postato il 8 Febbraio 2011 | in "Europa, Immigrazione, In evidenza, Riceviamo e pubblichiamo, Sicurezza"

“Il Multiculturalismo è fallito” parola dell’Europa (che conta)

Dimentichiamoci per un attimo dell’attuale “politica” italiana. Ruby, la casa di Montecarlo, Scilipoti e i responsabili, ecco per 2 minuti -solo 2, giusto il tempo di leggere queste poche righe- dimentichiamoci di tutto ciò, e proviamo a guardare a ciò che accade in Europa in particolare riguardo alle politiche sociali e dell’integrazione.

Cittadinanza e integrazione sono un tema scottante per la società, e quindi, “ovviamente” (non per l’Italia),  sono un argomento di cui c’è necessità di discutere. E, infatti, due dei principali leaders europei hanno deciso di mettere il tema in discussione, oserei dire, aprendo un dibattito europeo:

Prima la Cancelliera Tedesca, Angela Merkel (Cdu), lo scorso ottobre, poi, la scorsa settimana, David Cameron (Partito Conservatore), hanno pressochè espresso lo stesso concetto: “Il Multiculturalismo è fallito“.

Queste sono parole forti. Molto forti. E’ riscontrabile la volontà di cambiare metodo d’azione riguardo cittadinanza e integrazione, forse perché riconosciute fallimentari. E, vista la sede scelta da Cameron per affrontare la questione (Conferenza di Monaco sulla sicurezza), chissà che forse non sia giunta l’ora di affrontarla pienamente  con un approccio unico europeo.

Ma cosa hanno detto la Merkel e, soprattutto, da ultimo, Cameron?
Hanno detto che il Multiculturalismo -ossia l’accostare, l’affastellare tante culture diverse, le une vicine alle altre, nel pieno rispetto di ciascuna, ma nella totale incomunicabilità, nonché impenetrabilità, nonché mancanza di volontà di integrazione- è fallito. Perchè non può bastare un appello al rispetto di ogni cultura, che si traduce nel lasciare in pace chi rispetta la legge. Non può bastare una posizione neutrale in mezzo a diversi valori.  Non può bastare, parrebbe dire, una libertà fatta da un lasciare fare senza coordinate utili a percorrere una certa direzione, una libertà, quindi, che si rivela essere disorientante e senza punti di riferimento, né per chi è già cittadino né per chi miri a diventarlo.

E già qui, già affermando, in sede ufficiale ed internazionale, quella che è una sentenza definitiva senza ritorno, si sono poste le basi per una svolta.
Ma ciò non basta.

Perché dopo la “pars destruens” viene la “pars construens”.
E anche questa è forte, e capace di scontrarsi con alcuni luoghi comuni e facili risposte di pancia .

Sono sempre buone e attuali le parole di J.F.Kennedy, pronunciate sotto la Porta di Brandeburgo: “dobbiamo costruire un maggior senso di orgoglio comune così che le persone si sentano libere di poter dire: sono musulmano, hindu, cristiano, ma sono anche londinese o berlinese“.
Ne è passata di acqua sotto i ponti, ma, evidentemente, le Politiche adottate sinora non sono riuscite a conseguire questo chiaro, ma ancora non raggiunto, obiettivo.

La proposta di Cameron è “bastone e carota”. “Bastone” quando chiarisce che non si può abbassare il livello di guardia quanto al rischio che si creino zone potenzialmente capaci di creare sacche estremistiche. Ma proprio il multiculturalismo, l’affermazione del diritto alla convivenza di tante culture le une a fianco delle altre , ma allo stesso tempo chiuse nella loro stanze a chiusura stagna, sfocia in questa, certamente non voluta,  pericolosa degenerazione. Quindi va riconosciuta e combattuta senza esitazioni “l’ideologia politica” -così dice Cameron- che sta alla base del radicalismo di matrice islamica.

Ma, ecco qui un bel pò di “carota”, Cameron ha detto chiaramente che “Estremismo e Islam non sono la stessa cosa. C’è chi dice -prosegue il Premier inglese- che Islam e Occidente siano inconciliabili e che sia in corso una guerra di civiltà. Quindi dobbiamo proteggerci da questa religione, o attraverso la deportazione forzata vista con favore da certi fascisti, o vietando la costruzine di nuove moschee come suggerito in alcune parti d’Europa (ecco, forse qui Cameron parla anche di noi…forse…). Queste persone -conclude chiaramente Cameron- alimentano l’slamofobia e io respingo fermamente i loro argomenti”.

In Patria, come in tutta Europa (forse qui, però, noi non siamo compresi), il discorso è stato accolto da forti e intense discussioni.
Ma, forse, il fatto significativo è che Germania e Inghilterra (e, probabilmente anche in  Francia) hanno deciso che è il momento della svolta, quanto a cittadinanza e integrazione.
Non si può avere, così, su due piedi, e da una persona sola, la soluzione a tutti i problemi. Questo è chiaro.

Il fatto importante è che in Europa, non in Italia, si è deciso di affrontare, seriamente e, chissà, magari anche in questo ambito, coralmente un problema concreto e che tocca tutti i cittadini dell’Unione Europea (attuali o futuri!) da vicino, da molto vicino.

Quello che mi chiedo adesso, dopo aver letto le posizioni di Cameron e della Merkel, è una cosa semplice:
Quale è il pensiero del Governo Italiano attuale al riguardo?

“Riceviamo e pubblichiamo” di Edoardo Marangoni

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