Tutti i post della categoria: Agricoltura

Onorevoli rispettate la legge: la strana storia delle quote latte

postato il 30 gennaio 2011 da Redazione

“Ancora una volta, purtroppo, avevamo ragione noi: il disegno della Lega era chiaro e ora si sta confermando come una colossale truffa ai danni di tutti gli italiani”. Mauro Libè, deputato e responsabile Enti locali dell’Udc, commenta così all’agenzia ANSA  il tentativo della Lega Nord di inserire nel cosiddetto “decreto milleproroghe” una nuova sospensione al pagamento delle multe per le quote latte.

La questione era già stata abbondantemente dibattuta in passato ed allora come adesso si era levata forte la voce del fronte contrario a tale iniziativa: fronte che comprendeva sia le organizzazioni del mondo agricolo che lo stesso Ministro dell’Agricoltura Galan oltre ovviamente allo schieramento di opposizione. Nessuna particolare obiezione era ed è  invece pervenuta dal solitamente rigido custode della finanza pubblica e cioè il Ministro Tremonti.

Ed è davvero curioso e paradossale chiedersi il perché di questo accanimento leghista nel volere a tutti i costi difendere uno sparuto gruppetto di qualche decina di allevatori padani che consapevolmente hanno infranto le regole, danneggiando la maggioranza dei loro colleghi che infatti sono unanimemente schierati contro ogni proroga dei pagamenti.

Per chiarirci le idee, o forse complicarcele ulteriormente, può allora essere utile rileggere un articolo pubblicato nel luglio scorso sul blog “Finanza e Potere” del giornalista de “Il Sole 24 Ore” Giuseppe Oddo in cui si pone in esplicito riferimento la questione delle”quote latte” con quella ben più spinosa della fallita banca padana CrediEuroNord, che doveva essere la testa di ponte leghista nella conquista del sistema bancario italiano.

Singolare poi risulta l’appello del Ministro Galan che dice: “Mi rivolgo ai parlamentari di maggioranza ed opposizione perché venga bocciato l’emendamento leghista al decreto legge Milleproroghe che prevede lo slittamento a giugno del pagamento delle quote latte.  Accoglierlo non sarebbe né legale né etico: le leggi vanno rispettate”; singolare dicevo perché dovrebbe essere superfluo e finanche offensivo il richiamo ai parlamentari affinché rispettino le leggi, visto che ne dovrebbero essere gli estensori!

Rimane l’ultima amara considerazione e cioè che il tutto si svolge lucrando sulle spalle dei moltissimi agricoltori onesti che, tra grandi sacrifici, continuano a portare avanti la loro opera in questo settore fondamentale per l’economia nazionale e nei fatti spesso dimenticato o quanto meno sottovalutato.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Roberto Dal Pan

Commenta

Il governo latita e il cittadino ne paga le conseguenze: multe europee e aumento dei prezzi degli alimenti

postato il 19 novembre 2010 da Redazione

Questo governo sofferente e moribondo sta calamitando tutta l’attenzione dei media italiani, che sembrano essersi dimenticati che le esigenze delle persone sono anche altre: la gente non ha solo bisogno di chiarezza politica, ma anche di qualcuno che risolva i problemi che si accavallano e che, se ignorati, si ingigantiscono.
Un esempio lampante di ciò è nelle multe che recentemente l’Unione Europea ha sanzionato al governo italiano, reo di non avere preso provvedimenti dopo gli avvisi e le comunicazioni inviate dalla UE medesima.
Le multe in questione sono due: la prima riguarda la mancata applicazione di una sentenza del 2004 riguardante tre discariche nei pressi di Milano nei Comuni di Rodano e Pioltello, e contenenti rifiuti industriali. Queste discariche contengono rifiuti pericolosi e costituiscono una minaccia per l’aria e le acque locali (come si legge dal provvedimento dell’UE), e le sanzioni richieste all’Italia ammontano ad una multa giornaliera di 195.840 euro a decorrere dalla data della seconda sentenza della Corte fino all’avvenuta applicazione della decisione, più una somma forfettaria che è pari a 21.420 euro per ogni giorno trascorso dalla data della prima sentenza della Corte (2004) fino alla seconda. Considerando che sono passati ormai 6 anni, la somma sarebbe davvero elevata, circa 440 milioni di euro, paragoniamoli ai 100 milioni messi a disposizione per le cure dei malati di Sla.
Per altro solo una delle tre discariche risulta bonificata (con l’asportazione di 35.000 tonnellate di rifiuti), mentre la seconda discarica non è ancora stata rimossa e la bonifica della terza discarica è appena cominciata, nonostante la vicenda del “Polo Chimico di Pioltello-Rodano” fosse nota dal 1986.
La maggiore responsabile del danno è la Sisas, Società Italiana Serie Acetica Sintetica, che nel frattempo è fallita, lasciando, ancora oggi, circa 280 mila tonnellate di rifiuti industriali da smaltire nelle vasche A e B. La bonifica era stata affidata, nel frattempo alla Tr Estate 2, società che faceva capo a Giuseppe Grossi, l’imprenditore arrestato nell’ambito dell’inchiesta Montecity-Santa Giulia assieme a Rosanna Gariboldi, assessore all’Organizzazione Interna e Relazioni Esterne della provincia di Pavia e moglie di Giancarlo Abelli, deputato del Pdl.

L’altra multa è stata comminata al governo italiano per non avere recuperato, come gli era stato imposto, fli aiuti di Stato concessi a imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico.
“La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia per non aver eseguito una decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea che ordina il recupero di aiuti di Stato illegali e incompatibili da imprese di servizi pubblici a prevalente capitale pubblico”, dice la nota.
La sentenza risale al 2006 e, la cosa più incredibile è che, nonostante i progressi compiuti nel recupero, le autorità italiane non hanno notificato alla commissione l’avvenuto completamento di tale operazione. Trattandosi di un deferimento alla Corte per il mancato rispetto di una precedente sentenza della Corte, “la Commissione ha deciso di chiedere alla Corte di imporre il pagamento di una penalità di 65.280 euro per giorno di ritardo successivo alla seconda sentenza della Corte fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione e di una somma forfettaria di 7.140 euro al giorno per il periodo intercorso tra la sentenza della Corte del 2006 e la seconda sentenza della Corte”, come recita il comunicato UE.
In pratica, paghiamo questa multa, perché il governo italiano si è scordato di comunicare alla UE di avere adempiuto ad una sentenza; per avere scordato di spedire una lettera con annesso francobollo (se consideriamo una raccomandata, diciamo 5-10 euro), noi pagheremo alcuni milioni di euro.
In mezzo a tutto questo, suona strano e preoccupante il silenzio assordante del ministero delle politiche agricole, relativo al nuovo rapporto FAO che prevede un notevole aumento nei prezzi dei cereali e delle derrate alimentari, aumento di prezzo che verrà pagato dai cittadini. Concordo con chi chiede un rilancio del settore agricolo, considerando che sempre la FAO prevede che, per evitare tensioni, bisognerà raddoppiare la produzione mondiale a breve, invocando una politica agricola non velleitaria, ma concreta e pragmatica. Ma la cosa peggiore è che la FAO prevede che questo aumento riguarderà tutto il comparto alimentare, considerando, ad esempio, che il mercato ittico da alcuni mesi ha visto impennarsi i prezzi, come anche lo zucchero, la soia, i cereali e così via, mentre le scorte di cereali stanno diminuendo.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Caterina Catanese

Commenta

I temporeggiatori: la crisi uccide l’agricoltura e loro aspettano

postato il 14 ottobre 2010 da Redazione

Aratura del terreno di Vito - BariQualche giorno fa, alla Camera dei Deputati, gli onorevoli Mauro Libè, Teresio Delfino e Gian Luca Galletti, hanno presentato all’aula parlamentare alcuni ordini del giorno, che prendendo atto della grave situazione dell’agricoltura italiana, delle aziende agricole, degli alti costi di produzione e dei bassi prezzi di vendita, che non riescono a ripagare le spese sostenute dagli agricoltori, della crisi del settore bieticolo-saccarifero e della forte incertezza dei mercati mondiali di materie prime. Gli ordini del giorno sono stati approvati, anche con alcuni voti della maggioranza, ed ora impegnano il Governo e il ministro dell’Agricoltura Giancarlo Galan ad attivarsi con tutti mezzi, a livello locale, nazionale e comunitario per reperire risorse da investire in questi settori vitali per molte aree d’Italia. Non basta: bisogna cercare concertazione a livello europeo per ridistribuire la ricchezza prodotta nella filiera agroalimentare in maniera più equa e soprattutto guardando al produttore.

Ha ragione il ministro Giancarlo Galan quando dice che l’ordine del giorno dell’onorevole Libè e colleghi è aria fritta. Infatti la situazione è continuamente peggiorata, in un’univoca discesa dei redditi che ha portato all’azzeramento totale dei profitti, fino al sorgere di gravi situazioni di indebitamento degli agricoltori. Ma al ministro ha risposto la Camera dei Deputati, approvando l’odg presentato dagli onorevoli dell’Udc, con 247 voti a favore. Dopo tanti anni di crisi perenne, dopo tanta rabbia degli agricoltori, dopo tante belle parole spese da destra e sinistra, il Governo del Fare, cosa ha fatto? Rappresentato dal ministro competente, il Governo ha rigettato al mittente l’ormai arcinota “questione agricola”, tacciandola come vecchia.

Ma cosa si può fare per rialzare il settore primario? Le risposte potrebbero essere tante. Le vie per il rilancio organico dell’agricoltura sono infinite e tutte potrebbero portare a dei risultati, ma il Governo quale di queste strade ha preso? Per ora è al bivio, in attesa che qualche azienda chiuda, che qualche altra vada in mano alle banche, che qualche agricoltore venda i terreni e la casa, da dove la sua famiglia vive da più di 3-4 generazioni e vada a fare il disoccupato in “città”. Il Governo attende una possibile ripresa interna dei consumi, una nuova politica economica dall’Unione Europea, un rilancio delle esportazioni, un’annata climatica decente. Forse il Governo attende che il mercato faccia la sua parte e che la regola del più forte prevalga anche in agricoltura: pesce grande mangia pesce piccolo.

Gli onorevoli Libè e Galletti chiedono al Governo di investire risorse e tempo nel settore bieticolo-saccarifero, ormai allo stremo dopo anni di completa distruzione attuata dalla Comunità Europea. Io mi chiedo: perché continuare con lo stato comatoso in cui persistono le aziende agricole del comparto bieticolo-saccarifero? I soldi ci sono solo per rottamare le attrezzature delle aziende del settore e per la riconversione di tutte le strutture industriali e produttive che lavorano le barbabietole. Se si tratta di un settore vitale per l’economia locale e per le migliaia di lavoratori che vi sono impiegati, perché riconvertirlo ad altre produzioni, che poi faranno la stessa fine del settore bieticolo-saccarifero tra qualche anno? Perché un settore di 10 mila aziende agricole, in 11 regioni italiane, con 62 mila ettari che riforniscono 4 stabilimenti industriali produttori di zucchero completamente consumato dal mercato italiano, occupando il 30% del mercato nazionale, deve essere dismesso? Perché questo suicidio? Perché i costi superano i ricavi e allora c’è bisogno di soldi pubblici per reggere a galla la barca: contributi, premi, finanziamenti, ecc.

Possibile che la Grande Europa non riesca a trovare un equilibrio ai settori agroalimentari? Possibile che non riesca a difendere le produzioni locali, le produzioni nazionali, le produzioni autoctone? Possibile che non sappia fare altro che concedere a destra e a manca indicazioni di origine protetta e denominazione di origine controllata e altre sigle varie? E bene si: i tanti governi dell’Europa unita non riescono a governare i mercati internazionali di materie prime. L’unico modo sarebbe reintrodurre dazi doganali degni di tale nome e portare ad un aumento consistente del prezzo dei prodotti di consumo alimentare, spostando i problemi dal produttore al consumatore, senza penalizzare i livelli intermedi. Quale la via da intraprendere? Anche l’Europa aspetta. Attende i mercati, la fine della crisi, la ripresa dell’economia. Ma forse attende ancor più il 2013, anno della scadenza dell’attuale Pac (politica agricola comunitaria), per iniziare a discutere di una nuova Pac più equa, meno spendacciona, più mirata alle vere esigenze del settore, più sana. Insomma tutti attendono.

“Riceviamo e pubblichiamo” di Antonio Di Matteo

3 Commenti

Quote latte, diamo voce ad un allevatore veneto che ha sempre rispettato la legge

postato il 22 luglio 2010 da Redazione

“Riceviamo e pubblichiamo” la testimonianza di Stefano Baldan, imprenditore agricolo di Mira (Venezia)

Sono un imprenditore agricolo, allevatore di vacche da latte. In questi giorni mi sento profondamente indignato, offeso e preso in giro. Svolgo il mio lavoro quotidianamente, mi alzo alle 5 tutte le mattine, giorni feriali e festivi, pago il mio lavoro e quello dei miei dipendenti tutti i giorni perché rispetto la legge: sono in regola con le quote latte, acquistate negli anni con grande sacrificio.

Negli scorsi giorni sono stati pubblicati vari articoli sui quotidiani che parlavano di persone (che non definisco allevatori ma “truffatori”) che hanno contenziosi con lo stato, ossia multe da pagare di 3,5 milioni di euro, che si presentano a trasmissioni televisive e hanno spazio sui giornali, come vittime o eroi di turno; si presentano però alle manifestazioni con trattori nuovi da 100-150 mila euro, fanno parte di cooperative fasulle, create per non versare le multe, sono venditori di latte “in nero”… ma io mi chiedo: tutti i soldi del latte venduto fuori regola, che fine hanno fatto?

L’anno scorso il ministro Zaia aveva promulgato una legge per sistemare in modo definitivo il problema delle quote latte. Dopo meno di un anno ed il parere negativo dell’Unione Europea sulla questione, a questa legge, fatta da un ministro leghista, subentra una nuova proroga e “questi” continuano a non pagare!Qual è la morale? Io, che come tanti italiani, rispetto le leggi e le regole civili, giuste o non giuste che siano, educo i miei figli a questi valori, assisto continuamente alla vittoria degli imbroglioni, degli irrispettosi e dei furbi.

Lo stato italiano si sta sporcando, perdendo dignità davanti all’Europa e togliendo soldi dalle tasche di tutti gli italiani per salvaguardare un manipolo di 400 “allevatori” fuorilegge.

3 Commenti

I furbetti del latte

postato il 17 luglio 2010 da Redazione

di Giuseppe Portonera

Una signora (su un sito dal nome che è tutto un programma: “Il Padano”, sottotitolo esplicativo: “Una terra, un popolo, il suo quotidiano”) si chiede perché l’On Casini e l’Udc stiano conducendo una battaglia così aperta contro il condono per le quote latte in eccedenza e perché “Casini, che non rinnega il suo passato democristiano, non fa il bel gesto di pagare di tasca sua le assurde e democristiane multe che ridurrebbero sul lastrico le famiglie dei nostri allevatori?”. Sembra una richiesta accorata, da non sottovalutare. Peccato sia soltanto falsa e faziosa. Perché intanto le famiglie che rischierebbero di essere ridotte sul lastrico sarebbero una irrisoria parte degli attuali 40 mila allevatori: solo quelle, cioè, dei furbetti, di coloro che si sono rifiutati di mettersi in regola con le direttive europee e hanno optato per la resistenza ad oltranza, non tirando mai fuori un centesimo. Ed ora, come se niente fosse, saranno proprio loro a beneficiare addirittura di una sospensione del pagamento delle multe, perché gli amici leghisti (sì, proprio quelli di Roma Ladrona), hanno ben pensato di salvare i (loro) furbetti della mangiatoia, quel 10 per cento di allevatori del Nord che si è fatto beffe dei colleghi onesti. Quindi, signora, perché pensare a Casini? C’è già Bossi, per questo.

3 Commenti

Quote Latte, la multa di pochi che paghiamo tutti

postato il 15 luglio 2010 da Redazione

di Gaspare Compagno

Le quote latte sono lo specchio della deriva della politica della maggioranza in questo paese: poche voci di buon senso che vengono fatte tacere in nome della tenuta del governo.

E’ di queste ore la notizia che nel braccio di ferro sulle quote latte, il grande sconfitto è il ministro per l’agricoltura Giancarlo Galan, uno che conosce il Veneto e la Lega (che è la vera vincitrice di questo braccio di ferro), che ha dichiarato che i leghisti sono stati “arroganti e irresponsabili”.

 Sulla stessa onda i giudizi, espressi nei giorni passati, dagli onorevoli Casini (che ha dichiarato: ”non si puo’ privilegiare chi per anni non ha pagato il proprio impegno con lo Stato. E’ un pessimo segnale ai cittadini italiani”) e Libè (che ha dichiarato: “Oggi la Lega vuole congelare anche le rateizzazioni che, se così fosse, dovrebbero essere pagate all’Europa dall’intero Paese. E questo mentre agli Italiani onesti vengono chiesti duri sacrifici. Siamo al paradosso”).

Cosa è accaduto oggi? Nonostante l’opposizione del ministro Galan, della Commissione Europea (per bocca del commissario all’Agricoltura, Ciolos) e del variegato fronte dei legalisti che comprende pure le massime organizzazioni del settore, tra cui Confagricoltura, secondo i quali «le multe vanno pagate e basta compromessi», la sospensione delle sanzioni fino al 31 dicembre è entrata nel maxiemendamento alla manovra economica, blindato con la fiducia, che va al voto oggi in Senato.

Ma questo non era sufficiente: i leghisti hanno anche ottenuto che il nuovo testo del provvedimento contenga un esplicito rimando agli «accertamenti in corso», cioè alle indagini condotte dall’Arma dei carabinieri e dall’apposita commissione di indagine sulle quote latte rimandando i pagamenti quanto meno al 31 dicembre.

Ma adesso si pone un problema serio: non solo l’Italia ha già un buco nero di 4 miliardi di euro, ma quasi sicuramente, questa sospensione comporterà una multa da parte di Bruxelles. Multa che si aggira intorno al miliardo di euro come afferma Ciolos, commissario europeo all’agricoltura che ha affermato che la decisione del governo italiano è in contrasto non solo con le norme comunitarie, ma soprattutto con gli impegni assunti da questo governo in sede europea. E non è vero che questo provvedimento del governo va incontro a tutti gli operatori del settore, in quanto proprio le associazioni di categoria sono le prime a scendere in campo contro il governo.

Facciamo i conti: 4 miliardi più 1 miliardo fanno 5 miliardi di euro. Che tutti gli Italiani pagano, solo perchè la Lega deve proteggere i suoi interessi localistici. Perchè badiamo bene, qui non si parla di tutelare i produttori di latte italiani, ma si tratta solamente di premiare i soliti furbi che, non hanno rispettato la legge e ceh scaricano i loro costi su tutti gli Italiani.

In questo caso, alla Lega conviene parlare di una sola Italia, quando i furbastri che la sostengono, devono pagare, allroa è bene spalmare tutte le multe su tutti gli italiani; mentre quando c’è da ricevere soldi, allora non si parla più di Italia, ma di Padania. Tutto questo all’insegna del “ciò che è tuo è mio, e ciò che è mio, resta mio”.

Con questo miliardo avremmo potuto finanziare i bonus di merito degli insegnanti; magari pagare gli insegnanti di sostegno per i bambini portatori di handicap. Magari si potevano migliorare alcuni presidi ospedalieri, o mitigare i sacrifici che questa finanziaria chiede agli Italiani.

E invece no, si tratta di soldi che tutti noi pagheremo per permettere ai soliti furbi di avvantaggiarsene.

Brunetta, ieri ha affermato che le auto blu costano all’Italia 4 miliardi di euro, e poi ha detto che si potrebbe risparmiare la metà di questi soldi, ma io non arrivo a chiedere tanto. Basterebbe risparmiare il 30% per arrivare ad avere 1,2 miliardi di euro in più nelle tasche dello Stato.

Con questi soldi si potrebbero finanziare due, tre progetti bene per vedere dei risultati concreti. E invece no, serviranno a ripianare i debiti dei furbetti delle quote latte.

Con questi soldi, ad esempio, si potrebbe istituire un fondo per le giovani coppie che volessero comrpare casa, o aiutare i lavoratori licenziati, magari proprio le famiglie degli operai che, dati alla mano, sono sempre più povere.

Invece no.

Noi non potremo attuare nulla di tutto ciò, perchè dobbiamo pagare la cecità, la scarsa lungimiranza, l’affarismo, il clientelismo della lega.

Con questo miliardo, potevamo finanziare il quoziente familiare, e invece no, dovremo dire alle famiglie, ai giovani disoccupati, ai meno fortunati, che anche oggi subiranno l’ennesimo ladrocinio, per tutelare i soliti furbi.

4 Commenti

Quote latte, no ai ricatti della Lega

postato il 10 luglio 2010 da Redazione

In queste ore sta avvenendo una cosa molto grave sulle quote latte nonostante l’impegno del ministro Galan, che ha chiesto di rispettare la legge e dare un segnale ai cittadini onesti abolendo l’emendamento che consente ai cosiddetti splafonatori di essere ancora una volta sanati.
Chiediamo al governo di dare un segnale ai cittadini onesti: sulle quote latte nuove truffe non sono accettabili, bisogna che chi deve pagare le multe le paghi, perché non si puo’ chiedere una manovra di sacrifici così come ci chiede l’Europa e poi consentire che i sacrifici li facciano solo i cittadini onesti.
E’ una grande questione morale. Chiediamo al governo di ripristinare la legalita’, di appoggiare la linea del governo espressa da Galan e non certo quella ancora una volta di sottostare ai ricatti della Lega.

Pier Ferdinando

8 Commenti

Quote latte: Casini e Libe’, allarme per la sanatoria tombale agli evasori

postato il 2 luglio 2010 da Redazione

Un anno fa ci opponemmo al Ministro Zaia quando si fece promotore di una vergognosa sanatoria che prevedeva una blanda rateizzazione delle multe per chi non aveva rispettato le quote.
Oggi la Lega, con a capo l’ex ministro e il giovane Bossi, vuole ancora di più, un condono totale, il congelamento della rateizzazione delle multe che dovrebbero essere quindi pagate all’Europa dall’intero Paese.
Avvantaggiare i disonesti, mentre si chiedono duri sacrifici agli italiani onesti, sarebbe un vero paradosso.

Gli allevatori onesti, che a fronte di costese rinunce hanno rispettato le regole, sono gli unici a dovere essere tutelati.
Confidiamo nel Ministro Galan affinchè non venga ancora una volta minato lo Stato di diritto.

1 Commento

L’epopea delle “quote latte” e le soluzioni della Lega di Bossi

postato il 26 giugno 2010 da Redazione

quote-latte-vacca-cucina

di Maurizio Isma

La storia delle quote latte inizia ben 23 anni fa, nel 1987, anche se la normativa europea risale al 1984, quando arriva a casa di tutti gli agricoltori una lettera in cui si  dice che la produzione di latte a livello europeo è stata contingentata e che d’ora in avanti il producibile è equivalente al prodotto dal 1 aprile ‘86 al 31 marzo ‘87. I produttori più diligenti si sono subito adeguati alle nuove normative, ma nel  1989 arriva un’altra lettera in cui si afferma che solo pochi produttori hanno rispettato le regole, vengono perciò create due fasce, la prima quota A per chi ha sempre rispettato la produzione continuerà in tale mentre chi in quei due anni ha prodotto più del dovuto venne sommata un’ulteriore quota B che sommata alla A darà il producibile per anno.

Semplificando è  come dire abbiamo piazzato il limite dei 50 all’ora, abbiamo messo l’autovelox, quelli che abbiamo beccato a 100 all’ora gli daremo d’ora in avanti un permesso per andare a 100, mentre chi ha sempre rispettato il limiti dovrà continuare a rispettarli.

Gli anni passano i politici in caccia di voti (anni in cui le elezioni hanno periodicità annuale) dicono ai produttori di fregarsene dei limiti imposti che anche se dovessero arrivare le multe le avrebbe pagate lo Stato all’Unione Europea. Passano gli anni, alcuni allevatori sentendosi dire che le multe non le avrebbero pagate vendono proprie quote a chi ne usufruisce e vuole rispettare le regole e con i soldi ricavati comprano vacche ed aumentano la produzione.

Riassumendo da una parte c’è chi si indebita per comprar quote e rimanere all’interno dei paramentri dettati dallUE e dall’altra chi fa soldi o si espande a dismisura in barba alle direttive comunitarie.

mungituraQui arriva finalmente l’ Europa, stufa di farsi prendere in giro dall’Italia mette dei paletti e tuona che è ora di finirla, le quote non le paga lo Stato ma i singoli produttori. Con vari escamotage, per esempio, sfruttando il fatto che è il primo acquirente il sostituto d’imposta, cioè colui che lo Stato ha individuato come soggetto che deve riscuotere le multe, si fanno società temporanee che durano 6 mesi intestate a nullatenenti. Queste fanno da intermediarie ed acquistano il latte dagli allevatori fuori quota per rivenderlo a latterie o privati che, essendo secondi acquirenti, non sono tenuti a fare da sostituti d’imposta, oppure con ricorsi al TAR per cavilli,  tipo notifiche sbagliate etc., il termine per il pagamento delle sanzioni è sempre stato procrastinato.

Certo, con quello che si legge sui giornali, molti sono convinti in Italia  che con un buon avvocato e la compiacenza della politica i processi non si fanno mai.

Arriviamo ai giorni nostri, in cui un ex Ministro dell’agricoltura, “mister tolleranza zero”, trova cavilli per spostare ancora in là il momento in cui  questi, che finora si son fatti beffa delle regole, pagheranno il dovuto. Ironia della sorte in tutti questi anni la politica della CE è cambiata e col 2013 il regime contingentato finirà e già ora le quote pagate, una fortuna dai produttori diligenti che hanno seguito le regole, non valgono più niente.

Un punto inoltre da capire è che le “multe” sono tecnicamente un prelievo supplementare tendente a disincentivare la produzione fuori quota, quindi il produttore fuori quota non infrange la legge con l’eccessiva produzione ma solamente nel momento che non versa la somma richiesta dall’UE.

Altra conseguenza, meno conosciuta ai consumatori, di cui non si può avere una stima precisa ma molto importante è che le quote latte e la loro cattiva gestione hanno portato ad un mercato parallelo del latte, al di fuori dei controlli sanitari e fiscali, grazie a produttori poco attenti alle regole e ad aziende di trasformazione compiacenti. Questo ha fatto si che quest’ultimi potessero imporre all’agricoltore un prezzo nettamente inferiore a quello di mercato, abbassando così il corrispettivo pagato a tutti i produttori.

trattori-quotelatte-legaLa soluzione che propone la Lega, e che ha tanto sbandierato Bossi al comizio di Pontida rivolgendosi agli allevatori arrivati coi trattori, ovvero di interrompere il pagamento delle multe da parte degli allevatori che hanno sforato la produzione e di indennizzare chi invece ha subito dei costi e dei ridimensionamenti per rispettare le quote in suo possesso, oltre ad essere basato su un calcolo studiato da una Commissione d’inchiesta dell’allora Ministro Zaia, e non dall’Unione Europea, non risolve i problemi nè degli agricoltori che hanno acquistato le quote latte e sono sempre stati ligi ad osservare le regole perchè non c’è un euro per i rimborsi, nè di quelli che se ne sono sempre fregati perchè prima o poi il loro debito con l’Unione Europea dovranno saldarlo, con le conseguenze del caso.

2 Commenti


Twitter

segui Pier Ferdinando su twitter



Connect

Community

Login with Facebook:
Last visitors
Powered by Sociable!

ULTIME SEGNALAZIONI FACEBOOK

Facebook Fans

Twitter

segui Estremo Centro su twitter

Ultimi commenti

  • Stefano Tassinari: Non so quanto possa andare avanti questo attaccamento...
  • max: @ salvatore. molto esaurienti le risposte della redazione. Forse casini...
  • ..............: monti, fornero, passera, casini …. fascisti veri.
  • Dott2°.Ing.Arch.Giovanni Colombo: Gentile Onorevole Senatore Pier Ferdinando...
  • BENRIZ: Si riporta l’articolo di Valentina Napoleoni riguardante la...
  • salvatore: @ Redazione … [Confidiamo nel gran lavoro di Compagnon e...
  • Angelo: Se i giovani debbono scordarsi il “noiosissimo&# 8221; posto...
  • Patrizia: Credo che la parola “sepolcri imbiancati” sia il...
  • salvatore: @ Gentile Redazione, debbo di nuovo rilevare che tanto...
  • Dott2°.Ing.Arch.Giovanni Colombo: EC_rIChiEdo: Gentile onorevole...
udc tour