postato il 2 Aprile 2019 | in "Spunti di riflessione"

Venezuela: la battaglia deve continuare, Italia riconosca Guaidò

Lo scorso giovedì 28 marzo il Parlamento europeo ha varato una risoluzione importante, in cui ha chiesto per il Venezuela elezioni presidenziali immediate, trasparenti e credibili.
È ormai acclarato a livello internazionale che nei giorni scorsi sono arrivati aiuti militari russi, aerei russi e mercenari russi, che sono atterrati a Caracas e che stanno costruendo il nerbo dei cosiddetti colectivos, gruppi paramilitari che stanno sorgendo in questo momento in Venezuela e che sono organizzati, direttamente al servizio del regime, dai presidenti delle province e dagli alcalde, cioè dai sindaci delle principali città, che sono vicini al presidente Maduro.
Credo che non abbiamo bisogno di dimostrazioni ulteriori: ormai le interferenze estere, che denuncio in quest’Aula del Senato della Repubblica italiana, ci sono, sono acclarate e non hanno niente a che fare col presunto imperialismo americano, ma hanno a che fare solo con Cuba, con la Russia e con una serie di Paesi, che in questo momento, come sanguisughe, stanno approfittando della drammatica situazione del Venezuela. Abbiamo solo sentimenti di amicizia per il popolo russo e credo che nessuno di noi coltivi sentimenti che non siano di grande rispetto per il presidente Putin, ma non possiamo tacere davanti a questi fatti, che in questi giorni stanno ancora una volta colpendo l’inerme popolazione venezuelana. In queste ore una donna è stata uccisa proprio dai colectivos e abbiamo episodi giornalieri, che ci dimostrano come va avanti questo processo di intimidazione, che è l’unico che può consentire a Maduro di tenere in pugno la situazione, perché il popolo è tutto dall’altra parte. È stato anche messo in prigione il capo della segreteria del presidente Guaidò, a cui rinnoviamo la nostra stima, la nostra amicizia e il riconoscimento del popolo italiano.
Vorrei rivolgermi ai colleghi del Gruppo MoVimento 5 Stelle: do atto al presidente di Maio del fatto che, uscendo dagli incontri che ha avuto con Bolton a Washington, ha dichiarato pubblicamente – di questo gli sono personalmente grato, perché la posizione del Governo italiano fino a qualche settimana fa era diversa – che non riconosciamo Maduro come presidente. È qualcosa, ma non basta. Come i principali Paesi europei dobbiamo arrivare al riconoscimento di Guaidò e chiedere alle Nazioni Unite un intervento assai più significativo di quello che abbiamo avuto fino ad oggi, perché le elezioni libere mentre I colectivos impazzano in Venezuela sono semplicemente impossibili da realizzare. Signor Presidente, la ringrazio dell’attenzione e ringrazio colleghi: penso che la nostra battaglia per il Venezuela debba continuare

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