Archivio per maggio 2012

Venti anni fa

postato il 23 Maggio 2012

di Giovanni Villino

Sono passati venti anni. Quella sera è ancora viva e nitida nei colori e nei brividi che correvano lungo la schiena. Mi trovavo a casa dei nonni. Nella terrazza dei vicini si festeggiava un compleanno. Ad un certo punto ricordo lo squillo del telefono e la musica abbassarsi improvvisamente. Uno dei ragazzi, dopo aver parlato al telefono, tornando in terrazza dice: “Mario non può venire, c’è l’autostrada bloccata. Un attentato”. Corro in casa. Pochi istanti e la sigla del Tg1 “edizione straordinaria”.

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Imparare, una volta per tutte, la lezione di Falcone

postato il 23 Maggio 2012

di Adriano Frinchi

23 maggio 2012, il cielo su Palermo è grigio, le prime ore del giorno hanno portato pioggia e le nuvole gonfie sembrano voler  riproporre piovaschi nell’arco della giornata.

Vent’anni fa invece c’era il sole, una gran bella giornata di inizio estate. Nella sua tragicità, il 23 maggio 1992, fu un giorno bellissimo: il sacrificio di Giovanni Falcone, di sua moglie e degli agenti della scorta destò le coscienze degli italiani, Palermo e la Sicilia furono nei giorni seguenti come non sono mai state.

Oggi che il cielo è grigio e la pioggia scende mestamente sulle commemorazioni, nonostante in 20 anni tanto sia stato fatto nella lotta contro la Mafia, si ha la sensazione che poco sia cambiato. Coglie bene questa sensazione Giovanni Bianconi, che sul Corriere della Sera di oggi ipotizza: “se la Sicilia è ancora la stessa di Falcone”.

Il problema oggi non è commemorare di più e meglio Falcone e i suoi uomini, ma è assimilare una volta e per tutte la lezione civile di Giovanni Falcone, che è lezione di impegno, responsabilità e sacrificio.

Perché oggi non basta essere contro la Mafia, ma occorre essere contro il nostro lato oscuro, quello che alimenta i nostri pubblici vizi e soffoca le nostre inutili private virtù.

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Imprese, sblocco dei crediti è benzina nel motore del Paese

postato il 22 Maggio 2012


Provvedimento anti corruzione segnale forte e importante

Oggi è una giornata molto positiva per il governo e per l’Italia: abbiamo approvato il provvedimento anticorruzione, un segnale forte e importante per tutto il Paese. Il presidente del Consiglio ha annunciato i decreti ministeriali per la certificazione dei crediti delle imprese nei confronti della Pubblica amministrazione: benzina per il nostro Paese per crescere, perché di solo rigore si rischia di morire e lo sblocco dei crediti era quello che aspettavamo.
Siamo molto contenti che alle chiacchiere degli anni passati segua la politica dei fatti: è questo il modo migliore per aggredire la crisi e le avversità che si abbattono sul nostro Paese.

Pier Ferdinando

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Se Brindisi è la nostra Utoya

postato il 20 Maggio 2012

 di Adriano Frinchi

I recenti sviluppi delle indagini parlano di “gesto isolato” e allontanano sempre di più lo scenario della strage di Mafia dall’attentato che ha colpito l’istituto “Morvillo-Falcone” di Brindisi. Gli osservatori più attenti, pochi a dire la verità, avevano già capito dalle prime ore che non poteva trattarsi di un’azione della criminalità organizzata, ma professionisti dell’antimafia e dietrologi di ogni risma hanno avuto la meglio e si sono guadagnati qualche minuto di popolarità sulla tragica fine della povera Melissa.

Ma se Brindisi non è Capaci, o via D’Amelio o Piazza Fontana, cosa sono quelle tre bombole di gas esplose davanti ad un istituto di Moda? L’attività investigativa sembra suggerire uno scenario diverso e totalmente inaspettato che potrebbe avere preoccupanti somiglianze con Utoya, l’isola norvegese dove furono massacrati 69 giovani da Anders Behring Breivik.

Forse è solo una inquietante suggestione, ma il fatto che delle adolescenti che studiano moda possano diventare oggetto di tanta ferocia deve farci pensare. Indipendentemente dal risultato delle indagini dobbiamo chiederci cosa può spingere ad accanirsi con tanto odio contro i più giovani, contro delle ragazze indifese. Cosa può portare a distruggere i sogni e le speranze di giovani vite?

In questo momento nessuno ha una risposta, ma un brivido corre lungo la schiena se pensiamo che tutto ciò è accaduto nella nostra Italia. Forse la Mafia, la “strage di Stato” ci avrebbero lasciato, se così si può dire, più tranquilli perché si tratterebbe di un vecchio e noto nemico.  Ma quest’orrore che sembra nascere da un cuore umano ci lascia sgomenti, senza risposte. E in tempi di sofferenza e di difficoltà per le generazioni più giovani tutto questo diventa angosciante, quasi l’incarnazione di Saturno che divora i suoi figli.

Occorre ora attendere risposte da parte delle autorità, ma occorre anche pensare ad una risposta, una risposta da comunità civile. E in questo la Norvegia può esserci maestra: lì la dignità di un popolo e uno Stato di diritto hanno sconfitto l’orrore.

Davanti alla tragedia di Brindisi anche il terremoto che ha colpito l’Emilia sembra poca cosa, perché i danni di un sisma sono danni a cui si può porre rimedio mentre non ci sono cemento e vernice per la devastazione dell’anima e dello spirito. Sono danni che ci lasciano disperati e arrabbiati, ma sono danni che dobbiamo riparare tutti.

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Infrastrutture: in arrivo 100 miliardi di investimenti

postato il 20 Maggio 2012

“Riceviamo e pubblichiamo” di Mario Pezzati

Il governo Monti è finalmente passato alla fase 2, ovvero quella della crescita. Dopo avere preso di petto la lotta all’evasione, cominciato a tagliare le spese , avere sbloccato i pagamenti della Pubblica Amministrazione, ora il Governo punta decisamente sugli investimenti. Pochi giorni fa l’esecutivo ha iniziato il pressing sull’UE per sbloccare gli investimenti sulla banda larga e ora lancia, tramite il ministro Passera, 100 miliardi di euro in investimenti infrastrutturali.

Ciò significa investire una cifra pari a circa il 5% del PIL, ma soprattutto spendere soldi per realizzare investimenti che saranno direttamente profittevoli o che permetteranno alle aziende di vedere ridotti i costi mettendole così in grado di  reagire alla crisi attuale.

Il piano di investimenti è molto articolato e l’andamento dei lavori sarà consultabile da tutti via internet.

Passera ha dichiarato: “le opere fanno occupazione. Il nostro obiettivo è quello di crescere. Abbiamo calcolato che 27,7 miliardi di opere sbloccate produrranno circa 400mila posti di lavoro, di cui 120mila di nuovi e 280mila stabilizzati. Ora contiamo di tenere un altro Cipe corposo entro la fine di giugno”.

Ha inoltre aggiunto: “È una cifra molto importante perché rappresenta il 5-6% del Pil e può fare la differenza per la crescita del paese, tenendo conto che non si tratta solo di soldi pubblici, ma anche privati e comunitari”.

Concretamente dobbiamo considerare che alle opere cantierabili tra il 2012 e il 2013 (27,7 miliardi) si aggiungono altri 24,5 miliardi, di cui circa 6,7 miliardi ancora da reperire (che verranno trovati tramite project financing e la partecipazione di privati). Infine, per opere canteriabili tra il 2014 e il 2015, arriveranno altri 50,9 miliardi. In totale saranno investiti nelle opere infrastrutturali circa 103,1 miliardi da qui al 2015, con una media di investimenti di circa 25 miliardi l’anno.

Un sito internet seguirà lo stato di avanzamento delle opere pubbliche con un aggiornamento trimestrale, per permettere ai cittadini di vedere come i soldi verranno spesi e per garantire la massima trasparenza.

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