postato il 3 giugno 2018 | in "Politica, Rassegna stampa"

“Se il governo ferma la locomotiva Emilia ne pagherà il prezzo”

L’intervista di O. Romanini pubblicata sul Corriere di Bologna

Era dai tempi del governo De Mita del 1988, 30 anni fa, che Bologna e l’Emilia non rimanevano fuori dal governo e l’esclusione preoccupa il governatore Stefano Bonaccini. Qual è la sua idea?
Fa parte della fisiologia democratica – replica Pier Ferdinando Casini, senatore centrista eletto col sostegno del PD – e in fondo tante cose sono cambiate. Per me il problema non è tanto se ci sono ministri o meno di Bologna o dell’Emilia, il problema è l’approccio che questo governo vuole tenere rispetto alle regioni.

Cosa la preoccupa?
Se applicano la teoria di non fare prigionieri e governano come se gli altri non ci fossero, allora si crea un bel problema. Se procedono in questo modo dovranno risponderne e ai cittadini che sono intelligenti e capiscono bene queste cose.

Il Passante di mezzo sembra ora essere a rischio.
Ecco, per dirne una. Se governano mettendo il bastone tra le ruote ai Comuni e alle Regioni guidate dal centrosinistra e applicano una politica dei veti e se cercano di arrestare l’Emilia, una delle regioni più forti d’Europa, ne pagheranno il prezzo. Quando si fa un governo si smette di fare campagna elettorale.

Questo giornale ha scritto che l’Emilia rischia il testacoda: è una grande forza economica ma potrebbe diventare un nano politico.
L’Emilia è una potenza economica e probabilmente la gente che abita qui non si è resa conto fino in fondo di cosa siamo perché l’Emilia è come la Lombardia, la Baviera, è il Real Madrid delle regioni. Il blocco delle opere per l’Emilia e esiziale

Si è formato un asse populista che ha accettato la sfida di governare il Paese. Cosa deve fare l’opposizione?
Si aprono opportunità enormi per le forze progressiste e moderate. In questo momento Forza Italia è totalmente fuori dai giochi, bisogna parlare anche a un elettorato moderato che non ha intenzione di seguire la Lega.

Pensa ad un’alleanza tra PD e Forza Italia?
Non penso tanto a un’alleanza tra i partiti, ma qui siamo di fronte a una svolta epocale e bisogna che lo si capisca. Se l’obiettivo del PD è quello di recuperare solo Leu, allora tanto vale andare al mare. La sinistra va recuperata, certo, ma non basta. Il PD deve superare lo scoglio psicologico, bisogna unire moderati e progressisti.

Non sembra facile.
Se Lega e Cinque Stelle hanno avuto la disinvoltura di fare quel passo, anche i dirigenti del PD possono farlo i militanti sono molto più avanti dei loro dirigenti.

È fiducioso per il futuro?
Pur con tutti i miei peccati sono un cristiano e un cristiano il dovere della speranza.

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