colpo alle loro attività».

Si frenerà il flusso dei migranti?
«Ora l’Italia affronta la questione libica con una strategia complessiva. C’è stato un ottimo lavoro di squadra. Sarebbe stato splendido però che il presidente francese Emmanuel Macron avesse veramente realizzato il capolavoro».

Invece?
«Al rientro in Libia Haftar (il generale che di fatto controlla la Cirenaica ndr) ha detto che Sarraj (il premier del Governo di unità nazionale appoggiato dall Onu ndr) è un fanfarone, un fantoccio e che non controlla nulla. E’ la risposta più efficace a chi riteneva che l Italia fosse stata espropriata e che si fosse realizzato il miracolo di Parigi».

Adesso Macron annuncia che il suo Paese farà in Libia centri hotspot per i richiedenti asilo politico “con o senza l’Unione Europea”
«Per noi tutto quello che contribuisce a infliggere colpi ai trafficanti di esseri umani o a bloccare questo esodo incontrollato è un fatto positivo. Comunque mi sembra che le stesse smentite francesi dimostrino che non hanno le idee così chiare». [Continua a leggere]

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Venezuela: Parlamento italiano sempre attento su crisi

postato il 26 luglio 2017

Alla conferenza sulla situazione del Venezuela, promossa dal vice presidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama, Alessandro Maran, alla presenza di Tulio Hernàndez, scrittore e sociologo venezuelano costretto all’esilio dal suo Paese per il suo dissenso nei confronti del regime di Maduro.

sdr

Il Parlamento italiano, anche in nome del meraviglioso rapporto con il Venezuela, non si è mai addormentato su questa vicenda, cercando di tenere sempre desta l’attenzione. Sarebbe molto bello che i giovani italiani capissero fino in fondo cosa significa la politica e la democrazia guardando il Venezuela oggi, a noi sembra che tutto sia acquisito, che abbiamo tutto facile.
Tutto parte da un concetto di fondo, la legittimità del parlamento. Il popolo ha eletto legittimamente il parlamento, a cui però, a tavolino, è stata sottratta la legittimità democratica, da parte di chi invece aveva perso la sua di legittimità, cioè da parte del governo. Molti di noi hanno paura che alla fine finisca in un bagno di sangue, questo è il rischio vero che abbiamo di fronte.
Noi siamo con il Venezuela con l’anima e col cuore.

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Migranti: «Si rischia di regalare il Paese al populismo, se nessuno collabora ci serve un piano B»

postato il 4 luglio 2017

L’intervista di Marco Ventura pubblicata sul Messaggero

«Serve un piano B dell’Italia». Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Esteri del Senato, non crede più alle dichiarazioni d’intenti dei partner europei e suggerisce un’agenda concreta sull’immigrazione. «Il vertice europeo giovedì servirà a capire se oltre alle parole, a una generale consapevolezza, si passerà ai fatti. La determinazione del governo italiano, del ministro dell’Interno Minniti, ha prodotto frutti, ma adesso non c’è più un secondo tempo e se vogliamo essere efficaci nelle trattative dobbiamo avere un piano alternativo.»

Quale sarebbe il piano B?
«Tre punti. Il primo: la parziale chiusura dei porti che sono ingolfati e al limite della capacità recettiva, e il dirottamento delle navi in altri porti. Secondo: l’adozione di una linea nazionale più rigorosa verso le navi delle Organizzazioni non governative che adottano comportamenti sospetti come spegnere i transponder quando si avvicinano alle acque libiche. Una cosa inaccettabile, che nulla ha a che fare con lo straordinario esempio del volontariato e che introduce un’ombra, un sospetto sulla correttezza delle operazioni. Queste navi non devono poter attraccare da noi.»

Il terzo punto?
«Se la situazione rimane com’è, le navi che battono bandiere per esempio spagnole e francesi devono essere dirottate sui porti della Corsica o delle Baleari. Perché dobbiamo farci carico noi di tutto e di tutti? La situazione in Italia è esplosiva, la rete di accoglienza straordinaria che il Viminale ha messo in campo tramite i prefetti è allo stremo e rischiamo di regalare il paese all’anti-europeismo e al razzismo.»

Un netto cambio di politica?
«L’Italia ha già dimostrato di avere un grande spirito umanitario, fra l’altro con la missione Mare Nostrum. Adesso non abbiamo scelta. L’altro tema è la Libia. Una parte di quanti vengono salvati devono poter essere riportati in centri d’accoglienza gestiti dall’Onu in Libia. Ci vuole una missione europea sui confini tra Libia e altri Paesi subsahariani. È importante che abbiamo missioni dall’Afghanistan al Libano, ma è paradossale che ne l’Italia ne l’Europa siano presenti nella Libia del Sud da dove transitano i profughi. Che non sono libici.» [Continua a leggere]

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Migranti: “Le minacce a vuoto? Danneggiano l’Italia”

postato il 2 luglio 2017

Le Ong straniere attracchino nei loro porti

L’intervista di Veronica Passeri a Pier Ferdinando Casini, pubblicata su QN

Le navi delle Ong francesi e spagnole che salvano migranti in mare attracchino nei porti francesi e spagnoli. Secondo Pier Ferdinando Casini, presidente della commissione Esteri del Senato, bisogna iniziare da questo. Ma attenzione a lanciare all’Ue ‘avvertimenti’ che poi non si mettono in pratica. È controproducente.

Presidente Casini la preoccupa ciò che sta avvenendo sul fronte immigrazione?

«La pressione è ormai insostenibile, le prefetture non ce la fanno più a distribuire sul territorio i migranti né i Comuni ad accoglierli: a questo punto la solidarietà di rito che ci arriva dall’Ue rischia quasi di essere insultante. Gli elogi e i complimenti fanno piacere ma qui rischiamo che la pressione migratoria, nel periodo estivo di massimo afflusso, sia ingestibile».

Chiudere i porti è una soluzione?

«Ora io non so se è possibile, in base agli accordi internazionali, la chiusura dei porti, so che una cosa è possibile: le navi delle Ong che battono bandiera francese o spagnola vadano ad attraccare nei porti francesi e spagnoli, alle Baleari o in Corsica, dove vogliono, ma non è più possibile che vengano tutte da noi». [Continua a leggere]

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Con Trump aumenta il disordine mondiale

postato il 9 giugno 2017


L’intervista di Marco Ventura pubblicata sul Messaggero

Le nuove accuse dell’ex capo dell’ Fbi, James Comey, a Donald Trump sul Russiagate? «Vedremo. Sono garantista da sempre. Mi preoccupano di Trump i riflessi della sua politica estera». Pier Ferdinando Casini interpreta come cambia il mondo con Trump. Ma questo è un problema che riguarda solo gli americani, mentre mi preoccupano di Trump i riflessi della sua politica estera. Passare dal tweet in cui accusa il Qatar di complicità col terrorismo, a una telefonata all’Emiro assicurandogli la mediazione, è sorprendente… Trump aumenta il disordine mondiale».
Pier Ferdinando Casini interpreta come cambia il mondo con Trump nella doppia veste di presidente della commissione Esteri del Senato e docente di Geopolitica del Mediterraneo alla Lumsa.

Lo Stato Islamico sta per essere sconfitto. Perché solo ora?
«C’è stato un salto di qualità nella volontà dei Paesi della coalizione di colpire il Califfato. Anche chi lo aveva foraggiato sotto banco e aveva accettato di commercializzare il suo petrolio e i reperti archeologici trafugati, ha capito che era diventato un serpente troppo pericoloso per tutti e adesso c’è l’intesa a schiacciarlo».

Quale conseguenza avrà la sua sparizione?
«L’Occidente deve aspettarsi un’offensiva del terrore attraverso i foreign fighters di ritorno, paradossalmente non è scontato che la sconfitta del Califfato sia indolore per noi. Anzi, dovremmo aumentare prevenzione e vigilanza: più sarà sconfitto sul terreno siro-iracheno, più l’Isis esporterà il terrorismo, con emissari e una propaganda jihadista su Internet che fa adepti tra gli immigrati della seconda e terza generazione in Europa». [Continua a leggere]

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Ospite di Otto e Mezzo

postato il 24 maggio 2017

Al programma di approfondimento di Lilli Gruber, insieme a Marco Travaglio e Beppe Severgnini, in una puntata dedicata dell’attentato di Manchester, alla prima visita di Trump in Italia e al 25 anniversario della strage di Capaci.

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Venezuela: Italia ha fatto la sua parte, continuare con gli sforzi

postato il 18 maggio 2017


Signora Presidente, innanzitutto vorrei ringraziare il Gruppo del Partito Democratico, in particolare il senatore Sangalli, che ha chiesto nei giorni scorsi l’informativa del Governo sul tema del Venezuela, rinnovando l’impegno del Senato a tal riguardo.
Il Ministro degli esteri è stato così esauriente che merita, da parte mia, pochissime considerazioni.
Inizio il mio intervento ricordando a tutti voi ciò che la Santa Sede ha posto al centro della sua mediazione con le autorità venezuelane, in una lettera che, prima della fine dell’anno, il cardinale segretario di Stato Parolin pubblicizzò. I tre punti che la Santa Sede poneva al centro della possibile mediazione per impegnarsi erano: immediata liberazione dei prigionieri politici; fissazione di un calendario elettorale; arrivo certo e garantito degli aiuti umanitari e sanitari di cui il Venezuela ha bisogno.
Le risposte a queste tre richieste, ineludibili come base di mediazione, sono state semplicemente l’intensificazione della repressione; l’abolizione delle elezioni dei governatori; la sparizione da qualsiasi agenda politica di nuove elezioni, così come dovrebbero essere naturalmente fissate e come sono fissate in ogni Paese, e l’invenzione dell’Assemblea costituente, la cui base di elezione non è quella elettorale popolare, come sarebbe implicito nella parola stessa di «Assemblea costituente», ma è costituita da non meglio identificati comitati di base. Infine, continua a esservi la chiusura netta nel recepimento di qualsiasi aiuto sanitario.

Davanti a siffatte realtà, parteciperò la prossima settimana, su delega del Presidente, all’incontro dei Presidenti di Parlamento a Brasilia sul tema del Venezuela. E vi faccio notare che ha convocato questa riunione, a cui sono stati invitati solo i rappresentanti dei Parlamenti italiano e spagnolo, quel Brasile che, per sua tradizione, ha un rapporto di amicizia e di preferenzialità con il Venezuela. Vi dico questo per farvi rilevare quanto è cambiata la percezione della situazione in Venezuela, come ha testimoniato il ministro Alfano quando ha fatto riferimento a Mujica, l’ex presidente dell’Uruguay, e all’attuale presidente uruguaiano, che sono tradizionalmente sponsor dell’esperienza chavista in Venezuela.
Davanti a questa realtà devo esprimere la soddisfazione – da un lato – per quello che noi abbiamo fatto – i politici e le Assemblee parlamentari sono sempre criticati e, almeno in questa circostanza, in Europa siamo stati i primi – e – dall’altro – per come il Ministero degli esteri ha cercato di rispondere alle emergenze della nostra comunità locale. Mi sento in dovere però di dire, ministro Alfano, che bisogna comunque fare di più: é già molto ciò che si è fatto, ma bisogna fare di più e non sentirci appagati da quanto è stato compiuto.
L’ambasciatore Silvio Mignano e i suoi collaboratori fanno cose straordinarie. Io vorrei dire qui, in Senato, che una volta tanto dobbiamo ringraziare i nostri diplomatici e indirizzare loro un applauso. Perché so cosa significa in questo momento, per gli impiegati del nostro consolato e della nostra ambasciata, recarsi il mattino al lavoro. Già recarsi al lavoro è una impresa e molti preferiscono rimanere negli uffici dalla fine della giornata di lavoro fino all’inizio del giorno dopo per evitare l’incognita dell’andare a casa e del dover tornare in ufficio. Noi dobbiamo, perciò, fare sempre di più.
Naturalmente rivolgo in questa sede un vivo ringraziamento anche al Presidente della Repubblica. Il fatto che nei suoi colloqui in Sud America il presidente Mattarella si sia fatto carico del disagio che esiste non solo nella comunità degli Stati, in Unione europea o in Italia, ma anche tra i nostri connazionali gli fa onore perché avrebbe potuto limitarsi a un ruolo più formale. Invece, questo dimostra come l’Italia stia seguendo con apprensione tutta la vicenda.
Ella ha menzionato, signor Ministro, il tema del risarcimento delle aziende italiane. Un ordine del giorno a prima firma del senatore Sangalli relativo a quel problema è stato approvato da quest’Aula. È chiaro che questo è problema sul tappeto: quando abbiamo approvato l’ordine del giorno Sangalli era serio, mentre oggi è diventato serissimo, perché la situazione sta peggiorando invece di migliorare.
Avremo probabilmente in Italia il fratello di Leopoldo López e abbiamo avuto la figlia di Antonio Ledezma, che è agli arresti domiciliari. Dobbiamo intensificare le azioni di pressione verso il Governo venezuelano, perché vogliamo una cosa sola, rispettando Governo e Parlamento: la possibilità per i cittadini di quel Paese di votare, perché questo è il presupposto per qualsiasi evoluzione. E io credo che la linea indicata dal Ministro degli esteri mai come oggi rappresenti con efficacia la linea di tutto il Parlamento.

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  • Isabella Olivieri: Grazie ! Voluntad Popular Italia
  • pacor giorgio: sono ex udc sono sempre con Casini mandatemi messaggi
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