postato il 11 Febbraio 2015 | in "Politica"

Casini: “Silvio dà l’egemonia alla Lega. Così apre un’autostrada al Pd”

Pier Ferdinando CasiniL’intervista di Andrea Garibaldi a Pier Ferdinando Casini pubblicata sul Corriere della Sera

Pier Ferdinando Casini, dopo una carriera di 35 anni al centro dello schieramento politico, si confessa così: «Io? Faccio con convinzione il presidente della commissione Esteri del Senato. Credo che i partiti abbiano bisogno di protagonisti nuovi. Se qualcuno si profila posso dargli consigli. Se non me li chiedono, li capisco».

Ha rischiato di diventare presidente della Repubblica.
«Tsipras in Grecia proporrà come presidente un esponente del Partito popolare europeo scelto dal suo avversario, Samaras. Renzi avrebbe potuto scegliere questa strada accettando le proposte di Berlusconi e Alfano, cioè Amato e il sottoscritto».

Lei ha sperato?

«Fa piacere che il mondo moderato mi abbia indicato e sono grato anche a Berlusconi, dopo anni di incomprensioni. Ma non mi sono mai illuso. Ero sicuro che Renzi cercasse di compattare il Pd piuttosto che gettare un ponte verso il centrodestra. Ma tutto è bene quel che finisce bene».

Che presidente sarà Mattarella?

«Scrupoloso e serio, terrà conto delle ragioni di chi non lo ha votato, come e più di quelle di chi lo ha sostenuto».

L’elezione del presidente ha lasciato rancori. Le riforme andranno avanti?

«La vicenda del Quirinale ha avuto un ottimo epilogo ed è stata condotta con un molto “meno ottimo” metodo. Ma guai alla logica della ritorsione o della legittima delusione: confido che Berlusconi possa votare le riforme».

Non è quello che sta manifestando.

«Il superamento del bicameralismo, una legge elettorale che semplifichi il confronto politico servono all’Italia, non a Renzi. Una opposizione di livello ha bisogno che il sistema funzioni. Berlusconi ha sperimentato in prima persona che il sistema, così com’è, è inceppato».

Berlusconi si è avvicinato alla Lega di Salvini. Che succede nel centrodestra?

«Nel contesto europeo esistono due novità: da una parte Tsipras in Grecia e Podemos in Spagna, che contestano il rigore della politica europea; dall’altra, Marine Le Pen in Francia sta diventando un modello per tanti partiti, ma non può essere la strada per dare in Italia una prospettiva ai moderati».

Renzi in qualche modo ha risposto a queste novità.

«Renzi tenta di inserire nella tradizione della sinistra contenuti e persone nuove. Non si possono bollare tutte le adesioni al Pd degli ultimi tempi come esempi di funambolismo parlamentare. C’è un effettivo interesse per un partito che non ha più il volto ex Pci-Pds-Ds».

E nel centrodestra?

«L’area moderata è alla ricerca di identità smarrite, non trovano pace, non riescono a costruire un insediamento politico e sociale alternativo a Renzi. Così, ci può essere un revival del passato, ma gli equilibri sono cambiati: Bossi era trainato da Forza Italia, oggi è Salvini la lepre dietro cui corrono tutti».

Il centrodestra italiano da vent’anni è Berlusconi.

«I moderati si sono adagiati su Berlusconi e hanno rinunciato a raggiungere la maggiore età. Oggi lui sta cercando di rispondere al disagio del suo elettorato. Ma dare l’egemonia a Salvini è il più grande favore per Renzi».

E Alfano con il suo Nuovo centrodestra?

«La maggioranza di governo, di cui faceva parte anche Berlusconi, è nata da un’alleanza fra i riferimenti italiani di Ppe e Pse. Non mi meraviglia che Alfano possa lavorare per un’alternativa futura a Renzi. Il presidente del Consiglio — se vuole fare lo statista — dovrebbe favorire questo processo e non umiliare gli alleati».

Alfano aveva avviato un nuovo rapporto con Berlusconi.

«Non ha sbagliato. Nessuno ha il radicamento politico di Berlusconi e senza il suo apporto ogni tentativo è destinato a fallire. Però se privilegia la Lega può vincere in qualche regione, ma prepara un’autostrada per Renzi».

Si attribuisce a Renzi l’idea di un Partito della Nazione (o degli Italiani), che raccolga tutte le domande politiche. Anche lei lanciò il Partito della Nazione.

«Il mio progetto voleva rappresentare gli italiani moderati, che sono grande maggioranza, nel nome della responsabilità anziché del populismo. Poi però ha prevalso l’idea che ci si dovesse rivolgere a personalità e movimenti della società civile, descritti come superiori rispetto alla politica “malata”».

Montezemolo, Monti…

«Non personalizziamo. Ma, come oggi riconoscono tutti, alla prova dei fatti la società civile ha dimostrato di non poter sostituire la politica».

Renzi è il ritorno della politica sulla scena.

«Su questo mi trovo in sintonia con lui, politico di professione almeno come me (con la fortuna di avere molti anni di meno). D’altronde, abbiamo eletto un presidente della Repubblica che dimostra il valore della politica se è onesta e pulita e il valore della competenza».

Da presidente della commissione Esteri: che succede in Ucraina?

«Con superficialità abbiamo pensato che la Russia fosse ancora quella di Eltsin e Gorbaciov. Abbiamo consentito che a Bruxelles si parlasse con leggerezza di Ucraina nella Nato e di nuovi partner della Ue. Ora Merkel e Hollande stanno coprendo le assenze dell’Europa: va continuato il negoziato, senza armare gli ucraini».

2 Commenti

Commenti

  1. Pier sei il migliore, devi riorganizzare il centro destra


  2. Caro Presidente Casini,
    Volevo solo esprimerle il mio più sincero apprezzamento per l’intervista al corriere.
    Non so se si ricorda di me, io spero di si, visto che ho fatto diverse campagne elettorali per lei. Alle ultime politiche, mi hanno candidata nella lista UDC circoscrizione Calabria e quindi ho potuto verificare sulla mia pelle quanto siano vere le sue parole sul fallimento della società politica. Mio padre ancora oggi mi rinfaccia di avergli fatto votare Monti! Comunque posso aiutarla a ricordare dicendole che presentavo la chiusura della campagna elettorale a Cosenza, o la festa sulla neve in Sila.
    Ebbene, io le chiederei cosa dobbiamo fare con questo UDC. Questo non è più il partito in cui avevo scelto di militare qualche anno fa. Ovvio e scontato dire che abbiamo perso la guida. Il partito non c’è più, ma ancora oggi, anche alla luce della sua candidatura a Presidente della Repubblica che conferma lo spessore politico della sua persona, sono orgogliosa di poter dire che l’ho votata e l’ho fatta votare…diamine se l’ho fatta votare!
    Continui a rappresentare la faccia moderata dell’Italia, quella che è ben consapevole che la ragione non sta mai da una parte sola e che si può cambiare idea, perché più delle idee contano le persone.
    Glielo chiedo da italiana all’estero, oramai, follemente innamorata della sua Nazione e, ahimè, della politica.
    Cordiali saluti.




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