postato il 9 Aprile 2012 | in "In evidenza, Lavoro e imprese, Riceviamo e pubblichiamo"

Caro Casini, sull’articolo 18 giusto così: nessuno ha più alibi

“Riceviamo e pubblichiamo” di Pasqualino Filoni

On. Casini è un suo elettore che le parla, siamo ad una svolta storica per la crescita dell’Italia. Ora le aziende non hanno più alibi per non investire nel nostro gran bel Paese. La ringrazio per la giusta intesa raggiunta sulla riforma del lavoro e più specificatamente sull’articolo 18, ristabilendo il giusto equilibrio tra imprese e lavoratori, ma è chiaro che non possono essere accettate altre modifiche al ribasso sull’articolo 18. E’ un giusto compromesso tra aziende e parti sociali, simile a molte altre realtà in Europa se non addirittura migliore. Un’intesa c’è stata e si deve rispettare per il bene del paese, quindi bisogna andare avanti, è scaduto il tempo delle consultazioni ed è giunto quello delle decisioni. On. Casini auguri di buona Pasqua a lei e alla sua famiglia.

2 Commenti

Commenti

  1. Forse si dimentica troppo facilmente che l’Art. 18 fu introdotto e votato dall’allora Democrazia Cristiana. Da quel partito popolare che ben sapeva l’importanza sociale di un lavoro dignitoso e giusto. Incentivare gli imprenditori a licenziare significa uccidere il futuro e consegnarlo a rigurgiti di tensioni sociali che ci faranno precipitare in anni bui…la vicina Grecia insegna. Il problema dei mancati investimenti esteri non sono legati all’art. 18 di cui parla il gentile lettore. Ma è un problema legato alla mancanza di infrastrutture, alla lunghezza burocratica e a infiltrazioni malavitose lungamente tollerate.


  2. Gentilissimo Renato la salvaguardia e l’integrità dell’articolo 18 non sarà mai messa da me in discussione me ne guarderei bene,anzi vorrei sapere meglio chi e come valuterà la reale sussistenza dei motivi economici da parte di un’azienda per poter licenziare.volevo solamente approvare il fatto che comunque si dovrà tornare nuovamente davanti ad un giudice che in un primo momento non era più previsto. Poi volevo aggiungere almeno altri due motivi subito, a quelli elencati da lei per la mancanza di investimenti nel nostro Paese: l’altissima pressione fiscale e gli interminabili processi sia penali che civili e molte altre cause che per motivi di brevità non elenchiamo, con la speranza che nella fase due del governo vengano iniziate opere di ammodernamento in quei settori specifici, per far si che si possa tornare ad un graduale riavvio alla crescita. La ringrazio per aver letto il mio commento e di avermi dato la possibilità di chiarire meglio il mio pensiero. A presto!!! pasqualino




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